"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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martedì 21 giugno 2022

Trentino e politiche ambientali insostenibili.

Inceneritori per il trattamento dei rifiuti, bacini di innevamento artificiale a bassa quota, consumo del territorio in progressione. Tutte politiche che hanno contribuito a generare i cambiamenti climatici in corso e che sono sotto gli occhi di tutti. Ma tutti i governanti si riempiono la bocca di attività mirate alla salvaguardia ambientale, salvo poi perseguire gli stessi metodi che hanno causato la situazione attuale. Chiacchiere da dibattiti, ma fatti reali di cambiamento programmatico ZERO! 
ù


Marco Ianes - Trento

domenica 1 gennaio 2017

Rifiuti e inceneritore in Trentino. Anno nuovo, politiche vecchie!

Rifiuti e inceneritore in Trentino: anno nuovo, politiche vecchie.
Mentre arriva la notizia che ISPRA ha classificato il Trentino Alto Adige come seconda regione italiana a livello di raccolta differenziata dei rifiuti, la nostra provincia provvde ad incenerire il residuo indifferenziato, ricorrendo all'inceneritore di Bolzano. Davvero due notizie in antitesi tra loro. Ma andiamo per gradi, per capire come si sia arrivati  a decidere di incenerire i rifiuti, nonostante la virtuosa raccolta differenziata che raggiunge percentuali elevate.
Correva l’anno 2009, quando il primo bando di gara per l’aggiudicazione della costruzione di un inceneritore a Trento andava letteralmente deserto! Poche le garanzie di poter bruciare quantità rilevanti di rifiuti, data la notevole escalation della percentuale di raccolta differenziata che era stata raggiunta e che, ad oggi, sfiora l’80%. In quegli anni erano attive alcune associazioni (Nimby Trentino, Coordinamento Trentino pulito) che avevano promosso momenti formativi e informativi in merito ad un progetto alternativo all’inceneritore, noto in Trentino come “progetto Cerani”, a nome dell’ingegnere che lo aveva predisposto (qui il link alla pagina dove trovate spiegato il progetto: http://marcoianes.net/1/area_download_939562.html). 
 
La classe politica trentina che era al governo ci classificò come “ciarlatani”, venditori di idee irrealizzabili, sostenendo che l’inceneritore sarebbe stata l’unica via per chiudere il ciclo dei rifiuti in Trentino. Dopo il primo bando di gara sopraccitato, andato deserto perché nessuna azienda di settore intravedeva guadagni interessanti, dato lo scarso residuo indifferenziato da bruciare, arrivò anche la chiusura dei finanziamenti pubblici all’energia elettrica prodotta da incenerimento dei rifiuti; così, il percorso prima definito come “l’unica via percorribile”, venne abbandonato definitivamente dalla politica trentina, che dichiarò che la costruzione di un inceneritore in Trentino non serviva più. 

Non fu certo una scelta dettata da convinzioni ecologiche e ambientaliste, bensì una pura e mera constatazione che tale via non avrebbe dato guadagni sufficienti a sostenerne l’ammortamento economico nel tempo. Comunque, le associazioni ambientaliste avevano vinto una battaglia importante, perché oltre all’impatto ambientale devastante che avrebbe avuto sull’economia agro-turistica trentina, avevano pure evidenziato le gravi lacune economiche che poi, di fatto, si sono rivelate fondate.

 I “ciarlatani”, improvvisamente avevano avuto le prove del loro buon operato. Da allora, però, il problema della “chiusura del cerchio” dei rifiuti è rimasto irrisolto; da una parte una raccolta differenziata che aumentava notevolmente, attestandosi ai livelli attuali che sfiorano circa 80%, dall’altra parte il tema del residuo indifferenziato che rimaneva non gestito e, quindi, portato in discarica.

