"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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mercoledì 10 dicembre 2014

SLOI, politica e ambiente...che faremo?


 
In queste ultime settimane si sente spesso parlare dell’area ex SLOI-CARBOCHIMICA; anche il TG2 ha recentemente portato alla ribalta il problema dei siti inquinati nell’area Trento Nord.

Per chi, come me, ha vissuto quasi 10 anni vicino al sito Sloi (ho lavorato in uno stabilimento adiacente ove ora c’è un magazzino all’ingrosso e lì abitavo pure), con moglie e due bambini, parlare di queste zone risveglia ricordi di paure e timori davvero ben compresi solo in questi ultimi anni, poiché all’epoca, ignari di tutto, vivevamo nella zona senza sapere nemmeno i rischi a cui eravamo così vicini. I miei figli giocavano nei piazzali confinanti l’attuale recinzione, o quel che resta di essa, dello stabilimento SLOI; ora rabbrividisco al pensiero di tali ricordi. Ma tant’è, la mia giovane vita coniugale di allora non prevedeva una conoscenza approfondita della situazione, come oggi; non che, a dire la verità, qualcuno dell’ente pubblico si sia mai preoccupato di informarmi o di informare la popolazione in generale. 
 
 Ecco, su questo punto mi piacerebbe capire perché i cittadini debbano restare sempre all’oscuro di tutto ciò che riguarda l’ambiente, gli inquinamenti delle zone in cui vivono; se informazioni ci sono, esse vengono sempre portate alla luce da comitati di cittadini o da pochissime forze politiche di minoranza, che fanno dell’ambientalismo una ragione di vita. E sono associazioni di cittadini o piccole forze politiche che danno fastidio, molto fastidio ad una politica che è sempre stata cieca e sorda a qualsiasi possibilità di predisporre progetti di sviluppo realmente rispettosi dell’ambiente. La zona di Trento Nord non è esente dal menefreghismo generale di gran parte dei politici che si sono susseguiti alla guida delle nostre istituzioni, cittadine e provinciali. 
 
Sono quasi 40 anni che il sito è in giacenza come sta ora, con le sue rogge che contengono inquinanti di elevatissimo pericolo, con i terreni che presentano inquinamento altissimo per decine di metri, in profondità. Avremmo avuto l’occasione diverse volte, quando c’erano soldi in abbondanza, per bonificare almeno le rogge, che sono di competenza provinciale, ma siamo sempre stati presi da mille altri interessi, da prospettive di sviluppo dedite al costruire palazzi maestosi, piuttosto che mirare alla bonifica di acque che mettono a serio rischio le falde acquifere della collettività. 
 
Già, perché tali bonifiche non portano voti, portano solo rogne! Rogne dettate dai disagi di lavori che prevedono scavi, rimozioni, drenaggi e ripristini delle rogge note come l’Adigetto, per esempio, che percorre la città attraverso il centro storico e poi lungo viale Sanseverino; rogne, anziché i voti di coloro che, invece, possono sostenerti se dai loro risorse per costruire nuovi quartieri, per esempio; non importa se restano cattedrali nel deserto, importa che hai accontentato amici che poi ti saranno grati e ti ricompenseranno con il consenso! Già, il consenso! Ma ora, che le risorse scarseggiano e che pure la gente sta prendendo coscienza che la bonifica si deve fare, sembra che anche la politica si stia muovendo. 
 
Naturalmente, sembra, poiché si dice che la provincia stia preparando un piano, che dovrebbe partire nel 2015, dopo le elezioni, naturalmente! :“Non vorrete mica mettere sottosopra la città durante la campagna elettorale?” mi disse un nostro politico famoso, qualche mese fa! Perché si crede che la gente trentina sia talmente sprovveduta da non accettare qualche disagio a fronte della certezza di mettere in sicurezza l’ambiente in cui vive? Ecco, quando la politica fa questi ragionamenti, perde in partenza. E la gente si allontana dalle urne. 
 
 Chissà se la bonifica partirà realmente, vedremo per quanto riguarda le rogge; per i terreni il discorso è un pochino più complesso, poiché di proprietà di privati; e, in questo momento di crisi edilizia, a nessuno viene in mente di sfruttare quei terreni; prima di dare il benestare per ulteriori lotti edificabili, comunque, il comune di Trento, deve prestare attenzione a che la zona venga bonificata per intero e non a singoli lotti, come qualche speculatore edilizio aveva paventato e richiesto. 
 
