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sabato 22 marzo 2014
Raccolta firme per la petizione sulla gestione dei rifiuti.
giovedì 16 maggio 2013
Aiutiamo l'ambiente: serata dedicata al tema dell'uso di pannolini/pannoloni riutilizzabili...
lunedì 8 ottobre 2012
Meglio tardi che mai: nuovo piano rifiuti a Trento.
venerdì 10 febbraio 2012
Inceneritore a Trento:scelta sempre più folle e insostenibile!
Mercoledì scorso sono stato ospite della trasmissione “Trentino in diretta”, che aveva come tema la gestione dei rifiuti, con particolare riferimento alla costruzione dell’inceneritore di Trento.
Nella trasmissione condotta dal giornalista Paolo Mantovan, erano ospiti anche l’assessore all’ambiente e vice-presidente della giunta provinciale Alberto Pacher, Emanuela Varisco, con la quale condivido l’appartenenza a Coordinamento Trentino Pulito ,l’ingegner Walter Giordani, per anni tecnico di ASM ed esperto di energia, come il sottoscritto ed il consigliere della Lega Nord Giuseppe Filippin.
Ognuno, ovviamente, sosteneva le proprie tesi, chi supportandole con dati (io e Giordani, ovviamente essendo tecnici), chi con parole derivate dalla politica. Io ho posto il seguente quesito all’assessore:” Perché perseguire la costruzione di un inceneritore, se la raccolta differenziata è in ascesa? Ha senso continuare su una scelta che non è più sostenibile nemmeno economicamente, oltre che dal punto di vista ambientale?” La risposta, ovviamente, non è arrivata con supporti tecnici; l’assessore ha ribadito la scelta di costruire l’inceneritore, ha confermato che il bando è in predisposizione e che entro aprile sarà emesso, eludendo e dribblando una risposta chiara e supportata da dati oggettivi, che potessero confutare le mie tesi. A fronte di questa ottusa posizione, arroccata su scelte non più logiche e tecniche, ma solo politiche, anche l’ingegner Giordani è arrivato a sostenere che, senza la costruzione di una rete di teleriscaldamento, l’inceneritore è una costruzione assurda! Un altro professionista, che non è certamente un anti-incenetorista, ha confermato le mie tesi già enunciate tempo fa; la macchina inceneritore sarà una voragine energetica, che non servirà a nulla, appunto energeticamente parlando. Infatti, per sfruttarne l’energia termica, sarebbe necessario realizzare una fitta rete di teleriscaldamento e per fare ciò ci vorrebbero 10-12 anni di lavori di scavi e adduzioni varie in giro per la città! Di fronte a ciò, l’assessore ha risposto dicendo che si potrebbe cominciare a tele riscaldare la zona interportuale! Siamo alla farsa più ridicola! Riscaldare capannoni mezzi vuoti! Non ci sono state date argomentazioni valide a sostegno della costruzione di un inceneritore e, persino chi lo deve proporre politicamente, è entrato in confusione totale quando è stato messo di fronte a dati tecnici che sostengono inequivocabilmente il disastro economico-energetico di un inceneritore, senza adeguato sfruttamento del potenziale energetico. E pensare che non siamo nemmeno riusciti a parlare dell’impatto ambientale, dell’impatto sul Trentino turistico, sull’immagine di “aria pulita” che abbiamo in giro per il mondo. Due tecnici che si occupano di energia da parecchi anni, con visioni opposte all’incenerimento, hanno convenuto che l’inceneritore a Trento è un’assurdità, senza una rete di teleriscaldamento. Perché tale rete non sarà mai realizzata in tempi utili per lo sfruttamento del potenziale dell’inceneritore stesso. Perché perseguire questa strada obsoleta e fuori target per il nostro Trentino? Non si può davvero pensare di ricalibrare il sistema di gestione dei rifiuti, introducendo la tariffa puntuale e gestendo l’indifferenziato residuo con tecniche innovative che già sono applicate in giro per il mondo? Perché insistere su una strada che è già sbagliata in partenza, a detta di tutti i tecnici che si occupano di energia? E, ripeto, abbiamo solo parlato di bilancio energetico! Se mettiamo in campo tutti gli altri fattori, quali impatto ambientale permanente, anti-economicità costruttiva e gestionale, immagine del Trentino, terra pulita per ora, seriamente compromessa, salute dei cittadini altrettanto seriamente compromessa per le emissioni dannose, potremmo tranquillamente dire : “FERMIAMOCI FINCHE’ SIAMO IN TEMPO”! E lavoriamo assieme per dare al nostro Trentino un’alternativa nella gestione dei rifiuti che è possibile, senza incenerire, ma sfruttando l’energia generata dal recupero dei materiali; ricordando che si guadagna più energia recuperando, che non bruciando; e questa non è un’opinione, ma un dato oggettivo.
sabato 5 novembre 2011
Inceneritore e certificati verdi...
