"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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martedì 21 giugno 2022

Trentino e politiche ambientali insostenibili.

Inceneritori per il trattamento dei rifiuti, bacini di innevamento artificiale a bassa quota, consumo del territorio in progressione. Tutte politiche che hanno contribuito a generare i cambiamenti climatici in corso e che sono sotto gli occhi di tutti. Ma tutti i governanti si riempiono la bocca di attività mirate alla salvaguardia ambientale, salvo poi perseguire gli stessi metodi che hanno causato la situazione attuale. Chiacchiere da dibattiti, ma fatti reali di cambiamento programmatico ZERO! 
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Marco Ianes - Trento

giovedì 16 febbraio 2017

Ultimo saluto ad un amico, Adriano Rizzoli.

Ciao Adriano...oggi ho saputo della tua scomparsa. Te ne sei andato lasciando un grande vuoto nel mondo ambientalista, in quello vero, fuori dagli schemi preconfezionati dei partiti. Eri un grande, un grande studioso dei problemi ambientali che affliggono la nostra epoca. Prima di parlare e dire la tua ti documentavi, ti informavi, apprendevi. Chi cercava di contraddirti si trovava in grande difficoltà e, spesso, cadeva in fallo, proprio perché tu eri preparato, non parlavi mai a vanvera. Ecco perché la politica di palazzo ti ha sempre temuto e ti ha sempre visto con sospetto. Mai domo, hai combattuto  sempre a tutela del bene e della salute di tutti, sempre ad evidenziare interessi occulti che deprimevano le scelte di tutela ambientale. Te ne vai così, lasciando un vuoto enorme nel mondo ambientalista, in questo periodo molto assopito e stanco. A me , come a molte altre persone, rimane il piacere di averti conosciuto, l'orgoglio di aver imparato molte cose, seguendoti e ascoltandoti, anche a volte con reciproche critiche, dure ma leali e sincere, come si fanno tra persone altrettanto vere e sincere. Ti ricorderò sempre per la tua indiscutibile intelligenza e capacità di analisi, ma anche per la tua grande dedizione al nostro amato territorio, ricchissimo di biodiversità, tema che hai sempre cercato di promuovere e salvaguardare. Ciao Adriano, fai buon viaggio e, da lassù, certamente respirerai un'aria migliore, più pulita, più salutare, più fresca. Con affetto, un abbraccio.  

sabato 10 gennaio 2015

INCENERITORE/GASSIFICATORE DI MORI: BASTA CON QUESTE POLITICHE DISTRUTTIVE!

INCENERITORE/GASSIFICATORE DI MORI.

 Esempio delle variazioni di emissione in un comune italiano prima e dopo l'avvio di un gassificatore.

In merito al progetto di realizzazione di un inceneritore/gassificatore a Mori, i Verdi del Trentino desiderano esprimere le seguenti considerazioni:
- il progetto proposto è carente di molti dettagli e definire che un simile impianto non generi emissioni inquinanti, senza analizzare le materie prime che saranno trattate, definendole genericamente come rifiuti speciali non pericolosi è assolutamente non rispettoso della necessaria trasparenza dovuta ai cittadini;
 - la tecnologia proposta non è per nulla innovativa, è ben nota in molti paesi e, da questi, non sviluppata negli anni perché ritenuta non conveniente tecnicamente ed economicamente;
- riteniamo che perseguire politiche di gestione dei rifiuti tramite trattamenti che nulla hanno a che vedere con il recupero dei materiali e con serie politiche di prevenzione rappresenti metodi obsoleti e superati.
In ragione di ciò, i VERDI DEL TRENTINO chiedono che si proceda immediatamente con la sospensione di qualsiasi procedimento a favore di tale impianto, che nulla ha a che vedere con gli interessi collettivi e, invece, mette a serio rischio l'integrità di un territorio vocato ad agricoltura di pregio; inoltre, non viene garantita la salute dei cittadini che si troverebbero a dover subire un peggioramento della situazione ambientale, a favore di un guadagno di privati e con benefici pubblici inesistenti.
Segnaliamo che altre sono le vie da seguire per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio; i Verdi del Trentino non sono per un NO a tutto, ma propongono alternative davvero sostenibili, come verrà evidenziato nella conferenza stampa di giovedì 15 gennaio a Trento, dove proporremo percorsi di rilancio dell'economia, con nuove possibilità di posti di lavoro, ma nel pieno rispetto dell'ambiente e della salute di tutti.


sabato 13 dicembre 2014

Centrali a biomasse: non tutto è chiaro.



