"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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venerdì 11 dicembre 2015

Trilinguismo, insegnanti impegnati e la provincia latitante...


Sono un docente impegnato nel progetto trilinguismo, molto spinto dal governo provinciale. Sto seguendo, con molto interesse, lo sviluppo del sistema CLIL.
Credo che, se ben organizzato e con docenti ben preparati, si possa davvero dare un serio contributo alla crescita dei nostri ragazzi, nel tentativo di far capire loro che le lingue straniere possono essere un mezzo nuovo e diverso per apprendere discipline non linguistiche e crescere culturalmente.
Il progetto trilinguismo di cui la nostra Provincia si vanta di essere sostenitrice, e il progetto CLIL ne è una componente fondamentale, deve però essere sostenuto seriamente, con finanziamenti congrui alla realtà; ma, soprattutto, si deve dare anche la necessaria credibilità a tale progetto.
Allora, mi chiedo quale credibilità possa avere un progetto se gli insegnanti che hanno sostenuto, a proprie spese di tempo e di denaro, un corso di 2 o 3 settimane all’estero in periodo estivo, e ancora non hanno ricevuto il rimborso del voucher previsto, dopo ben quattro mesi dalla presentazione delle spese e dopo aver sostenuto e superato gli esami previsti per il riconoscimento! Che credibilità può avere un progetto che prevede un aggiornamento degli insegnanti all’estero, da effettuarsi con sola parziale copertura delle spese sostenute? Sì, perché è bene chiarire che il voucher, ammesso che arrivi a questo punto, copre solo una parte delle spese sostenute.  Solitamente, e io lo posso confermare avendo lavorato diversi anni anche per aziende private del settore industriale, i corsi di aggiornamento sono interamente sostenuti dalle aziende stesse. Così non è per la Provincia, che ti chiede di aggiornarti, ti chiede di credere ad un percorso e poi ti dice che ti copre le spese solo in parte. E questo passi pure, purché almeno quella parte finanziata arrivi! I dubbi cominciano a serpeggiare tra i docenti visto che, contattando il servizio preposto, pare che prima di febbraio o marzo i soldi di rimborso non ci vengano erogati, mentre ci era stato detto che al massimo nel mese di novembre saremmo stati rimborsati! Bella partenza per il progetto trilinguismo, proprio una piena e totale iniezione di fiducia verso gli insegnanti che hanno deciso di mettersi in gioco! Sarà la solita politica degli annunci? Sarà che, alla fine, a crederci siamo solo noi, docenti pazzi che si sono messi in gioco accettando la sfida lanciata in pompa magna dal presidente Rossi?

martedì 3 settembre 2013

Una società destinata ad un inesorabile declino, se non si investe in scuola e formazione.

Quali possono essere le prospettive nella scuola? All'insegna della ormai tanto proclamata spending review, inglesismo fastidioso usato per classificare tagli alla spesa pubblica, molto, anzi troppo spesso lineari e con poca logica lungimirante, davvero è difficile pensare a prospettive di crescita e innovazione. Nel mondo della scuola, già da qualche anno, si assiste a riduzioni troppo spinte del budget a disposizione, per far crescere il sistema. Badate bene, non sto parlando di soldi per i docenti o il personale in genere, quello è un altro argomento, sul quale peraltro ci sarebbe molto da discutere, se facessimo confronti con le retribuzioni degli insegnanti del resto d’Europa. No, sto parlando di investimenti su attrezzature, su materiali didattici, su monte ore dedicato sia all'aggiornamento del corpo docente, sia a disposizione per recupero allievi o per percorsi di sviluppo di eccellenze. Già, proprio su questi percorsi si tolgono risorse, giustificandone la necessità impellente per far quadrare i conti. Ma che senso ha parlare di sviluppo sostenibile, di progresso di una civiltà futura tesa al miglioramento delle condizioni socio economiche, se poi tagliamo sistematicamente i mezzi che servono a formare le future generazioni? Questo è un tema molto delicato e imprescindibile, per poter garantire una crescita reale e continua di un popolo. Anche il Trentino, purtroppo, si sta adeguando a questa fase recessiva in ambito culturale e scolastico e questo potrebbe innescare percorsi pericolosi, che potrebbero portare la nostra provincia al di fuori di quella eccellenza che l’ha vista protagonista negli ultimi decenni. Dobbiamo cercare, con convinzione politica, di concentrare risorse in questo campo e non distrarle verso percorsi fuorvianti e poco“redditizi”dal punto di vista della crescita delle nostre generazioni più giovani. La scuola e la formazione professionale meritano investimenti significativi e importanti, al pari dell’industria, dell’artigianato e del turismo; forse anche più di questi settori, poiché senza formazione anch'essi sarebbero destinati ad una fine mediocre. Non vi può essere sviluppo nei settori economici se non vi è programmazione di investimenti significativi nella formazione dei futuri industriali, artigiani e operatori turistici. Se il Trentino che vorremmo saprà mettere in campo risorse, certamente più mirate evitando sprechi, ma altrettanto certamente più significative, nel mondo della scuola e della formazione, riusciremo anche a far crescere tutto il resto dei comparti economici che determinano il progresso di una comunità. Diversamente, siamo inesorabilmente destinati al declino, sia culturale che economico, senza alternative. Nuove visioni sono necessarie, nuovi approcci verso il mondo della scuola, nuove e forti attenzioni sono necessarie per lo sviluppo sostenibile di un nuovo modello socio economico. E in questo nuovo modello, la scuola e la formazione devono rappresentare le fondamenta solide sulle quali costruire la nuova casa trentina, una nuova casa che accolga le innovazioni e che le sappia usare per una crescita armoniosa di tutti. Programmare un percorso virtuoso negli investimenti è certamente doveroso, ma non possiamo togliere ai nostri giovani la possibilità di crescere, studiando per prepararsi al loro ingresso nel mondo del lavoro; non certo in maniera così pesante e approssimativa, come sta avvenendo in questo periodo. Non possiamo permetterci di commettere questi errori, ne va della crescita di tutte le componenti della nostra società.