"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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domenica 6 marzo 2011

Energie rinnovabili: Si naviga a vista ovvero, del futur non v’è certezza!

Energie rinnovabili: Si naviga a vista ovvero, del futur non v’è certezza!

Il 3 marzo scorso il Governo ha varato un dispositivo di legge che ha sconquassato tutto il settore delle energie rinnovabili.

In tale decreto si sono tolti i capisaldi sui quali poggiavano gli investimenti di aziende nel settore delle energie rinnovabili. Nel luglio scorso, si era dato avvio al nuovo “conto energia”, che avrebbe regolato gli incentivi fino al 2013, fissando nuove tabelle e nuove inquadrature per le tipologie degli impianti fotovoltaici. Già in quel provvedimento, il governo tagliò le aliquote di incentivo, con una progressione lineare anche condivisibile, dato lo sviluppo delle tecnologie e il conseguente abbassamento dei costi di installazione degli impianti stessi. Con quel decreto tutte le aziende del settore hanno avuto gli strumenti necessari per programmare investimenti e conseguenti accessi al credito per sviluppare strategie e mantenere, di conseguenza, i circa 150.000 posti di lavoro del settore. E così fu!

Ma, con il decreto dello scorso 3 marzo, tutte le certezze cadono e la programmazione salta! Ma il danno per il settore è altissimo. Vi sono moltissime aziende che, sulla base del decreto emanato nel luglio scorso, avevano programmato investimenti elevatissimi, avevano assunto personale per far fronte ad una programmazione triennale certa. Un piccolo esempio reale: a fine ottobre 2010 sono stato contattato, per la parte progettuale,da un’impresa di costruzioni meccaniche che, sul tetto della propria fabbrica di produzione aveva deciso di investire in tecnologia, installando un impianto fotovoltaico da circa 500 KW, sufficiente a soddisfare il proprio fabbisogno energetico; si procede con la stima dei costi, sulla base delle tariffe incentivanti rilasciate a luglio 2010;a fine novembre il consiglio di amministrazione delibera di mettere a budget un investimento di circa 1.750.000 euro per procedere alla realizzazione di tale opera; i tempi previsti per tale realizzazione oscillano tra i 6-8 mesi (tra autorizzazioni, esecuzione e allacciamento alla rete elettrica); partenza dell’iter procedurale ai primi di dicembre; i primi di febbraio si parte con i lavori effettivamente; la banca ha già concesso il credito per tale opera, nel dicembre scorso, sulla base del business-plan generato con il conto energia di luglio 2010 e quindi grazie alle garanzie date dagli incentivi statali. Non è certo se si riuscirà ad allacciare l’impianto alla rete elettrica entro il 31 maggio (limite previsto dal recente decreto ammazza-rinnovabili) e quindi sapete cosa è successo? La banca ha già invitato l’azienda a produrre altre garanzie a titolo dell’investimento; e dove sono andati a prenderle? Ipotecando lo stabile! Il rischio è quindi altissimo, poiché se l’impianto verrà connesso oltre il 31 maggio, non si sa quali saranno i futuri incentivi, non si sa nemmeno chi sarà dentro e chi starà fuori, non si sa se l’investimento diventerà un buco nero dal quale difficilmente si uscirà! Questo è solo un piccolo esempio dell’incertezza generata con un decreto nato male e divulgato peggio. Moltissime sono le aziende che stanno letteralmente “sudando freddo” per rischi incalcolabili e imprevedibili in fase di programmazione di un investimento già avviato. Il decreto emanato nei giorni scorsi ha prodotto uno scompiglio enorme in un settore che era in fortissima espansione, dava lavoro a circa 150.000 operatori del settore e garantiva respiro per molte aziende che potevano investire in tecnologia utile a produrre energia a bassissimo impatto ambientale e, molto spesso, per autofinanziare i propri costi energetici.

Un’altra osservazione:segnalo che sono più di venti anni, che paghiamo circa il 4-5% in bolletta per lo sviluppo delle energie rinnovabili; ma sono solo 6-7 anni che sfruttiamo tale accantonamento per i reali fini iniziali; dove sono andati prima tutti i soldi? Nello sviluppo di tecnologie classificate come rinnovabili in maniera inappropriata; un piccolo esempio? Gli inceneritori! A tutt’oggi godono di incentivi pubblici, i cosiddetti “certificati verdi”; mi spiegate cosa c’entrano tali investimenti con le energie rinnovabili? Questo per dire che non è corretto affermare che il fotovoltaico fa sprecare risorse pubbliche; semmai lo spreco è da cercare altrove!

Infine, un’ultima considerazione: è giusto rivedere i parametri di incentivazione in base all’andamento di mercato, ma tale analisi era già stata contestualizzata nel luglio scorso, definendo ribassi molto significativi, che però hanno permesso una programmazione certa alle imprese del settore. Ora si naviga a vista, senza programmazione e con il rischio di fallimento per molti investitori del settore, che si vedono ingannati in tempo reale e senza preavviso, da un governo che emette decreti tali da infliggere colpi mortali a questo settore dell’economia che, ricordo, era uno dei pochi a non conoscere crisi, anche in questi anni oscuri per l’economia. Il governo naviga a vista, non dà certezze agli investitori, rimandando a fine aprile un nuovo decreto che fisserà nonsisacosa! Del futur non v’è certezza, ma il presente comincia a essere durissimo per molte famiglie e imprese!

