"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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mercoledì 7 settembre 2016

#referendumcostituzionale Dibattito pubblico a GARDOLO- TRENTO



#referendumcostituzionale

PRENOTATE IL POSTO GRATUITO PER L’EVENTO A TEATRO SUL SITO    WWW.EVENTBRITE.IT al seguente link diretto:


Il circolo ACLI di Gardolo organizza un

DIBATTITO PUBBLICO
“Referendum costituzionale 2016: votare Sì o No? I pro e contro della riforma a confronto.”

MARTEDI 13 SETTEMBRE - ORE 20.30
TEATRO “GIGI CONA”
 VIA SOPRASSASSO, 2
GARDOLO – TRENTO
RELATORI:
Per il SI: prof. Paolo Pombeni - Professore di Storia dei sistemi politici europei e di Storia dell'ordine internazionale presso la Scuola di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. Dal 2011 è direttore dell'Istituto storico italo-germanico (Isig) di Trento (2011-2016), e dal 2010 al 2012 dell'Istituto di Studi Avanzati dell'Università di Bologna. 

Per il NO: dott. Pasquale Profiti – Magistrato, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trento.

Moderazione incontro a cura di Walter Nicoletti – giornalista di ACLI TRENTINE.

sabato 17 ottobre 2015

Si chiude una porta, se ne aprono altre...





