"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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martedì 21 giugno 2022

Trentino e politiche ambientali insostenibili.

Inceneritori per il trattamento dei rifiuti, bacini di innevamento artificiale a bassa quota, consumo del territorio in progressione. Tutte politiche che hanno contribuito a generare i cambiamenti climatici in corso e che sono sotto gli occhi di tutti. Ma tutti i governanti si riempiono la bocca di attività mirate alla salvaguardia ambientale, salvo poi perseguire gli stessi metodi che hanno causato la situazione attuale. Chiacchiere da dibattiti, ma fatti reali di cambiamento programmatico ZERO! 
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Marco Ianes - Trento

sabato 18 giugno 2022

Acqua, una guerra mondiale.

#svilupposostenibile #acqua
La risorsa più importante del pianeta, l’acqua, comincia a scarseggiare davvero. E si continua a progettare sistemi di spreco, come bacini di innevamento artificiale che deviano percorsi naturali alterando ulteriormente l’eco sistema e la biodiversità dei luoghi, inoltre deturpando il paesaggio. Mi riferisco alla folle idea di un bacino artificiale alle Viote. 
E continuiamo anche a perseguire politiche agricole che determinano grandi consumi di acqua, come gli allevamenti intensivi; anche questo grande tema. Si consuma troppa carne. E non è più solo un tema da “animalista”, bensì lo si deve analizzare anche sotto il profilo ambientale e per mitigare i cambiamenti climatici. Ma continuiamo a sostenere economie che hanno generato la situazione attuale, che è fonte di quei cambiamenti climatici che stanno dando i risultati riportati negli articoli come questi, ormai quasi all’ordine del giorno. 
E la politica tace, chi governa non è in grado o non vuole capire che è indispensabile cercare progetti radicalmente diversi.
Qualche proposta esisterebbe. E qualche approfondimento su questi temi ambientali lo proporrò a breve.
Intanto, piano piano, inizia una nuova guerra mondiale, che ci devasterà. La guerra per il controllo delle risorse, acqua in particolare, ma anche idrocarburi, è iniziata. E se non cambiamo, porterà l’uomo alla sua estinzione. Sono pessimista, molti dicono. E quelli che me lo dicono, guardate un po’, sono proprio coloro che hanno in mano il potere. 



lunedì 19 agosto 2013

Più attenzione ad ambiente e territorio, ma non solo per facciata politica.


Apprendiamo dall’articolo di Andrea Tomasi, su L’Adige, dell’ennesima questione ambientale in Trentino, questa volta che si riferisce al rio Riboch, in val di Non, inquinato da residui di pesticidi, peraltro proibiti.
Poca  risposta politica in merito, nessuna presa di posizione ufficiale, fatta eccezione per alcuni rappresentanti in comunità di valle. Come ecologista e ambientalista convinto, nei fatti più che nelle parole come molti si autocelebrano, desidero esternare il mio grande disappunto verso una disattenzione diffusa in merito ai temi ambientali e di salvaguardia del territorio, da parte dei nostri politici. Nessuno che sollevi indignazione e proponga REALI alternative a queste visioni permissive di mala gestione della nostra agricoltura, forse per permettere lo “sviluppo” , e se fosse così sarebbe peraltro davvero insostenibile, dei prodotti simbolo del Trentino, ovvero le mele. Se vogliamo davvero diffondere l’idea di un Trentino sano, vivibile ed ecosostenibile, dobbiamo anche mettere in campo controlli severi e reali, con comunicazioni trasparenti a tutta la cittadinanza, possibilmente in tempo reale, non dopo anni dai rilievi effettuati. Dobbiamo cambiare mentalità, guardare al futuro con approccio più aperto alla presa di coscienza della tutela ambientale e della salvaguardia del territorio, in tutti i sensi; ma con reale convinzione e con programmi ecosostenibili che non siano di sola facciata per catturare i voti degli ambientalisti, bensì con programmi che mettano in campo strumenti di progresso tecnologico innovativo rispettoso per l’ambiente in cui viviamo, unica vera e inestimabile ricchezza, che va oltre i puerili e miseri interessi economici immediati di alcuni produttori senza scrupoli, che certamente infangano anche l’immagine dei tantissimi agricoltori che, invece, cercano di fare sviluppo nel rispetto delle regole. Noi, ecologisti e civivi- Verdi Europei, cercheremo di vigilare sulla tutela di un’agricoltura moderna, ecosostenibile e promotrice di un Trentino all’avanguardia nel rispetto dell’ecosistema. Senza demonizzare alcuno, ma con la fermezza e la certezza che, solamente con approcci diversi in tema di rispetto ambientale e della salute come bene comune, sia possibile aprire anche nuove vie di sviluppo economico.

