"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


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lunedì 26 agosto 2013

Nuove prospettive, nuovo gruppo di lavoro per un nuovo Trentino eco sostenibile.



Dopo un percorso condiviso, attraverso la costituente ecologista, abbiamo unito le forze in questo soggetto politico, Ecologisti e civici Verdi Europei, per presentare un gruppo di lavoro coeso, che porti avanti i temi dominanti del futuro, sia  dal punto di vista economico che ambientale.
Molte persone pensano che rispetto e tutela dell'ambiente e sviluppo economico ed industriale siano temi tra loro in antitesi.
Ebbene, non è così e noi vogliamo dimostrarlo, con proposte innovative di sviluppo eco sostenibile; un approccio culturale, politico e tecnico diverso, che sappia valorizzare al massimo le peculiarità del nostro territorio e le grandi capacità della nostra gente trentina.
Vogliamo proporre alcuni percorsi nuovi per risolvere temi  rimasti  in sospeso; ad esempio la grande partita della gestione dei rifiuti, la famosa "chiusura del cerchio" che molti amministratori, purtroppo anche nell’attuale centro sinistra e lo dico criticamente, ci proponevano sostenendo l'inceneritore. Ebbene, in questo campo abbiamo soluzioni reali e all'avanguardia, da proporre ai nostri futuri partner di governo provinciale, che metteranno in campo tecnologie assolutamente non invasive e che permetteranno rientri economici, in riferimento alla gestione dei rifiuti, che sorprenderanno i più scettici.  Saremo forza di governo attiva, propositiva, critica sui temi a noi cari, ma sempre con proposte sostenibili.
Proporremo investimenti lungimiranti nel campo della ricerca scientifica atta a riversare sul territorio prospettive di sviluppo economico in sinergia con la valorizzazione delle peculiarità di questa nostra terra, che ha nel turismo, nell'agricoltura sana e di alto livello e nell'artigianato di elevata qualità i propri capisaldi.
In un unico concetto, raccolgo sinteticamente ciò che, dal punto di vista dello sviluppo economico eco sostenibile, ci vedrà impegnati in prima linea :sviluppo del concetto di  blue economy!
La blue economy affronta le problematiche della sostenibilità al di là della semplice conservazione: lo scopo non è investire di più nella tutela dell’ambiente, tema peculiare della green economy, ma di spingersi oltre, verso la rigenerazione affinché tutti possano beneficiare dell’eterno flusso di creatività, adattamento e abbondanza della natura. Così facendo si possono creare nuove imprese e nuovi posti di lavoro. Non è una visione utopistica, ma una prospettiva innovativa che va messa in campo per rispondere in maniera diversa a problemi economici e ambientali che non sono più gestibili con i modelli tradizionali; il modello economico attuale, che molti politici e industriali vogliono mantenere, non ha più margini di sviluppo ed è arrivato ad una saturazione irreversibile.
Da qui, da oggi, parte la nostra campagna per il rinnovamento del Trentino, un rinnovamento sociale, culturale, industriale e ambientale, che dovrà coinvolgere tutti i settori; scuola e formazione, artigianato, industria, agricoltura e attività sportive e culturali. In tutti i campi proporremo idee nuove, percorsi sostenibili e credibili. Per questo chiediamo ai nostri elettori di seguirci attentamente nei programmi. Non proponiamo le solite cose "ambientaliste ed ecologiche"; proponiamo nuovi modelli di sviluppo, di crescita economica e culturale, per tutti, indistintamente, senza preconcetti ideologici. Seguiteci nei programmi  e restate connessi. Potreste rimanere sorpresi, in questo marasma di mediocrità politica che siamo costretti a subire giornalmente.
Sosteneteci e sostenetemi in questa campagna elettorale, dove molti vecchi marpioni della politica vogliono far passare per novità le loro proposte, che sono ormai obsolete e non credibili. La nostra proposta prevede veramente una visione nuova di un Trentino in crescita, nel rispetto e nella vera tutela dell’ambiente in cui viviamo.

mercoledì 20 febbraio 2013

“DIRITTI”.Incontro pubblico...