Sono stato all'assemblea a Novaledo, promossa dal comitato locale, per ascoltare il tema proposto dal professor Corti, relativamente alle centrali a biomasse.
Condivido l'analisi che ha fatto il professore, in merito al combustibile che tale centrale dovrebbe bruciare per produrre energia elettrica e termica a servizio dell'azienda Menz e Gasser. Ma, vorrei qui riflettere su alcuni aspetti in generale su queste centrali. La centrale a biomassa può, in via generale, bruciare combustibili solidi di varia provenienza e proprio qui è il nocciolo della questione. Se parliamo di materiali di tipo legnoso, abbiamo combustioni che provocano emissioni di CO2 e di particolato vario che hanno determinate caratteristiche in termini qualitativi e quantitativi come metalli pesanti e diossine molto contenute; chiaro che, in casi specifici come la Valsugana, ove le emissioni generali sono già oltre i limiti accettabili, calare un ulteriore fonte di emissione che può essere paragonata all'incremento di traffico di circa 50.000 vetture al giorno, risulta insostenibile! Però, voglio anche sollevare un'altra questione delicata, che mi lascia molto perplesso su queste tipologie di impianti. L'ex ministro all'ambiente Clini (ora agli arresti domiciliari, sic!) ci ha lasciato in eredità un fardello pesantissimo che ha aperto la strada a combustioni di "biomasse" che definire anomale è davvero un eufemismo. Mi spiego meglio: il residuo dei rifiuti, quello che resta dopo la raccolta differenziata, può essere trattato per creare un prodotto noto come CSS (combustibile solido secondario); ebbene, dopo questo trattamento, il CSS non è più rifiuto, ma diventa biomassa, naturalmente per decreto. Da qui, il collegamento con le centrali a biomassa è presto fatto.
Guardando in prospettiva è plausibile capire che, stando su una centrale come quella proposta a Novaledo che brucerà 600 q.li/giorno, localmente non sarà sempre possibile soddisfare l'approvvigionamento del combustibile legnoso per il semplice fatto che il legno ci mette più tempo a ricrescere che a bruciarlo; quindi, la logica conseguenza sarà che, tali tipologie di centrali, con modesti ulteriori investimenti, potrebbero essere convertite ad altre "biomasse", quali proprio il CSS! Il risultato potrebbe essere che ci troveremo ad avere piccoli inceneritori sparsi sul territorio, legittimati da un decreto che ha elevato a biomassa ciò che, invece, di biologico non ha nulla.Ma la conseguenza ancora più grave è nel fatto che, queste tipologie di centrali/piccoli inceneritori, non sono soggetti alla stessa tipologia di controlli di un inceneritore tradizionale che brucia rifiuti, bensì hanno parametri di controllo molto più permissivi. Stiamo avviando un processo incredibilmente pericoloso; se, da una parte, abbiamo fatto la scelta di non percorrere la strada dell'incenerimento dei rifiuti, ora rischiamo di imboccarne una ancora peggiore; con il CSS che la provincia intende produrre al posto dell'inceneritore, deliberato nel recente quarto piano rifiuti, si potrebbe creare il combustibile "supplente" alle varie centrali a biomassa che stanno spuntando come funghi nel nostro territorio (Cembra, Novaledo...). E la cosa preoccupante è che, queste comparazioni, sfuggono ai più, occultate in maniera silenziosa alla cittadinanza. Molti comitati stanno sorgendo per capire e limitare lo sviluppo delle centrali a biomassa, ma ancora pochi stanno prendendo coscienza degli scenari futuri che potrebbero nascere in Trentino; pensiamo alla nostra bioagricoltura, alla nostra biodiversità e, in primis, alla nostra salute; con questi sistemi stiamo compromettendo tutto. In merito alla necessità di energia, legittima da parte di chi produce ( chi scrive qui si occupa di energia da 30 anni!), è bene sapere che la possibilità di avere energia a costi ridotti rispetto agli attuali, è molto spesso perseguibile e ottenibile con altri metodi; il percorso delle centrali a biomasse sta in piedi solamente grazie agli incentivi generati dalla produzione di energie rinnovabili, anche qui definite tali solo da decreto. Se tali incentivi non esistessero, una centrale a biomassa non la costruirebbe mai nessuno per auto prodursi l'energia! Se davvero crediamo che tali percorsi siano ecosostenibili, siamo completamente fuori strada e ci accingiamo ad avviare un processo che ci porterà a dequalificare gravemente il nostro ambiente e la nostra qualità della vita. Riflettiamo bene se davvero è una strada da percorrere, perché i rischi collegati a tali impianti sono molto elevati; in termini di credibilità sull'agricoltura biologica, per esempio, mi spiegate come sia possibile sostenere aziende che fanno tali scelte, se poi sono collocate in aree dove ci saranno questi veri e propri micro inceneritori? Come faremo a far passare per biologici  prodotti generati in queste aree? Riflettiamo seriamente anche su questi aspetti, prima di avviare percorsi pericolosi irreversibili.

Marco Ianes - coportavoce VERDI DEL TRENTINO 

domenica 16 novembre 2014

Biomasse, ambiente ed energia in Trentino. Si parte da Cembra.

