"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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giovedì 11 marzo 2010

Aggredito giornalista da La Russa!

Gravissima aggressione ad un giornalista da parte del ministro La Russa; riporto uno scritto di Antonio Di Pietro, che vi invito a leggere; guardate, poi, l'intervista al giornalista free-lance che ha subito l'aggressione.


Antonio Di Pietro:

Oggi è stata posta al Senato la fiducia, l’ennesima, su un disegno di legge che consente a Silvio Berlusconi e ai suoi ministri di non presentarsi ai processi.
E’ questa la considerazione che questa ultradestra fascista ha dello Stato?
Nel pomeriggio in conferenza stampa Berlusconi ha vomitato accuse senza senso e senza riscontro su tutto e tutti assolvendo gli unici veri responsabili delle regolarità elettorali: gli uomini della sua organizzazione. Il Pdl ha gettato fango anche su questo baluardo della democrazia: l’istituzione del voto.

Per coprire mediaticamente la vergogna che si consumava in Senato il Premier ha scelto una conferenza stampa farsa dove consumare, di fronte una pletora di giornalisti ossequiosi e selezionati dal ministro La Russa, un vergognoso sproloquio nei confronti del Tar, della sinistra, dei giudici, dei Radicali e di tutti i fantasmi che assediano ormai il suo declino dittatoriale. Tutti gli interventi erano evidentemente in scaletta, tutti tranne uno, quello di una voce libera sfuggita alla selezione di giornalisti consenzienti. Rocco Carlomagno, un giornalista indipendente, ha voluto porre delle domande a cui però Berlusconi è riuscito a sottrarsi.

Un leader non teme il popolo, non lo fugge e a testa alta risponde agli affronti e alle voci fuori dal coro.
Un dittatore rifugge il confronto, scende accerchiato da guardie del corpo e da una folta claque pronta ad applaudirlo.

Per un leader il suo popolo è la sua forza.
Per un dittatore la folla è una comparsa, è lui l’unico protagonista.

Un leader improvvisa quando capita poichè nell'improvvisazione c'è spontaneità.
L’apparizione di un dittatore è studiata a puntino e ciascuno recita la sua parte come stabilito: nessuna voce fuori dal coro è ammessa.

Un leader soffre con il suo popolo. Non ruba al suo popolo. Non mente al suo popolo.
Un dittatore accumula ricchezze all’estero su conti privati depredando il popolo. Mente al popolo e fa le leggi a proprio uso e consumo, e comunque utili ad una minoranza.

Un leader ascolta il popolo.
Un dittatore vuol essere solo ascoltato dai sudditi.

Silvio Berlusconi non potrà mai permettersi la piazza, né un confronto pubblico perché lui è un dittatore.
E come tale non scenderà in piazza per spiegare le ragioni del “pasticcio elettorale” perché prima dovrebbe spiegare al popolo le porcate del legittimo impedimento, del decreto interpretativo, del lodo Alfano e le ingiurie rivolte agli organi delle istituzioni.
Berlusconi è un dittatore, per lui il popolo non esiste, esistono i sudditi.
Nessun dittatore può permettersi di insultare i suoi sudditi e chiedergli allo stesso tempo di applaudirlo.

Sono vicino al giornalista freelance Carlomagno, magari non rispettoso della precedenza di altri colleghi, magari incalzante, ma che non meritava assolutamente il trattamento riservatogli da arroganti balilla.
Lo invito a non scoraggiarsi, e ad andare fino in fondo con la sua querela perchè l’informazione irrinunciabile è soprattutto quella fatta da chi vive fuori dal coro.

Invito invece i suoi colleghi, molti dei quali al soldo di qualche padroncino, ad imporsi come difensori di un’informazione libera più spesso di quanto non facciano oggi.



domenica 26 aprile 2009

Lettera ai giornali "L'Adige" e "Trentino"

Ho scritto ai giornali, perché ritengo che non sia possibile che, sistematicamente, non si dia spazio a temi importanti come sotto descritto......

Egregio direttore,
sono a scriverle per manifestarle un senso di disagio crescente sul come venga gestita questa campagna elettorale dal suo giornale. Mi permetta, non è mia consuetudine, per formazione culturale e per modo di vivere, lamentarmi, bensì preferisco di gran lunga fare e costruire ciò che cerco, con le mie forze. Mi rendo conto, però, che sui media appaiono molto frequentemente le solite facce note, i soliti politici che da anni circolano per i palazzi. Dov'è lo spazio per le forze nuove ed i volti nuovi che la stampa stessa invoca a gran voce? Mi permetta, ancora, un piccolo esempio reale; sabato 25 aprile a Gardolo, presso il teatro, si è svolto un incontro con i cittadini sul tema "Acqua ed Energia"; era presente l'on. Domenico Scilipoti, di Italia dei Valori, relatore in parlamento della petizione popolare per l'abrogazione del famoso articolo 23 bis che, di fatto, da il via libera alla privatizzazione dell'acqua. Relatori aggiunti per il tema "energia", il sottoscritto ed altri candidati "poco noti".L'argomento è molto importante e di interesse di tutti, dato che l'acqua è un bene primario per tutti gli esseri viventi ed il fatto che possa essere gestita privatamente e con logiche di profitto non può essere supinamente accettato. Ebbene, arrivo al dunque: nessun giornalista si è degnato di presentarsi per dare voce ad un argomento così importante per tutti, pur avendo comunicato con largo anticipo l'evento stesso, a tutti i giornali. Invece, ben due pagine piene del nuovo fenomeno trentino: I Bastard sons of Dioniso! Non ho nulla contro di loro, sia ben chiaro, anzi, sarò in piazza pure io ad ascoltarli, lunedi sera; però, mi scusi, ma credo ci siano priorità maggiori nella scelta degli argomenti che un giornale deve proporre e comunque, quando si parla di beni primari, sono convinto si debba trovarlo tale spazio, anche se il giornale deve fare "cassa". Ho come la sensazione, avvalorata da alcuni episodi avvenuti nelle ultime settimane, che alcuni candidati alle prossime comunali godano di canali prioritari nel trasmettere i loro messaggi, con ovvia esclusione dei canali a pagamento diretto, naturalmente; so già che smentirà tali miei pensieri, come prevedo che archivierà questa mia, ma tant'é, ho ancora l'illusione che esista per tutti la possibilità di manifestare liberamente le proprie idee ed opinioni, anche per coloro che provano a proporre idee nuove e modi nuovi di fare politica, mettendoci la faccia, il tempo ed i propri denari per cercare di dare volti nuovi a questa nostra politica trentina. Certo è che pure voi della carta stampata non aiutate e non incentivate questi processi di ammodernamento e di ricambio generazionale; inutile lamentarsi poi, se chi sale sugli scranni sono sempre i soliti noti!
Cordialmente, la saluto.
Marco Ianes, candidato per la prima volta per Italia dei Valori.