"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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venerdì 29 luglio 2022

Viote, 1500 metri, un biotopo da salvaguardare dagli interessi che vogliono devastare l'ambiente!

#svilupposostenibile #MonteBondone Trento Funivie prosegue imperterrita nel voler costruire un bacino artificiale per innevamento sulla piana delle Viote, monte Bondone. A 1500 metri, con lo zero termico sempre più in alto, ci si ostina a seguire progetti obsoleti che, per giunta, devasterebbero un biotopo ricchissimo di biodiversità. In questo video potrete capire cosa significa devastare la piana delle Viote e, inoltre, lancio una controproposta, da valutare seriamente, per tutelare sia l'ambiente delle Viote, sia gli interessi degli operatori del Bondone. Chissà se qualcuno è interessato ad ascoltare un SI costruttivo, ma alternativo alla distruzione dell'ecosistema fragile del biotopo delle Viote. Vedremo gli ambientalisti che si professano tali anche in campagna elettorale, se sapranno cogliere qualche idea meno impattante... 

Qui il link al video: 





venerdì 15 novembre 2019

Bacino di innevamento sulle Viote, Monte Bondone. Continua la discussione.

BACINO INNEVAMENTO VIOTE. Qui il mio intervento in versione integrale e, sotto le immagini di ciò che è stato pubblicato.
COMUNICATO INVIATO.
Vorrei qui intervenire, ancora sul presunto bacino delle Viote.
Ho letto con attenzione quanto dichiarato da Fulvio Rigotti, presidente di Trento Funivie.
Mi pare abbastanza scontata la sua posizione e non la discuto, dato che rappresenta interessi ben precisi.
La cosa che mi lascia perplesso è la contraddizione in termini, con la quale supporta la sua tesi di necessità di creazione di un bacino artificiale per innevamento sulle Viote.
Rigotti afferma che “dati inverni sempre più miti e secchi, è necessario un bacino per innevare artificialmente le piste”.
Ora, qualcuno mi spiegherà come, nel futuro, proprio per inverni sempre più miti, si potranno tenere innevate le piste creando neve che si scioglierà per l’innalzamento delle temperature, dato che lo stesso Rigotti lo ammette serenamente.
Se, in prospettiva, tutti siamo d’accordo che i cambiamenti climatici ci sono e stanno radicalmente cambiando i nostri ecosistemi, la domanda che pongo è la seguente:” Che senso ha investire in un bacino per innevare, se nel futuro le temperature si alzeranno sempre più?” Proseguo, nel mio ragionamento, ben sapendo che molti possono sostenere che tali variazioni di temperature non incideranno così tanto per i prossimi dieci o quindici anni ; anche su questo, ho le mie riserve, poiché non siamo in grado di stabilire la scala temporale di progressione dell’innalzamento delle temperature stesse. Anzi, è probabile che madre Natura ci sorprenda e ci metta di fronte a situazioni di innalzamenti ancora più spinti in tempi rapidi. Ne è un esempio lampante anche Venezia in questi giorni, dove l’alta marea generata in forma imprevedibilmente molto alta, ha richiamato tutti ad un’attenzione maggiore sul tema dei cambiamenti climatici.
Siamo ancora qui a progettare sviluppo con metodi che appartengono al passato, volendo investire soldi, anche pubblici, su progetti che sono in netto contrasto con ciò che madre Natura ci sta urlando. E, la cosa che più mi angoscia, è che pure chi li progetta afferma che i cambiamenti climatici stanno portando variazioni enormi; lo ammettono, ma continuano a proporre soluzioni che si basano su presupposti ormai inesistenti o che lo diventeranno in breve tempo. Comprendo che Rigotti e persone come lui non possano “capire gli ambientalisti”, poiché chi si definisce tale non può accettare un progetto simile sul monte Bondone; la scusa di realizzare un bacino per la tutela in caso di incendio o per l’agricoltura, poi, è davvero una maschera incredibile per far passare il vero scopo che è e rimante quello dell’innevamento artificiale. Concludo, affermando che come consigliere comunale in carica (ancora per poco, è vero), ho intenzione di NON VOTARE il prossimo Piano Regolatore se permarrà l’idea di creare un bacino artificiale alle Viote. E, spero vivamente che, i veri ambientalisti che militano in altre forze politiche si decidano a prendere una posizione forte e coerente su questo argomento. Non si può continuare a dire di voler tutelare l’ambiente e poi trovare scuse per mascherare il bacino delle Viote con altri argomenti secondari. Su questi temi è in gioco, per quel che mi riguarda, anche il dove e come schierarsi per il futuro di Trento, che ha bisogno davvero di una progettazione più coerente con ciò che succede nella realtà. Siamo in deficit ambientale, in enorme e colpevole ritardo con una progettazione di mobilità sostenibile, in silenzio da qualche anno con l’informazione ai cittadini sui metodi di gestione dei rifiuti ( lo dimostra il recente avviso in merito alla frazione organica e ai “sacchetti biodegradabili”); sul tema della vivibilità ambientale della città, ove includo anche il concetto della sicurezza dei cittadini, siamo superficialmente pressapochisti, avendo sempre sottovalutato i sentimenti della gente, che lamenta un senso di insicurezza diffuso. Su questi temi si condurrà la prossima campagna elettorale. E, personalmente, non ho alcuna intenzione di sostenere ulteriormente una politica attendista e addormentata, magari appoggiando un candidato sindaco privo del coraggio necessario a proporre un programma spinto sui temi che ho evidenziato. Vedremo gli sviluppi futuri, certo è che chi vuole continuare a progettare soluzioni ormai obsolete come quella del bacino delle Viote, non potrà mai avere il consenso degli ambientalisti. Per lo meno non avrà certo il mio personale.