Biomasse, ambiente, energia e Trentino.                                      
Cosa uniscono le parole biomassa, ambiente ed energia al nostro territorio, il Trentino?  Molte cose per la verità, ma andiamo per gradi; cos'è una biomassa? La DIRETTIVA EUROPEA 2009/28/CE definisce la biomassa come "frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica   provenienti dall'agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse,   comprese pesca e acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani". Nel D.M. 6  luglio2012  "Nuovi incentivi alle rinnovabili",  viene inserito un elenco di questi materiali e si trova davvero di tutto; ne citiamo alcuni alquanto anomali in termini di biodegradabilità: pneumatici fuori uso, limatura e trucioli di materiali plastici,  materiali isolanti a matrice plastica, residui di plastiche e gomme generiche. Potrei continuare con l'elenco ufficiale di materie che di biologico inteso come "naturale" hanno davvero poco a che vedere.  Ecco dunque la riflessione legata all'ambiente: non si capisce come sia possibile credere di tutelare l'ambiente bruciando queste "biomasse", definite tali solo per decreto, quando invece sono materiali che, se combusti, provocano emissioni di diossine e miscele chimiche dannose per le coltivazioni e gli allevamenti, quindi per i cibi che mangiamo, oltre anche ad incrementare l'inquinamento atmosferico e quindi l'aria che respiriamo. E il legame con l'energia? Certo, la combustione di tali materiali porta a generare energia termica ed elettricama  lo sapete  che le perdite date dalla produzione di energia con tali sistemi  sono talmente elevate che, se non esistessero gli incentivi statali per queste fonti "rinnovabili", nessuno penserebbe di generare energia con questi sistemi?
E il Trentino che c'entra? La nostra provincia ha da tempo deciso di lasciare la strada dell'incenerimento dei rifiuti, grazie alla perseveranza dei cittadini che hanno creduto nella raccolta differenziata; però, ecco nascere nuove idee e nuove prospettive di piccoli inceneritori occultati sotto il sistema delle centrali a biomasse. Dunque il sistema funziona così: si costruiscono centrali a biomasse per bruciare inizialmente iresidui legnosi dell'agricoltura e della lavorazione del legno, avviando così la procedura di incentivazione dell'energia, grazie al decreto sopra citato; poi, il residuo dei rifiuti della raccolta differenziata sarà trattato dalla provincia per diventare CSS (combustibile solido secondario, derivato da plastiche, gomme e rifiuti vari); ecco trovato il collegamento; niente inceneritore gigante, ma  piccole centrali a biomasse sparse per il territorio trentino, che bruceranno i residui legnosi, ma potranno anche bruciare i residui di rifiuti, come dall'elenco che ho sopra esposto; veri e propri piccoli inceneritori, fuori dalla visibilità abnorme del mega impianto che si voleva costruire, lontani da sguardi indiscreti, avviati silenziosamente, come per esempio è avvenuto in questi giorni a Cembra, dove nel silenzio generale e davvero con poca trasparenza, è stata avviata la produzione di energia da biomassa nella nuova centrale sita proprio nel comune di Cembra! Ma cosa si brucia? Cosa si brucerà? È di venerdì 14 novembre un incontro pubblico, che definirei promozionale più che informativo, dell'amministrazione locale, supportata dallo staff tecnico che ha realizzato l'impianto che  parla solo di cippato di alta qualità. Promozionale dicevo, perché i relatori erano tutti di parte dell'impresa esecutrice e perché mancava un relatore esperto di problemi della salute, quale un medico, per esempio; quindi incontro monco e privo di contradditorio.  Però alcuni quesiti sorgono: per una centrale della potenza di circa 600 Kw, come quella installata, servono circa 5.500 TON/ANNO di combustibile; dove si prenderanno questi cippati se è vero che si vuole averli a  chilometro zero? E ,  un domani che il cippato richiesto sarà scarso, da dove proverranno i combustibili?  E quanti camion saliranno a Cembra, ogni giorno, per i rifornimenti? Quali saranno gli impatti delel emissioni (CO2, AZOTO, NITRATI E POLVERI SOTTILI) sull'ambiente , sulle coltivazioni di uve pregiate per i nostri vini, sulla salute degli ignari cittadini che sono all'oscuro di tutto? A queste domande non si  vuole rispondere, ma prima o poi verranno a galla in maniera inesorabile. Qualcuno ha poi detto che il bilancio di CO2 è pari a zero, perché la pianta che viene bruciata emette la CO2 che ha immagazzinato nella sua vita; verissimo, ma qui si commette una truffa matematica molto subdola: la pianta ci mette anni o addirittura decenni ad immagazzinare la CO2 che la fa crescere, ma la restituisce in pochi secondi durante la combustione; quindi il saldo non è proprio pari a zero se rapportato all'ambiente esterno, ma lo è solo riferito alla vita della pianta; ecco svelato un altro trucchetto per abbindolare la gente e far credere che gli inquinanti emessi non esistono! Questi nuovi percorsi di combustione dei materiali, definiti biologici per decreto, sono quanto di più subdolo si potesse inventare, per imbrogliare  la gente; definire questi impianti sostenibili  in quanto utilizzatori di fonti rinnovabili è davvero di una falsità inaudita! Se, poi, si aggiunge anche che il CSS, viene elevato a "fonte rinnovabile", siamo davvero all'imbroglio totale; che cosa c'è di rinnovabile nel bruciare gomme e plastiche  o loro residui? Sembra che anche in Trentino stia partendo una stagione di sviluppo delle centrali a "biomasse", con la possibilità futura che le stesse possano bruciare quel famoso CSS che la provincia si  ostinerebbe a voler realizzare tramite l'insediamento di un sito produttivo per trattare il residuo dei rifiuti; ecco quindi svelato l'arcano del percorso di chiusura del  ciclo dei rifiuti in Trentino; piccoli inceneritori disseminati nei vari territori, avviati nel silenzio quasi assoluto, alla chetichella e senza clamore; ma quali saranno gli sviluppi ambientali di un territorio vocato alla produzione di vini pregiati, di mele rinomate in tutto il mondo? Quale sarà il futuro dei cittadini che si troveranno a respirare, davvero ignari, un'aria altamente inquinata, ma che sarà ritenuta salubre per decreto? È finita la stagione delle proteste contro gli inceneritori, ma sembra che siano in atto strategie ben diverse e assai più subdole, per percorrere le strade del profitto a scapito della tutela ambientale e della salute pubblica. Pensare male è peccato, ma purtroppo molte volte ci si azzecca! 
Marco Ianes co-portavoce VERDI DEL TRENTINO – docente di elettrotecnica e settore energia.
 

sabato 8 novembre 2014

Inceneritore, PD trentino e bugie...

