"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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giovedì 13 agosto 2015

Valdastico si, Valdastico no…



Valdastico si, Valdastico no…  

Foto: la valle del Centa oggi; un domani ci sarà un viadotto per la Valdastico?
Trovo allucinante il dibattito che si sta sviluppando attorno al tema della Valdastico. Lo trovo assurdo perché sono più di 40 anni che il Trentino dice di no ad un’opera inutile ed invasiva; ora, leggo che diventa, per quasi tutti gli esponenti politici trentini, indispensabile. Mi piacerebbe ci spiegassero i motivi che hanno determinato un no categorico sostenuto fino a qualche mese fa e mi piacerebbe, altresì, capire i motivi che stanno inducendo ad un sì, altrettanto convinto, che traspare ormai evidente dai vari segretari  politici e esponenti , in particolare di Patt e UPT. Registro che il PD locale rimane in una posizione di contrarietà, ma mi chiedo se si parlano con il PD nazionale, perché proprio da esponenti di tale partito parte il sostegno (Delrio e lo stesso Renzi). Altri partiti della coalizione di centro sinistra autonomista (VERDI e IDV) non sembrano interessati al dibattito o, forse, non hanno più la capacità di fare politica attiva e si attestano sul vivi e lascia vivere. D’altronde, non si vedono nemmeno più da un bel pezzo!
Mi chiedo cosa induce a pensare che la Valdastico possa portare benefici al Trentino, quando è assodato che sarà un’opera ad elevatissimo impatto ambientale , con interazioni negative con le risorse idriche interne agli svariati chilometri in galleria che si faranno, traffico su gomma incentivato a dismisura, con conseguente inquinamento aumentato. Già, sono il solito ambientalista che antepone agli interessi di pochi  la salvaguardia ambientale di tutti, un’idealista, appunto! Però,  anche economicamente mi piacerebbe vedere qualche numero che giustifichi la spesa di una nuova via per gomma, che a detta di molti non sarebbe ripagata facilmente con gli introiti derivati dai pedaggi. E allora, dove sta la convenienza economica? Forse nella concessione rinnovata ad A22 per il Trentino  e ad A4 per la società Serenissima, con sponsor maggiore la regione Veneto. Questo è assodato.  Ma se l’obiettivo è quello di ottenere nuovamente tali concessioni, perché non lavorare su altri fronti invece che proporre opere inutili per poter ambire ad altri obiettivi? Davvero si ritiene indispensabile la Valdastico per lo sviluppo del Nord-Est, quando stiamo spendendo miliardi di euro per un percorso TAC (treni alta capacità) , che dovrebbe spostare il traffico su rotaia, passando da Verona? Ma le due opere sono in chiara antitesi tecnica tra loro; come si fa a sostenere una viabilità su rotaia (TAC) e pure una mobilità su gomma (VALDASTICO)? Ci sono troppe cose occulte in queste improvvise “illuminazioni politiche” da parte dei maggiori rappresentanti politici provinciali. Sarebbe opportuno capire davvero su quali basi numeriche sono poggiate queste visioni di “sviluppo sostenibile” che la nostra politica trentina sta cercando di farci digerire, con il tacito assenso anche di alcune forze politiche “ambientaliste” che non si degnano nemmeno di prendere posizione contro tale possibile ulteriore devastazione del territorio trentino. Temo che, come fu per l’inceneritore, i comitati di cittadini dovranno riprendere in mano la questione e monitorare bene lo sviluppo sostenibile che ci vogliono propinare. Anche per la Valdastico ci sarà bisogno di movimenti popolari al di fuori dei partiti, ma anche questa volta perderà la politica e ci sarà un ulteriore allontanamento degli elettori. Perché chi credete che la voglia davvero la Valdastico? Solo chi ha interessi in A22 o nella Serenissima. Della mobilità sostenibile interessa poco a questa politica, davvero poco incline a progettare il futuro guardando avanti, anzi ben ancorata a metodi di sviluppo ormai obsoleti. I comitati di cittadini si organizzeranno, sarà inevitabile, perché tale opera non potrà passare in maniera così assurdamente insostenibile. 
Marco Ianes 

domenica 5 luglio 2015

Stava, ottima iniziativa de l'Adige; ma per la Valdastico? Caro direttore, parliamone...