Nell’ambito delle iniziative di incontro e dibattito con le forze sociali e i cittadini trentini, la lista
Rivoluzione Civile Ingroia
ha organizzato per la serata
di giovedì  21 febbraio dalle ore 20.30
presso il Museo di Scienze Naturali
in via Calepina 14 Trento
un incontro dal titolo
“DIRITTI”.
Interverranno:
GIANNI RINALDINI ex segretario generale FIOM, coordinatore nazionale CGIL che Vogliamo
LIDIA MENAPACE partigiana, tra le fondatrici del Manifesto, militate del movimento nonviolento e femminista
FRANCA PERONI direttivo nazionale CGIL ex segretaria generale Funzione Pubblica CGIL Trentino
ed i candidati
di
Rivoluzione Civile Ingroia

L'inziativa è aperta al pubblico e la  cittadinanza è invitata all’evento, il  tema dei DIRITTI  per Rivoluzione Civile Ingroia rappresenta una delle questioni cardine  per un reale cambiamento nella politica economica e sociale del nostro paese. La nostra Rivoluzione Civile, ha come riferimento la Costituzione italiana, nella  la stesura della quale i Padri costituenti della Repubblica hanno voluto inserire a pieno titol, i valori di una società giusta equa, solidale e democratica.
L'esatto contrario di ciò che è stato attuato fino ad ora dal sistema politico italiano.


Marco Ianes - Trento

venerdì 15 febbraio 2013

Finmeccanica in ginocchio: colpa dei magistrati?

 Oggi, mentre tornavo a casa ascoltavo la radio, Zapping, e un pirla di ascoltatore si lamentava contro i magistrati italiani, dicendo che:"...hanno messo in ginocchio una florida azienda italiana come Finmeccanica, arrestando l'amministratore delegato che ha incassato una tangente; come si fa a continuare con questa magistratura?" Non credevo alle mie orecchie!!! Ma come, ci si arrabbia con i magistrati che fanno il loro dovere e si giustificano i disonesti che incassano le tangenti? Ma a mettere in ginocchio Finmeccanica è stato quel delinquente che ha incassato la tangente, non il magistrato che lo ha arrestato!!! Ma che razza di popolo siamo se giustifichiamo il sistema tangentocratico? Berlusconi docet, evidentemente! Che schifo, ragazzi, siamo proprio allo sbando se ci sono italiani che la pensano così!!!

Marco Ianes - Trento

sabato 24 novembre 2012

Parte la presentazione del programma itinerante di buon governo dei beni comuni.