martedì 8 ottobre 2019

sabato 20 luglio 2019

Non ho votato la delibera sul PRG! Non è ecosostenibile.

COMUNICATO STAMPA SUL PRG - TRENTO

Dunque la variante al PRG è stata approvata dal consiglio comunale di Trento.
Su questo passaggio il consigliere Marco Ianes - Verdi Ecologisti e Civici:
“ E’ stata approvata una variante al PRG che ha accolto un emendamento vergognoso proposto dalle minoranze di centro destra; emendamento a cui ho votato contro, uno dei 3 voti contrari è il mio!”
Nell’emendamento, oltre ad una serie di richieste su vari particelle fondiarie, il consigliere Ianes critica fortemente la proposta di realizzazione di un bacino idrico a sostegno dell’innevamento artificiale sul monte Bondone.
Il consigliere Ianes: “ Si propone la realizzazione, alle Viote sul monte Bondone, di un bacino idrico per l’innevamento artificiale. Siamo in una fase di cambiamenti climatici enormi, dove lo zero termico si alza sempre più e noi insistiamo con le politiche turistiche legate allo sci in luoghi che fra 10/15 anni non avranno più le condizioni per avere la neve, cosa che peraltro già spesso accade in questi anni. Se questa me la chiamate una politica ECOSOSTENIBILE, io non voglio nemmeno pensare lontanamente di sostenere queste scelte”.

Il consigliere Ianes ha votato CONTRO il maxi emendamento proposto dalle minoranze di centro destra e NON HA VOTATO la delibera generale sul PRG.

Qui le motivazioni: “ Non ho votato la delibera sul PRG perché il maxi emendamento contenente il bacino sul Bondone è passato e quindi la delibera originale è stata cambiata MOLTO significativamente, togliendo di fatto quel concetto fondamentale su cui si basava, quello della Trento ecosostenibile. Volevo addirittura votare contro, ma ho preferito uscire, poiché nella delibera c’era anche il mio emendamento sulla richiesta di rimuovere Sardagna dal piano delle discariche e non volevo lasciare sul tavolo questo altro punto importante per l’ecosostenibilità della nostra città. Comunque, non condivido affatto le dichiarazioni finali del sindaco, che accettando il maxi emendamento ha definito ancora la delibera in perfetto allineamento con gli obiettivi di piano. Dov’è andato a finire il concetto di ecosostenibilità con un bacino idrico sul Bondone, a servizio dell’innevamento artificiale? E poi, scusate, dove si trovano 15/20 milioni di Euro pubblici per fare un lavoro del genere, atto a sostenere una politica turistica destinata a morire nel giro di 10/15 anni, se si continua a progettare solo sullo sci? Questa è diventata una delibera anti sostenibilità ambientale e non l’ho votata! Anzi, mi riservo addirittura di valutare di proseguire la mia partecipazione a questa maggioranza, che si professa ambientalista, ma che non ha fatto nulla sulla mobilità sostenibile e avvalla proposte contro l’ambiente, avanzate da un centro destra miope e succube di visioni obsolete e che, purtroppo, così facendo rovinerà la nostra città. Ripeto, sto valutando seriamente di lasciare questa maggioranza; in questi giorni ci penserò seriamente e prenderò una decisione.”

venerdì 19 luglio 2019

Niente voto al PRG se presente un bacino per innevamento!