Era il primo di gennaio del 2001, quando una nuova partita IV.A., associata al mio nome e alla mia professione di perito industriale iscritto all’albo, entrava nel mondo dell’imprenditoria individuale, nel mondo degli “esercenti arti e professioni”.
Quel lontano giorno, avviai la mia attività di progettista di impianti tecnologici, dopo oltre quindici anni di lavoro subordinato come tecnico in diverse aziende e con ruoli anche di prestigio. L’esperienza accumulata nella manutenzione industriale in una nota azienda mineraria, che purtroppo ora non è più attiva, unita ad altre esperienze come direttore tecnico di un’impresa di impianti elettrici e come consulente tecnico commerciale per un noto grossista di materiali elettrici trentino, mi hanno permesso di conoscere profondamente il settore elettrico-elettronico e il mondo industriale. Da qui l’idea di partire con due nuove avventure: l’insegnamento e, contemporaneamente, l’esercizio della libera professione. Il primo mi ha permesso, e mi permette tuttora, di trasmettere le mie esperienze ai futuri elettricisti, mentre il secondo è stato lo stimolo per intraprendere lavori che, a volte mi hanno entusiasmato davvero. Molti gli ambiti in cui ho avuto occasione di operare, molte le persone che ho conosciuto, anche in paesi diversi. Dalle automazioni realizzate per molte cave di inerti, alle progettazioni di alcuni siti produttivi, con elevati contenuti di automazione industriale. Alberghi di elevato contenuto tecnologico, ricordo 5 o 6 anni fa un noto albergo della città, progettato con un sistema domotico che all’epoca era all’avanguardia, oppure sistemi di produzione di energia tramite fonti rinnovabili, a servizio di siti produttivi, per soddisfare il fabbisogno energetico aziendale, riducendo gli sprechi e ottimizzando i consumi con profonde analisi dei tempi e metodi di produzione, a volte anche trovando contrasti con il management interno, che non capiva i benefici di cambi di metodi anche radicali, salvo poi riconoscere saggiamente che le nuove vie intraprese liberavano risorse per reinvestimenti o, semplicemente, per utili da suddividere con i soci.
Sono stati quindici anni intensi, dove ho visto nascere una filiera importante delle energie rinnovabili, quella del settore fotovoltaico, che ha fatto crescere come i funghi progettisti e piccole imprese, che sono poi naufragate nei debiti generati dalla chiusura della filiera stessa da parte di governi miopi che hanno incentivato enormemente il settore all’inizio, drogando il mercato, salvo poi togliere tutto in un colpo solo! Altre sarebbero state le politiche sostenibili di questo settore, magari evitando le assurde incentivazioni spropositate degli anni 2007-2011, spalmandole più equamente su un ventennio, così si sarebbe davvero consolidata una nuova filiera produttiva; ma, tant’è, siamo in Italia, paese delle speculazioni, dove le buone idee vengono sfruttate solo finché rendono alle multinazionali e poi, quando potrebbero diventare benefiche per tutti, si stroncano.
Oltre quindici anni di attività intensa, dove non sono certo mancati i problemi comuni a tutti i soggetti che fanno impresa: mancati pagamenti, esposizioni con le banche, lavori persi per un soffio…ma anche tante soddisfazioni di vedere compiute opere nate dall’ingegno e dal confronto tra professionisti di vari settori.  E queste sono le cose belle che devono essere ricordate, e che ricorderò sempre.
Ora, dopo oltre quindici anni di attività, il 30 settembre scorso,  ho “chiuso bottega”! Ma perché? Questa la domanda che molti miei carissimi clienti, amici direi, mi hanno posto. Perché dopo un periodo così lungo, alla soglia dei 50 anni, ho deciso di prendermi “il mio tempo”! Mi dedicherò solo all’insegnamento, altro mio amore lavorativo. Troppe le incombenze burocratiche da sostenere, sempre meno il tempo da poter dedicare alla progettazione vera e propria e all’aggiornamento tecnico professionale. Studi di settore, burocrazia eccessiva nelle pratiche a corollario di un qualsiasi intervento di costruzione e riqualificazione, controlli esasperati sulla contabilità per stare attenti a non sbagliare qualcosa e non pagare sanzioni, clienti che non pagano e che devi rincorrere senza tutele da parte della giustizia italiana. Ora ho detto basta, penso di aver dato abbastanza. Lascio l’attività professionale per scelta di vita, per avere tempo per me stesso, per poter riprendere a studiare e ad aggiornarmi tecnicamente, per poter insegnare al meglio quello che ho imparato in oltre trent’anni di lavoro.
Grazie a tutte le aziende che hanno riposto fiducia in me, grazie a tutti i colleghi professionisti con i quali ho collaborato; a tutti i miei migliori auguri per il proseguimento delle vostre attività.
Io vi aspetto tutti a scuola, all’Enaip di Villazzano, dove mi dedicherò ancor di più per tenere vivi i rapporti con le aziende, affinché la scuola sia sempre più vicina la mondo del lavoro. Sarò lì, a insegnare ai ragazzi, sarò lì ad accogliere proposte per seminari informativi e momenti di confronto tecnico.
Grazie a tutti, lo studio tecnico Omega di per.ind. Marco Ianes ha chiuso la porta. Altre porte si aprono…
Good bye and good luck!

mercoledì 6 maggio 2015

Intervista a Marco Ianes Verdi del Trentino. Trento Smart City, città intelligente: un progetto da condividere con i cittadini.


Marco Ianes Verdi del Trentino. Trento Smart City, città intelligente: un progetto da condividere con i cittadini.