Molte sono le imprese, infatti, che hanno fermato i propri investimenti in tale settore (chi può torna indietro), ma altrettante aziende non sanno se riusciranno a chiudere i lavori entro i limiti assurdi imposti dal recente decreto; altre, infine, rinunceranno a programmare qualsiasi passo in questo settore, poiché non si sa nulla di ciò che sarà dopo il 31 maggio! Ecco la logica conseguenza: abbattimento degli investimenti nel settore, posti di lavoro a rischio, investitori, soprattutto esteri, che si eclissano. Con il mercato americano in start-up, con il Brasile che dorme, ma prima o poi si sveglierà, mi spiegate come faremo a riaccendere l’interesse degli investitori, anche e soprattutto esteri, sul nostro mercato? L’effetto di questo decreto è devastante e chiaramente messo in atto per chiudere definitivamente la partita delle energie da fonti rinnovabili e aprire ufficialmente agli investimenti di pochissimi eletti al nucleare, vero scopo primario di questo governo scellerato che taglia le gambe ad un settore (l’unico?) che era in fortissima espansione, pur in un momento di grande recessione globale.

Ecco perché questo decreto rappresenta una vera e propria “marcia funebre” del settore delle energie rinnovabili; non essendoci certezza, gli investitori andranno altrove e, con mercati esteri enormi che danno prospettive certe ed in forte espansione, non torneranno certo indietro in questa “Italietta” chiusa nel suo bunga-bunga e nei suoi provvedimenti limitati agli interessi di pochi eletti nuclearisti.

domenica 7 marzo 2010

REGOLE E CONTRO REGOLE: CARTELLINO ROSSO!



Il pallone, calciato con forza, pervenne all'attaccante, che si trovava in netta posizione di fuori gioco. Il centravanti calciò forte il pallone, che si insaccò, alle spalle del portiere.L'assistente dell'arbitro, allineato perfettamente ed in ottima posizione, alzò la bandiera e l'arbitro, fischiando, fermò il gioco, decretando un calcio di punizione indiretto, a termini di regolamento, per la squadra avversaria, annullando la rete,poiché NON REGOLARE.
Applicazione delle regole del gioco; null'altro! Ora, cosa diremmo se, tutto d'un tratto, comparisse una persona che, durante la partita, ci dicesse che il goal era regolare, poiché mentre il pallone veniva calciato, si era deciso di eliminare la regola 11: il fuorigioco (regolamento del giuoco del calcio:fidatevi, visti i miei trascorsi..!)
Questo è quello che è accaduto in questi giorni, sul campo di calcio delle liste elettorali; l'arbitro ha annullato le liste del PDL, perché non regolari, applicando il regolamento. Ma la regola viene sostituita e, retroattivamente, va a sanare l'errore, cambiando il volto della partita.
Capisco (fino a un certo punto!)che il maggiore partito di governo non possa essere estromesso, ma non comprendo, come la maggioranza degli italiani, perché si possa far passare per lecito il meccanismo messo in atto per sanare la questione. Mi chiedo, altresì, se fosse capitato a IDV o al PD, o a qualche partito più piccolo e di opposizione? Si sarebbe usato lo stesso metro di valutazione ? Non credo proprio! Saremmo stati additati come incapaci e inconcludenti! Le regole sono uguali per tutti? Non credo proprio! E' più corretto dire che le regole ci sono e vanno rispettate da tutti, tranne da chi le può cambiare a proprio piacimento, soprattutto se l'applicazione determina l'esclusione dettata dall'incapacità di chi doveva gestire la predisposizione delle liste incriminate. Questa gente è arrogante e pretenziosa; accusa i partiti e le persone che stanno alle regole ed alza la voce, per mascherare le proprie incapacità ed i propri errori. Sarebbe stato utile per tutti, se i signori del PDL avessero ammesso l'errore, chiedendo scusa ai propri elettori e chiedendo al parlamento di valutare l'opportunità di un intervento legislativo, per non privare gran parte dell'elettorato della propria rappresentanza. Ma si sa, il parlamento non serve a Berlusconi & C; il governo va avanti a decreti d'urgenza e, per l'ennesima volta, con estrema arroganza e disprezzo per il popolo italiano, ha messo in campo un altro provvedimento lesivo della dignità dell'Italia e di tutti gli italiani, scaricando le colpe su chi rispetta le regole e alza la voce quando queste vengono calpestate. Ci si scandalizza quando Di Pietro denuncia questi fatti vergognosi, solo per mascherare il vero scandalo di una leggina fatta su misura per riparare agli errori fatti.
Altra questione: non sarà che, se questi farabutti dovessero perdere le elezioni, poi, si auto denunceranno e tireranno fuori il fatto che le loro liste erano illegittime e quindi chiederanno l'invalidazione? Da come si comportano, potrebbero pure fare questo! Vi sembra così assurdo? Ma, scusate, quello che è passato in questi giorni, cos'era? Logico e civile? Non penso proprio, davvero.
L'unica speranza è riposta negli italiani che andranno a votare; speranza che aprano davvero gli occhi e si rendano conto che è ora di riportare un po' di civiltà in questo nostro Paese, martoriato dagli affaristi e ipocriti che ci governano e credono di prenderci in giro. Speriamo davvero, questa volta, che gli italiani aprano gli occhi e votino per un cambiamento di rotta; che votino per il rispetto delle regole, almeno finché la partita è ancora in corso e l'arbitro non ha emesso il triplice fischio finale! Sembra assurdo dover parlare di queste cose; ma in che Paese stiamo vivendo?

domenica 17 gennaio 2010

Decreto Tv: enorme conflitto di interessi - Mediaset, Sky, tetto pubblicità e dirette streaming

Il pericolo arriva tramite decreto ministeriale, senza passare dal parlamento! E' in pericolo anche la nostra libertà di cittadini, la libertà di blogger, la libertà di divulgare video e di utilizzare servizi in streaming! E la gente continua a restare indifferente! Quando ci sveglieremo? Udite, udite, cosa sta preparando il Governo!