Ho letto, a pagina 18 del giornale L'ADIGE di oggi l'intervista al consigliere Salvati, storico rappresentante del PD. Vorrei evidenziare un paio di osservazioni; la prima riguardo la diga di Valda, che rappresenterebbe un'opera devastante per la valle di Cembra, talmente impattante da mettere a serio rischio le attività rurali che, a fatica, vengono mantenute in loco e impediscono lo svuotamento di una valle verso la città; assurda e fuori scala per il territorio in questione! La seconda dichiarazione mi ha letteralmente fatto sobbalzare sulla sedia! Ma stiamo parlando dell'inceneritore che il PD stesso, Salvati in prima fila, sosteneva a piè sospinto, rimosso dalle intenzioni politiche locali solamente per l'attivismo di pochi piccoli partiti (Verdi e IDV), di molte associazioni quali Nimby e Coordinamento Trentino Pulito? Lo stesso inceneritore che TUTTO il PD trentino ha unanimemente sostenuto e votato in vari passaggi consiliari? A rispetto della verità, il consigliere Salvati abbia almeno la compiacenza di non mistificare la storia! L'inceneritore non si è fatto grazie ai movimenti ambientalisti, grazie ai cittadini che hanno lavorato duro per la raccolta differenziata, ma soprattutto grazie al fatto che non esistevano più gli incentivi economici che lo rendevano sostenibile economicamente. Ricordo ancora le forti e pesanti critiche subite, anche dal consigliere Salvati, quando giravo a presentare l'alternativa all'inceneritore, in svariate serate; ricordo la maestria di Salvati nel tentare di sostenere la scelta di un inceneritore a Trento. Ora, che venga a dirci che è in parte merito suo se non lo si fa più, è offensivo e irriverente verso tutti coloro che si sono davvero impegnati contro questo scempio. Abbia almeno il buon gusto di tacere di fronte a tali argomenti, o quanto meno non tenti di distorcere la realtà!
Marco Ianes - VERDI DEL TRENTINO, membro di coordinamento trentino pulito.

domenica 5 ottobre 2014

Centrale a biomassa in Valsugana: nuovo pericolo per la salute pubblica.

Apprendiamo che in Valsugana c'è in atto un progetto di realizzazione di una centrale a biomassa, a servizio di uno stabilimento industriale di proprietà della Menz e Gasser, pregiata azienda di confetture alimentari.
Pur coscienti del fatto che i costi energetici industriali  sono sempre più elevati, siamo dell'opinione che, percorrere la strada di produrre energia tramite combustione, sia sempre una via errata.
Molteplici sono i motivi della nostra perplessità, anche e soprattutto per la location di tale nuova fonte di emissione: la Valsugana, zona già fortemente compromessa dalla presenza di siti inquinanti quali l'acciaieria di Borgo, solo per citarne un esempio. La centrale a biomassa che l'azienda vuole realizzare non è esente da emissioni tossiche e  pericolose; con il concetto di biomassa si vuole far passare l'idea che,bruciando residui del ciclo del legno come parrebbe nelle intenzioni dichiarate dall'azienda stessa, l'impatto ambientale sia praticamente nullo. Ebbene, ciò è assolutamente falso e fuorviante. Qualsiasi combustione produce diossine e residui di microparticelle che interagiscono con la qualità dell'aria che TUTTI respiriamo. Il problema, poi, si pone anche sotto un altro aspetto, molto più sottile; qualora il combustibile definito "biomassa" sia di natura diversa da quello dichiarato finora, cioè di origini vegetali, si avrebbe un ulteriore decadimento della qualità dell'aria, con conseguente aumento del rischio tumori e malattie varie per la cittadinanza.  Mi riferisco a quel famoso CSS (combustibile solido secondario), derivato dal trattamento dei rifiuti, che la provincia di Trento vorrebbe realizzare in uno stabilimento a Trento, per chiudere il ciclo dei rifiuti. L'associazione viene spontanea: la PAT realizza la materia prima (CSS) e le aziende che usano la "biomassa" lo utilizzano; il tutto con l'etica ecologica d'ufficio,dato che il CSS viene qualificato al pari della biomassa, dai regolamenti vigenti, come fonte rinnovabile (sic!). Davvero un bel passo avanti per l'ambiente trentino, sempre più gestito in maniera affaristica da una politica davvero poco attenta ai reali risvolti sulla salute generale dei cittadini. Mi pare poco percorribile una via di valorizzazione di queste forme alternative di energia, che definire "rinnovabili" è davvero assurdo. Siamo pienamente cosciente del fatto che trovare fonti di energia a costi sostenibili sia essenziale per le aziende, ma certe strade "mascherate" da ambientaliste non possono più essere sostenute. Davvero vogliamo credere alla bassa incidenza sulla nostra qualità ambientale e di vita di tali centrali a combustione? Continuare a perseguire tali vie non può essere intensificato come progresso e, men che meno, come via innovativa. Di rinnovabile non c'è nulla, c'è solo il solito interesse economico a discapito del bene collettivo e pure della sicurezza di tutti. Spiace che la politica locale liquidi con semplicità e superficialità tali aspetti fondamentali della qualità della vita. Ambientalisti a parole lo sono tutti, ma quelli veri sono davvero preoccupati di questi percorsi; e quelli veri sono rimasti fuori dai giochi politici e possono solo provare a risvegliare le coscienze, sperando in un futuro più sostenibile davvero.