Di professione insegnante di elettrotecnica e impianti elettrici, automazione e energia, nonché libero professionista nel settore energia e progettazione di impianti tecnologici; è anche consulente tecnico ambientale, esperto di rifiuti. MARCO IANES, capolista dei Verdi del Trentino si presenta alla cittadinanza per proporre alcuni temi importanti per la città, che lui stesso definisce: “ inglobabili nel concetto di Smart City, città intelligente”.
Cos’è una Smart City?
Marco Ianes: ”Nel concetto di Smart City troviamo molte cose: possiamo cominciare dalla  tecnologia applicata per mettere in comunicazione oggetti a servizio dei cittadini, come ad esempio accessi alla rete internet facili e alla portata di tutti, dove trovare informazioni sulla viabilità urbana, sugli eventi in programma nel periodo, ma non solo; si possono far viaggiare informazioni sullo stato di salute delle persone e, in caso di malore intervenire a favore del cittadino tempestivamente; ma non si tratta solo di questo, non di sola tecnologia. Si tratta di un concetto di vita cittadina diverso, dove la partecipazione attiva dei cittadini è alla base di tutto. Un esempio pratico e che sarà presente nella prossima legislatura che ci apprestiamo ad affrontare: il nuovo piano regolatore della città! Ecco, in questo caso sarà necessario avviare un processo di condivisione dei saperi, delle opinioni, delle prospettive e delle idee con tutti i cittadini. Dovrà esserci una prima fase di ascolto delle necessità di tutti, una seconda fase di elaborazione di proposte sostenibili, con consumo zero del territorio e recupero edilizio ed energetico dell’esistente e poi, una fase esecutiva di realizzazione delle opere previste. Ma il tutto dovrà passare attraverso il concetto “intelligente” di condivisione e approvazione da parte dei cittadini. Dietro il concetto di Smart City, possiamo trovare piani di sviluppo energetico della città, per esempio con lo sviluppo organico del PAES (piano di azione energia sostenibile) , meglio noto come “patto dei sindaci”; in queste nuove vie gestionali, le amministrazioni comunali si impegnano ad ottimizzare le risorse energetiche a disposizione, attuando politiche di interventi di contenimento dei consumi, con installazioni di illuminazioni pubbliche a LED, piuttosto che  progetti di vero e proprio risparmio energetico con cappotti sugli edifici, impianti fotovoltaici a servizio delle strutture e micro centraline idroelettriche sul fiume Adige.
Microcentraline idroelettriche sul fiume Adige?
Marco Ianes:”  Si tratta di piccole “chiatte” mobili da appoggiare sul fiume, sotto i ponti e quindi praticamente invisibili; su queste micro chiatte, larghe poco più di due metri, si trovano posizionate alcune turbine e relativi alternatori elettrici che produrrebbero energia elettrica da fonte rinnovabile; tale energia potrebbe essere usata per l’illuminazione cittadina, contenendone così i costi energetici e liberando risorse economiche da investire altrove; per esempio con i soldi risparmiati si potrebbe iniziare a programmare interventi di ristrutturazione edilizia dei beni pubblici, coinvolgendo imprese edili trentine che versano in condizioni di difficoltà; ecco, questo potrebbe essere un esempio di città intelligente, che mette in campo sistemi innovativi per creare risparmio e generale lavoro per le imprese locali, superando le logiche non più sostenibili dei contributi a pioggia alle imprese. “
Quindi  il concetto di Smart City, come sviluppo della città?
Marco Ianes:” Esatto. Uno sviluppo organico della città, che sappia coinvolgere i cittadini senza calare dall’alto le decisioni; uno sviluppo realmente sostenibile, che sappia unire innovazioni tecnologiche alla ricerca del benessere per tutti; con alcuni interventi semplici possiamo garantire alla città il mantenimento del livello qualitativo dei servizi, anzi addirittura migliorarlo, senza spender ulteriori soldi, bensì magari trovare anche fonti di entrate senza tassazioni aggiuntive, magari sfruttando meglio anche le risorse che i fondi europei per lo sviluppo mettono a disposizione. Ma lo sappiamo che ci sono milioni di euro a disposizione delle città, per lo sviluppo sostenibile e molto spesso questi soldi vanno persi perché le amministrazioni non ne conoscono l’esistenza o non riescono a strutturare percorsi per sfruttarle?
Ecco, su questo, personalmente mi sto impegnando, per far crescere una città intelligente, una Trento del futuro che rimanga, anzi diventi sempre più, una città  godibile, sostenibile, piacevole da vivere per i cittadini e per chi la visita o la vive temporaneamente, come gli studenti universitari.
Con estrema semplicità, dico che mi candido al consiglio comunale per portare avanti queste idee e proposte. Credo che i cittadini di Trento meritino di poter vivere in una vera Smart City”.
 