#prg #trento Ho inviato un comunicato stampa, ieri, ma come spesso accade, i giornali L’Adige e Trentino nemmeno mi degnano di nota. Prendo atto che l’informazione  Trento è monca di obiettività e preclude l’espressione di libertà e opinione di alcuni consiglieri comunali, come il sottoscritto.
Il comunicato stampa era il seguente e riguardava la discussione del PRG a Trento, in atto questa settimana. 
Comunicato stampa - VARIANTE PRG TRENTO

Si prende nota che l’attività di parte delle forze politiche di minoranza, facenti riferimento al centro destra, in consiglio comunale a Trento, è relativa al deposito di un numero tale di emendamenti da impedire un dibattito realmente costruttivo sulla variante del PRG.
Appare evidente che gli emendamenti proposti tendono a spingere il Sindaco e la maggioranza ad accettare alcune proposte ritenute rilevanti da parte dei consiglieri del centro destra. 
In particolare, queste forze politiche ritengono che proporre un nuovo bacino di raccolta acque per l’innevamento artificiale sul Monte Bondone sia uno dei punti cardine per lo sviluppo della città di Trento. Su questo, come consigliere dei Verdi Ecologisti e civici vorrei dichiarare quanto segue:
“ Se la contropartita di scambio da accettare per evitare gli ostruzionismi messi in atto dal centro destra riguarda la realizzazione di un nuovo bacino idrico per l’innevamento artificiale sul Monte Bondone, dichiaro fin da ora che non voterò tale emendamento. Questo tipo di progetti sono in antitesi con i principi fondanti di questo piano regolatore, che parla di una Trento ECOSOSTENIBILE. Ma di cosa stiamo parlando? Siamo sull’orlo del collasso ambientale, generato dai cambiamenti climatici e avvaloriamo ancora politiche di estremo sfruttamento delle risorse idriche e naturali? Mi dispiace, ma non ci sto. Non solo, aggiungo che, qualora tale emendamento dovesse passare, mi riservo SERIAMENTE di valutare di NON VOTARE la delibera generale. È una questione seria, assolutamente non personale e non contro la maggioranza di cui faccio parte. Ma proprio perché abbiamo detto che tale variante si basa sull’ecosostenibilità, qualcuno mi deve spiegare come sia possibile approvare un emendamento simile, che di ecosostenibile non ha nulla! Rimango basito, peraltro, da certe proposte avanzate ad interesse di pochi, negando tutti i risvolti negativi che tali iniziative avrebbero sull’ecosistema del Bondone. Questo tipo di politica appartiene al passato, quel passato che ci ha portato all’emergenza climatica odierna. Evidentemente, alcuni consiglieri pensano che il cambio di paradigma non passi da Trento, ma debba essere attuato da altri. Non è così. Tutti dobbiamo essere responsabili e respingere politiche vecchie e superate. “



Marco Ianes - Trento

mercoledì 11 marzo 2015

Viote: esiste un’alternativa (occultata) al resort di lusso per rilanciare l’area ex Caserme.


Viote: esiste un’alternativa al resort di lusso per rilanciare l’area ex Caserme.

Nella foto: uno dei rendering del resort  di lusso che si vorrebbe realizzare alle Viote.
 
Un documento-proposta, studiato da alcuni professionisti del settore alberghiero è stato depositato  presso Trentino Sviluppo, qualche tempo fa. Si tratta di un’idea diversa  di sviluppo del monte Bondone, con particolare riferimento all’area ex caserme. È noto che esiste l’idea  di realizzare, in quell’area, un resort  di lusso   che porterebbe a ulteriori cementificazioni del Bondone, con un progetto che definire insostenibile (36 milioni di euro) è essere eleganti. L’alternativa è stata presentata da un pool di giovani imprenditori, tra l’altro trentini e non russi o cinesi   come sembra si parli invece per il resort di lusso  che viene sostenuto dalla provincia autonoma di Trento.