Marco Ianes co portavoce Verdi del Trentino. 

martedì 1 luglio 2014

Piano provinciale dei rifiuti: si ragiona su ampie prospettive aperte a tecnologie sostenibili.



Piano provinciale dei rifiuti: si ragiona su ampie prospettive aperte a tecnologie sostenibili.

Il Trentino deve chiudere il ciclo dei rifiuti e lo può fare in maniera sostenibile. Nel prossimo quarto piano provinciale dei rifiuti, abbiamo proposto alcune rettifiche, che qui riassumo:
-         inserimento, nelle tecnologie ammesse alla chiusura del ciclo dei rifiuti, anche del trattamento di produzioni di materie plastiche da rifiuto, sulla base indicativa del famoso "progetto Cerani", senza alcuna preclusione e in alternativa al percorso di produzione di CSS, che rimane pure una strada possibile da percorrere, ma non l'unica; in sostanza, se arriva un'azienda che si propone di sviluppare tale percorso, a parità di costi o a costi inferiori della produzione di CSS, la provincia sarebbe disponibile ad optare per tale soluzione;

-          sviluppo di un sistema informativo aggiornato, dopo l'approvazione del piano, che coinvolga maggiormente comunità straniere e, soprattutto, il mondo della scuola.

-     spostamento al primo posto, in ordine di valenza, nel piano, del concetto di "riduzione alla fonte", incentivando politiche di riduzione dei rifiuti in fase di emissione.

La discussione tecnica avuta con i funzionari preposti ha determinato una notevole apertura nei confronti della nostra proposta,  che, sostanzialmente, è stata accolta in quasi tutte le sue istanze.

È  stata evidenziata  la questione del sito dello stabilimento, che noi suggerivamo di locare nell’area Whirlpool, ma i tecnici provinciali rimangono perplessi, poiché lì potrebbero esserci problemi di altra natura, quali una certa incompatibilità con la zona di Spini, che presenta un incremento  abitativo considerevole e, quindi, eventuali odori fastidiosi potrebbero generare gravi disagi. Da qui,  la provincia preferirebbe costruire un sito nuovo a Ischia Podetti, vicino alla discarica, la quale rimane come sito strategico per assorbire sbilanciamenti del sistema di gestione dei rifiuti.
Ma, anche su questo punto, assessore e tecnico si sono detti disponibili a riparlarne in un altro momento, quando determinata la via da seguire ed i conseguenti spazi necessari.

Quindi, che succede? Che finalmente la provincia di Trento ha preso atto che è necessario aprire le possibilità di offrire soluzioni tecniche e ambientali al passo con i tempi, senza preclusione alcuna. In buona sostanza, chiunque si proporrà per gestire il residuo indifferenziato, presentando un piano sostenibile ambientalmente  e, ovviamente, anche economicamente, potrà seriamente ambire ad acquisire la gestione del ciclo di chiusura dei rifiuti.

Questa nuova fase mette in risalto un approccio diverso da parte delle politica, che non determina più “a porte chiuse” cosa fare con i residui dei rifiuti e a chi attribuire tale incarico, bensì lascia campo aperto ad ogni tecnologia possibile, purché sostenibile dal sistema.

Direi che è un grande risultato di apertura al confronto, auspicato dalle associazioni ambientaliste  e da alcune forze politiche che, per anni, hanno sostenuto vie diverse dall’incenerimento dei rifiuti e che hanno portato la politica a rivedere le proprie decisioni.
Ora, la palla passa ad imprenditori  del settore, nella speranza che ci sia qualcuno interessato a proporre, a tariffe sostenibili dalla collettività, sistemi all’avanguardia e che diano le sufficienti garanzie di continuità nel tempo. Sapranno, queste imprese, cogliere la sfida per la quale molte associazioni, affiancate da alcune forze politiche,  si sono battute negli anni scorsi? La politica ha fatto i passi che doveva, seppure in ritardo, ma li ha fatti! 

Ora, tocca a loro dimostrare seriamente che si può fare economia in maniera sostenibile e agli stessi costi, o magari anche inferiori, delle tradizionali vie precedentemente proposte e “imposte” , ma tenacemente contrastate. Si apre una nuova possibilità, speriamo possa essere colta, dopo anni di discussioni sul tema. Questa sarà la prova della verità e, noi stessi sostenitori di percorsi diversi, ci attendiamo risposte coerenti dalle imprese che propongono i sistemi che abbiamo sempre sostenuto.

Marco Ianes 

mercoledì 18 giugno 2014

Ancora errori nella gestione dei rifiuti in Trentino! E NOI PAGHIAMO!!!

FARESTI UN INVESTIMENTO DI MILIONI DI EURO IN UNO STABILIMENTO INDUSTRIALE CHE PRODURRA’ UN OGGETTO CHE NON SAI NEMMENO SE HA UN MERCATO E DANNEGGIA AMBIENTE E AGRICOLTURA LOCALE?