Anche questa partita sarà gestita dopo le prossime elezioni comunali. Sperando che chi siederà in consiglio comunale  e in giunta possa guidare con sapienza e, soprattutto, nell’interesse del bene comune, la partita urbanistica della città. Una partita tutta da rivedere, tutta da riprogettare; non certo con il pressapochismo di questi ultimi anni.  La speranza è che i cittadini, quei pochi che voteranno purtroppo, abbiano la coscienza di andare a votare leggendo i programmi di partiti e candidati  e scelgano davvero persone all’altezza; ovviamente se anche i partiti sapranno garantire un ricambio all’altezza, che sia generazionale, ma anche qualitativo. E, su questo, ci giochiamo davvero la credibilità politica di poter governare la città di Trento.

È necessario cambiare metodo di fare politica; ma, temo davvero di essere un povero illuso, visto che spesso mi sento tacciare di ambientalismo idealista. Ma non può essere solo idealismo voler progettare una città che sia rispettosa dell’ambiente, che miri a dare risposte ai problemi di sicurezza, di vivibilità urbana a 360 gradi per  tutti i cittadini. Ebbene, mi tengo le mie illusioni e spero che, in futuro, Trento possa davvero avere persone in grado di dare seguito a progetti sostenibili davvero. 
 
La speranza non deve mai morire, ma deve alimentare tutti per ricercare le vie migliori per il bene comune. Cominciando a valorizzare il territorio in cui viviamo, magari proprio ridando valore a quei luoghi, come l’area di Trento Nord, che ora sono un’onta per il nostro Trentino autonomista. Situazioni che minano il valore stesso della nostra autonomia, se sfruttate dai nostri detrattori a livello nazionale. 
 
Sta a noi dimostrare che l’autonomia ce la meritiamo, progettando un futuro diverso dalla mediocrità e dalla solita routine. Difficile, ma dobbiamo crederci e provarci.
Marco Ianes – Trento

martedì 23 settembre 2014

Siti inquinati TRENTO NORD: depositato esposto in procura per fare chiarezza.

VERDI DEL TRENTINO hanno depositato un esposto alla procura della Repubblica di Trento.

Come è ben noto l’area SLOI-CARBOCHIMICA, a Trento Nord, è ricompresa nell’elenco dei siti di interesse nazionale (SIN).

Il sito, negli anni, è  stato oggetto di studi approfonditi e progetti di risanamento (a differenza di quanto è successo altrove), anche perché l’opinione pubblica trentina non ha mai distolto l’attenzione dal problema.
Tuttavia, - a parte gli studi e i monitoraggi – sembra esservi ora un certo disinteresse di  Comune e Provincia.

Si stenta a dare avvio alle opere di bonifica, benché per la parte pubblica del sito, vale a dire “le rogge e le fosse di scolo delle acque” i progetti di recupero siano già belle e pronti. Si tratta solo di “cantierare” i lavori.
        
I VERDI DEL TRENTINO sono fortemente preoccupati per l’incomprensibile situazione di stallo.

La Provincia ha predisposto un progetto esecutivo di recupero per le rogge, che prevede interventi di bonifica volti anche  al risanamento della falda acquifera. Ma che fine ha fatto questo piano, è forse finito in fondo a qualche cassetto? Inoltre, per quanto riguarda il monitoraggio, sappiamo che esiste una rete di controllo, ma non conosciamo lo stato delle analisi; com'è la situazione delle acque nella zona di Trento Nord?
Dobbiamo sapere tutti che, in caso di alluvioni nella zona, gli agenti inquinanti potrebbero essere trasportati altrove, dai corsi d’acqua inquinati. Perché non ci si muove con l'attuazione di tale piano?


La politica trentina sembra sottovalutare i problemi sopra esposti, pertanto, in data odierna i VERDI DEL TRENTINO hanno depositato un esposto alla procura della Repubblica di Trento, richiedendo l’apertura di un’indagine per conoscere lo stato di fatto della situazione delle rogge e per chiedere l’immediata attivazione del piano di bonifica delle stesse. In allegato, trasmettiamo copia dell’esposto presentato.


Link per l'esposto depositato in procura:Esposto TRENTO NORD

domenica 9 febbraio 2014

Siti interesse nazionale: come premiare gli inquinatori!