 In questi ultimi due anni molto si è parlato qui in Trentino di costruire impianti di recupero del materiale residuo; impianti che prevedessero il trattamento del rifiuto con la produzione di CSS (combustibile solido secondario) che certamente ha un mercato, ma sempre si tratta di combustibile ad alto inquinamento (plastiche che bruciano: diossine e nanoparticelle nell’aria che respiriamo) e, ultima novità nel piano rifiuti n°4 del 2014, anche la possibilità di valutare impianti di riciclaggio ulteriore, come proposto dalle associazioni. 

Sembrava che ci fosse davvero un’apertura alle innovazioni tecnologiche “amiche” dell’ambiente; sembrava che, finalmente, l’Autonomia Trentina avesse agito davvero con spirito autonomo e nella direzione giusta di salvaguardia e tutela dell’eco-sistema agro turistico che la provincia di Trento vanta come fiore all’occhiello. Sembrava…perché in questi giorni la provincia autonoma di Trento ha chiuso un accordo con la provincia autonoma di Bolzano; in questo accordo il residuo indifferenziato del Trentino finirà nell’inceneritore già esistente a Bolzano che è in deficit di prodotto e, quindi, abbisogna di materia prima (http://www.ildolomiti.it/ambiente/smaltimento-rifiuti-accordo-raggiunto-fra-trento-e-bolzano).

Si torna all’idea originaria, si torna all’inceneritore. Non a Trento, ma a Bolzano, cioè a soli 50 Km di distanza da dove prima si voleva costruire quello trentino. Praticamente, non cambia proprio nulla! Le quantità di raccolta indifferenziata di rifiuti trentini saranno bruciate e passeranno per il camino che butterà in aria nanoparticelle e diossine che si riverseranno nelle stesse campagne dove si coltivano viti pregiate che danno vita ad altrettanti vini famosi quali, ad esempio, il Teroldego, vero fiore all’occhiello delle aziende vitivinicole trentine.
In aggiunta a ciò, aumenterà il traffico veicolare, dato che i camion trentini viaggeranno verso Bolzano per portare i rifiuti da bruciare; altro aggravio ambientale! 

E tutti tacciono…le associazioni ormai sono disgregate, avendo precedentemente chiuso gli obiettivi; la politica ambientalista trentina praticamente non esiste più, dato che le forze politiche  che pure si erano impegnate nel passato, sono praticamente inesistenti e nulla più organizzano in tema di proposte e dibattiti e manifestazioni. Le associazioni di categoria (contadini, esercenti del turismo) sono in ossequioso silenzio, non rendendosi conto che ciò per cui si erano battute nel passato, ora è stato realizzato; non nel loro giardino, certamente, ma in quello adiacente! Credono davvero che le influenze di tali emissioni stiano alla larga dai propri confini? 

Davvero una tristezza che, alla fine, si sia arrivati ugualmente al risultato che  la politica trentina progettava più di dieci anni fa, cioè l’incenerimento dei rifiuti. Nulla è cambiato, sempre le solite politiche ambientali. Poi ci lamentiamo se il clima cambia, se l’inquinamento aumenta, se i tumori dettati da inquinamento atmosferico aumentano (http://www.airc.it/cancro/disinformazione/inquinamento-atmosferico/).

domenica 23 novembre 2014

“MENO RIFIUTI MEGLIO E’” SERATA INFORMATIVA 25 NOVEMBRE GARDOLO 20:30


MARTEDI 25 NOVEMBRE – ORE 20:30 -
SALA SEDIE NERE  CIRCOSCRIZIONE DI GARDOLO – PIAZZALE  GROFF
“MENO RIFIUTI MEGLIO E’”
SERATA INFORMATIVA A CURA DEI VERDI DEL  TRENTINO.
La cittadinanza è invitata a partecipare, per portare idee, critiche e ascoltare proposte.

Marco Ianes - Trento

sabato 8 novembre 2014

Inceneritore, PD trentino e bugie...