Un nuovo modello sociale ed economico è necessario.
In questi momenti difficili siamo costretti a rivedere molte priorità di investimento delle risorse pubbliche. Ogni amministratore deve, e dovrà sempre più, fare i conti con contrazioni esponenziali delle risorse. Garantire i servizi ed evitare la caduta della qualità degli stessi ė sicuramente una delle priorità da perseguire, ma non è possibile farlo con i modelli economici che ci hanno portato e ci porteranno, sempre più, verso il ribasso della qualità della vita.
Non vi è dubbio che determinate politiche economiche e sociali, finora adottate, sono state possibili per la grande disponibilità economica che abbiamo avuto. Ora è necessario cambiare approccio e pure rimodellare le priorità. Che senso ha, per esempio, predisporre tagli lineari a sanità, scuola e servizi pubblici e poi continuare a sostenere operazioni immobiliari come, ad esempio,un centro congressi presso il nuovo quartiere delle Albere? Ha davvero il sapore amaro di una beffa nei confronti dei cittadini ai quali vengono richiesti sempre maggiori sacrifici. Un nuovo modello di sviluppo è quindi necessario e la cosa non rappresenta un'utopia. "Piccole grandi opere", al posto di faraonici progetti, possono essere possibili per creare sviluppo, lavoro e rispetto e tutela del territorio e dell'ambiente. Gli investimenti destinati a queste vere e proprie "cattedrali nel deserto"potrebbero, ad esempio,essere dirottati verso progetti di recupero edilizio del patrimonio immobiliare pubblico, ottenendo un triplice beneficio: si darebbe lavoro al settore edilizio ed impiantistico elettrico e termoidraulico che versa in forte crisi, si metterebbero in sicurezza stabili fatiscenti o malridotti e si contribuirebbe ad un notevole risparmio energetico, fonte primaria di "produzione di energia " ( la miglior produzione di energia è quella risparmiata)! Questo è solo un esempio pratico e diretto, non utopistico, di corretta scelta di impiego delle risorse pubbliche; questo è un inizio di corretto approccio verso un modello di sviluppo eco sostenibile, che noi andiamo proponendo nel nostro programma di buon governo dei beni comuni. Non vogliamo assolutamente passare per la forza politica  del no a prescindere; noi abbiamo molti si, molte proposte che mettono in primo piano i concetti di salvaguardia della salute, della tutela del lavoro, dello sviluppo economico delle imprese, il tutto in sinergia con il rispetto dell'ambiente e del territorio in cui viviamo e dell'autonomia che sosteniamo fortemente e vogliamo  assolutamente mantenere e preservare, ma con schemi diversi da quelli finora adottati e senza scadere nella rappresentazione teatrale e assurda che qualche noto esponente politico vorrebbe attuare, con musei che hanno un futuro poco credibile e difficilmente comprensibile.
Quindi noi proponiamo una visione diversa della gestione dell'autonomia trentina, mettendo al centro le vere priorità necessarie per un modello diverso. Il programma è stato abbozzato come contenuto di idee da sottoporre alla cittadinanza. Stiamo partendo per un viaggio itinerante nel nostro Trentino, convinti che sottoporre alla gente le nostre idee, per raccogliere altrettante idee, osservazioni, necessità dei territori, sia un passaggio fondamentale per una forza ecologista e civica che ha l'ambizione di provare a proporre approcci diversi e innovativi di gestione dei beni comuni. Saremo aperti a chiunque vorrà dialogare con noi: cittadini, istituzioni e forze politiche, senza preclusione alcuna, ma proponiamo un modello nuovo, non cerchiamo facili consensi e non facciamo politica urlata, rispettando anche chi ha deciso strade diverse per proporre alternative, pur non condividendone, spesso, i metodi che sembrano poco democratici . Vogliamo, in primis,ragionare assieme alla gente, proponendo un programma aperto e in costruzione, che parta dal concetto, possibile e necessario, di generare un modello di sviluppo diverso ed eco sostenibile. Per una politica costruttiva, di dialogo e confronto, ma innovativa, convinti che le risposte sono in questi nuovi modelli, che altrove , come ad esempio in Germania, stanno dando effetti notevoli di sviluppo economico e sociale. Aspettiamo confronti e dibattiti, nelle nostre iniziative informative. Partiremo il 6 dicembre da un incontro a Rovereto alle 20.30 presso la sala del Brione, per poi proseguire in ogni valle, con incontri territoriali aperti ad associazioni, movimenti e gente di buona volontà.
Marco Ianes - co portavoce Ecologisti e reti civiche Verdi Europei Trentino.


domenica 28 ottobre 2012

Trentino in Europa: presentato il programma per le provinciali 2013 ; programmi e non candidature!