Esempio di una microcentralina idroelettrica "appoggiata" sul fiume e immediatamente rimovibile.

domenica 26 aprile 2015

Tanti gazebo per incontrare i cittadini. Vi aspetto.

Ecco il calendario con gli orari dei gazebo previsti per la prossima settimana.
Io sarò presente a tutti per incontrare i cittadini di Trento.

Lunedì 27 aprile SOPRAMONTE – PIAZZA dalla 15 alle 18 .

Martedì 28 aprile LARGO CARDUCCI dalle 15 alle 18.30 – poi serata a Sopramonte su sviluppo Monte Bondone ore 20.30.

Mercoledì 29 aprile PIAZZA DELL’ARGENTARIO COGNOLA FRONTE CIRCOSCRIZIONE dalle 10 alle 13.

Giovedì 30 aprile VIA ROSMINI ANGOLO VIA VERDI mattino dalle 9 alle 12 e VIA OSS MAZZURANA ANGOLO VIA ORIOLA pomeriggio dalle 15 alle 18 ; poi serata alle 20:30 a Cognola sui rifiuti.

Venerdì 1 maggio VIA BELENZANI (vicino libreria) dalle 9 alle 12.

Sabato2 maggio PIAZZA LODRON dalle 9 alle 12.

Domenica 3 maggio VIA S.PIETRO dalle 9 alle 12.

Vi aspetto per incontrarci e confrontarci.

domenica 23 novembre 2014

“MENO RIFIUTI MEGLIO E’” SERATA INFORMATIVA 25 NOVEMBRE GARDOLO 20:30


MARTEDI 25 NOVEMBRE – ORE 20:30 -
SALA SEDIE NERE  CIRCOSCRIZIONE DI GARDOLO – PIAZZALE  GROFF
“MENO RIFIUTI MEGLIO E’”
SERATA INFORMATIVA A CURA DEI VERDI DEL  TRENTINO.
La cittadinanza è invitata a partecipare, per portare idee, critiche e ascoltare proposte.

Marco Ianes - Trento

venerdì 20 settembre 2013

Blue economy: Trentino motore di sviluppo sostenibile.