La differenziata vola, in Trentino, a percentuali molto interessanti e la stampa non manca certo di porre in risalto questa crescita percentuale. Ma, dunque, perché insistere sulla gestione del residuo indifferenziato con un inceneritore? Il primo bando è andato deserto ed il secondo, in via di predisposizione, continua ad essere rimandato, complice la spada di Damocle che pende sui certificati verdi che dovrebbero garantire, in buona parte, la sostenibilità economica dell’inceneritore stesso. Ma, mi sorge un dubbio: l’inceneritore serve per “chiudere il cerchio dei rifiuti” come sostengono i nostri politici a tutti i costi, oppure serve per fare cassa? Se serve per chiudere il cerchio dei rifiuti, allora non deve interessare all’ente pubblico se i certificati verdi ci saranno oppure no; va costruito perché serve realmente, come essi stessi sostengono! Non sarà che, invece, si vuole far cassa con gli incentivi che, impropriamente e in contrasto con le direttive europee, l’Italia continua ad erogare a queste “fonti rinnovabili assimilate”? Mi sembra davvero una grande contraddizione in cui cadono i nostri politici: da una parte sostengono che l’inceneritore è indispensabile, dall’altra però aspettano conferma dei certificati verdi perché temono che diversamente nessuno partecipi al nuovo bando di gara; e, se questi non venissero confermati, come sembra possa essere dati i tagli imminenti sulle rinnovabili ed assimilate, l’inceneritore non si farà più? Se questo è il metodo scientifico per scegliere come gestire la partita dei rifiuti, mi complimento davvero con i nostri politici che sanno ponderare bene le scelte tecniche. Ricordo, inoltre, che c’è un gruppo di cittadini che ha chiesto più volte di essere ricevuto dagli amministratori provinciali, per presentare una reale alternativa, che nulla ha a che vedere con i certificati verdi e permetterebbe di risolvere la questione con costi minori e con impatto ambientale molto ridotto. Ma, si sa, di questi tempi ascoltare il popolo non è di moda. E,poi, non rappresentiamo alcuna lobby, ma siamo solo cittadini. Magari pensanti, ma solo semplici cittadini.
Marco Ianes - Trentovenerdì 14 ottobre 2011
Democrazia partecipata: solo a parole!

Da un paio d’anni circa stiamo cercando di proporre un’alternativa possibile all’inceneritore, per il trattamento dei residui della raccolta differenziata. Ogni settimana, sulla stampa, si riportano dati confortanti sull’incremento della percentuale di raccolta differenziata: oltre il 67%, la notizia di questi giorni.Allora, la domanda ci sorge nuovamente: perché perseguire la strada di un inceneritore non più sostenibile economicamente e devastante dal punto di vista della salute pubblica? Ecco, l’ipotesi di un’alternativa possibile, noi l’abbiamo presentata in molte serate proposte alla cittadinanza; da oltre sei mesi cerchiamo anche di proporle ai nostri amministratori, ma non riusciamo ad entrare in contatto con loro. Sono mesi che chiediamo un incontro all’assessore Pacher, per portargli numeri, dati e una proposta,già progettata, di alternativa all’inceneritore. Già nella passata manifestazione delle donne, nel maggio scorso, in un incontro fortuito con l’assessore, alcune nostre esponenti avevano parlato con Pacher, il quale aveva detto di chiamare la sua segreteria per fissare un appuntamento. Innumerevoli sono state le telefonate effettuate, ma dell’appuntamento nemmeno l’ombra. In questi giorni, un nostro esponente ha chiesto un incontro, nuovamente, all’assessore, telefonando alla sua segreteria; la risposta è sempre la medesima:” l’assessore è al corrente delle sue chiamate e la richiamerà quanto prima per fissare un appuntamento”! Sono passate più di tre settimane e dell’appuntamento nemmeno l’ombra: nessuna chiamata, nessun contatto! È mai