Questo progetto alternativo  si pone l’obiettivo di proporre una nuova formula di gestione territoriale che mira a valorizzare le funzionalità turistiche, economiche, sociali della montagna traducendole in un progetto sociale per l’occupazione con un investimento iniziale contenuto nella prospettiva di sostenere lo sviluppo e gli investimenti futuri con il cash flow generato dalla gestione.

L’obiettivo di questo progetto è di gestire questa struttura, con una nuova concezione di rete, che mette come fulcro delle proprie azioni 3 elementi principali: il TERRITORIO, le PERSONE, l’ENOGASTRONOMIA. Seguendo le linee guida proposte dall’Agenda per il turismo sostenibile, i cui dettami sulle strategie per la crescita dell’occupazione obbligano le aziende turistico alberghiere a una maggiore attenzione al rapporto esistente tra l’ impatto del servizio offerto e le sue conseguenze sull’ambiente circostante. Così facendo si creerà un indotto che parte dalla didattica per bimbi e adulti e arriva a una più corretta gestione dei rifiuti creando maggiori opportunità occupazionali sul territorio.

Ecco le linee guida del progetto presentato, che nemmeno è stato considerato:

1)      Il rispetto per il territorio utilizzando ciò che già esiste senza dover costruire  nuove strutture ricettive. Il blocco dell’ex Centro di Ecologia Alpina  verrebbe trasformato in agriturismo, ospitando nella struttura principale gli alloggi e il ristorante; il resto della struttura verrebbe destinato alla formazione e messo a disposizione per organizzare eventi legati alla cultura della montagna e del turismo. Ripristinando le voliere e la serra, destinandole a coltivazione di erbe  aromatiche e a serra didattica, recuperando i vecchi terrazzamenti per la coltivazione di patate e altre verdure e recuperando i vecchi rifugi in pietra inerbiti dei pastori. Il gruppo di casette per gli ufficiali che ospitava il comando della FORESTALE PROVINCIALE  verrebbe destinato ad alloggi per il personale o per ospitare le persone diversamente abili.

2)       L’integrazione sociale di soggetti deboli rispetto al mercato del lavoro e nella dimensione sociale proponendo di valorizzare le potenzialità ambientali, le risorse naturali, i prodotti locali e, quindi, la storia, che stanno attorno alle caserme.  Questo progetto poggia le sue fondamenta sul presupposto che, laddove esiste una rete sociale di persone che amano e rispettano il territorio dove vivono e lavorano, automaticamente si ha un ritorno economico, non dovuto ad azioni speculative, spesso incompatibili con l’ambiente, ma ad una gestione concertata delle competenze e del territorio, mirata ad un benessere diffuso, duraturo e condiviso. L’idea guida si condensa in una dimensione, quindi, nella quale sono contenuti i pilastri portanti  citati sopra: l’inserimento lavorativo di persone disagiate, con contratto stagionale, è l’aspetto distintivo ed emergente di questo progetto. Questo non mira solamente a dare loro una seconda opportunità ma anche a fornire loro un lasciapassare certo per il mondo del lavoro. Gli utenti che verranno reinseriti  potranno diventare il punto di riferimento, un modello per l’Agenzia del Lavoro da proporre alle aziende della zona operanti nell’ambito della ristorazione, dell’ agricoltura e della piccola manutenzione del verde ed in questo senso si potrebbe proporre all’agenzia del lavoro di valutare questo progetto come esperienza pilota da monitorare e valutare per una riproposizione in altri territori anche in una prospettiva di una nuova ipotesi contrattuale per le cooperative sociali del  turismo.

3)      L’azienda agricola fornirebbe l’agriturismo di prodotti tipici dell’alta montagna. L’idea è quella di avviare delle colture particolari come le patate rosse, gli spinaci e gli asparagi di monte e sfruttando le voliere come serre per erbe aromatiche e piante perenni di montagna, da vendere ai turisti e ai ristoranti della zona. I pascoli della piana consentiranno l’allevamento e l’aspetto innovativo sarà l’introduzione di allevamento di Lama e Alpaca. Tutti i sottoprodotti dalle marmellate, ai sali aromatici, saranno lavorati in azienda.