Caro direttore,
Complimenti sinceri per la bella e molto centrata iniziativa su Stava.
Pensa che in quel periodo stavo svolgendo il servizio militare, in aeronautica in quel di Bovolone, base NATO.
Mia sorella stava facendo la stagione estiva a Tesero in albergo e io, di servizio in quel triste giorno, ero in ansia per lei, poiché avevamo saputo dalla radio della notizia.
I cellulari ovviamente non esistevano e telefonare dal fisso, in quella zona, era come telefonare in una zona di guerra. Mio padre e mia madre, a Trento, vivevano momenti di angoscia, non sapendo l'entità del dramma e quali zone avesse colpito la colata di fango.
Poi, per una fortuita coincidenza, via radio, tramite i canali militari,apprendemmo con esattezza il luogo coinvolto. Mia sorella era più spostata, in un albergo fuori dalla portata della frana. Attimi di terrore puro, ti assicuro. Momenti in cui ti rendi conto che la vita è davvero appesa ad un filo. Poi, quando passano gli anni e capisci meglio le cose, un po' perché le studi, un po' perché le vivi attraverso le inchieste giudiziarie ben riportate in questo caso dalla stampa, ti rendi conto davvero di quanto l'uomo possa essere distante dal concetto di rispetto della vita, distante dal concetto di bene comune, privilegiando, senza senso, il profitto smisurato.
E, per questo e per altri motivi, decidi di provare a sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi di uno sviluppo sostenibile, su una reale conversione ecologica che, in questi giorni, viene spesso ripresa anche nelle commemorazioni di un grande uomo come fu Alexander Langer, davvero antesignano su questi temi. Ma ti rendi anche conto che chi ha in mano il potere decisionale rischia nuovamente di percorrere strade insostenibili, non certamente in linea con la salvaguardia dl patrimonio ambientale del Trentino. Mi riferisco, ovviamente al progetto Valdastico.
 
Che c'entra con Stava? L'approccio del profitto a giustificazione di scelte insostenibili, ecco un punto in comune sul quale sarebbe opportuno aprire un serio dibattito che, spero, la stampa vorrà avviare e approfondire. Perché, e qui mi spiace davvero dirlo, chi dovrebbe politicamente sostenere tali questioni ambientali rimane fermo continuando  a cercare motivi per sostenere una maggioranza provinciale che appare sempre più lontana da ciò che rappresentava qualche tempo fa.
Stava è stato un dramma, anche la politica ebbe le sue responsabilità nel non governare correttamente licenze e controlli, ma che ne sarà della Valdastico? Quali saranno gli impatti sull'ecosistema trentino? Non lasciamo cadere il dibattito, cerchiamo di fermare scempi prima che si possano davvero compiere. 

domenica 13 ottobre 2013

Valdastico, eterna diatriba.


Nell'incontro tenutosi a palazzo della Regione, sabato 12 ottobre, sono stati spiegati i motivi che determinano una posizione contraria alla realizzazione della Valdastico, lato trentino.
Sono quarant'anni che sentiamo parlare di questo tema e, periodicamente, si assiste a ritorni di fiamma, incentivati da alcune forze politiche (meglio sarebbe definirle "unioni di affaristi") che tirano in ballo la realizzazione dell'opera come soluzione al problema della viabilità in Valsugana, mascherando invece i reali interessi economici che spingono alla costruzione di tale opera, inutile e devastante.
Inutile perché troppo costosa, devastante per l'ambiente e l'ecosistema che dovrebbe letteralmente subirla.
Noi abbiamo sempre detto un chiaro ed inequivocabile NO!
Basta parlare di grandi opere inutili, impattanti enormemente per il nostro ambiente. Noi saremo attente sentinelle, anche all'interno della nostra coalizione, affinché questa opera devastante non possa mai avere inizio. Un'altra riflessione, metto in campo, però: ma in quale altro paese si parla di un'opera per oltre quaranta anni, perseverando con insistenza, da parte di alcune lobbies, nel cercare di far cambiare idea alla gente? Ora basta, la Valdastico non serve e non la faremo, questo è nel programma degli Ecologisti e civici Verdi Europei, che intendono promuovere altri sistemi di viabilità sostenibile, senza impatti ambientali devastanti. E questo è pure il programma del centro sinistra autonomista, che ha detto un chiaro NO alla realizzazione di questa assurda opera.