Blue economy: Trentino motore di sviluppo sostenibile.
Non passa giorno in cui non si apprendano notizie relative alla grave crisi economica e finanziaria, la quale costituisce un problema molto grave e serio, che compromette il benessere di tutti e la dignità di molti, che perdono il lavoro in età avanzata o, come per molti giovani, non riescono nemmeno ad avviarsi in un’attività lavorativa. Unitamente a questa grave crisi, siamo in presenza di un’altrettanto grave deficit ecologico, che accumula continuamente punti negativi. Ma le due cose, sono strettamente legate tra loro; il modello economico finanziario attuale, basato principalmente sulla combustione fossile per ricavare energia per la produttività, sta arrivando alla saturazione e, oltre alla già menzionata crisi, ci lascia in eredità un pesante fardello di malessere ambientale; è malata l’economia mondiale, ma è altrettanto malato il nostro mondo, con il suo ambiente deturpato e svilito dall’azione antropica, messa in campo in questi decenni. È la comunità scientifica stessa a dare queste indicazioni, non è solamente una semplice opinione di ambientalisti “estremisti” che, a detta di molti sostenitori dell’attuale sistema, sono dei visionari utopici che vogliono un mondo perfetto e comodo, ma senza rifiuti e senza inquinamenti. Questa, però rappresenta una descrizione errata di chi opera nell’ambientalismo, poiché identifica percorsi ormai superati, di estremismo esistente, forse, all’inizio del percorso ambientalista; se, però, qualche decennio fa, si poteva anche credere a questa definizione di “estremismo ambientalista”, ora, con i dati alla mano e con le analisi economiche e ambientali, quindi con i numeri reali, la definizione diventa anacronistica, poiché decenni fa, quei “visionari impazziti”, prevedevano una recessione irreversibile legata ad una crescita smisurata e ad uno sfruttamento delle risorse naturali spropositato. Quindi li possiamo ora definire, passatemi il termine un pochino caricaturale, “profeti ambientalisti”. L’economia mondiale negli ultimi sessant’anni è cresciuta a ritmi notevolissimi; il prodotto globale lordo mondiale ha raggiunto i 69.000 miliardi di dollari nel 2008; nel 1950 esso era di soli 6.600 miliardi di dollari; è chiaro che non è pensabile di poter sostenere una continua e inarrestabile crescita all’infinito. L’economia della crescita a tutti i costi non è più sostenibile e da questo concetto si parte per rifondare un sistema diverso, per imboccare strade alternative e innovative. Siamo partiti, alcuni anni fa, con lo sviluppo della green economy, che ha visto l’uso delle fonti di energia rinnovabili, dal fotovoltaico all’eolico, a volte usati in maniera speculativa, poiché la mala politica ne ha incentivato l’uso a beneficio delle multinazionali, più che dei cittadini; la green economy ha rappresentato un passo importante, tuttavia dettato dalla necessità di inseguire la tutela ambientale, cercando di produrre energia per lo sviluppo industriale in maniera più sostenibile e meno impattante; molto spesso la green economy ha messo in campo percorsi virtuosi, ma mirati a contenere le emissioni inquinanti, oppure ad avere energia pulita e a costi più ridotti. Tutti passi evolutivi importanti, ma non sufficienti a cambiare radicalmente il percorso economico. Diventa necessario spingerci oltre, con coraggio e determinazione, verso un percorso ancora più innovativo, denominato blue economy. La blue economy affronta le problematiche della sostenibilità al di là della semplice conservazione: lo scopo non è investire di più nella tutela dell’ambiente ma di spingersi verso la rigenerazione affinché tutti possano beneficiare dell’eterno flusso di creatività, adattamento e abbondanza della natura. La Blue Economy nell'ipotesi più moderata può essere considerata un’evoluzione della Green Economy, in realtà è qualcosa di più e di diverso.È un sistema di pensiero e di azione complesso in cui la dimensione economica della proposta parte sempre dal livello sociale e globale della condizione della persona, sia dei paesi dove avviene la produzione, sia dei paesi ove avviene il consumo di beni prodotti. Uno dei beni per i quali non abbiamo limiti è la nostra creatività ed è su questa che ci dobbiamo basare per introdurre innovazioni che non portino solo nuove tecnologie, ma anche e soprattutto nuovi modelli economici che tengano conto della decrescita dei rendimenti marginali della produttività degli attuali sistemi di produzione. La Blue Economy non si basa solo sull’innovazione, ma anche su nuovi modelli produttivi che cambiano il nostro modo di guardare alla produzione, alla distribuzione e ai consumi. I prodotti migliori devono essere anche i più economici.Ciò che acquistiamo deve contribuire alle esigenze fondamentali