"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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lunedì 10 luglio 2017

Vaccini, molte perplessità e scarsa chiarezza...

Vaccini, molte perplessità, mai fugate...
Sono molto perplesso sul programma di governo che prevede la vaccinazione estesa a 12, ora 10 parrebbe, vaccini. Premetto, non sono medico e ammetto la mia ignoranza in materia ma,  da cittadino, sono curioso di capire la questione. Alcuni anni fa mi sono occupato di inceneritore a Trento, prendendo parte attiva ad uno dei comitati promotori di soluzioni diverse all'incenerimento dei rifiuti. Che c'entra, direte voi, con la questione vaccini? Ebbene, in quel periodo ho avuto diversi contatti con medici di ISDE (www.isde.it)- International Society of Doctors for Environment, noti anche come "medici per l'ambiente" e, quindi mi sono rivolto a loro per avere un quadro della situazione. Ho chiesto loro di spiegarmi perché sarebbe così importante vaccinare in maniera diffusa come proposto dalla ministra Lorenzin. La situazione è molto controversa, poiché tra i medici stessi vi sono grandi perplessità su questa strada che il nostro governo sta intraprendendo. Mi hanno mandato alcune riflessioni e domande che non trovano risposte da parte del mondo politico, avendole loro rivolte alla ministra stessa, la quale però, attualmente, non sembra disponibile a dare dati e risposte oggettive, aldilà di quelle già note a mezzo stampa o nella versione ufficiale del decreto stesso (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/7/17G00095/sg).
Le domande, che faccio mie, come semplice cittadino, sono le seguenti:
  1. Quali sono le verità scientifiche che dimostrano la necessità dei 12 vaccini, ora pare diventati 10? Dove è possibile reperire tali dati, sempre se esistono?
  2. Abbiamo in corso 10/12 probabili epidemie in Italia, tali per cui è giustificabile un provvedimento così incisivo?
  3. Sono mai stati verificati gli effetti di un trattamento vaccinale (12 vaccini in un anno) come quello previsto nel decreto, su un campione significativo di popolazione? 
  4. Quali i possibili rischi per la generazione di neonati sottoposti a ben 10/12 vaccinazioni, non conoscendone gli effetti collaterali, dato proprio il tempo di somministrazione molto breve?
Mancano le risposte a questi quesiti, che anche un normale e semplice cittadino come il sottoscritto, dovrebbe essere in grado di comprendere e valutare. 
A puro titolo personale, mi viene un'altra domanda:" perché la necessità di istituire questa obbligatorietà così spinta? Non è che qualche azienda farmaceutica spinge fortemente su scelte politiche di questo genere, per ovvi motivi di interesse commerciale?" Se un ministro della Repubblica non dà informazioni sufficienti e non chiarisce bene tutti gli aspetti di una proposta sanitaria simile, è ovvio che nascano le proteste di piazza (http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/02/vaccini-lorenzin-decreto-martedi-trento-protesta-contro-lobbligo-ma-non-chiamateci-no-vax/3631241/) e si creino pensieri strani ( o forse no?) su collusioni tra politica e mondo farmaceutico che, ovviamente, non sono assolutamente provate. 
Ma allora, rimane ancora la domanda principale...perché tutto questo e in questo modo, non condiviso, non sufficientemente spiegato, propinato con poca base scientifica o, quantomeno, con dati non diffusi in maniera chiara?

Risposte si attendono, per creare cultura della prevenzione, non per dividere ulteriormente il Paese. 

sabato 11 aprile 2015

Intervento di Marco Ianes alla presentazione della coalizione - sala Cooperazione- Trento 11 aprile


Sono intervenuto alla presentazione della coalizione  di centro sinistra autonomista, per le prossime elezioni del 10 maggio a Trento.
Ecco il testo del mio intervento.




Buon giorno a tutte e a tutti.

Ieri sera ho incontrato un caro amico e, chiacchierando, ovviamente, gli ho chiesto se mi avrebbe sostenuto, se avrebbe dato fiducia ai VERDI DEL TRENTINO alle prossime elezioni.

Sorridendo mi ha risposto:” Molto volentieri, conta sul mio appoggio perché state proponendo una politica credibile, innovativa e sostenibile. Siete interessanti!”

Bello, no? Un cittadino che ti dice che stai facendo qualcosa di credibile e coinvolgente è il massimo a cui si può aspirare facendo politica.