Si è svolta sabato 27 ottobre la conferenza stampa di presentazione del programma per un buon governo provinciale, degli Ecologisti e reti civiche-verdi Europei del Trentino.
In sintesi ecco la presentazione; per chi vuole approfondire, lascio i links per il testo del programma vero e proprio e le slides della presentazione.
Proponiamo una gestione diversa della nostra autonomia, senza denigrare ciò che di buono è stato fatto, ma cercando di migliorare ulteriormente.
Un piccolo esempio: abbiamo una buona legge provinciale sulla regolamentazione dell'energia, ma la stiamo usando solo nel settore idroelettrico, snobbando lo sviluppo su larga scala delle altre fonti rinnovabili, come il fotovoltaico,l'eolico, la biomassa. Quindi regolamentare in questo campo è necessario.
Siamo in piena disorganizzazione totale in merito alla gestione dei rifiuti residui; si fa l'inceneritore a tutti i costi, è quello che ci è stato detto fino a pochi giorni fa, ma ora vengono a galla le grandi contraddizioni che noi abbiamo sempre evidenziato. Quindi ecco la necessità di un programma politico che veda la gestione della partita dei rifiuti con un approccio radicalmente diverso. E questo nel nostro programma è contemplato: non più rifiuto,ma materia da re immettere nel ciclo produttivo, con notevole risparmio energetico e salvaguardia dell'ambiente. Vogliamo mettere in campo una mobilità che sia sostenibile, non solo economicamente, ma anche ambientalmente.
Ma non di solo ambiente vogliamo parlare; lavoro, scuola e formazione, università, rapporti con le imprese e tra le imprese, per una crescita e uno sviluppo eco sostenibile della nostra economia.
Vediamo la grande opportunità di avere un'autonomia che spesso è stata usata per erogare soldi pubblici in maniera poco trasparente e a volte quantomeno discutibile.Noi intendiamo salvaguardare la nostra autonomia, dando valore agli investimenti pubblici e sostenendo una visione economica diversa da quella che mira solamente all'erogazione di contributi a pioggia. Autonomia che per noi significa opportunità di ricerca su nuove strade per la gestione dei rifiuti, per la gestione energetica, per lo sviluppo agro turistico e per la tutela e la valorizzazione del territorio. Un'autonomia reale al servizio di tutti e per la crescita di tutti.
Proponiamo, quindi, un nuovo modello di sviluppo, un modello aperto alle innovazioni e che abbia un approccio diverso alla gestione delle risorse pubbliche. Un modello trasparente, che valorizzi anche e soprattutto i giovani, che favorisca il ricambio naturale e generazionale anche nei ruoli chiave, sia politici, sia amministrativi della macchina pubblica. 
Il programma presentato oggi è un punto di partenza e non un programma calato dall'alto; è un documento "itinerante", con il quale gireremo per il Trentino per raccogliere critiche, osservazioni, proponimenti e integrazioni, al fine di renderlo il più possibile "un programma per tutti e di tutti". Per prepararci ad una forma di governo diversa e innovativa. Noi proporremo il nostro programma alla gente e alle forze politiche e civiche del Trentino, ribadendo una visione innovativa di un'autonomia vera, innovativa e propositiva, non schiava dei contributi a pioggia, ma interprete di uno sviluppo sociale ed economico per tutti. Con chi saremo? Con tutti coloro che vorranno dialogare con noi e con quelli che condivideranno la nostra visione per un Trentino autonomo che sia promotore di un modello invidiabile, non solamente per la grande disponibilità di risorse avute fino ad ora, ma anche per la qualità di come vengono impiegate queste risorse.

Marco Ianes- co portavoce degli Ecologisti e reti civiche-Verdi Europei

mercoledì 24 ottobre 2012

CONFERENZA STAMPA SABATO 27/10 ORE 10:30 HOTEL AMERICA - TRENTO:


CONFERENZA STAMPA SABATO 27/10 ORE 10:30 HOTEL AMERICA - TRENTO:
Proposte programmatiche aperte ai cittadini del nuovo soggetto politico "ECOLOGISTI E RETI CIVICHE-VERDI EUROPEI" per il governo della provincia di Trento.
Noi presentiamo il programma, che porteremo in giro per la provincia di Trento, dialogando con i cittadini! Altri mirano a spartirsi "le careghe"!

Qualcuno pensa a chi farà il presidente della provincia, noi, invece, vogliamo parlare prima di programmi e poi di persone!!!

Ecco perché SABATO 27/10/2012 ORE 10:30 presenteremo il programma da sottoporre al vaglio dei cittadini; da sabato partirà il nostro viaggio per la provincia di Trento, con incontri e dibattiti, per raccogliere le opinioni della gente sul nostro programma, al fine di tradurle nel programma definitivo con il quale vorremmo presentarci per le prossime elezioni provinciali a Trento.
 Un programma costruito dai Trentini, con i Trentini e per i Trentini.
Programmi prima e persone poi!.

Marco Ianes - Portavoce Ecologisti e Reti Civiche- Verdi Europei.



giovedì 13 settembre 2012

Follia é continuare a fare le stesse cose...


Follia è continuare a fare le stesse cose, aspettandosi un risultando diverso. Albert Einstein.