Ho letto, a pagina 18 del giornale L'ADIGE di oggi l'intervista al consigliere Salvati, storico rappresentante del PD. Vorrei evidenziare un paio di osservazioni; la prima riguardo la diga di Valda, che rappresenterebbe un'opera devastante per la valle di Cembra, talmente impattante da mettere a serio rischio le attività rurali che, a fatica, vengono mantenute in loco e impediscono lo svuotamento di una valle verso la città; assurda e fuori scala per il territorio in questione! La seconda dichiarazione mi ha letteralmente fatto sobbalzare sulla sedia! Ma stiamo parlando dell'inceneritore che il PD stesso, Salvati in prima fila, sosteneva a piè sospinto, rimosso dalle intenzioni politiche locali solamente per l'attivismo di pochi piccoli partiti (Verdi e IDV), di molte associazioni quali Nimby e Coordinamento Trentino Pulito? Lo stesso inceneritore che TUTTO il PD trentino ha unanimemente sostenuto e votato in vari passaggi consiliari? A rispetto della verità, il consigliere Salvati abbia almeno la compiacenza di non mistificare la storia! L'inceneritore non si è fatto grazie ai movimenti ambientalisti, grazie ai cittadini che hanno lavorato duro per la raccolta differenziata, ma soprattutto grazie al fatto che non esistevano più gli incentivi economici che lo rendevano sostenibile economicamente. Ricordo ancora le forti e pesanti critiche subite, anche dal consigliere Salvati, quando giravo a presentare l'alternativa all'inceneritore, in svariate serate; ricordo la maestria di Salvati nel tentare di sostenere la scelta di un inceneritore a Trento. Ora, che venga a dirci che è in parte merito suo se non lo si fa più, è offensivo e irriverente verso tutti coloro che si sono davvero impegnati contro questo scempio. Abbia almeno il buon gusto di tacere di fronte a tali argomenti, o quanto meno non tenti di distorcere la realtà!
Marco Ianes - VERDI DEL TRENTINO, membro di coordinamento trentino pulito.

giovedì 30 ottobre 2014

Biomasse, ambiente, energia e Trentino.

La centrale a "biomassa" di Cembra; ma cosa esce dal camino?

