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"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)
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giovedì 22 aprile 2021
venerdì 22 maggio 2015
ECOREATI, una legge salvainquinatori!
ECOREATI, una legge salvainquinatori!
Una nuova legge sui reati ambientali è stata varata l’altro
giorno dal nostro parlamento. Verrebbe da dire finalmente, poiché l’ambiente in
cui viviamo ha bisogno di essere tutelato da speculatori senza scrupoli, che
mettono a repentaglio la salute delle persone, degli animali e l’integrità dell’ecosistema
in cui viviamo.
Senonché, c’è un avverbio che rende la legge molto poco
attuabile, anzi apre le porte a condoni paurosi su situazioni devastanti che
viviamo nel nostro Paese. L’avverbio è “abusivamente”. Come un avverbio può
inficiare l’efficienza di una legge? Presto spiegato. La legge sui cosiddetti “ecoreati”,
prevede all’articolo 452 quater la definizione di disastro ambientale, rilevato
come tale solo se cagionato, appunto, “abusivamente”. Ma che significa? Facciamo
un esempio pratico. L’azienda “X” produce acciai e, per definizione emette
inquinanti in atmosfera, che sono regolamentati da soglie; per svolgere l’attività,
l’azienda ha bisogno di un’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA); se, però,
l’azienda emette inquinanti fuori soglia, causando danni ambientali, avendo l’autorizzazione
a produrre, non rientra più nella perseguibilità di disastro ambientale, poiché
non era abusiva, ma autorizzata! Rimane il provvedimento amministrativo, rimane
l’obbligo di sistemare gli impianti, ma le responsabilità non sono più penali, non
vi sarà più certezza della pena per chi ha causato danni, magari irreversibili
o magari molto gravi per la salute di tutti. Il tutto per un avverbio inserito,
appunto “abusivamente”.
Le prime notizie che ci giungono sono, per esempio, proprio
sul caso ILVA a Taranto; sembra che l’azienda, nota per l’elevato inquinamento causato a Taranto, che
ha determinato incrementi paurosi del tasso tumorale dei cittadini, appena
appresa l’approvazione della nuova legge, stia cambiando strategia. Non più
patteggiamento della pena, con conseguenti indennizzi a chi ha subito tali
comportamenti, bensì scelga di andare in giudizio, poiché con questo nuovo
impianto normativo, non essendoci abusività nell’attività, le responsabilità
penali verrebbero meno. Oltre al danno,
per la popolazione tarantina, anche le beffe!
Lo stesso magistrato Guariniello, in questi giorni, ha
dichiarato che questa legge rischia davvero di creare dei veri e propri salvacondotti
per chi ha impunemente inquinato l’ambiente, per scopi di profitto e con il
totale disinteresse della salute pubblica. E cita come esempio proprio il
processo Eternit, altro disastro ambientale che coinvolge praticamente tutto il
Paese, perché il problema amianto è diffuso ovunque. La legge emanata è stata
votata da quei parlamentari che nel corso di questi anni hanno determinato
scelte assurde per la tutela ambientale del nostro Paese, ma la cosa che più
stupisce è stata votata e acclamata come una vittoria anche dal Movimento 5
stelle, che solitamente si contraddistingue per essere a tutela dell’ambiente.
Possibile che sia sfuggita loro una così eclatante truffa? Perché proprio di
questa si tratta. Una truffa perpetrata ai danni di tutti i cittadini, che
vedranno impuniti personaggi troppo spesso ricorrenti nel panorama industriale
italiano, affaristi che antepongono gli interessi economici al bene collettivo
e non sto parlando di bene economico, ma della salute di tutti. Svendere così
la salute pubblica e l’integrità dell’ambiente in cui viviamo è un altro passo
indietro del nostro Paese, sempre più in balìa di interessi lobbistici
fortissimi, che continuano ad influenzare scelte politiche insostenibili. Siamo
accusati, noi Verdi, di essere i soliti disfattisti, ma forse abbiamo la
capacità di guardare oltre gli interessi di pochi, forse abbiamo ancora un po’
di coraggio per denunciare queste oscenità italiane. Pur restando fuori dalle
logiche spartitorie del potere, continuiamo a combattere per un mondo migliore,
per un ambiente migliore. Non a caso stiamo studiando un ricorso alla corte
europea, perché non è possibile pensare di lasciare impuniti coloro che causano
morti e devastazioni ambientali, provate e consolidate come nell’esempio di
Taranto. Non può essere che un Paese tuteli sempre gli interessi di pochi a scapito
di tutti. Dobbiamo alzare la voce, come cittadini e protestare; ne va della
nostra incolumità, della nostra salute e di quella dei nostri figli. Se
lasciamo credere che l’impunità diventa parte del sistema, il sistema stesso
collassa e perdiamo ogni credibilità. Se non l’abbiamo già persa!