E da qui vorrei partire, per una riflessione ad ampio raggio, sul modello di impostazione politica che la nostra società continua a perseguire. 
Assistiamo, quotidianamente, alla rappresentazione quasi teatrale direi, di una politica avulsa dai programmi futuri, invece imbastita sul personalismo dei soliti soggetti. Il tutto avviene a livello nazionale, con la ricerca dei futuri premier, oppure qui da noi, nel dibattito perenne sul successore alla presidenza della provincia. Nulla di nuovo sotto il sole, di programmi che identifichino percorsi innovativi per risolvere i problemi della disoccupazione giovanile, oppure della mancanza di crescita economica, se ne parla davvero poco. Anche gli approcci politici ad un qualche accenno di programma, presentano poco o nulla di innovativo. Pressione fiscale sempre elevata e sui soliti facili soggetti,tagli secchi e lineari sui soliti facili capitoli di spesa, quali la scuola o la ricerca, solo per citare un esempio a caso. Non sentiamo parlare di misure reali e drastiche contro l'enorme evasione fiscale, che ha in serbo numeri da manovra finanziaria, non si sente parlare di incentivi alla scuola e alla ricerca,  ignorando che un paese che taglia fondi sulla formazione della propria gioventù, è un paese destinato al declino inesorabile. Si continua a perseguire con i soliti metodi di proposte politiche che antepongono la forma individualista del leader da seguire, piuttosto che individuare percorsi innovativi che mettono al centro un programma di sviluppo realmente sostenibile. Sinceramente, credo che molte persone stiano valutando se andare a votare oppure no, proprio perché ci si rende conto dell'assenza di programmazione e dell'assenza di una visione futura nuova e sostenibile. Chi avrà il coraggio di parlare seriamente di proposte, senza anteporre un nome o un partito? Perché i giornali non lanciano un concorso di idee su future visioni per una nuova società credibile e sostenibile? Perché si preferisce dare ancora spazio ai nomi, prima che ai programmi? Ecco, mi piacerebbe leggere nei prossimi giorni, che qualche organo di stampa ha aperto uno spazio, magari accessibile a tutti e non solo ai soliti politici noti,in cui ogni cittadino di buona volontà può inserire idee e proposte per il futuro. Anche con questi metodi di stampa innovativa, magari , si potrebbe cominciare a cambiare qualcosa! Ma,forse, questa è utopia o semplice illusione.


Marco Ianes
www.marcoianes.blogspot.com
www.politicatrentina.blogspot.com
E-mail: marco@marcoianes.net

venerdì 20 luglio 2012

CRISI ECONOMICA DEL SISTEMA, DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA E DEL LAVORO: COME USCIRNE?


CRISI ECONOMICA DEL SISTEMA, DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA E DEL LAVORO: COME USCIRNE?

Il mio intervento al convegno CGIL del 17/07/2012.

 I temi del dibattito odierno rappresentano i problemi quotidiani di tutto il Paese, compreso il nostro Trentino; problemi che troviamo presenti in ogni momento della giornata, in ogni attività e che coinvolgono tutti gli attori della vita sociale ed economica del Paese stesso.