Cosa uniscono le parole biomassa, ambiente ed energia al nostro territorio, il Trentino?Molte cose per la verità, ma andiamo per gradi; cos’è una biomassa? La DIRETTIVA EUROPEA 2009/28/CE definisce la biomassa come “frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica   provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura  e dalle industrie connesse,   comprese pesca e acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani”. Nel D.M. 6  luglio 2012  “Nuovi incentivi alle rinnovabili”,  viene inserito un elenco di questi materiali e si trova davvero di tutto; ne citiamo alcuni alquanto anomali in termini di biodegradabilità: pneumatici fuori uso, limatura e trucioli di materiali plastici,  materiali isolanti a matrice plastica, residui di plastiche e gomme generiche. Potrei continuare con l’elenco ufficiale di materie che di biologico inteso come “naturale” hanno davvero poco a che vedere.  Ecco dunque la riflessione legata all’ambiente: non si capisce come sia possibile credere di tutelare l’ambiente bruciando  queste biomasse, definite tali solo per decreto, quando invece sono materiali che, se combusti, provocano emissioni di diossine e miscele chimiche dannose per le coltivazioni  e gli allevamenti, quindi per i cibi che mangiamo, oltre anche ad incrementare l’inquinamento atmosferico e quindi l’aria che respiriamo. E il legame con l’energia? Certo, la combustione di tali materiali porta a generare energia termica ed elettrica; quali, però, i rendimenti di tali macchine? Davvero molto bassi, come tutti i cicli produttivi dati dalla combustione; percentuali che oscillano tra il 30 e il 40% di rendimento; che significa? Che le perdite date dalla produzione di energia sono talmente elevate che, se non esistessero gli incentivi statali per queste fonti “rinnovabili”, nessuno penserebbe di generare energia con questi sistemi! E il Trentino che c’entra? La nostra provincia ha da tempo deciso di lasciare la strada dell’incenerimento dei rifiuti, grazie alla perseveranza dei cittadini che hanno creduto nella raccolta differenziata; però, ecco nascere nuove idee e nuove prospettive di piccoli inceneritori occultati sotto il sistema delle centrali a biomasse. Dunque il sistema funziona così: si costruiscono centrali a biomasse per bruciare i residui legnosi dell’agricoltura e della lavorazione del legno, avviando così la procedura di incentivazione dell’energia, grazie al decreto sopra citato; poi, il residuo dei rifiuti della raccolta differenziata sarà trattato dalla provincia per diventare CSS (combustibile solido secondario, derivato da plastiche, gomme e rifiuti vari); ecco trovato il collegamento; niente inceneritore gigante, ma  piccole centrali a biomasse sparse per il territorio trentino, che bruceranno i residui legnosi, ma potranno anche bruciare i residui di rifiuti, come dall’elenco che ho sopra esposto; veri e propri piccoli inceneritori, fuori dalla visibilità abnorme del mega impianto che si voleva costruire, lontani da sguardi indiscreti, avviati silenziosamente, come per esempio è avvenuto in questi giorni a Cembra, dove nel silenzio generale e davvero con poca trasparenza, è stata avviata la produzione di energia da biomassa nella nuova centrale sita proprio nel comune di Cembra! Ma cosa si brucia? Cosa si brucerà? Quali saranno gli impatti sull’ambiente, sulle coltivazioni di uve pregiate per i nostri vini, sulla salute degli ignari cittadini che sono all’oscuro di tutto? Non è dato sapere! Top secret e  dati irreperibili. Questi nuovi percorsi di combustione dei materiali, definiti biologici per decreto, sono quanto di più subdolo si potesse inventare, per imbrogliare  la gente; definire questi impianti sostenibili  in quanto utilizzatori di fonti rinnovabili è davvero di una falsità inaudita! Che cosa c’è di rinnovabile nel bruciare gomme e plastiche? Sembra che anche in Trentino stia partendo una stagione di sviluppo delle centrali a “biomasse, con la possibilità futura che le stesse possano bruciare quel famoso CSS che la provincia si  ostinerebbe a voler realizzare tramite l’insediamento di un sito produttivo per trattare il residuo dei rifiuti; ecco quindi svelato l’arcano del percorso di chiusura del  ciclo dei rifiuti in Trentino; piccoli inceneritori disseminati nei vari territori, avviati nel silenzio quasi assoluto, alla chetichella e senza clamore; ma quali saranno gli sviluppi ambientali di un territorio vocato alla produzione di vini pregiati, di mele rinomate in tutto il mondo? Quale sarà il futuro dei cittadini  che si troveranno a respirare, davvero ignari, un’aria altamente inquinata, ma che sarà ritenuta salubre per decreto? È finita la stagione delle proteste contro gli inceneritori, ma sembra che siano in atto strategie ben diverse e assai più subdole, per percorrere le strade del profitto a scapito della tutela ambientale e della salute pubblica. Pensare male è peccato, ma purtroppo molte volte ci si azzecca!  

martedì 1 aprile 2014

Consegnata oggi la petizione sulla gestione dei rifiuti in Trentino



È stata inviata oggi, all'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi e al presidente Ugo Rossi, la petizione on-line che i Verdi del Trentino hanno avviato alcune settimane fa tramite il portale Avaaz.

La petizione chiede alla giunta provinciale di Trento di istituire un tavolo tecnico per programmare la gestione dei rifiuti provinciale; si chiede che a questo tavolo possano essere invitati medici, tecnici di settore, rappresentanti delle associazioni ambientaliste, rappresentanti delle associazioni produttive ed artigiane, università di Trento e politici.
Il tavolo tecnico, che dovrebbe darsi qualche mese di attività, potrebbe individuare i percorsi migliori per la chiusura del ciclo dei rifiuti, in maniera condivisa e ponderata tecnicamente.
Alla fine del percorso, potrebbe dare preziose indicazioni alla giunta provinciale per determinare i percorsi migliori, senza calare dall'alto soluzioni ormai anacronistiche e poco sostenibili sia economicamente che ambientalmente.

La petizione è stata sottofirmata on line da 318 cittadini.


sabato 22 marzo 2014

Raccolta firme per la petizione sulla gestione dei rifiuti.