possibile che i nostri politici siano chiusi al dialogo così tanto da non avere nemmeno il coraggio di ricevere una rappresentanza di cittadini che vorrebbero proporre un’alternativa reale all’inceneritore? Chiaro ed evidente che il pensare modi diversi di gestire i rifiuti da fastidio e non poco! E allora, è meglio non rispondere, lasciare in sospeso il confronto; anzi, negare il confronto è ancora meglio, tanto chi decide sono sempre loro, senza possibilità di replica! In pubblica piazza piena disponibilità , perché troppe orecchie ascoltano, ma nei fatti, poi, non si da seguito alle promesse di dialogo. Rimane il fatto che molti cittadini si stanno accorgendo di quanto inutile sia la scelta di perseguire la costruzione di un inceneritore a Trento; lo dimostrano le innumerevoli testimonianze da noi recepite in fase di raccolta firme per la prossima mozione al comune di Trento, che è in via di predisposizione. Tanta gente preoccupata per i risvolti negativi sulla salute, tante persone arrabbiate per la chiusura al dialogo sul tema, da parte dei politici. Sembra quasi che le decisioni imposte non possano mai essere messe in discussione; ma non può e non deve essere così. Abbiamo sempre cercato un confronto, proponendoci di ascoltare le ragioni a sostegno di un inceneritore; nessun esponente politico si è mai degnato di confrontarsi con noi in un dibattito pubblico, pur avendo sempre invitato tutti, alle nostre serate. Temono anche un confronto privato, nei loro uffici? Questa è la chiara sensazione che traspare da un atteggiamento di totale chiusura dimostrato, per l’ennesima volta, verso cittadini che si sono riuniti in un comitato apolitico, per cercare di analizzare seriamente il problema della gestione dei rifiuti. Grazie davvero alla nostra classe politica che si professa democratica, chesi definisce paladina della “democrazia partecipativa”ma, nei fatti però, la uccide totalmente, rifiutando qualsiasi dialogo.
Per conto di Coordinamento Trentino Puliito
Marco Ianes - Trento
domenica 2 ottobre 2011
Continua la raccolta firme contro l'inceneritore...
Ricordo a tutti che è ripresa la raccolta firme per sottoscrivere la mozione presso il comune di Trento.
Dobbiamo raggiungere la quota di almeno 1000 firme! Serve l'aiuto di tutti i cittadini di Trento (mozione al comune di Trento).
Passate ai gazebo nei seguenti giorni:
VENERDI 07 OTTOBRE - PIAZZA PASI - DALLE 15 ALLE 18SABATO 08 OTTOBRE - VIA DIAZ/ANGOLO VIA MAZZURANA - DALLE 15 ALLE 19
VI CHIEDIAMO DI DIVULGARE AL MASSIMO PER RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO DI CHIEDERE UN CONSIGLIO STRAORDINARIO, AL FINE DI RIAPRIRE IL DIBATTITO SUL TEMA DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI.
È davvero importante informare il più possibile, perché la stampa non ci da spazio!!!Fate girare il più possibile e convogliate gente a firmare!!!
Ecco i link per leggere la mozione.
Sintesi: http://marcoianes.net/doc/moz_com_tn.sintesi_conf_stampa_25mag11.pdf
Completa: http://marcoianes.net/doc/mozione_comune_tn_def_18mag11.pdf
sabato 1 ottobre 2011
RACCOLTA FIRME INCENERITORE: SI PROSEGUE!!!
CONTRO L'INCENERITORE.
ECCO DATE E LUOGHI:
SABATO 1 OTTOBRE DALLE 15 ALLE 19: LARGO CARDUCCI
VENERDI 7 OTTOBRE DALLE 15 ALLE 18 : PIAZZA PASI
SABATO 8 OTTOBRE DALLE 15 ALLE 19 : VIA MAZZURANA-ANGOLO VIA DIAZ
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!
FATE GIRARE L'INFORMAZIONE PERCHE' LA STAMPA NON CI DA SPAZIO!!!
mercoledì 13 luglio 2011
CONTINUA LA RACCOLTA FIRME!!!

Prosegue la raccolta firme per la mozione comunale a Trento, per riaprire il dibattito sulle alternative all'inceneritore.
VENERDI 15/07 DALLE 15 ALLE 19 - PIAZZA PASI A TRENTO
SABATO 16/07 DALLE 15 ALLE 19 - PIAZZA PASI A TRENTO
Mandate nonni, zie, amici e conoscenti, purché residenti a Trento...
