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"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)
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giovedì 9 ottobre 2014
Ma che senso ha spendere 44 milioni euro così?
#bibliotecatrento #trento
Ma ha senso costruire una biblioteca che costa 44 milioni di Euro (i
primi ovviamente, poi i costi lieviteranno come sempre avviene nelle
opere pubbliche), quando si stanno tagliando risorse alla scuola, si
tagliano risorse alla sanità, la gente a destra e a manca perde il
lavoro? Non stiamo parlando di un'altra cattedrale nel deserto? Ma
questi soldi, dato che ci sono, non possiamo spenderli per la scuola,
per esempio? Ma no, va là, sprechiamoli ancora per la zona Albere,
sprechiamoli ancora per una struttura che grida già all'inutilità!!!
giovedì 21 novembre 2013
La gestione delle risorse e non dei rifiuti. Una visione di prospettiva sostenibile.
La gestione delle risorse e non dei rifiuti.Una visione di prospettiva sostenibile.
È possibile cambiare punto di vista e valutare ciò che
scartiamo dai nostri usi quotidiani (rifiuti) come risorse da reimpiegare?
Attorno a questa domanda ruota una visione diversa della gestione del problema
dei rifiuti in Italia e anche in Trentino. Se siamo una terra all'avanguardia,
e per molti aspetti lo siamo davvero, abbiamo l’obbligo di cercare soluzioni
all'avanguardia, il meno impattanti possibile sull'ambiente che, tutti,
indistintamente dall'appartenenza politica, diciamo di voler preservare e
tutelare.
Dunque, il Trentino ha la possibilità di avviare un percorso
virtuoso, innovativo e eco-sostenibile, grazie alla scelta politica di
accantonare il percorso di incenerimento del residuo della raccolta differenziata,
che ha già valori percentuali, in media, molto interessanti.
Il percorso deve essere avviato politicamente, aprendo il
dibattito per un periodo ben delimitato, di qualche mese, coinvolgendo
associazioni ambientaliste, esperti di settore, politica provinciale e
cittadinanza; nel dibattito è necessario raccogliere tutte le informazioni e le
proposte possibili ed immaginabili per regolamentare il ciclo di gestione delle
risorse-rifiuti. Trascorso tale periodo, il decisore politico potrà avere un panorama
chiaro sulle strade possibili da percorrere, ma soprattutto avrà condiviso un
percorso virtuoso con la cittadinanza, dando voce a tutti gli attori in campo. È chiaro che la
politica deve decidere le linee guida di riferimento, ma tali linee guida devono
avere un fondamento tecnico solido, che raccolgano la necessità di chiudere il
“cerchio dei rifiuti” , rispettando le specificità e le vocazioni
agro-turistiche del Trentino, magari sfruttando anche siti già esistenti, da
convertire a nuovi insediamenti industriali da dedicare a questo settore.
Il ciclo produttivo di recupero dei materiali è un business
in espansione, sfruttato sapientemente in molte realtà già consolidate, come ad
esempio San Francisco, che non è proprio una piccola cittadina; può rappresentare
un modo di fare green economy rispettoso dell’ambiente e proficuo sia per i
privati da coinvolgere, sia per i cittadini. Però, rimane sempre più necessario
creare consenso sulle decisioni politiche che determineranno benefici o impatti
sul sistema economico, ambientale e sociale collettivo; da qui parte la
necessità di cambiare approccio e investire sul concetto di democrazia
partecipata, analizzando le proposte che provengono dalla base, senza voler
continuare a perseguire metodi che hanno portato, nel recente passato, a
scontri poco costruttivi. Il primo passo potrebbe essere, quindi, aprire un
tavolo di dibattito per contribuire ad elaborare il futuro piano provinciale,
senza calarlo dall'alto come è stato fatto nel passato, causando non pochi
scontri e la nascita, inevitabile, di comitati di cittadini che hanno dovuto
fare politica in maniera apartitica, per orientare diversamente i percorsi.