di tutti, i prodotti e i servizi che acquistiamo regolarmente devono contribuire alla costruzione di un capitale umano e creare nuovi posti di lavoro. È un approccio completamente nuovo, fresco, di cui abbiamo urgente bisogno. Oggi tutto quello che i governi e le dirigenze riescono ad immaginare sono austerità e tagli dei costi. Ma questo non è possibile. Dovremmo evolvere, come fa la natura, dalla penuria alla sufficienza e all’abbondanza. La natura evolve sempre verso l’abbondanza. E noi in un momento di crisi riusciamo solo a pensare a fare meno, mentre dovremmo trasmettere alla gente il messaggio di fare di più con quello che abbiamo. Questo è il messaggio che viene dalla natura. La natura è un incredibile fonte di ispirazione, perché ci mostra che col tempo, usando soluzioni creative, è sempre possibile evolvere verso il meglio. Se parliamo di materie prime, non esistono scarti o inquinamento. O meglio, ciò che è scarto per qualcuno è sempre materia prima, fonte di energia per qualcun altro.In questo modo, ci rendiamo conto che possiamo sfruttare a cascata nutrienti, energia e materiali. La natura continua a semplificare il modo in cui produciamo e consumiamo. Pensiamo a quanti apparecchi oggi abbiamo che non servono. La natura ci insegna come farne a meno. Questo è un approccio nuovo e che ci apre a nuove prospettive. La natura è basata prima di tutto su un sistema a cascata interconnesso e ci insegna a fare molto di più con meno, ad eliminare anche quello che ci sembra indispensabile come le pile, filtri, sistemi osmotici e tutte quelle apparecchiature che continuiamo a utilizzare e gettare via.Il concetto stesso di rifiuto è un'invenzione umana. Nei sistemi naturali nessuno produce qualcosa che non serve a nessuno. L’economista e imprenditore Gunter Pauli, nel suo libro “Blue economy, 10 anni, 100 innovazioni, 100 milioni di posti di lavoro” analizza molto bene il percorso, con proposte industriali legate ai processi biologici della natura; un esempio pratico: studiando il modo in cui i sistemi naturali generano energia in modo efficiente, si potrebbe ridurre la domanda energetica di 10 o 20 volte, riducendo così la necessità di produrre energia sfruttando le miniere di carbone, quindi contribuendo anche ad abbassare l’inquinamento atmosferico. Ci affanniamo a succhiare elettricità dalla rete senza renderci conto che ottimizzando i consumi, con scelte radicali sui sistemi di produzione e utilizzo, si potrebbe garantire percorsi virtuosi, che innescherebbero nuove possibilità di sviluppo sostenibile. Da qui, noi ecologisti e civici verdi europei, vogliamo partire per lanciare un programma di innovazione, di speranza e di progresso; un programma dove l’antico pensiero ambientalista, che molti associavano a freno fastidioso per uno sviluppo basato sulla perenne crescita, diventa ora probabilmente l’unico percorso realmente perseguibile, per uscire da una crisi globale e irreversibile, di sistema e strutturale, che certo non sta risparmiando nemmeno il nostro Trentino; nel programma di governo abbiamo chiesto al nostro candidato presidente Ugo Rossi, di inserire progettualità innovativa, mirata a percorsi virtuosi strettamente legati ai concetti della blue economy, che il Trentino, terra all’avanguardia in fatto di ricerca e sviluppo, ha l’obbligo di percorrere, per il proprio futuro e per dare anche un impulso esemplare alla nazione; siamo sempre stati indicati come artefici di progresso e innovazione; ora,possiamo diventare sempre più  un punto di riferimento per tutto il paese e per l’Europa; siamo obbligati a farlo, per un Trentino migliore, autonomo ed europeo.

martedì 17 settembre 2013

Incontri con la gente...



Oggi al gazebo di piazza Pasi, una signora mi ha detto che la politica non serve a nulla, che non è possibile continuare a vedere una situazione come quella attuale in Italia. Ho concordato con lei su questa ultima definizione, ma le ho fatto notare che non è la politica a non servire, ma sono i cattivi politici che creano queste situazioni. Ed i politici, sono nominati e non eletti a livello nazionale, ma qui, invece, li possiamo eleggere e guardare bene in faccia! Mi ha sorriso, dicendomi che sono un illuso; le ho sorriso anch'io e le ho detto che mi tengo volentieri la mia utopica illusione di voler provare a cambiare qualcosa. Le ho detto che mi voglio impegnare per questo motivo e che per questo motivo ci metto la mia faccia, senza nascondermi; potrò fare degli errori, sicuramente, ma potrò almeno dire di averci provato. La signora mi ha salutato e mi ha detto che penserà alla mia"utopica visione"...
Il confronto con la gente è appassionante, ma colgo davvero una grande delusione in molti cittadini. Proviamo a cambiare qualcosa, proviamo a cambiare con persone nuove...