Una persona normale, coscienziosa e previdente come te, certamente no!

Ma la PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, invece, sì!

I VERDI DEL TRENTINO INCONTRANO I CITTADINI CHE VOGLIONO DOCUMENTARSI PER SPIEGARE COSA SI VUOLE FARE CON I RIFIUTI IN TRENTINO SPENDENDO SOLDI NOSTRI INUTILMENTE E IN PERCORSI OBSOLETI.

NOI PROPONIAMO UN’INVESTIMENTO DIVERSO, PIU’ SOSTENIBILE E PIU’ REDDITIZIO! MA, NON CI ASCOLTANO!

E TU, CITTADINO TRENTINO, VUOI PAGARE SENZA CAPIRE, O VUOI ASCOLTARE UNA VALIDA ALTERNATIVA?

Passa al gazebo e sarai informato! Potrai parlare direttamente con noi e capire la nostra proposta.

Sabato, a Trento, in via Manci dalle 9:30 alle 12:30
Marco Ianes - Trento

martedì 1 aprile 2014

Consegnata oggi la petizione sulla gestione dei rifiuti in Trentino



È stata inviata oggi, all'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi e al presidente Ugo Rossi, la petizione on-line che i Verdi del Trentino hanno avviato alcune settimane fa tramite il portale Avaaz.

La petizione chiede alla giunta provinciale di Trento di istituire un tavolo tecnico per programmare la gestione dei rifiuti provinciale; si chiede che a questo tavolo possano essere invitati medici, tecnici di settore, rappresentanti delle associazioni ambientaliste, rappresentanti delle associazioni produttive ed artigiane, università di Trento e politici.
Il tavolo tecnico, che dovrebbe darsi qualche mese di attività, potrebbe individuare i percorsi migliori per la chiusura del ciclo dei rifiuti, in maniera condivisa e ponderata tecnicamente.
Alla fine del percorso, potrebbe dare preziose indicazioni alla giunta provinciale per determinare i percorsi migliori, senza calare dall'alto soluzioni ormai anacronistiche e poco sostenibili sia economicamente che ambientalmente.

La petizione è stata sottofirmata on line da 318 cittadini.


giovedì 20 marzo 2014

GAZEBO PER RACCOLTA FIRME PETIZIONE GESTIONE DEI RIFIUTI!

Raccolta firme sulla petizione per chiedere alla provincia di Trento di aprire  un tavolo tecnico sulla gestione dei rifiuti in Trentino.

I VERDI DEL TRENTINO organizzano una serie di gazebo per raccogliere le firme della petizione on-line "Giunta provinciale del Trentino: Gestione  dei rifiuti da strutturare con un percorso ecosostenibile". Ai gazebo troverete anche informazioni per la proposta alternativa di gestione dei rifiuti, presentata dai Verdi alla giunta provinciale.

SABATO 22 marzo saranno attivi alcuni gazebo per poter firmare direttamente la petizione, nei seguenti luoghi:

TRENTO - via S.Croce davanti entrata auditorium S.Chiara dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18:30.

Riva del Garda incrocio viale Roma-viale Dante, dalle 15 alle 19.

Pergine Valsugana – piazza S.Maria vicino alla chiesa parrocchiale dalle 9 alle 12

La petizione è sottoscrivibile anche dai seguenti siti:

mercoledì 26 febbraio 2014

Incontro pubblico sui rifiuti - VENERDI 28 FEBBRAIO

INCONTRO PUBBLICO
GESTIONE DEI RIFIUTI IN TRENTINO
Dibattito, proposte, confronti

Organizzato dai VERDI DEL TRENTINO, ma aperto a tutti i cittadini interessati.

Partecipano:
-      Lucia Coppola e Marco Ianes, portavoce dei VERDI DEL TRENTINO
-      Franca Penasa, Nuovo Centro Destra Trentino
-      Manuel Sosi, Alessio Hueller e Mario D’Alterio, Movimento 5 stelle
-      Flavia Fontana, segretaria UPT
-      Rodolfo Borga – Civica Trentina
                                         
TRENTO – Venerdì 28 febbraio 2014 – ore 20:30
sala auditorium S.Giuseppe – S.Chiara , via Giusti,35
Gli ospiti presenteranno le loro proposte in tema di gestione dei rifiuti; seguirà un dibattito aperto a tutti i presenti, in cui ogni cittadino potrà esprimere pareri e proposte o fare domande.

Il dibattito è organizzato dai VERDI DEL TRENTINO, ma non saranno esposti loghi o bandiere di partito, poiché si vuole creare un clima di massima apertura al dibattito, senza preclusioni e/o pregiudizi. Tutti sono invitati a mantenere un rapporto di massimo rispetto verso qualsiasi posizione sarà espressa nel corso del dibattito, al fine di creare un clima di confronto serio e costruttivo. 

venerdì 21 febbraio 2014

Gestione dei rifiuti in Trentino e solite politiche vecchie!!!