Noi VERDI DEL TRENTINO vogliamo proporre temi che parlano ai cittadini di SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE, DI SOSTENIBILITA’ ECONOMICA, DI SOSTENIBILITA’ ETICA, DI SOSTENIBILITA’ POLITICA.

Certo, ogni tanto diciamo anche qualche  NO! Ma non si tratta mai di negazioni ideologiche! Quando diciamo NO è perché siamo in grado di proporre un’alternativa migliore, studiata e approfondita dalle professionalità  che sappiamo mettere in campo e la nostra lista ne è un chiaro esempio! Quando diciamo NO è perché  esercitiamo il nostro ruolo di sentinelle di questa coalizione!  Le nostre proposte sono  sempre mirate a cercare la soluzione più sostenibile; dalla gestione dei rifiuti,  che nel passato ci ha anche visti su posizioni  diverse, alle più recenti proposte sullo sviluppo sostenibile del monte Bondone, piuttosto che ad alcune idee di rilancio dell’economia  con interventi sul  recupero edilizio e sul risparmio energetico.

Siamo quindi, ATTORI COMPRIMARI di questo nuovo film che ci apprestiamo a girare, sotto la capace regia del nostro sindaco ALESSANDRO ANDREATTA. Lui che, proprio l'altro ieri, nella conferenza stampa della presentazione della nostra  lista, ci ha  riconosciuti come partner affidabili, a volte anche critici , ma un amico fidato deve anche essere critico  ; deve metterti in guardia quando stai per commettere un errore; altrimenti che senso ha lavorare assieme? Ma quando critichiamo lo facciamo con garbo e dopo la giusta e attenta analisi che deriva proprio dalla serietà e dalla preparazione   delle persone che si mettono in gioco in questa nostra splendida lista che proponiamo alla cittadinanza di Trento.

Siamo qui per portare un contributo progettuale RILEVANTE a questa coalizione; ciò che proponiamo alla nostra città, ai nostri cittadini,  è un progetto che è  pienamente e totalmente sinergico con quello elaborato  dal nostro   sindaco, che peraltro nasce da un percorso condiviso tra tutte le forze politiche che oggi vedete qui, unite per gli obiettivi comuni del buon governo della nostra splendida città.

Siamo qui per proporre una visione di una Trento del futuro che sia degna della qualifica  di SMART CITY, città intelligente, per la quale ci impegniamo a lavorare a fondo.

Insieme ai miei compagni di viaggio, nella lista che qui rappresento  oggi, voglio proporvi una visione di Trento solidale, ma attenta alle esigenze sempre più elevate di riacquistare quel senso di  sicurezza che alcuni cittadini sembrano non  percepire più come una volta; vogliamo parlare di Trento, città dello sviluppo sostenibile, del recupero edilizio,  della riqualificazione energetica, dell’agricoltura; ma anche di una Trento che promuova il concetto di città intelligente a tutto campo,  nello sport per tutti,  nelle politiche sociali, nella tecnologia a portata di tutti,  per facilitare il dialogo tra pubblica amministrazione e cittadini. Una TRENTO amica degli animali, con servizi per i nostri  amici  a quattro zampe  che siano  all’altezza di una città europea; una TRENTO che sappia progettare un  nuovo PIANO REGOLATORE GENERALE adeguato alle esigenze dei cittadini, in linea con le reali possibilità economiche attuali certamente, ma che dia anche prospettive future, perché dobbiamo riprendere ad avere la speranza di poterci progettare il futuro; nonostante la spending rewiev, dobbiamo riprendere una progettualità che sia SI, sobria, ma che apra anche alla speranza di un futuro migliore , la speranza di vedere una città sempre più a misura di bambino! Sì, a misura di bambino, perché se  la città è a misura di bambino, è una città meno inquinata, una città con tanto verde pubblico, una città con un traffico sostenibile, una città  intelligente che risparmia risorse proprio per il futuro degli adulti di un domani! Dei nostri figli!  Dobbiamo riprenderci il diritto a credere nella possibilità di migliorare la nostra città!

I VERDI DEL TRENTINO sono qui per proporsi come interlocutori attenti e preparati alle sfide che verranno; abbiamo molte professionalità di rilievo nella nostra lista:  urbanisti, architetti, tecnici preparati nel settore energia e rifiuti, insegnanti…; siamo in grado di dare un contributo progettuale significativo e qualitativamente molto elevato.

Per questo noi crediamo nelle nostre forze, per questo vogliamo essere protagonisti  in questa avventura; siamo qui perché vogliamo governare la città, assieme al nostro sindaco Alessandro  Andreatta, al quale diamo pieno e totale appoggio, con lealtà e sincerità.