Il progetto, come detto, è stato presentato a Trentino Sviluppo   nei mesi scorsi, ma non ha nemmeno avuto dignità di discussione e non è stato nemmeno resa noto come alternativa da percorrere.Nell’incontro organizzato dai Verdi del Trentino sulle Viote è emerso quasi per caso e, convinto della bontà del progetto, mi sono interfacciato con i promotori, che sono molto amareggiati per non essere stati nemmeno considerati.
Mi chiedo che senso possa avere avviare un percorso speculativo come quello del resort di lusso sul Bondone, un’area non certo appetibile   alle persone che mirano agli standard di cui dovrebbe dotarsi tale risorsa; appare evidente che chi frequenta resorts di lusso cerca, giustamente e lecitamente, servizi diversi da ciò che si può  fornire sul monte Bondone. Un progetto, invece, come quello esposto qui, permetterebbe di dare alla montagna di Trento una via di sviluppo sostenibile, in linea con il progetto della recente adesione alle reti delle riserve.  Sarebbe un progetto sostenibile economicamente e ambientalmente, che potrebbe generare un collegamento tra tutti gli operatori del Bondone, che attingerebbero all’agricoltura di montagna a chilometri zero e non subirebbero una concorrenza che sarebbe devastante con la presenza di un resort di lusso che, nel tempo, dovrebbe inevitabilmente abbassare i prezzi per sopravvivere, schiacciando così gli attuali albergatori che, finora, hanno sostenuto l’economia di questa nostra montagna.  Sono convinto che una prospettiva di sviluppo sostenibile sia davvero possibile, ma se i presupposti sono quelli di seguire strade assurde come quella che si sta per intraprendere, davvero non ha senso parlare di autonomia innovativa. Per dare valore alla nostra autonomia è necessario percorrere strade che siano credibili e sostenibili; non certo che sponsorizzino percorsi che sono assolutamente fuori scala.

 

 

Marco Ianes – VERDI DEL TRENTINO

venerdì 17 ottobre 2014

Monte Bondone, rilancio della solita politca.

 Sul rilancio del monte Bondone si è detto e fatto di tutto.Per esempio, cito i "patti territoriali"di qualche anno fa, che hanno messo a disposizione fondi molto significativi a cui hanno avuto accesso anche strutture che con il Bondone vero e proprio nulla o poco avevano a che fare. Comunque, molte strutture della montagna hanno rinnovato le loro proposte, investendo giustamente in questo strumento per proporsi sul mercato turistico.
Ora, resto alquanto perplesso su ciò che la provincia, attraverso le sue società controllate vorrebbe realizzare, peraltro da come leggo sui giornali, senza nemmeno interpellare sindaco, giunta e consiglio della città a cui farebbe capo l'intervento. Penso, come molti trentini, che l'investimento in un resort di lusso nell'area ex caserme del monte Bondone, sia una scelta fuori da qualsiasi logica, sia economica, sia di tutela e rispetto del territorio. Dal punto di vista economico mi chiedo quali tempi di rientro dell'investimento si prevedono, dato che il turismo in Bondone è in crisi da decenni; mi chiedo anche come si possa pensare di creare un resort esclusivo, quando in tutto il mondo si stanno abbassando i prezzi di accesso alle strutture,complice una crisi generalizzata che costringe le masse a tagliare sulle vacanze, inevitabile che, con il tempo, il resort sarebbe costretto ad abbassare i prezzi a livelli di servizi standard, distruggendo così le già difficili economie di chi sul monte opera da decenni; strano che gli albergatori locali questo non lo pensino.
Inoltre, e non è poco, mi preoccupa l'impatto ambientale di una struttura così elitaria, che chiederà nuove colate di cemento per parcheggi e accessi; altra devastazione sul monte Bondone, come peraltro si è già visto con l'orribile intervento effettuato alle Viotte. Ma che ne è del progetto "parco del Bondone"? Non è certo questa la via da perseguire per riqualificare un'area cittadina di elevato pregio biologico, che invece potrebbe attirare molti più turisti sulle strutture già esistenti, se venissero seriamente progettati investimenti promozionali dell'ecosistema che esiste in Bondone. Meno soldi, spesi sicuramente meglio, tutela reale del territorio e salvaguardia di chi opera economicamente sul Bondone da diversi decenni. Ma sembra che il sindaco sia d'accordo, invece, sulla strada "innovativa" di ciò che pare essere l'ennesima speculazione, come peraltro si sta dimostrando un'altra "via innovativa" che ci hanno venduto come tale e che si chiama quartiere delle Albere. Se questi sono i modi della nuova politica di rilancio dell'economia in Trentino, mi rimangono serie e profonde perplessità sul continuare a lavorare politicamente con queste alleanze. Rifletteremo seriamente, su tutto ciò....