Sabato si è tenuta la raccolta firme per la petizione predisposta dai Verdi del Trentino, che chiede alla provincia di Trento di istituire un tavolo tecnico per analizzare i vari percorsi sostenibili per la chiusura del ciclo dei rifiuti. come noto, la provincia di Trento vorrebbe realizzare un impianto di produzione di CSS (COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO). I Verdi del Trentino criticano questa scelta,poiché tale ciclo prevede ancora la combustione dei residui dei rifiuti, causando danni ambientali. Inoltre, per stessa ammissione della provincia, allo stato attuale non si sa nemmeno che collocazione sul mercato potrebbe avere questo CSS, poiché pare che i cementifici trentini non lo vogliano bruciare, avendo operato altre scelte. La locazione dell'ipotetico stabilimento previsto dalla provincia di Trento sarebbe presso Ischia Podetti, sito a forte rischio in caso esondazione del fiume Adige. I Verdi del Trentino hanno anche lanciato una proposta alternativa, che prevede la realizzazione di uno stabilimento industriale per la produzione di granulati plastici che diverrebbero materia prima-seconda per la costruzione di attrezzature quali panchine, pavimentazioni stradali e come aggregante per miscele cementizie. Tali prodotti hanno già un mercato consolidato e la richiesta è in forte crescita. Il sito potrebbe essere individuato presso l'attuale sede Whirlpool, ma questa è solo un'ipotesi di locazione, per abbinare un'area industriale in progressivo abbandono al suo riutilizzo con la gestione dei rifiuti. La petizione per la quale i Verdi sono scesi in piazza, riguarda la specifica richiesta di istituzione di un tavolo tecnico provinciale, al quale dovrebbero presenziare tutti gli attori del sistema: associazioni ambientaliste, forze politiche e università trentina. Si potrebbe dare una scadenza temporale, dopo la quale potrebbero essere individuate le reali soluzioni ecosostenibili che la provincia stessa potrebbe mettere in programma. Per ora, la provincia persevera nel suo percorso, continuando sulla strada del diniego del dialogo e del confronto, che nel passato ha portato a dure lotte, fermando anche la costruzione di un inceneritore. La petizione vuole richiamare la politica ad un momento di serio confronto tecnico, condiviso e ragionato.

E' possibile firmare la petizione su AVAAZ, oppure direttamente dal mio blog (trovate il link in alto a destra) oppure dal sito www.verdideltrentino.net 

 

mercoledì 26 febbraio 2014

Incontro pubblico sui rifiuti - VENERDI 28 FEBBRAIO

INCONTRO PUBBLICO
GESTIONE DEI RIFIUTI IN TRENTINO
Dibattito, proposte, confronti

Organizzato dai VERDI DEL TRENTINO, ma aperto a tutti i cittadini interessati.

Partecipano:
-      Lucia Coppola e Marco Ianes, portavoce dei VERDI DEL TRENTINO
-      Franca Penasa, Nuovo Centro Destra Trentino
-      Manuel Sosi, Alessio Hueller e Mario D’Alterio, Movimento 5 stelle
-      Flavia Fontana, segretaria UPT
-      Rodolfo Borga – Civica Trentina
                                         
TRENTO – Venerdì 28 febbraio 2014 – ore 20:30
sala auditorium S.Giuseppe – S.Chiara , via Giusti,35
Gli ospiti presenteranno le loro proposte in tema di gestione dei rifiuti; seguirà un dibattito aperto a tutti i presenti, in cui ogni cittadino potrà esprimere pareri e proposte o fare domande.

Il dibattito è organizzato dai VERDI DEL TRENTINO, ma non saranno esposti loghi o bandiere di partito, poiché si vuole creare un clima di massima apertura al dibattito, senza preclusioni e/o pregiudizi. Tutti sono invitati a mantenere un rapporto di massimo rispetto verso qualsiasi posizione sarà espressa nel corso del dibattito, al fine di creare un clima di confronto serio e costruttivo. 

sabato 4 gennaio 2014

Gestione dei rifiuti, solita politica vecchia.