Il seguito della proposta, entrando nel dettaglio, potrebbe
inserirsi nel dibattito sulla conversione industriale che riguarda il sito
Whirlpool e provando a proporre alcuni
ragionamenti di sviluppo sostenibile. Abbiamo una struttura che sarà messa a
disposizione per attività industriali future e sarebbe auspicabile che tali
attività potessero essere inquadrate in un ambito di sostenibilità ambientale
d’avanguardia. Accostando a tale problema quello della “chiusura del cerchio
dei rifiuti” , nasce la proposta di realizzazione di un impianto industriale di
trattamento meccanico del residuo indifferenziato. Il luogo ben si presterebbe
per locazione, dato che è vicino alla tangenziale e pure all'autostrada,
evitando così la costruzione di un ponte sull'Adige che sarebbe previsto per
l’insediamento a Ischia Podetti e evitando, inoltre, un ulteriore costruzione
di un ulteriore “scatolone” in cemento in quella zona. Nel sito Whirlpool,
inoltre, vi è già una notevole
disponibilità di energia elettrica prelevabile, data la fornitura in media
tensione già presente per l’uso in corso, cosa invece non esistente a Ischia
Podetti , quindi anche su questo punto si eviterebbero ulteriori spese di
costruzione di nuove linee e cabine elettriche per poter far funzionare lo
stabilimento stesso. Rimane da progettare il percorso di conversione e
adattamento delle strutture e calibrare il sistema, magari analizzando
soluzioni che prevedano il recupero delle materie e non la gestione dei
rifiuti, sulla traccia del famoso “progetto Cerani” che, già un paio di anni
fa, grazie all'interessamento dei comuni della piana Rotaliana e spinto dalle
associazioni ambientaliste come Coordinamento Trentino Pulito e Nimby Trentino,
era stato proposto in alternativa all'inceneritore. Ora i tempi sono maturi per
riprendere in mano una gestione,all'avanguardia, della partita rifiuti, non vi
sono più scontri su posizioni in antitesi tra loro e, la struttura Whirlpool,
potrebbe rappresentare un punto di partenza per una conversione industriale
tesa al rispetto ambientale. Se la politica vuole provare ad innovare per credere
in un futuro migliore è necessario lavorare con approcci diversi per trovare
soluzioni che mettano in campo modelli economici diversi da quelli sostenuti
finora. Da qui dovremmo partire per lanciare un programma di innovazione, di
speranza e di progresso; un programma dove l’antico pensiero ambientalista, che
molti associavano a freno fastidioso per uno sviluppo basato sulla perenne
crescita, diventa ora probabilmente l’unico percorso realmente perseguibile,
per uscire da una crisi globale e irreversibile, di sistema e strutturale, che
certo non sta risparmiando nemmeno il nostro Trentino; dobbiamo inserire
progettualità innovativa, mirata a percorsi virtuosi strettamente legati ai
concetti della blue e della green economy, che il Trentino, terra
all'avanguardia in fatto di ricerca e sviluppo, ha l’obbligo di percorrere, per
il proprio futuro e per dare anche un impulso esemplare alla nazione; siamo
sempre stati indicati come artefici di progresso e innovazione e, ora,possiamo
diventare sempre più un punto di
riferimento per tutto il Paese e per l’Europa; siamo obbligati a farlo, per un
Trentino migliore, autonomo ed europeo,che sappia far crescere la condivisione
politica nelle grandi decisioni, aprendo ad un modello di democrazia
partecipata e partecipativa reale e non solo virtuale.
Marco Ianes- co portavoce Verdi Europei
Consulente
tecnico ambientale e del settore energia , progettista di processi industriali
e docente di impianti elettrici e elettrotecnica.
venerdì 15 gennaio 2010
La corte dei Miracoli.
Riporto un messaggio di Massimo Donadi, deputato di Italia dei Valori.
LA CORTE DEI MIRACOLI.
Sono anni che ci fa credere che con lui a palazzo Chigi si spende meno. Più di una volta, il presidente del Consiglio, il miliardario Silvio Berlusconi, ha detto che quando vola, anche per ragioni di stato, usa i suoi jet privati, spendendo di tasca sua, che le guardie del corpo se li paga da solo, con i soldi suoi. Poi, si scopre la verità, ovvero, che il presidente del Consiglio avrà pure usato qualche volta i suoi aerei privati per ragioni di Stato ma gli è anche capitato, e non proprio raramente, di usare gli aerei dell’aeronautica militare, personale e carburante pagati con i soldi pubblici, per trasportare i suoi amici alle sue feste private in Costa Smeralda. Per non parlare delle sue guardie del corpo private, ex addetti alla sicurezza Fininvest, fatti assumere in blocco dai nostri servizi segreti per garantire loro stipendi alti a carico di Pantalone. Insomma, il mito del miliardario generoso che fa risparmiare i soldi al suo paese e ce ne mette di suoi più passa il tempo e più si sta rivelando per quello che è, ovvero, una bufala.A completare il quadro, arriva oggi un’inchiesta de L’Espresso che, rivela fatti, circostanze, comportamenti ma soprattutto spese, imbarazzanti. Palazzo Chigi, da quando siede alla tolda di comando Silvio, è diventata la corte dei miracoli, dove si moltiplicano dipendenti (1.600 persone in più del previsto) e sprechi (5 milioni di euro solo per allestire i set televisivi del premier). Non colpiscono solo le cifre folli spese (un miliardo di euro l’anno a quanto rivela l’inchiesta de L’Espresso) ma soprattutto l’arroganza ai limiti del lecito con la quale segretarie e addetti all’Ufficio del Presidente vengono promossi generali con tanto di galloni e stipendi favolosi. La segretaria del presidente del Consiglio, ad esempio, è stata assunta con la qualifica di direttore generale. Stessa sorte è toccata alle segretarie particolari dei sottosegretari alla presidenza del Consiglio, alla famiglia e allo sport. Gli addetti all’immagine del presidente, addetti alla preparazione dei set televisivi, fatti assumere come direttori generali. E molto di più.Quando i soldi sono pubblici il presidente del consiglio non bada a spese. Quando i soldi sono i suoi la musica cambia. E mi vengono in mente, tanto per fare un esempio fulgido di questa doppia morale, le truccatrici Mediaset, in sciopero qualche giorno fa davanti agli studi del Biscione, che rischiano il posto di lavoro perché le aziende di Silvio devono risparmiare. Le aziende di Silvio, appunto. L’azienda Italia può sprecare. Tanto paga Pantalone, cioè i cittadini.