Sono, quindi, temi sui quali è sempre necessario discutere e analizzare proposte, idee e percorsi da intraprendere per cercare di trovare risposte sostenibili e, soprattutto, credibili.
Su questi due ultimi termini vorrei soffermarmi un attimo  e proporre qualche riflessione.
Sostenibilità e credibilità.
Il sistema su cui si basa l’attuale economia del Paese, ma oserei anche dire del mondo intero, così com’ è strutturato, non è più sostenibile. Al di là delle opinioni personali, questo è diventato un dato oggettivo e difficilmente confutabile. È un sistema viziato da speculazioni fortissime su investimenti finanziari che, molto spesso, si rivelano delle vere e proprie “bolle” che esplodono in mano agli investitori stessi; non a tutti, ovviamente; coinvolgono i piccoli risparmiatori che si vedono defraudati di risparmi di una vita e, invece, permettono agli squali della finanza di speculare ed arricchirsi sempre più; è un sistema non più sostenibile, perché  si basa su un modello si sviluppo superato; si basa sullo sfruttamento delle fonti di energia fossili, che sono in via di esaurimento e stanno causando danni ambientali pesantissimi e costosissimi; un modello di sviluppo basato su scambi finanziari che mettono in secondo piano il benessere dei cittadini e dei lavoratori; un modello di sviluppo che ha al centro lo sfruttamento delle risorse per il mero profitto di pochi, sfruttando il lavoro della maggioranza delle gente, costretta, tra l’altro, poi a dissanguarsi per sostenere il sistema stesso. Siamo in mano alle agenzie di rating, che guarda caso, regolano i flussi economici del mercato finanziario, declassando un Paese che si sta dissanguando per tentare di risanare i conti pubblici. Le stesse agenzie di rating che hanno conflitti di interesse enormi, dato che forniscono consulenze a moltissimi investitori nei mercati finanziari che loro stesse dovrebbero tenere monitorati.
Ne è un esempio la crisi economica partita negli Stati Uniti, con le banche che erogavano mutui a chiunque, senza verificarne l’effettiva sostenibilità da parte dei soggetti sottoscrittori; questo ha dato l’avvio ad un effetto domino difficilmente arrestabile. Questo è solo un esempio di mala finanza, poiché il sistema vero e proprio è basato su meccanismi poco virtuosi, che incentivano la speculazione finanziaria, per esempio favorendola con tassazioni che, definire “leggere” è veramente risibile. Si preferisce tassare il lavoro diretto rispetto alle speculazioni finanziarie!
Che dire, poi, di un sistema che permette a molti evasori fiscali di esportare denaro in maniera illegittima verso paradisi fiscali e, poi, predispone scudi fiscali che permettono il rientro di questi denari con tassazioni assurdamente irrisorie e con la garanzia di impunità per questi evasori? Quale sostenibilità e credibilità possiamo vedere in un sistema simile? Potrei citarne un’infinità di esempi come questi, di condoni fiscali perpetuati negli anni, che sanno di presa in giro per tutte le persone oneste che lavorano e pagano le tasse;
come possiamo, poi, parlare di sistema sostenibile, quando abbiamo costi della politica che sono incomprensibili e ingiustificabili? Guardate, non è una caccia alle streghe, quella di dire che il sistema politico costa troppo per il nostro Paese; e qui non si tratta di parlare di stipendi o indennità dei vari rappresentanti  politici; questa voce è solo la punta di un iceberg gigantesco! Sotto la punta di questo iceberg, ci sono una miriade di costi occulti, quali, ad esempio, enti inutili che sono sostenuti e tenuti in piedi solamente perché rappresentano dei bacini di voti perenni per il politico di riferimento, che ne tiene alta la bandierina. (esempi:Ente nazionale gente dell’aria, dell’Istituto nazionale per le case degli impiegati dello Stato costituito nel 1924 o dell’Ente nazionale per l’addestramento dei lavoratori del commercio (questo per non parlare della Cassa conguaglio zucchero o dell’Ente Colombo, quello di Genova 1992).
Come possiamo credere ancora in un sistema che permette a dirigenti pubblici di andare in pensione e il giorno seguente affida incarichi di consulenza alle stesse persone, con le stesse funzioni di prima? Quale credibilità può avere un sistema che continua a perpetuare la presenza in Parlamento, o anche nelle rappresentanze periferiche, delle stesse persone da 15, 20 o 30 anni?  Che futuro può dare ad un paese una classe politica che non sa generare il giusto ricambio generazionale?