La commissione ambiente della provincia autonoma di Trento ha ascoltato la proposta dell’assessore Gilmozzi, in merito all'aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti. L’assessore, accompagnato dall’ingegner Nardelli, ha esposto il piano che già aveva spiegato in una riunione di coalizione del centro sinistra autonomista. Prendiamo atto che si vuole proseguire senza ascoltare alternative, senza creare un dibattito, senza aprire alla ricerca della soluzione migliore, ma anzi imponendo un sistema produttivo che non è nemmeno certo di trovare un mercato. Nella riunione di coalizione avevamo presentato la nostra proposta alternativa, poi pubblicizzata anche con conferenza stampa dedicata e divulgata sui giornali e in TV (la trovate sul sito:www.verdideltrentino.net). Notiamo che la nostra proposta è stata bollata dall’ingegner Nardelli, in un passaggio dichiarativo nel comunicato stampa emanato dall’ufficio stampa provinciale, come troppo costosa, che chiede spazi troppo grandi e che implica un livello occupazionale troppo elevato. Per prima cosa mi piacerebbe leggere le analisi matematiche che supportano tali dichiarazioni, poiché a me non risultano tali conclusioni; inoltre, mi piacerebbe analizzare i costi, rapportandoli alla proposta della provincia, che prevede: costruzione di un nuovo sito industriale dal nulla a Ischia Podetti, messa in sicurezza della zona per il rischio cadute rocce dalla montagna, costruzione di un ponte per garantire la viabilità, potenziamento della linea elettrica di zona. Proseguo, considerando anche il fatto che, sempre a detta dell’assessore e del suo staff, il prodotto finito CSS non troverebbe collocazione sul mercato locale (niente cementifici trentini che lo bruciano) e non si sa ancora dove sarebbe piazzato. Ma che razza di valutazione di mercato sarebbe questa? Faccio un prodotto e non so nemmeno se riesco a piazzarlo? La nostra proposta prevedeva, invece, uno stabilimento da realizzare in un sito già esistente, dato che ci sono una miriade di capannoni dismessi; un’idea poteva essere il sito Whirlpool, date le notevoli dimensioni e quindi la capacità logistica di gestire il tutto (qui mi si deve spiegare perché Nardelli dice che per la nostra proposta  ci vuole un sito grande e invece l’assessore Marchesi del comune di Trento, dice che il  sito Whirlpool è troppo grande!). Inoltre, la nostra idea prevedeva un ciclo di recupero di materia, che ha già un mercato individuato, ben consolidato e certo, a differenza del CSS che non si sa ancora dove piazzare. Inoltre, se il sistema da noi proposto prevede un livello occupazionale elevato, direi che la cosa potrebbe assumere un livello  di interesse notevole, visto che abbiamo tanti giovani in cerca di lavoro. O forse, la cosa non desta interesse? In un momento occupazionale molto grave, che l’ente pubblico non consideri questo un valore aggiunto, mi pare veramente incredibile! Mi chiedo perché ci si ostini a voler perseguire strade vecchie, che non hanno futuro e che faranno spendere soldi inutilmente alla collettività. Sul tema gestione dei rifiuti non si può certo dire che la provincia abbia dato il meglio di sé, in questi anni; si continua a percorrere la strada dell’assoluto decisionismo senza senso. Mi chiedo perché non si voglia coinvolgere la nostra stimata università in un progetto di analisi e ricerca, mi chiedo perché non si voglia costruire un dibattito pubblico e un tavolo tecnico con più interlocutori, per poi fare una giusta sintesi. Troppe cose mi chiedo, me ne rendo conto; ma i trentini perché queste cose non se le chiedono? Se a qualcuno interessa, ne parleremo in dibattito pubblico, che organizziamo venerdì 28 febbraio inizio ore 20:30, presso la sala circoscrizionale S.Giuseppe – S.Chiara, con ospiti vari. Per capire, per discutere e ragionare, senza pregiudizi e senza attaccare alcuno, ma per proporre reali alternative più sostenibili e all’avanguardia, ma anche per ascoltare chiunque abbia volontà di dibattere.  Avremmo voluto che il dibattito fosse avviato dalla provincia, ma pare che le cose, in ambito politico, vengano sempre e solo decise e calate dall’alto. Noi  vogliamo provare a dialogare e a ragionare su prospettive diverse. Aspettiamo interlocutori disposti a discutere. Ce ne saranno?

Marco Ianes- coportavoce Verdi del Trentino 

domenica 15 dicembre 2013

Ancora incenerire? No, grazie, ci sono altre strade!

 Lettera al direttore dell'ADIGE, che auspica l'incenerimento dei rifiuti trentini a Bolzano, sostenendola come strada percorribile. (LEGGERE L'ADIGE di oggi, domenica 15/12/2013).