Marco Ianes - Trento
venerdì 17 giugno 2011
PREMIO GIORNALISTICO "DARIO TORBIANELLI - 100 PENNE PER LA CATEGORIA" al trentino Marco Ianes per:"Gestione dei rifiuti"
Una bella soddisfazione personale, se permettete.
Infatti,mi permetto segnalare che mi è stata comunicata la vincita del premio giornalistico “Dario Torbianelli – 100 penne per la categoria”; questo è un premio giornalistico nazionale indetto dal consiglio nazionale dei periti industriali e dall’EPPI (cassa di previdenza dei periti), assegnato tramite concorso, per i periti industriali che scrivono “per diletto”, ma anche per fare informazione (infatti, il sottoscritto scrive su alcune riviste di settore da diversi anni, a puro titolo divulgativo e senza fini di lucro) e fuori dall’ambito giornalistico professionistico.
Il tema da me proposto era quello di una corretta gestione dei rifiuti, abbinata al ruolo del perito industriale; su una quarantina di partecipanti il lavoro è risultato vincitore, fregiandosi del premio giornalistico sopra menzionato e potendo godere di un master in comunicazione giornalistica da seguire presso un’università romana.
Dato il tema ricorrente in Trentino, mi permetto lasciarvi il link del pezzo vincitore del concorso, che sarà pubblicato su alcune riviste di settore nelle prossime settimane.
http://www.marcoianes.net/area_download_4.html
(l'articolo è il primo in cima alla lista)
Marco Ianes - Trento
mercoledì 4 maggio 2011
Diossina a livelli preoccupanti in Trentino:non è allarmismo!
Diossina a livelli preoccupanti in Trentino.
È notizia di questi giorni che la diossina, in Trentino, ha raggiunto valori preoccupanti e minacciosi per la salute pubblica e, tale situazione, ci ha permesso di balzare in vetta alla triste classifica dei luoghi più inquinati d’Italia. Stupisce moltissimo che, chi deve gestire la cosa, cioè i nostri governanti, invece di preoccuparsi e avviare un serio confronto con gli attori in causa, magari coinvolgendo esperti veri al fine di cercare strade diverse per migliorare la situazione, invece gridino all’allarmismo strumentale. Stupisce anche che vi siano consiglieri provinciali che si dichiarano contrari all’inceneritore, ma poi, per ammorbidire la loro posizione nei confronti della maggioranza a cui appartengono, dicano anche che, tutto sommato, l’inceneritore previsto non peggiorerà di molto la situazione, pur riconoscendo che essa è già grave. Ma come, scusate, se è già grave così, anche solo un po’ di più la renderebbe gravissima! E poi in base a quali dati questi esponenti politici supportano la loro tesi di poca pericolosità e di scarsa incidenza sullo stato futuro, con la costruzione di un inceneritore? Queste persone hanno forse dati analizzabili che noi comuni cittadini non conosciamo? Se è così sarebbe meglio se li mettessero a confronto e a disposizione, così potremmo capire il perché un futuro inceneritore non dovrebbe aggravare di molto la situazione, già di per se molto grave. Si continua a parlare di falso allarmismo da parte di medici e associazioni ambientaliste che, però, a supporto delle proprie tesi hanno sempre portato dati pubblici, in tutte le serate proposte; ma i dati oggettivi e analizzabili a supporto delle teorie pro-inceneritore, chi li ha mai visti? Senza allarmismo, ma mi piacerebbe capire con dati e analisi e non per opinioni semplicistiche dettate dagli umori dei singoli o, peggio, per colore di bandiera politica. Basta decisioni prese con l’enunciazione e senza supporto di dati scientifici: non sulla salute di tutti noi, con questa non scherziamo, per favore; questi non sono falsi allarmismi, ma serie motivazioni per rivedere la politica ambientale del nostro amato Trentino, che si appresta ad incrementare la presenza di diossina, costruendo un inceneritore del tutto inutile, con spreco di denaro pubblico, sia per la costruzione vera e propria, da ritenersi inutile e superflua oltre che tecnicamente obsoleta, sia per la successiva spesa sanitaria che sarà incrementata per l’ulteriore crescita di patologie più o meno gravi determinate dall’inevitabile aumento dell’inquinamento. Un tavolo tecnico scientifico qualificato, ecco cosa servirebbe davvero e non propagande semplicistiche a sostegno di posizioni politiche non più condivisibili. Lo chiediamo da tempo come associazioni ambientaliste ma, si sa, noi facciamo solo allarmismo!

