Lavoro,ambiente,economia,politica,Trentino,autonomia,sviluppo sostenibile,ecologia,energia,scuola e formazione,sport.
"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)
Visualizzazione post con etichetta Valdastico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valdastico. Mostra tutti i post
sabato 5 marzo 2022
giovedì 13 agosto 2015
Valdastico si, Valdastico no…
Valdastico si, Valdastico no…
Foto: la valle del Centa oggi; un domani ci sarà un viadotto per la Valdastico?
Mi chiedo cosa induce a pensare che la Valdastico possa
portare benefici al Trentino, quando è assodato che sarà un’opera ad elevatissimo
impatto ambientale , con interazioni negative con le risorse idriche interne
agli svariati chilometri in galleria che si faranno, traffico su gomma
incentivato a dismisura, con conseguente inquinamento aumentato. Già, sono il
solito ambientalista che antepone agli interessi di pochi la salvaguardia
ambientale di tutti, un’idealista, appunto! Però, anche economicamente mi
piacerebbe vedere qualche numero che giustifichi la spesa di una nuova via per
gomma, che a detta di molti non sarebbe ripagata facilmente con gli introiti
derivati dai pedaggi. E allora, dove sta la convenienza economica? Forse nella
concessione rinnovata ad A22 per il Trentino e ad A4 per la società
Serenissima, con sponsor maggiore la regione Veneto. Questo è assodato.
Ma se l’obiettivo è quello di ottenere nuovamente tali concessioni, perché non
lavorare su altri fronti invece che proporre opere inutili per poter ambire ad
altri obiettivi? Davvero si ritiene indispensabile la Valdastico per lo
sviluppo del Nord-Est, quando stiamo spendendo miliardi di euro per un percorso
TAC (treni alta capacità) , che dovrebbe spostare il traffico su rotaia,
passando da Verona? Ma le due opere sono in chiara antitesi tecnica tra loro;
come si fa a sostenere una viabilità su rotaia (TAC) e pure una mobilità su
gomma (VALDASTICO)? Ci sono troppe cose occulte in queste improvvise
“illuminazioni politiche” da parte dei maggiori rappresentanti politici
provinciali. Sarebbe opportuno capire davvero su quali basi numeriche sono
poggiate queste visioni di “sviluppo sostenibile” che la nostra politica
trentina sta cercando di farci digerire, con il tacito assenso anche di alcune
forze politiche “ambientaliste” che non si degnano nemmeno di prendere
posizione contro tale possibile ulteriore devastazione del territorio trentino.
Temo che, come fu per l’inceneritore, i comitati di cittadini dovranno
riprendere in mano la questione e monitorare bene lo sviluppo sostenibile che
ci vogliono propinare. Anche per la Valdastico ci sarà bisogno di movimenti popolari
al di fuori dei partiti, ma anche questa volta perderà la politica e ci sarà un
ulteriore allontanamento degli elettori. Perché chi credete che la voglia
davvero la Valdastico? Solo chi ha interessi in A22 o nella Serenissima. Della
mobilità sostenibile interessa poco a questa politica, davvero poco incline a
progettare il futuro guardando avanti, anzi ben ancorata a metodi di sviluppo
ormai obsoleti. I comitati di cittadini si organizzeranno, sarà inevitabile,
perché tale opera non potrà passare in maniera così assurdamente insostenibile.
Marco Ianes
Etichette:
A22,
Delrio,
DEROZA,
mobilità sostenibile,
PIRUBI,
prospettive sviluppo,
Rossi,
Serenissima,
sviluppo del territorio,
sviluppo sostenibile,
Tosi,
Valdastico,
Zaia
domenica 5 luglio 2015
Stava, ottima iniziativa de l'Adige; ma per la Valdastico? Caro direttore, parliamone...
Caro direttore,
Complimenti sinceri per la bella e molto centrata
iniziativa su Stava.
Pensa che in quel periodo stavo svolgendo il servizio
militare, in aeronautica in quel di Bovolone, base NATO.
Mia sorella stava facendo la stagione estiva a Tesero in
albergo e io, di servizio in quel triste giorno, ero in ansia per lei, poiché
avevamo saputo dalla radio della notizia.
I cellulari ovviamente non esistevano e telefonare dal
fisso, in quella zona, era come telefonare in una zona di guerra. Mio padre e
mia madre, a Trento, vivevano momenti di angoscia, non sapendo l'entità del
dramma e quali zone avesse colpito la colata di fango.