Buon lavoro a tutti. 

martedì 22 ottobre 2013

Cambiamenti climatici e cambiamenti politici.


In questi giorni è stato reso noto il rapporto dell’IPCC, organismo internazionale - Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico). Ebbene, è un dato consolidato che, i cambiamenti climatici a cui assistiamo sempre più, sono determinati dall’attività antropica, cioè dell’uomo. Il modello di sviluppo che abbiamo perseguito finora e che molte forze politiche vorrebbero continuare a sostenere, non garantisce più equilibrio al nostro eco-sistema; tali cambiamenti climatici alterano la sicurezza dei nostri territori, se ne vede esempio continuo, quando piove in abbondanza; sia per la smisurata quantità di precipitazioni, sia per la scarsa capacità di assorbimento dei terreni, devastati da costruzioni assurde, permesse nei decenni addietro. Ma, se l’attività umana ha determinato tali cambiamenti e tali disastri, in maniera altrettanto efficace, possiamo mettere in campo progettualità innovative per ricondurre l’ecosistema in binari di autoregolamentazione sostenibile. Un approccio diverso è necessario, progettando sistemi produttivi che siano sostenibili e ecocompatibili, dedicando risorse alla ricerca scientifica nell’ambito del recupero del patrimonio edilizio esistente, impedendo ulteriore consumo di territorio e lavorando per mettere il sicurezza le situazioni esistenti. Per fare ciò è necessario un cambiamento politico, un approccio metodologico che permetta di favorire leggi e decreti che regolamentino in maniera inequivocabile questo nuovo corso necessario e indispensabile per ridare stabilità al nostro ecosistema. Tali percorsi virtuosi devono essere attivati urgentemente e, per fare ciò, è necessario anche un rinnovamento politico, possibile solamente dando fiducia a persone che credono in questi percorsi innovativi che potrebbero produrre davvero un nuovo modello economico e sociale. Per rinnovare la politica e dare forza a queste prospettive di speranza è necessario, direi indispensabile, che tutti noi cittadini si vada a votare e lo si faccia in piena libertà da schemi precostituiti, senza l’assillo del “piazerot” che il voto dato al solito amico potrebbe generare; se, tutti noi Trentini, andiamo a votare esprimendoci sulla base delle proposte reali che i vari candidati intendono portare avanti, possiamo davvero contribuire a cambiare la politica in meglio, a nobilitarla e a farle recuperare la credibilità persa. Andiamo a votare, domenica prossima, restare a casa significa darla vinta a chi vuole una politica a favore degli interessi di pochi, rispetto ai beni comuni di tutti; andiamo a votare tutti e facciamolo con spirito libero da ogni preconcetto e, forse, daremo prova di essere un popolo che merita davvero di avere un’autonomia integrale; diversamente, se lasciamo vincere il partito del non-voto, non potremo mai lamentarci della devastazione dell’ambiente, del consumo del territorio, della politica del “piazerot” o dei vari eletti che magari non ci piacciono! Andiamo a votare, per cambiare assieme.

Il 27 ottobre, cambiamo assieme; prova a darmi fiducia, esprimendo un voto agli ECOLOGISTI E CIVICI VERDI EUROPEI e scrivendo IANES.





lunedì 26 agosto 2013

Nuove prospettive, nuovo gruppo di lavoro per un nuovo Trentino eco sostenibile.