Siti interesse nazionale: come premiare gli inquinatori!
Nel decreto “DESTINAZIONE ITALIA”, si annida un pericoloso sistema di riconoscimento e “amnistia pagata” verso i soggetti che hanno determinato la nascita dei cosiddetti “SIN”, Siti di interesse nazionale, vere e proprie bombe ecologiche in quanto ad inquinamento ambientale.  In tale decreto si permette ai soggetti inquinatori , specificato al comma 5, di accedere a percorsi di riqualificazione del sito, con accesso a sgravi fiscali e contributi pubblici, purché il sito sia stato inquinato prima del 2007. Inoltre, in caso di programmazione di interventi di riqualificazione, oltre ai sopraccitati benefici, il soggetto inquinatore e ora “investitore”, vedrebbe cadere ogni altro onere di carattere sanzionatorio.
Il percorso indicato nel decreto suscita indignazione immediata, se si pensa al concetto che gli inquinatori sono stati quasi sempre società con scarsa attenzione all’ambiente e hanno sfruttato tali siti lasciandoli in pericolosissime condizioni ambientali e di forte rischio per la salute pubblica (questa non è un’opinione, ma è indicato nel documento che identifica i SIN sul territorio nazionale). Ma l’indignazione cresce ulteriormente se si aggiunge il fatto che, gli stessi soggetti, avranno ora la possibilità di godere di ulteriori margini di incremento economico, godendo di contributi pubblici e sgravi fiscali per bonificare il sito da loro stessi inquinato; in aggiunta a ciò, potranno godere ulteriormente di tali siti per edificare o convertire la zona in siti produttivi . Oltre alla spontanea indignazione, vi è però un aspetto importante da non sottovalutare; uno studio dell’ufficio legale della Camera dei Deputati, fatto sul decreto “Destinazione Italia”, in merito a tale provvedimento, evidenzia la forte possibilità di lesione del principio europeo “chi inquina, paga” , sancito nelle direttive europee; tale lesione porrebbe l’Italia, inevitabilmente, in infrazione e quindi farebbe generare un’ulteriore sanzione nei confronti del nostro Paese. Sarebbe una beffa ulteriore per tutti i cittadini, che hanno subìto la presenza di questi siti altamente inquinati e ora si vedrebbero pure vessati dall’attribuzione di contributi pubblici agli inquinatori, sgravi fiscali per gli stessi che godrebbero di ulteriori profitti e, dulcis in fundo, pagherebbero una sanzione salata; il tutto con i soldi dei contribuenti!
Anche a Trento esiste un SIN! L’area SLOI-CARBOCHIMICA, a Trento Nord, è presente nell’elenco dei siti di interesse nazionale (SIN) e quindi pure noi abbiamo questo tipo di problema.  Su questo sito si è parlato e discusso molti anni, ma giace ancora lì, nel pieno abbandono e nel totale disinteresse di  comune e provincia, che non sanno  cosa fare.  La situazione di stallo che si è creata in questi decenni è stata tenuta addormentata per evitare di alzare il coperchio della pentola ma ora, con questo decreto che molto probabilmente sarà ,purtroppo, convertito in legge a breve dal Parlamento, è probabile che si risveglino interessi economici molto forti. La preoccupazione che dovrebbe interessare tutti noi trentini è proprio quella di stare attenti a chi prenderà in mano la situazione, di vegliare se i soldi pubblici, i nostri soldi pubblici, saranno usati correttamente per restituire alla cittadinanza un luogo altamente inquinato, in maniera sicura e vivibile, con trasparenza e con senso del “bene comune”.  Il pericolo forte e reale è che si inneschino anche qui percorsi poco virtuosi, premianti solo per coloro che hanno inquinato, che vedrebbero vincere, ancora una volta, i loro interessi speculativi dopo aver infranto le leggi. Alla politica spetta  la responsabilità di correggere il decreto in Parlamento, anche se sembra molto difficile, poiché sembrano prevalere ignoranza sul tema (pochi deputati sanno leggere nel decreto tali atrocità) e interessi di parte che sostengono anche certi politici romani, quelli che invece hanno letto molto bene il decreto stesso. Ma in Trentino, se è vero che siamo autonomi e se è vero che possiamo e vogliamo fare meglio, saremo capaci di dare un percorso politico coerente con il concetto di “chi inquina, paga”? Speriamo che, almeno qui, contributi e benefits agli inquinatori siano radicalmente banditi.  L’immobilismo dimostrato finora non è certamente di buon auspicio, ma gli interessi in gioco diverranno tali da costringere la politica ad analizzare anche qui questi problemi; e qui, vedremo il vero volto ambientalista del Trentino green che dipingono a livello nazionale; cioè vedremo davvero se ci sarà tutela dell’ambiente e, soprattutto , vero senso del bene collettivo.  Infine, un appello ai nostri parlamentari trentini: a Roma, portate in evidenza tale devastante percorso che si vuole convertire in legge. Ne va del buon nome dell’Italia, ne va della credibilità di un Paese che sembra sempre più tutelare interessi economici di pochi, a scapito del bene collettivo. Siate portavoce di una visione davvero nuova, portate il pensiero del Trentino realmente virtuoso e che crede davvero in politiche diverse. Se volgiamo credere davvero in un futuro migliore, non possiamo far passare tali provvedimenti fuori da ogni senso logico, ma soprattutto anche fuori contesto europeo.
Marco Ianes – Portavoce VERDI DEL TRENTINO

L'area SIN a Trento Nord.