giovedì 26 novembre 2009
COMUNITA’ DI VALLE: ALTRI SOLDI PUBBLICI BUTTATI.
Da sempre, Italia dei Valori è contraria all'istituzione delle comunità di valle. Lo abbiamo sempre detto, lo abbiamo anche dichiarato più volte, pubblicamente e nei nostri programmi. Siamo una popolazione di circa mezzo milione di abitanti (nemmeno una metropoli!) e abbiamo 5 livelli di governo: regione, provincia, comuni, comunità di valle e circoscrizioni! Manca solo la riunione di condominio, dove eleggere il presidente di turno, a cui dare una bella indennità e siamo a posto!
Ora, sono state istituite queste comunità di valle e cominceranno a "succhiare" soldi pubblici, prima ancora che vengano attribuite competenze e, soprattutto, sedi, poiché non ancora definite; membri saranno i consiglieri comunali, già eletti per altre funzioni, ma non paghi, diventeranno anche membri delle comunità di valle! A ciò, si aggiunge la tristissima vicenda dei giorni scorsi, dove il consiglio provinciale ha approvato il fatto che, il giorno delle elezioni dei rappresentanti dei cittadini nelle comunità di valle, sarà diverso dal giorno previsto per i rinnovi dei consigli comunali, programmati nel maggio 2010. Invece che istituire un "election day", dove si sarebbero potuti eleggere tutti i rappresentanti, comunali e delle comunità di valle, è stato deciso di rimandare ad ottobre l'elezione dei secondi! Il tutto costerà, alla comunità trentina, la bellezza di circa DUE MILIONI di euro in più!
Intanto le aziende trentine sono in difficoltà, molte famiglie stentano ad arrivare a fine mese e la scuola subirà tagli incredibili, dettati da una riforma per nulla condivisa dagli operatori e dagli utenti e mai discussa all’interno della coalizione di maggioranza.
Lo spreco di denaro pubblico è enorme; già di per se spropositato con la costituzione delle comunità di valle stesse, ancora maggiore con la separazione delle date delle elezioni; la responsabilità delle minoranze, che hanno minacciato l’ostruzionismo in consiglio provinciale è enorme, ma la maggioranza non è esente da colpe, perché, invece di combattere politicamente i tentativi ostruzionistici, ha accettato supinamente il compromesso, cedendo ai pretesti messi in campo per favorire una corretta informazione agli elettori. Ma davvero si pensa che, da qui a maggio,gli elettori non sarebbero stati in grado di documentarsi in merito alle elezioni delle comunità di valle? Ma dove pensate vivano gli elettori? Credo che la politica dovrebbe rivedere molti atteggiamenti superficiali, che costano alla collettività, che pesano sull’economia delle famiglie. Cosa avremmo potuto fare con quei DUE MILIONI di euro, letteralmente buttati via? Qualche casa in più, qualche aiuto a famiglie in difficoltà, qualche finanziamento all’istruzione, sempre più penalizzata?
Una proposta provocatoria: ai consiglieri provinciali, chiediamo di restituire tale cifra; due milioni di euro diviso trentasei consiglieri, fanno “solo” 55.555 euro a testa! Attendiamo il rimborso e non vacue parole di rimpianto! Così avremmo evitato gli ostruzionismi delle minoranze e pure gli sprechi, dando un esempio di sobrietà e di vicinanza ai cittadini!
Marco Ianes – referente del commissario straordinario di Italia dei Valori del Trentino
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