Dopo un percorso condiviso, attraverso la costituente ecologista, abbiamo unito le forze in questo soggetto politico, Ecologisti e civici Verdi Europei, per presentare un gruppo di lavoro coeso, che porti avanti i temi dominanti del futuro, sia  dal punto di vista economico che ambientale.
Molte persone pensano che rispetto e tutela dell'ambiente e sviluppo economico ed industriale siano temi tra loro in antitesi.
Ebbene, non è così e noi vogliamo dimostrarlo, con proposte innovative di sviluppo eco sostenibile; un approccio culturale, politico e tecnico diverso, che sappia valorizzare al massimo le peculiarità del nostro territorio e le grandi capacità della nostra gente trentina.
Vogliamo proporre alcuni percorsi nuovi per risolvere temi  rimasti  in sospeso; ad esempio la grande partita della gestione dei rifiuti, la famosa "chiusura del cerchio" che molti amministratori, purtroppo anche nell’attuale centro sinistra e lo dico criticamente, ci proponevano sostenendo l'inceneritore. Ebbene, in questo campo abbiamo soluzioni reali e all'avanguardia, da proporre ai nostri futuri partner di governo provinciale, che metteranno in campo tecnologie assolutamente non invasive e che permetteranno rientri economici, in riferimento alla gestione dei rifiuti, che sorprenderanno i più scettici.  Saremo forza di governo attiva, propositiva, critica sui temi a noi cari, ma sempre con proposte sostenibili.
Proporremo investimenti lungimiranti nel campo della ricerca scientifica atta a riversare sul territorio prospettive di sviluppo economico in sinergia con la valorizzazione delle peculiarità di questa nostra terra, che ha nel turismo, nell'agricoltura sana e di alto livello e nell'artigianato di elevata qualità i propri capisaldi.
In un unico concetto, raccolgo sinteticamente ciò che, dal punto di vista dello sviluppo economico eco sostenibile, ci vedrà impegnati in prima linea :sviluppo del concetto di  blue economy!
La blue economy affronta le problematiche della sostenibilità al di là della semplice conservazione: lo scopo non è investire di più nella tutela dell’ambiente, tema peculiare della green economy, ma di spingersi oltre, verso la rigenerazione affinché tutti possano beneficiare dell’eterno flusso di creatività, adattamento e abbondanza della natura. Così facendo si possono creare nuove imprese e nuovi posti di lavoro. Non è una visione utopistica, ma una prospettiva innovativa che va messa in campo per rispondere in maniera diversa a problemi economici e ambientali che non sono più gestibili con i modelli tradizionali; il modello economico attuale, che molti politici e industriali vogliono mantenere, non ha più margini di sviluppo ed è arrivato ad una saturazione irreversibile.
Da qui, da oggi, parte la nostra campagna per il rinnovamento del Trentino, un rinnovamento sociale, culturale, industriale e ambientale, che dovrà coinvolgere tutti i settori; scuola e formazione, artigianato, industria, agricoltura e attività sportive e culturali. In tutti i campi proporremo idee nuove, percorsi sostenibili e credibili. Per questo chiediamo ai nostri elettori di seguirci attentamente nei programmi. Non proponiamo le solite cose "ambientaliste ed ecologiche"; proponiamo nuovi modelli di sviluppo, di crescita economica e culturale, per tutti, indistintamente, senza preconcetti ideologici. Seguiteci nei programmi  e restate connessi. Potreste rimanere sorpresi, in questo marasma di mediocrità politica che siamo costretti a subire giornalmente.
Sosteneteci e sostenetemi in questa campagna elettorale, dove molti vecchi marpioni della politica vogliono far passare per novità le loro proposte, che sono ormai obsolete e non credibili. La nostra proposta prevede veramente una visione nuova di un Trentino in crescita, nel rispetto e nella vera tutela dell’ambiente in cui viviamo.

domenica 7 luglio 2013

Quinto conto energia chiuso, finisce un'era, e ora?