Poi, per una fortuita coincidenza, via radio, tramite i
canali militari,apprendemmo con esattezza il luogo coinvolto. Mia sorella era
più spostata, in un albergo fuori dalla portata della frana. Attimi di terrore
puro, ti assicuro. Momenti in cui ti rendi conto che la vita è davvero appesa
ad un filo. Poi, quando passano gli anni e capisci meglio le cose, un po'
perché le studi, un po' perché le vivi attraverso le inchieste giudiziarie ben
riportate in questo caso dalla stampa, ti rendi conto davvero di quanto l'uomo
possa essere distante dal concetto di rispetto della vita, distante dal
concetto di bene comune, privilegiando, senza senso, il profitto smisurato.
E, per questo e per altri motivi, decidi di provare a
sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi di uno sviluppo sostenibile, su una
reale conversione ecologica che, in questi giorni, viene spesso ripresa anche
nelle commemorazioni di un grande uomo come fu Alexander Langer, davvero
antesignano su questi temi. Ma ti rendi anche conto che chi ha in mano il
potere decisionale rischia nuovamente di percorrere strade insostenibili, non
certamente in linea con la salvaguardia dl patrimonio ambientale del Trentino.
Mi riferisco, ovviamente al progetto Valdastico.
Che c'entra con Stava?
L'approccio del profitto a giustificazione di scelte insostenibili, ecco un
punto in comune sul quale sarebbe opportuno aprire un serio dibattito che, spero,
la stampa vorrà avviare e approfondire. Perché, e qui mi spiace davvero dirlo,
chi dovrebbe politicamente sostenere tali questioni ambientali rimane fermo
continuando a cercare motivi per
sostenere una maggioranza provinciale che appare sempre più lontana da ciò che
rappresentava qualche tempo fa.
Stava è stato un dramma, anche la politica ebbe le sue
responsabilità nel non governare correttamente licenze e controlli, ma che ne
sarà della Valdastico? Quali saranno gli impatti sull'ecosistema trentino? Non
lasciamo cadere il dibattito, cerchiamo di fermare scempi prima che si possano
davvero compiere.
martedì 30 giugno 2015
Parliamo di PI.RU.BI o di Valdastico.
Parliamo di PI.RU.BI o di Valdastico, dal FATTO QUOTIDIANO di oggi.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/30/trentino-cera-una-volta-lautostrada-pi-ru-bi-si-chiamera-valdastico-e-sara-realizzata-a-tutti-i-costi/1828062/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/30/trentino-cera-una-volta-lautostrada-pi-ru-bi-si-chiamera-valdastico-e-sara-realizzata-a-tutti-i-costi/1828062/
Etichette:
A22,
autostrada,
PIRUBI,
speculazioni,
Trentino,
Valdastico
domenica 13 ottobre 2013
Valdastico, eterna diatriba.
Sono quarant'anni che sentiamo parlare di questo tema e, periodicamente, si assiste a ritorni di fiamma, incentivati da alcune forze politiche (meglio sarebbe definirle "unioni di affaristi") che tirano in ballo la realizzazione dell'opera come soluzione al problema della viabilità in Valsugana, mascherando invece i reali interessi economici che spingono alla costruzione di tale opera, inutile e devastante.
Inutile perché troppo costosa, devastante per l'ambiente e l'ecosistema che dovrebbe letteralmente subirla.
Noi abbiamo sempre detto un chiaro ed inequivocabile NO!
Basta parlare di grandi opere inutili, impattanti enormemente per il nostro ambiente. Noi saremo attente sentinelle, anche all'interno della nostra coalizione, affinché questa opera devastante non possa mai avere inizio. Un'altra riflessione, metto in campo, però: ma in quale altro paese si parla di un'opera per oltre quaranta anni, perseverando con insistenza, da parte di alcune lobbies, nel cercare di far cambiare idea alla gente? Ora basta, la Valdastico non serve e non la faremo, questo è nel programma degli Ecologisti e civici Verdi Europei, che intendono promuovere altri sistemi di viabilità sostenibile, senza impatti ambientali devastanti. E questo è pure il programma del centro sinistra autonomista, che ha detto un chiaro NO alla realizzazione di questa assurda opera.
Iscriviti a:
Post (Atom)