Caro direttore, ho letto il suo articolo sul giornale di oggi, in merito al trattamento dei rifiuti.
La soluzione sarebbe realizzabile, senza incenerire e rivalutando il reimpiego dell’area Whirlpool, insediando uno stabilimento di trattamento meccanico a freddo.
È una soluzione già attiva presso la “piccola città” di San Francisco, in California.
È una soluzione che, più volte, abbiamo tentato di proporre ma che, né nella stampa, né in questa mediocre politica provinciale, sembra trovare interesse; d’altronde, le ho inviato diversi scritti in merito, ma li ha sempre ritenuti impubblicabili, o perché troppo lunghi o, forse, visto il suo scritto di oggi, perché in contrasto con sua visione.
E allora, continuiamo ad inquinare, a immettere in aria sostanze che danneggiano colture, che compromettono la salute di tutti noi cittadini, non solo di chi è contrario all’incenerimento, ma pure dei giornalisti , dei politici che si ostinano a perseguire percorsi non più sostenibili. L’inceneritore di Bolzano è stato un grave errore tecnico e politico, vogliamo continuare a sostenere tale errore? Oppure possiamo cominciare a parlare di vero sviluppo economico sostenibile, recuperando le materie che compongono il residuo indifferenziato, facendo “cassa”, rivendendo tali materie ad un circuito affamato di materie prime a costo più contenuto? Le possibilità ci sono, basterebbe volerle attuare; ora abbiamo anche il sito logisticamente ben  situato, abbiamo la forza economica di poter essere paese all’avanguardia.
Ma se non attuiamo le novità tecnologiche, relativamente nuove, poiché già testate in altre città molto più grandi, almeno smettiamola di gongolarci in falso ideologico di terra all’avanguardia.
Manchiamo di cultura tecnica reale, di capacità politica di intraprendere nuovi percorsi sostenibili e, mi scusi, anche di spazi di dibattito sui giornali, poiché chi scrive qualcosa di diverso non trova sempre spazio.
So già che non pubblicherà questa mia, poiché in netto dissenso con la sua visione, so già che non interpellerà mai alcuno di noi, che crede in strade diverse, percorse con successo da altre realtà.
Ma, almeno, il mio dissenso da queste scelte obsolete, visto che vivo di tecnologia da quasi 30 anni e fornisco consulenze a privati, con discreto successo, lo dovevo manifestare.
Nuove vie sono percorribili, aprirebbero possibilità di nuove occupazioni, sia dirette che per l’indotto; inoltre, permetterebbero di chiudere il cerchio dei rifiuti in maniera non impattante, salvaguardando salute e colture, nonché l’immagine di un Trentino turistico che tutela l’ambiente per davvero.
Cordialmente, saluto.
Marco Ianes 

lunedì 18 novembre 2013

Giunta "nuova", vecchi sistemi. Si parla ancora di rifiuti e non di risorse.



E ci risiamo.
Appena insediato, l'assessore Gilmozzi parla di gestione dei rifiuti.
Mandiamoli a Bolzano,anzi no, mandiamoli in Veneto o in Lombardia che ce li chiedono. Anzi no, al posto dell'inceneritore costruiamo uno stabilimento ad Ischia Podetti per fare CSS ( combustibile solido secondario), il quale, ricordo, altro non è che un derivato dei rifiuti e serve da far bruciare nei cementifici,proprio al pari di come avviene con un inceneritore. Così i cementifici ( Sarche?) bruceranno rifiuti (CSS) in forma privata e molto meno appariscente, leggi magari meno controllata! Il quarto piano rifiuti sarà emesso entro gennaio, dice il "nuovo" assessore. Ma bene, nuovamente senza interpellare associazioni ambientaliste, ma calandolo dall'alto, come è sempre stato fatto. E le alternative proposte anche in campagna elettorale? Un esempio era la riqualificazione del sito Whirlpool, senza andare a costruire nuovi complessi industriali; in quel sito si sarebbe potuto realizzare uno stabilimento industriale che recuperasse le materie dell'indifferenziato, per poi venderle sul mercato e usare i soldi per abbassare la tariffa rifiuti dei contribuenti. Senza combustioni, senza nuovi faraonici stabilimenti da costruire ad Ischia Podetti, senza produzioni di CSS, che restano sempre rifiuti da bruciare. Avevamo proposto un metodo diverso, un approccio condiviso al sistema gestione rifiuti, coinvolgendo associazioni ambientaliste nel redigere il nuovo piano provinciale.A parole tutti d'accordo sull'avviare percorsi virtuosi, ma ora, passata la festa (elezioni), gabbato lo santo ( elettori creduloni che hanno ritenuto di bocciare la proposta politica dei Verdi, ritenuti inutili per la politica locale ambientale e di salvaguardia del territorio).
A questa politica vecchia, diciamo di no!  Saremo pronti a contrastarla con ogni mezzo politico possibile. Sarà dura, sarà difficile, vista l'esclusione dal consiglio provinciale, ma saremo presenti per dare battaglia contro queste politiche di gestione dei rifiuti che appartengono al passato, sia come scelte tecniche, sia come metodi di approccio escludenti il dialogo.
Se i Verdi sono rimasti fuori dal consiglio, non sono però rimasti fuori dalla politica. Abbiamo le mani più libere, ora che ci hanno pure scaricato, denigrando totalmente la nostra proposta.E, quindi, possiamo dare voce con forza al nostro chiaro e netto NO a queste politiche obsolete e insostenibili,in tema di gestione della partita rifiuti. Si continuano a perpetrare errori macroscopici in tema di gestione ambientale e dei rifiuti. E i Trentini non hanno valutato che la nostra presenza in consiglio provinciale avrebbe potuto guidare nuove vie e nuovi approcci. Proveremo a farlo da fuori, coinvolgendo le persone e le associazioni. Questa volta, però, con toni molto meno soft, e con approcci più diretti e immediati. In maniera chiara ed inequivocabile, non sosterremo scelte di questo tipo che riteniamo vecchie, superate e non all'altezza di un Trentino che vuole apparire baluardo della tutela ambientale sui media, salvo percorrere strade insostenibili nella realtà. Se vogliamo essere un punto di riferimento per la nazione e per l'Europa, stiamo davvero partendo con il piede sbagliato e,forse,  anche con le persone sbagliate preposte a tutelare ambiente e territorio. 
Marco Ianes