Sabato 6 luglio alle 24, è scaduto ufficialmente il quinto conto energia. Dal 2005, anno di attivazione del primo conto che metteva in campo le tariffe incentivanti per l'energia prodotta dal fotovoltaico, la nostra politica ha saputo emettere ben cinque versioni, ognuna diversa dall'altra, sia per la parte tecnica, sia per la parte di incentivazione vera e propria, in maniera spesso confusa e creando non pochi subbugli e confusioni in un settore in forte espansione. Nel secondo conto energia si è voluto dare un impulso enorme all'industria del fotovoltaico, aprendo però la strada a fortissime speculazioni dettate da incentivi spropositati, che toccavano punte di 0,48 E/Kwh; un piccolo esempio pratico: il proprietario di una centrale da 2,5 MW che produce circa   3.000.000 Kwh/anno, riceve la bellezza di 1.440.000 euro a fondo perduto ogni anno e per 20anni, al quale viene sommata la cifra di vendita dell'energia, pari a 0,09 E /Kwh, cioè altri 270.000, per un totale di 1.710.000 euro all'anno; la centrale è costata circa 6milioni e, dedotte le tasse, in 5/6 anni si è ripagata. Per altri 15 anni l'investitore tiene tutta la cifra, ovviamente dedotte le tasse, che portano ad un utile netto di circa 855.000 E, meno qualche "spicciolo" stimabile in 30/40.000 euro/anno di  gestione, concludendo circa 800.000euro all'anno e per 15 anni, netti intascati grazie ai mega incentivi che hanno aperto le porte a queste speculazioni. Abbiamo assistito ad un vero e proprio boom del settore, con la nascita di aziende strutturate per dare il servizio di installazione di questi impianti, anche di quelli piccoli, ma ora che tutto è finito, che si fa? Lo stato italiano dà un calcio ad uno dei pochi settori che era davvero in via di sviluppo e che garantiva crescita occupazionale esponenziale. Il tutto però, è stato gestito a servizio dei grandi speculatori e non certo del bene comune, come invece avrebbe dovuto essere. Se, fin dallo start di questa avventura, si fosse pensato a privilegiare gli impianti  che miravano a soddisfare il fabbisogno energetico delle varie aziende e delle famiglie, la procedura delle tariffe incentivanti sarebbe potuta diventare strutturale e,quindi, creare un nuovo settore organico della nostra industria italiana, durevole nel tempo, con risvolti occupazionali stabilmente in crescita.  Che dire poi, del piano industriale, inesistente, in merito alle fabbricazioni delle varie componentistiche di settore? Abbiamo ignorato del tutto il settore,favorendo le industrie straniere che hanno investito in inverter, pannelli e strutture varie, invadendo il nostro mercato e, noi italiani, invece di radicare il sistema, convertendo le fabbriche in crisi  in nuovi stabilimenti che producono macchinari e tecnologia per il settore, abbiamo continuato a foraggiare le speculazioni, portando la spesa che sostiene il fotovoltaico ad un limite tale  da dover fermare la macchina, in un momento di crisi estrema. Quanto poco lungimirante è stata questa politica di "sviluppo" del sistema del settore delle energie rinnovabili; e rischiamo di cadere di male in peggio. Ora, ci sarà il tampone dello sgravio fiscale del 50%, ma solo per i privati; le aziende che vogliono provare ad investire per il loro  fabbisogno energetico o lo hanno fatto prima o, ora, si scordino qualsiasi forma di aiuto a crescere: da massimo della speculazione allo zero del nulla!  Rimangono le nuove frontiere, che la tecnica, per fortuna, mette in campo e che, a volte, fa si che gli errori della politica miope vengano mitigati, almeno in parte. Infatti, stanno sviluppandosi nuovi sistemi di accumulo dell'energia, con costi sempre più ridotti; in tal modo si apriranno nuovamente le possibilità di impiego delle energie rinnovabili , fotovoltaico in particolare, che permetterà di tenere in carica accumulatori che forniranno l'energia di notte, quando il sole non fa funzionare i pannelli fotovoltaici; basterà dimensionare correttamente l'impianto, in maniera tale da produrre un po' di energia in più del necessario , la quale servirà, appunto, a ricaricare le batterie. Queste le nuove frontiere del settore, che si avvicinano a grande velocità. E qui già tremano i grandi produttori/distributori di energia, che vedono in questo sviluppo un chiaro limite ai loro profitti e stanno già muovendo le loro pedine per rallentare lo sviluppo.Cosa  inventerà questa politica asservita ai grandi distributori di energia, per fermare questa corsa tecnologica? Quali nuove strategie verranno impiegate per impedire che famiglie e imprese possano avere l'energia democraticamente e con costi ridotti? Staremo a vedere, ma intanto il quinto conto energia è finito, al 31 dicembre finisce lo sgravio fiscale e,se la politica continua a chiudersi in beghe assurde e non guarda a nuovi piani  industriali reali e credibili, saremo sempre più in crisi, energetica e sociale. Lo sviluppo di una nazione è basato su piani industriali credibili e sostenibili, non su leggi e leggine che favoriscono gli interessi di pochi a scapito del bene comune; in Italia questo non è ancora stato recepito del tutto, visto che di piani industriali poco si parla e si privilegiano prelievi fiscali assurdi, che fanno cassa nell'immediato, ma che non creano futuro.  Necessario e indispensabile gettare le basi di un nuovo modello economico, che parta dalla conversione industriale delle fabbriche in affanno, commutandole in siti produttivi di tecnologie e materiali realmente spendibili e funzionali sui mercati: produzioni di auto elettriche, di sistemi eolici, fotovoltaici, nuove tecnologie del settore sanitario;questi sono solo alcuni cenni di settori di mercato in via di sviluppo che non stiamo incentivando, ma che stiamo snobbando,continuando a cercare di far sopravvivere "cadaveri" produttivi che sono vecchi e inutili. Senza nuove idee, nuovi modelli economici e industriali, non vi è futuro, ma solo il triste declino di una società che non sa rinnovarsi.

domenica 7 aprile 2013

Il programma prima dei nomi.