Il 30 dicembre 2013 la giunta provinciale di Trento ha approvato, in via preliminare, il quarto aggiornamento del piano rifiuti provinciale.
Lo avevano chiesto a gran voce le associazioni ambientaliste, dopo il raggiungimento dei notevoli risultati positivi in merito alla raccolta differenziata, oltre due anni fa, ottenendo un secco diniego. Lo avevano richiesto unitamente alla prospettiva di creare un percorso di cammino comune per individuare le soluzioni possibili per il trattamento del residuo indifferenziato. Ora, la giunta provinciale approva, seppur in via provvisoria, un piano rifiuti che prevede la realizzazione di uno o più stabilimenti industriali atti a creare CSS (COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO), ovvero un tipo di combustibile idoneo ad essere bruciato in fabbriche come i cementifici. Bruciando tali combustibili in fabbriche private, si creano piccoli inceneritori delocalizzati e privati, che bruciano sempre materie a base plastica che determinano produzione di diossine ed emissioni altamente inquinanti e pericolose. In Trentino viene subito in mente il cementificio di Sarche, zona pregiata per le colture biologiche dedicate alla produzione di altrettanti vini pregiati. Quali le prospettive di un territorio valorizzato con sacrifici, con la presenza di un piccolo inceneritore vicino alle coltivazioni biologiche? Quali i controlli reali e possibili sulle emissioni di una fabbrica privata? Una strada da intraprendere sarebbe stata quella di aprire un dibattito propositivo prima di approvare l'aggiornamento del piano rifiuti, onde poter valutare tutte le soluzioni possibili. Esistono soluzioni molto migliori della produzione di CSS, esistono trattamenti meccanici a secco dei rifiuti, al fine di recuperarne le materie plastiche che hanno un mercato più redditizio del CSS. Perché ci si ostina a percorrere strade vecchie, che determinano contrasti sui territori? Un'altra volta si è persa l'occasione per strutturare percorsi davvero virtuosi, scegliendo la via peggiore; e, per giunta, senza discussioni politiche, senza confronti con le forze politiche che compongono la coalizione di centro sinistra autonomista. Che senso ha parlare di coalizione, se i temi non vengono discussi, bensì calati dall'alto? Percorsi come quelli progettati dal documento recente approvato dalla giunta provinciale, senza alcun confronto politico aperto, senza alcun confronto pubblico altrettanto aperto, non possono che riaprire le stagioni dello scontro sul tema. E, davvero questa volta la credibilità di chi governa,in tema di gestione dei rifiuti, è prossima allo zero. Chi sbandierava in campagna elettorale la coesione di una coalizione, ora cala dall'alto decisioni su un percorso non condiviso, sul quale si apriranno certamente scontri molto accesi. Dobbiamo prevedere nuove marce di trattori? Nuovi referendum? Alcuni ci stanno pensando...


Marco Ianes - Trento

domenica 15 dicembre 2013

Ancora incenerire? No, grazie, ci sono altre strade!

 Lettera al direttore dell'ADIGE, che auspica l'incenerimento dei rifiuti trentini a Bolzano, sostenendola come strada percorribile. (LEGGERE L'ADIGE di oggi, domenica 15/12/2013).