Sul FATTO QUOTIDIANO: ILVA PENSA DI NON PATTEGGIARE E ANDARE IN GIUDIZIO PERCHE' PIU' VANTAGGIOSO:
ecoreati-ilva-adesso-pensa-di-non-patteggiare-incontro-tra-guidi-e-severino/1705872/
ecoreati-ilva-adesso-pensa-di-non-patteggiare-incontro-tra-guidi-e-severino/1705872/
giovedì 21 agosto 2014
#iostocondaniza Ma cosa c'è dietro la vicenda dell'orsa Daniza?
#iostocondaniza
Ma cosa c'è dietro la vicenda dell'orsa Daniza?
C'è dietro l'intera credibilità di
un Trentino che si professa ambientalista, ma poi vuole catturare una mamma
orsa colpevole di aver difeso i piccoli, un Trentino ambientalista che, fino a
pochissimo tempo fa voleva gestire i rifiuti con un inceneritore, salvo poi
quando non più sostenibile economicamente, si rivalutano opzioni che noi ambientalisti avevamo già proposto; un Trentino che
si professa a salvaguardia della biodiversità e del territorio, ma che poi
vuole rovinare la zona di Serodoli con nuovi impianti di risalita assurdi...è
davvero questo il Trentino ambientalista? O forse anche qui prevale la logica
di cavalcare l'ambiente e la sua tutela solo quando è fine a fare guadagni?
Ecco cosa c'è dietro tutto questo movimento! Lo smascheramento della politica
ambientalista "fasulla" e di facciata di molti esponenti politici che
governano il Trentino.
In
campagna elettorale sono tutti pronti a rimarcare l’aspetto di tutela
ambientale, di salvaguardia della biodiversità, di tutela del territorio per
una terra, la nostra, che è davvero un gioiello naturalistico e paesaggistico
incredibile. Al momento, poi, di prendere in mano programmazioni reali a
sostegno di queste grandi e peculiari tematiche, chi governa si scontra con
interessi privati enormi, che mettono in campo richieste di investimenti che
stridono fortemente con gli interessi della collettività. Penso, per esempio, a
Serodoli, dove lo sfruttamento intensivo che si vorrebbe perseguire potrebbe
portare ad una svalutazione ambientale della zona, tale per cui la stessa zona
potrebbe diventare addirittura poco appetibile ai fini turistici. Sarebbe un
assurdo, ma non è un’ipotesi scartabile facilmente. È solo un esempio di
come la gestione dell’ambiente in generale, in Trentino, sia spesso superficiale;
si, va bene l’orso, va bene l’aria pulita, va bene il paesaggio
incontaminato…però, si potrebbe costruire qui, si potrebbe sfruttare questo…e
via così, sempre con un però a cui far fronte! Ecco perché la questione di
mamma orsa non è banale; ecco perché Daniza sta diventando un simbolo di un
Trentino realmente rispettoso della biodiversità e dell’ambiente. Ecco perché
l’ordinanza di cattura andrebbe revocata; perché diversamente il Trentino
perderebbe la sua credibilità come terra naturalistica e pura. Ecco perché, chi
crede realmente nel rispetto dell’ambiente si è attivato in piazza; non è
demagogia e nessun ambientalista privilegia l’animale all’uomo, come qualche
politico ha scritto superficialmente sui giornali; anzi è proprio il
contrario; i veri ambientalisti desiderano l’integrazione naturale dell’uomo
nell’ecosistema, il che prevede il pieno rispetto del territorio dove vivono
gli animali, nonché il pieno rispetto dell’ambiente dove vivono gli uomini.
E
questo rispetto andrebbe coltivato e cresciuto con reale convinzione e non solo
cavalcato in campagna elettorale; e, purtroppo, troppo spesso anche qui da noi
ciò accade.
Che
dire della scarsa informazione e formazione sulla biodiversità che esiste in
Trentino? Che dire del Progetto Life Ursus lasciato incustodito, senza
cultura dell’informazione nel tempo? È davvero un peccato che chi gestisce il
governo trentino non abbia saputo cogliere appieno il senso di questa vicenda;
e quel che è peggio, è che si continui ad ignorare quanto peseranno queste vicenda
(orsa, Serodoli e molte altre…) sulla credibilità del Trentino come luogo di
tutela ambientale. Non vi è nulla di peggio che far passare l’immagine di un
Trentino che non riesce a tutelare la biodiversità che lo contraddistingue da
molte altre zone del mondo. E in giro sta viaggiando questa immagine. Vogliamo
continuare a dire che è colpa dei veri ambientalisti? Ma questi non stanno
governando!
Marco
Ianes- coportavoce VERDI DEL TRENTINO
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