Non v'è dubbio, come giustamente ha detto il consigliere Giorgio Lunelli, che il candidato presidente della futura coalizione dovrà essere una persona che crede nella squadra. Però, vorrei aggiungere anche che dovrà credere e sostenere un programma politico condiviso, costruito assieme alla coalizione e che garantisca uno sviluppo sostenibile al nostro Trentino, garantendo e salvaguardando i valori dell'autonomia, difendendola non certo con arroccamenti, bensì ristrutturandola per ridarle vigore e credibilità, quella credibilità che, a livello nazionale, non sempre è riconosciuta. Dunque, perché noi Ecologisti e Reti civiche - Verdi Europei non abbiamo fatto il nome del nostro candidato o candidata? Semplicemente perché crediamo fortemente che,dal programma solamente si possa partire per identificare le persone che lo possono sostenere; soprattutto crediamo sia necessario proporre, agli elettori, le idee di un centro sinistra autonomista rinnovato, nei programmi, nei metodi, nelle persone. Alcuni spunti di riflessione, noi li abbiamo e vorremmo cercare convergenza e sintesi comune, prima di determinare, di comune accordo, chi potrà farsi promotore di questo programma politico.
Sono più di sei mesi che gli Ecologisti- Reti civiche e Verdi Europei stanno lavorando a questo nuovo  programma, che tiene conto di proposte innovative, da proporre ai cittadini trentini.  Qui una breve sintesi, come spunto di riflessione per tutti e con l'invito a integrare, correggere , discutere; questo invito, però non può essere limitato alle sole forze politiche, ma va esteso, ed è proprio quello che vorremmo fare, alla cittadinanza, affinché possa portare validi contributi per condividere il più possibile l'idea di fondo: un Trentino moderno con un'autonomia credibile e sostenibile,  non più attaccabile dall'esterno, bensì presa a reale modello innovativo di sviluppo economico sociale; non sempre, lo dobbiamo dire, siamo stati in grado di dare questa fotografia della nostra autonomia e, su questo, dobbiamo inevitabilmente lavorare. Ecco, quindi, alcuni temi fondamentali sui quali proponiamo di confrontarci come coalizione, prima di mettere in campo nomi: 
 Nuova legge quadro sugli investimenti per la riqualificazione energetica degli stabili pubblici (comunali,provinciali,comunità di valle), nel quale si prevede un piano di investimento quinquennale a disposizione delle varie amministrazioni per favorire le ristrutturazioni, non solo dei privati, come peraltro sta per essere varato dall'attuale giunta, ma anche delle aziende, delle scuole e delle strutture in genere; questo darebbe fiato per parecchi anni, alle aziende del settore delle costruzioni (edili,elettiche,idrauliche...); modifica degli assetti delle comunità di valle (così non funzionano bene!), con maggiori deleghe territoriali, con calibrazione delle risorse proporzionate agli interventi di valorizzazione del territorio e salvaguardia del patrimonio edilizio e culturale locale; investimenti in ambito energetico, con nuova legge quadro sull'energia, con particolare riferimento allo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili, legate alla dismissione progressiva delle fonti fossili, nuova legge provinciale sulla gestione dei rifiuti, con sistemi innovativi, strutturando e dirigendo il sistema in regia provinciale su tutto il territorio, ricordandoci che in oltre quindici anni ci troviamo ancora con il problema da risolvere; nuova predisposizione e riassetto delle varie società partecipate, con riduzione dei costi e ricalibrazione dei vari assetti dirigenziali; nuova legge sugli appalti pubblici, con valorizzazione delle imprese ad alto contenuto tecnologico ed innovativo, con valorizzazione e sostentamento di quelle radicate sul territorio e nuovi parametri di attribuzione degli appalti, che valorizzino gli aspetti tecnici, compatibilmente con quelli economici, uscendo da logiche di massimo ribasso senza valutazioni territoriali e di competenze consolidate;  nuovo piano di investimenti sulla ricerca, ai fini di valorizzare le peculiarità territoriali di sviluppo, in sinergia con il concetto di sviluppo eco- sostenibile. Queste sono solo alcune tracce che devono essere sviluppate,qualora si intenda perseguire l'obiettivo di anteporre il programma, rispetto alle partecipazioni ad una coalizione che, nella gente, è vista come superata, così come è strutturata ora. Ecco perché noi, nomi per ora non vogliamo farne, ma vogliamo parlare di programmi e, solo dopo questo fondamentale passaggio, elaborare assieme una sintesi convergente sui nomi, siano essi per le primarie o direttamente per la squadra da presentare alle prossime elezioni. Tutto il resto, a mio modesto e personale parere, mi sembra davvero poco serio e indicatore di un metodo di fare politica che i cittadini poco condividono e ritengono sicuramente superato e non più credibile;  ecco perché il fenomeno M5S prende credibilità negli elettori; non cadiamo nel tranello di questa corsa tra cavalli di razza, altrimenti rischiamo di perdere di vista le reali necessità e richieste delle persone a cui andremo a chiedere la fiducia, e lo potremmo pagare molto caro! 
Marco Ianes - ecologisti e reti civiche - Verdi Europei. 