Viviamo momenti duri e, per molte aziende e lavoratori, non ci saranno grandi prospettive di miglioramento a breve tempo; si continua a prelevare dalle tasche della gente comune, dimenticandosi che esistono possibilità diverse per reperire denaro utile per il risanamento dei conti pubblici e per investimenti credibili e sostenibili. Non troverei nulla di scandaloso , ad esempio, in una tassa patrimoniale equilibrata; non una tassa di classe, ma una tassa sui patrimoni; non è reputata scandalosa  nemmeno da chi  guida il settore industriale, ma perché quindi non viene considerata? Troverei degno di un Paese che si definisce civile, dare forza e vigore ad una lotta all’evasione fiscale credibile e sostenibile; per esempio confrontando i tenori di vita di alcuni personaggi con la loro dichiarazione dei redditi e trovare i motivi, magari anche giustificabili, di una divergenza così evidente. Oppure definendo parametri di tassazione equa sui proventi finanziari, magari detassando, invece, i proventi dal lavoro primario, quello cioè che determina il sostentamento delle famiglie.
Investire su formazione e ricerca, dovrebbe essere uno dei punti cardine di un sistema di sviluppo che torni a mettere al centro il benessere dei cittadini, il lavoro serio e dignitoso per i cittadini; siamo invece schiavi dello spread e dobbiamo rincorrere un debito pubblico che è ormai perennemente fuori controllo.
Questa crisi che imperversa, però, ha portato a galla anche alcune possibilità per intraprendere percorsi diversi e più virtuosi, nell’ambito della sostenibilità e della credibilità. Penso, ad esempio, al settore industriale della green economy; di questo settore sento parlare positivamente tutti gli esponenti politici, di tutti i colori e di qualsiasi provenienza; però, nei fatti, assistiamo ancora al sostentamento del vecchio modello economico, che sostiene le lobbies del petrolio e del gas, le grandi multinazionali del settore energetico che vogliono mantenere il controllo sullo sviluppo di questo nuovo modello, limitandolo e calmierandolo, per poterlo gestire a proprio uso e profitto.; ( esempio: Enel che critica gli incentivi al fotovoltaico, poiché ha accusato introiti minori per il settore vendita energia del 4-5%, salvo averne sfruttato la convenienza con ENEL GREEN POWER, tramite la costruzione di grandi centrali a terra, incentivate dal 2° conto energia: tutto bene finché ci guadagnano loro, ma quando è il semplice cittadino ad avere la possibilità di prodursi l’energia, si trovano mille ostacoli burocratici per limitare o ritardare le connessioni in rete degli impianti privati). Anche qui un modello di gestione che denota un grande conflitto di interesse: il più grande distributore e venditore di energia italiano che è anche il gestore della rete a cui devo collegare la maggior parte degli impianti di produzione!
E siamo ancora alla credibilità di questa politica, che a parole vuole sostenere la green economy, ma nei fatti continua a perpetuare incentivi a chi produce energia con l’incenerimento dei rifiuti, incentivi a chi usa fonti fossili, che al nostro paese costano tantissimo, poiché siamo costretti ad importarle. M i soffermo su un piccolo esempio pratico: quale credibilità può avere  un Paese che, nel giro di un anno e mezzo ha emesso 3 rivisitazioni del sistema di incentivazione per lo sviluppo del fotovoltaico? Parliamo di rivisitazioni strutturali, non di piccoli ritocchi. Ditemi come è possibile per le aziende, programmare investimenti in un  progetto di rivalutazione energetica, senza una stabilità di riferimento legislativo? Ebbene, ecco qui che torna il concetto di credibilità di ciò che politicamente un Paese vuole fare per uno sviluppo sostenibile; zero credibilità per gli investitori, scarsi investimenti che si traducono in posti lavoro persi o non incrementati, in un settore che, invece, sarebbe in forte sviluppo e rappresenterebbe davvero un percorso nuovo dal punto di vista della sostenibilità economica e ambientale. Si vuole sostenere la green economy, ma non si parla di progettazione del rinnovamento della rete elettrica nazionale, vero tallone di Achille del nostro sud! Abbiamo impianti eolici incentivati, nel sud Italia, che sono costretti a lavorare al 40-50% della loro potenzialità, perché nelle zone in cui sono stati installati, le linee elettriche sono obsolete o inadeguate; e qui, possiamo introdurre lo sviluppo delle infrastrutture; quali infrastrutture sviluppare in Italia? Ma certamente il ponte di Messina, che risolve i nostri problemi!! In un paese che si definisce avanzato e sviluppato, manca un vero e proprio piano energetico nazionale, che preveda il risanamento delle infrastrutture, investimenti seri e ben calibrati sull’uso e l’incentivazione delle fonti di energia rinnovabile (eolico,fotovoltaico, idroelettrico, biomassa….); un sistema energetico che ci permetta di limitare e calare sensibilmente la dipendenza dalle fonti fossili, con ovvi benefici anche per il nostro ambiente.