Caro direttore, ho letto il suo articolo sul giornale di oggi, in merito al trattamento dei rifiuti.
La soluzione sarebbe realizzabile, senza incenerire e rivalutando il reimpiego dell’area Whirlpool, insediando uno stabilimento di trattamento meccanico a freddo.
È una soluzione già attiva presso la “piccola città” di San Francisco, in California.
È una soluzione che, più volte, abbiamo tentato di proporre ma che, né nella stampa, né in questa mediocre politica provinciale, sembra trovare interesse; d’altronde, le ho inviato diversi scritti in merito, ma li ha sempre ritenuti impubblicabili, o perché troppo lunghi o, forse, visto il suo scritto di oggi, perché in contrasto con sua visione.
E allora, continuiamo ad inquinare, a immettere in aria sostanze che danneggiano colture, che compromettono la salute di tutti noi cittadini, non solo di chi è contrario all’incenerimento, ma pure dei giornalisti , dei politici che si ostinano a perseguire percorsi non più sostenibili. L’inceneritore di Bolzano è stato un grave errore tecnico e politico, vogliamo continuare a sostenere tale errore? Oppure possiamo cominciare a parlare di vero sviluppo economico sostenibile, recuperando le materie che compongono il residuo indifferenziato, facendo “cassa”, rivendendo tali materie ad un circuito affamato di materie prime a costo più contenuto? Le possibilità ci sono, basterebbe volerle attuare; ora abbiamo anche il sito logisticamente ben  situato, abbiamo la forza economica di poter essere paese all’avanguardia.
Ma se non attuiamo le novità tecnologiche, relativamente nuove, poiché già testate in altre città molto più grandi, almeno smettiamola di gongolarci in falso ideologico di terra all’avanguardia.
Manchiamo di cultura tecnica reale, di capacità politica di intraprendere nuovi percorsi sostenibili e, mi scusi, anche di spazi di dibattito sui giornali, poiché chi scrive qualcosa di diverso non trova sempre spazio.
So già che non pubblicherà questa mia, poiché in netto dissenso con la sua visione, so già che non interpellerà mai alcuno di noi, che crede in strade diverse, percorse con successo da altre realtà.
Ma, almeno, il mio dissenso da queste scelte obsolete, visto che vivo di tecnologia da quasi 30 anni e fornisco consulenze a privati, con discreto successo, lo dovevo manifestare.
Nuove vie sono percorribili, aprirebbero possibilità di nuove occupazioni, sia dirette che per l’indotto; inoltre, permetterebbero di chiudere il cerchio dei rifiuti in maniera non impattante, salvaguardando salute e colture, nonché l’immagine di un Trentino turistico che tutela l’ambiente per davvero.
Cordialmente, saluto.
Marco Ianes 

lunedì 18 novembre 2013

Giunta "nuova", vecchi sistemi. Si parla ancora di rifiuti e non di risorse.



E ci risiamo.
Appena insediato, l'assessore Gilmozzi parla di gestione dei rifiuti.
Mandiamoli a Bolzano,anzi no, mandiamoli in Veneto o in Lombardia che ce li chiedono. Anzi no, al posto dell'inceneritore costruiamo uno stabilimento ad Ischia Podetti per fare CSS ( combustibile solido secondario), il quale, ricordo, altro non è che un derivato dei rifiuti e serve da far bruciare nei cementifici,proprio al pari di come avviene con un inceneritore. Così i cementifici ( Sarche?) bruceranno rifiuti (CSS) in forma privata e molto meno appariscente, leggi magari meno controllata! Il quarto piano rifiuti sarà emesso entro gennaio, dice il "nuovo" assessore. Ma bene, nuovamente senza interpellare associazioni ambientaliste, ma calandolo dall'alto, come è sempre stato fatto. E le alternative proposte anche in campagna elettorale? Un esempio era la riqualificazione del sito Whirlpool, senza andare a costruire nuovi complessi industriali; in quel sito si sarebbe potuto realizzare uno stabilimento industriale che recuperasse le materie dell'indifferenziato, per poi venderle sul mercato e usare i soldi per abbassare la tariffa rifiuti dei contribuenti. Senza combustioni, senza nuovi faraonici stabilimenti da costruire ad Ischia Podetti, senza produzioni di CSS, che restano sempre rifiuti da bruciare. Avevamo proposto un metodo diverso, un approccio condiviso al sistema gestione rifiuti, coinvolgendo associazioni ambientaliste nel redigere il nuovo piano provinciale.A parole tutti d'accordo sull'avviare percorsi virtuosi, ma ora, passata la festa (elezioni), gabbato lo santo ( elettori creduloni che hanno ritenuto di bocciare la proposta politica dei Verdi, ritenuti inutili per la politica locale ambientale e di salvaguardia del territorio).
A questa politica vecchia, diciamo di no!  Saremo pronti a contrastarla con ogni mezzo politico possibile. Sarà dura, sarà difficile, vista l'esclusione dal consiglio provinciale, ma saremo presenti per dare battaglia contro queste politiche di gestione dei rifiuti che appartengono al passato, sia come scelte tecniche, sia come metodi di approccio escludenti il dialogo.
Se i Verdi sono rimasti fuori dal consiglio, non sono però rimasti fuori dalla politica. Abbiamo le mani più libere, ora che ci hanno pure scaricato, denigrando totalmente la nostra proposta.E, quindi, possiamo dare voce con forza al nostro chiaro e netto NO a queste politiche obsolete e insostenibili,in tema di gestione della partita rifiuti. Si continuano a perpetrare errori macroscopici in tema di gestione ambientale e dei rifiuti. E i Trentini non hanno valutato che la nostra presenza in consiglio provinciale avrebbe potuto guidare nuove vie e nuovi approcci. Proveremo a farlo da fuori, coinvolgendo le persone e le associazioni. Questa volta, però, con toni molto meno soft, e con approcci più diretti e immediati. In maniera chiara ed inequivocabile, non sosterremo scelte di questo tipo che riteniamo vecchie, superate e non all'altezza di un Trentino che vuole apparire baluardo della tutela ambientale sui media, salvo percorrere strade insostenibili nella realtà. Se vogliamo essere un punto di riferimento per la nazione e per l'Europa, stiamo davvero partendo con il piede sbagliato e,forse,  anche con le persone sbagliate preposte a tutelare ambiente e territorio. 
Marco Ianes 