Marco Ianes - Trento

venerdì 10 maggio 2013

giovedì 9 agosto 2012

Infrastrutture e programmi politici

Nel mio errabondare vacanziero, mi è capitato di visitare alcuni luoghi che portano, per alcuni aspetti, innovazioni tecnologiche, unite a problemi strutturali evidenti.
Ho visitato uno dei più grandi parchi eolici del sud, in Calabria e, qui, ho notato subito che molti aerogeneratori erano inattivi; parlando con un ingegnere della società spagnola che ha fornito gli aerogeneratori e che mi ha ospitato per questa mia visita,ho scoperto che il parco eolico sta lavorando a ritmo ridotto per il semplice motivo che, la rete elettrica che accoglie la produzione, non è in grado di sopportare tutta l'energia che potrebbe essere prodotta. Quindi, il parco eolico conta 75 macchine da 50 MW l'una, per totale di 3.750 MW di produzione possibile, ma solo la metà di questa può essere sfruttata, perchè il distributore di zona non ha ancora adeguato le linee! E, il peggio è che, il gestore del parco eolico, riceve ugualmente gli incentivi per la potenza nominale, cioè su una stima del producibile a potenza totale, poiché la mancata produzione non è a lui imputabile. L'inadeguatezza delle infrastrutture produce un triplo danno economico: il primo è quello della ovvia perdita di energia rinnovabile non producibile per i fermi macchina, il secondo è quello riguardante l'erogazione totale degli incentivi nonostante la mancata produzione e il terzo è quello che, a livello nazionale, da qualche altra parte quell'energia mancante dovrà essere reperita da altre fonti, magari non rinnovabili. Saluto l'ingegnere e mi avvio a tornare al mio campeggio e, sulla strada mi imbatto in un'altro grande problema infrastrutturale: un acquedotto a servizio dell'irrigazione dei campi, con notevoli falle che determinano grandi perdite di acqua! Anche qui, mi fermo per fare una fotografia e chiedo al contadino,sul campo vicino, da quanto va avanti quella perdita. Lui, candidamente, mi risponde che sono più di due anni che ha segnalato il guasto al consorzio irriguo della zona, ma non hanno i soldi per sostituire la tubazione e, quindi, devono arrangiarsi a tenerla così. Di riparazione non se ne parla, perchè non c'è nessuno che vuole farla! Ancora un problema strutturale italiano! Proprio al sud, dove l'acqua non abbonda di certo!
Ecco, solo alcuni esempi concreti di piccole, grandi opere necessarie allo sviluppo del nostro Paese, senza montarsi la testa e pensare a grandi e inutili infrastrutture, sarebbe ora di pensare ad adeguare e migliorare le reti nazionali (elettriche, idriche, telecomunicazioni e viarie). In questo, a mio avviso, la politica è quanto mai lontana dalla capacità di organizzare interventi e predisporre corretti finanziamenti. Ma di queste opere, come mai nessun politico ne parla? Come mai tutti sono bravi a proporre nuove cementificazioni o nuove opere mastodontiche (ponte di Messina docet...) e nessuno si rende conto che lo sviluppo ed il progresso hanno bisogno di reti infrastrutturali adeguate? In questo settore, si potrebbero creare anche nuovi posti di lavoro, nuovi appalti pubblici realmente necessari alla collettività. Chi avrà la capacità di provare a prendere in mano questa situazione? A mio avviso, solamente chi realmente opera giornalmente nell'ambito delle costruzioni ma, si sa, noi tecnici non siamo in grado di comprendere la politica, così com'è attualmente; però, alcuni di noi ci vogliono provare, per tentare di dare luce ad un sistema diverso, proiettato a soddisfare, o almeno a tentare di soddisfare, le reali necessità della comunità. Alcuni di noi si stanno mettendo a servizio della collettività per elaborare un programma di "piccoli,grandi opere", che serviranno per il reale sviluppo del Paese. Lo stiamo facendo a livello nazionale e anche localmente, con la costituente ecologista che sta partendo con il progetto Ecologisti e reti Civiche-Verdi Europei. Per elaborare un programma di governo nazionale e provinciale, che metta al centro il benessere dell'individuo, nel rispetto delle risorse naturali che non sono infinite e vanno gestite con oculatezza e parsimonia; ma non solo: etica politica, un nuovo modello economico possibile ed eco-sostenibile, nuovi rapporti tra Stato e autonomia, in una visione europeista, ma che garantisca la salvaguardia degli aspetti positivi, e sono molti,della nostra autonomia. Con uno sguardo al futuro dei giovani, che devono avere sempre più spazio, sia in politica che nel lavoro, in prospettiva di creare una nuova classe dirigente, non stanziale, ma dinamica, aperta alle innovazioni. Abbiamo un sogno e, ora, stiamo cercando di strutturarlo, perché possa diventare una realtà vivibile e sostenibile.


 Marco Ianes co-portavoce Ecologisti e reti civiche Verdi Europei
 www.marcoianes.blogspot.com;
 www.politicatrentina.blogspot.com
E-mail: marco@marcoianes.net
Nella foto: l'acquedotto che perde, in Calabria.