venerdì 15 febbraio 2013

Finmeccanica in ginocchio: colpa dei magistrati?

 Oggi, mentre tornavo a casa ascoltavo la radio, Zapping, e un pirla di ascoltatore si lamentava contro i magistrati italiani, dicendo che:"...hanno messo in ginocchio una florida azienda italiana come Finmeccanica, arrestando l'amministratore delegato che ha incassato una tangente; come si fa a continuare con questa magistratura?" Non credevo alle mie orecchie!!! Ma come, ci si arrabbia con i magistrati che fanno il loro dovere e si giustificano i disonesti che incassano le tangenti? Ma a mettere in ginocchio Finmeccanica è stato quel delinquente che ha incassato la tangente, non il magistrato che lo ha arrestato!!! Ma che razza di popolo siamo se giustifichiamo il sistema tangentocratico? Berlusconi docet, evidentemente! Che schifo, ragazzi, siamo proprio allo sbando se ci sono italiani che la pensano così!!!

Marco Ianes - Trento

sabato 24 novembre 2012

Parte la presentazione del programma itinerante di buon governo dei beni comuni.

Un nuovo modello sociale ed economico è necessario.
In questi momenti difficili siamo costretti a rivedere molte priorità di investimento delle risorse pubbliche. Ogni amministratore deve, e dovrà sempre più, fare i conti con contrazioni esponenziali delle risorse. Garantire i servizi ed evitare la caduta della qualità degli stessi ė sicuramente una delle priorità da perseguire, ma non è possibile farlo con i modelli economici che ci hanno portato e ci porteranno, sempre più, verso il ribasso della qualità della vita.
Non vi è dubbio che determinate politiche economiche e sociali, finora adottate, sono state possibili per la grande disponibilità economica che abbiamo avuto. Ora è necessario cambiare approccio e pure rimodellare le priorità. Che senso ha, per esempio, predisporre tagli lineari a sanità, scuola e servizi pubblici e poi continuare a sostenere operazioni immobiliari come, ad esempio,un centro congressi presso il nuovo quartiere delle Albere? Ha davvero il sapore amaro di una beffa nei confronti dei cittadini ai quali vengono richiesti sempre maggiori sacrifici. Un nuovo modello di sviluppo è quindi necessario e la cosa non rappresenta un'utopia. "Piccole grandi opere", al posto di faraonici progetti, possono essere possibili per creare sviluppo, lavoro e rispetto e tutela del territorio e dell'ambiente. Gli investimenti destinati a queste vere e proprie "cattedrali nel deserto"potrebbero, ad esempio,essere dirottati verso progetti di recupero edilizio del patrimonio immobiliare pubblico, ottenendo un triplice beneficio: si darebbe lavoro al settore edilizio ed impiantistico elettrico e termoidraulico che versa in forte crisi, si metterebbero in sicurezza stabili fatiscenti o malridotti e si contribuirebbe ad un notevole risparmio energetico, fonte primaria di "produzione di energia " ( la miglior produzione di energia è quella risparmiata)! Questo è solo un esempio pratico e diretto, non utopistico, di corretta scelta di impiego delle risorse pubbliche; questo è un inizio di corretto approccio verso un modello di sviluppo eco sostenibile, che noi andiamo proponendo nel nostro programma di buon governo dei beni comuni. Non vogliamo assolutamente passare per la forza politica  del no a prescindere; noi abbiamo molti si, molte proposte che mettono in primo piano i concetti di salvaguardia della salute, della tutela del lavoro, dello sviluppo economico delle imprese, il tutto in sinergia con il rispetto dell'ambiente e del territorio in cui viviamo e dell'autonomia che sosteniamo fortemente e vogliamo  assolutamente mantenere e preservare, ma con schemi diversi da quelli finora adottati e senza scadere nella rappresentazione teatrale e assurda che qualche noto esponente politico vorrebbe attuare, con musei che hanno un futuro poco credibile e difficilmente comprensibile.
Quindi noi proponiamo una visione diversa della gestione dell'autonomia trentina, mettendo al centro le vere priorità necessarie per un modello diverso. Il programma è stato abbozzato come contenuto di idee da sottoporre alla cittadinanza. Stiamo partendo per un viaggio itinerante nel nostro Trentino, convinti che sottoporre alla gente le nostre idee, per raccogliere altrettante idee, osservazioni, necessità dei territori, sia un passaggio fondamentale per una forza ecologista e civica che ha l'ambizione di provare a proporre approcci diversi e innovativi di gestione dei beni comuni. Saremo aperti a chiunque vorrà dialogare con noi: cittadini, istituzioni e forze politiche, senza preclusione alcuna, ma proponiamo un modello nuovo, non cerchiamo facili consensi e non facciamo politica urlata, rispettando anche chi ha deciso strade diverse per proporre alternative, pur non condividendone, spesso, i metodi che sembrano poco democratici . Vogliamo, in primis,ragionare assieme alla gente, proponendo un programma aperto e in costruzione, che parta dal concetto, possibile e necessario, di generare un modello di sviluppo diverso ed eco sostenibile. Per una politica costruttiva, di dialogo e confronto, ma innovativa, convinti che le risposte sono in questi nuovi modelli, che altrove , come ad esempio in Germania, stanno dando effetti notevoli di sviluppo economico e sociale. Aspettiamo confronti e dibattiti, nelle nostre iniziative informative. Partiremo il 6 dicembre da un incontro a Rovereto alle 20.30 presso la sala del Brione, per poi proseguire in ogni valle, con incontri territoriali aperti ad associazioni, movimenti e gente di buona volontà.
Marco Ianes - co portavoce Ecologisti e reti civiche Verdi Europei Trentino.