La domanda posta – COME USCIRNE?-  non ha certamente una facile risposta e,qui, non si può certo pretendere di dare risposte esaustive e nemmeno si può ambire ad avere la classica bacchetta magica che tira fuori dal cilindro la soluzione a tutti i problemi; tuttavia, alcuni temi fondanti per rigenerare un percorso vecchio e stantìo, ci sono e sarebbe bene cominciare davvero a valorizzarli.
-        Sviluppo reale della Green economy: in questo settore entrano una serie di attività che, molto spesso, vengono confuse solamente con lo sviluppo del settore fotovoltaico o eolico; ebbene, in questo macro settore, entrano una serie di filiere industriali che potrebbero davvero essere il nuovo motore di una nuova e  piccola rivoluzione industriale, che potrebbe mettere in campo nuovi percorsi di investimento, nuovi posti di lavoro, con conversioni industriali di stabilimenti che, in questo momento , sono a rischio di chiusura; penso, ad esempio allo sviluppo delle nuove tecnologie di gestione dei rifiuti, dove si prevede il quasi totale reimpiego delle componenti essenziali dei vari materiali : plastiche, carta e cartone, metalli…; queste nuove industrie potrebbero aprire le porte ad una gestione eco-sostenibile del problema rifiuti.
-        Sviluppo di un sistema fiscale che premi le attività imprenditoriali ed i lavoratori che sono in regola con il fisco e penalizzi fortemente gli evasori fiscali; non ci può essere impunità per chi evade le tasse; ma questo deve diventare un momento culturale importante: il concetto che pagare le tasse è necessario per lo sviluppo e la crescita del paese, deve essere coltivato anche nella formazione scolastica di ogni cittadino; per contro, però, è necessario ridare fiato a chi le tasse le paga veramente, cominciando ad alleggerire la tassazione, permettendo così alle famiglie di riappropriarsi di una capacità di acquisto adeguata;
-        Ridare credibilità alla politica: e questo è davvero un nodo cruciale per il nostro Paese. È necessaria una nuova legge elettorale che permetta l’elezione diretta dei rappresentanti politici; i cittadini devono sapere che faccia hanno gli amministratori ai quali affidano la gestione del Paese; inoltre, è davvero vincolante, per la credibilità della politica, limitare il numero di mandati, a tutti i livelli; si eviterebbero fenomeni di accentramento del potere e si favorirebbe la crescita e lo sviluppo di giovani leve.
Ovviamente, questi sono solo alcuni spunti sui quali dovremo lavorare tutti, indistintamente; chi non crede in questi percorsi nuovi o, peggio, fa finta di crederci, coltivando l’idea di proseguire imperterrito sui vecchi sentieri, dimostra di non aver capito che siamo arrivati davvero molto vicini al baratro; risalire la china sarà possibile, ma solamente con metodi nuovi e diversi, con una politica realmente credibile e sostenibile, fatta di fatti e non promesse vacue.
Ci sono molte realtà che stanno cercando di proporre sistemi diversi, percorsi nuovi per una politica credibile e sostenibile; non è facile trasmettere nuovi concetti, nuove idee, nuovi percorsi; non è facile coinvolgere le persone , che sono molto amareggiate e letteralmente schifate da questa politica per nulla credibile; non è facile divulgare queste nuove possibilità e questi nuovi percorsi, anche perché, molta stampa non da spazio a idee diverse e a persone non schierate con chi regge il timone di questa nave alla deriva. Molta stampa percepisce contributi dal sistema e, quindi, deve anch’essa prestare attenzione a chi dare spazio; ma, per fortuna, ci sono mezzi che possono arrivare alla gente comune, quali il web o, anche più semplicemente, i vecchi e tradizionali banchetti in piazza; raggiungendo la gente e parlando tra di noi, semplici cittadini, forse potremo dare un valido contributo ad un cambio di modello di sistema che è sempre più necessario ed essenziale. E, questa, contrariamente a quanto sostengono molti politicanti di mestiere, non è anti-politica, ma la vera politica al servizio dei cittadini.
La nuova strada è in salita, tortuosa e impervia, ma solamente percorrendo questa strada, sarà possibile ristrutturare un Paese che appare destinato ad un declino inesorabile, guidato da una classe politica che ha perso ogni contatto con la realtà e con i propri cittadini.


Marco Ianes - Trento