sabato 3 agosto 2013

Riciclo pannolini, politica vecchia e ravvedimenti nuovi!



A volte capita di leggere notizie che avevi previsto di leggere, prima o poi. Vengo al dunque. A novembre scorso la giunta provinciale stabilisce il definitivo NO all'inceneritore, previsto da molte associazioni, Coordinamento Trentino Pulito e Nimby in prima fila; in questi giorni il comune di Trento segnala l'intenzione di avviare un ciclo produttivo di recupero dei pannolini, anche questa prospettiva ampiamente proposta dalle sopra citate associazioni già due anni or sono. Proprio in questo senso, segnalo che l'iniziativa, pur lodevolissima, non è del tutto originale, poichè il marchio Faber (noto come Pampers pannolini), assieme al centro riciclo Vedelago e al comune di Ponte nelle Alpi, comune più riciclone d'Italia,  da oltre due anni stanno sperimentando con successo tale sistema.
Ben venga questa apertura a nuove tecnologie, finalmente; però non vorrei si scordasse che, senza l'impegno e la costanza di molti cittadini che hanno sempre creduto in prospettive migliori all'incenerimento dei rifiuti, anche ricevendo denigrazioni ed epiteti come "ciarlatani e visionari", ora avremmo un camino che butta fuori cose immonde, invece che nuove prospettive di sviluppo eco sostenibile. Comunque, un plauso all'assessore Marchesi, unica persona politica in carica che ha avuto il coraggio di mettersi a confronto con le associazioni, anche in momenti in cui la sua parte politica sosteneva a spada tratta l'inceneritore. Evidentemente, alcuni politici sanno dialogare e cogliere gli aspetti positivi delle proposte alternative. Gli altri, invece, non li abbiamo mai visti ne sentiti. Segnalo, peraltro, che la partita di chiusura del cerchio dei rifiuti è tutta da definire, dato che, per fortuna, l'inceneritore non si farà. Ma quali saranno le prospettive? Idee parcheggiate, dato che chi doveva occuparsene non ci sarà più, fra qualche mese.
Però il problema resta e dovremo risolverlo, magari con un pizzico di coraggio e intraprendenza, come dimostrato dall'assessore Marchesi. Complimenti a lui e, mi permetta, anche a noi che ci abbiamo creduto già diverso tempo fa.
Marco Ianes Coordinamento Trentino Pulito.