sabato 27 ottobre 2012

Inceneritore: si cambia strategia o è solo fumo negli occhi?



Il senatore Divina dice che,finalmente,grazie alla Lega, l'inceneritore non si farà.
Pur condividendo i contenuti, mi stupisce davvero come un esponente di un partito incenetorista del nord, possa arrogarsi il merito di aver determinato la scelta di un passo indietro, peraltro nemmeno ufficiale, sul tema inceneritore.Infatti, non scordiamo che la Lega, nelle giunte del nord, sostiene inceneritori e,anzi, ha propri rappresentanti nei vari consigli di amministrazione delle varie società partecipate che gestiscono gli impianti. Davvero coerente la politica leghista. Inoltre, segnalo che, purtroppo, non è ancora ben definito come saranno gestiti i rifiuti residui e, questo, se permettete, preoccupa non poco. Si parla di produrre CDR (combustibile da rifiuto), per centrali che qui da noi non ci sono, oppure per cementifici. Ma queste combustioni possono ugualmente essere pericolosissime, addirittura peggiori di quelle di un inceneritore. Poi, chi e come si controllano le emissioni delle combustioni di cementifici di privati?Quindi, necessario attendere il nuovo piano rifiuti prima di cantare vittorie di Pirro! Ho sempre sostenuto che qui manca il giusto approccio politico alla gestione dei rifiuti e così rimane, a quanto si vede dalle dichiarazioni di chi sta gestendo la partita, per ora. Noi abbiamo le idee chiare: non rifiuto, ma risorsa e materia prima seconda, da re-immettere nel ciclo produttivo. Nessuna emissione, nessuna combustione, risparmio energetico al massimo possibile. È realtà e non utopia, al di là di ogni demagogia politica. Se si vuole si può intraprendere una strada nuova e eco sostenibile, con costi molto più contenuti di ipotesi di inceneritori, gassificatori (surrogati di inceneritori) o sistemi di produzione di CDR. L'avevamo detto anni fa, ora lo ribadiamo: il Trentino può e deve uscire da soluzioni standard e non più sostenibili economicamente e ambientalmente. Anche queste nuove vie servirebbero per dare valore alla nostra giusta autonomia. Senza scendere in piazza con bandierine e capei col piumot, possiamo far vedere che autonomia significa innovazione e rispetto per l'ambiente. Noi ci proviamo, assieme ai trentini che credono in questi progetti nuovi di politica innovativa.


Marco Ianes co-portavoce Ecologisti e reti civiche- Verdi Europei