"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


Visualizzazione post con etichetta Trentino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Trentino. Mostra tutti i post

martedì 20 febbraio 2024

MADONNA DI CAMPIGLIO: ANCORA CONSUMO DI TERRITORIO IN NOME DEL DIO SOLDO!

CONSUMO DI TERRITORIO ZERO? 

Solo una farsa!

Dal Fatto Quotidiano: 




Marco Ianes - Trento

sabato 18 giugno 2022

Acqua, una guerra mondiale.

#svilupposostenibile #acqua
La risorsa più importante del pianeta, l’acqua, comincia a scarseggiare davvero. E si continua a progettare sistemi di spreco, come bacini di innevamento artificiale che deviano percorsi naturali alterando ulteriormente l’eco sistema e la biodiversità dei luoghi, inoltre deturpando il paesaggio. Mi riferisco alla folle idea di un bacino artificiale alle Viote. 
E continuiamo anche a perseguire politiche agricole che determinano grandi consumi di acqua, come gli allevamenti intensivi; anche questo grande tema. Si consuma troppa carne. E non è più solo un tema da “animalista”, bensì lo si deve analizzare anche sotto il profilo ambientale e per mitigare i cambiamenti climatici. Ma continuiamo a sostenere economie che hanno generato la situazione attuale, che è fonte di quei cambiamenti climatici che stanno dando i risultati riportati negli articoli come questi, ormai quasi all’ordine del giorno. 
E la politica tace, chi governa non è in grado o non vuole capire che è indispensabile cercare progetti radicalmente diversi.
Qualche proposta esisterebbe. E qualche approfondimento su questi temi ambientali lo proporrò a breve.
Intanto, piano piano, inizia una nuova guerra mondiale, che ci devasterà. La guerra per il controllo delle risorse, acqua in particolare, ma anche idrocarburi, è iniziata. E se non cambiamo, porterà l’uomo alla sua estinzione. Sono pessimista, molti dicono. E quelli che me lo dicono, guardate un po’, sono proprio coloro che hanno in mano il potere. 



giovedì 5 agosto 2021

Il sentiero degli gnomi e altre storie. Nuovo libro appena uscito per parlare di ambiente in maniera diversa.


Una raccolte di fiabe magiche, leggende, ma anche storie in parte vere! Per tutti, dai più piccoli agli adulti per imparare il rispetto del bosco, delle sue creature e della biodiversità che vive in questi posti incantati. Un modo leggere per imparare a rispettare la Natura, per entrare in punta di piedi nel regno degli animali selvatici. 
Se siete interessati qui il link per ordinare il libro: ORDINA QUI IL LIBRO


Marco Ianes - Trento

lunedì 8 giugno 2020

Ultime cose da fare (per ora), per progettare il futuro.

 

Siamo a fine consiliatura, peraltro già da un bel po’ di tempo.

Questa situazione di emergenza ci ha costretto al rinvio delle elezioni, ma ci ha anche consegnato responsabilità che non sono proprio comuni in un periodo di fine mandato.

Abbiamo alcuni passaggi importanti da chiudere, come la variante al PRG e l’assestamento di bilancio.

Due partite importanti per la città, solitamente trattate in piena attività ordinaria, ma questa volta “in deroga” .

Una deroga, però, che determinerà anche la possibilità di cogliere alcuni aspetti progettuali innovativi, che serviranno per tracciare un inizio di un percorso nuovo per la nostra amata città.

Il primo passaggio riguarderà l’adozione della variante al piano regolatore generale della città. Personalmente, lo ritengo un passaggio molto importante, che sicuramente mette ordine a molte zone della città che erano rimaste disordinate. Sul filo conduttore del “consumo territorio zero”, dettato dalla legge provinciale vigente, si è ben proposta la costruzione di questo PRG, che in linea generale mantiene questi criteri. Vi sono, tuttavia, delle criticità dietro l’angolo, che minano la credibilità di questo atto di regolamentazione urbana. 

In particolare a Gardolo, dove si vorrebbe procedere alla lottizzazione di un’area situata di fronte all’incantevole parco di Melta. 

Su questa zona, di pregio agricolo, si vogliono costruire abitazioni con la definizione del co-housing; appartamenti dove far convivere anziani e giovani, in sintesi. 

Progetto interessante, dal punto di vista concettuale, non fosse però, che la zona non si presta certo a simili progettualità. Sia perché troppo lontana dal centro per gli anziani, sia perché fuori dal circuito universitario per i giovani. Ecco perché molti gardoloti sono perplessi e contrari. Ecco perché si teme che, dopo qualche anno di appartamenti vuoti, i costruttori saranno inevitabilmente costretti a trasformarla in zona residenziale classica, vendendo gli appartamenti in maniera tradizionale. 

Ecco perché il progetto non è sostenibile. Spreco di territorio, camuffato da iniziativa sociale, per permettere ulteriore cementificazione. Ecco perché in consiglio comunale sarà battaglia su questo punto. E non solo su questo. In ambito di sviluppo sostenibile, pilastro nelle linee guida di questo PRG, c’era il bacino per innevamento artificiale sulla piana delle Viote del monte Bondone. 

È vero, in commissione urbanistica lo abbiamo stralciato, ma in consiglio c’è già chi pensa di riproporlo con centinaia di emendamenti, per ricattare la maggioranza per poter portare in approvazione il PRG. Un bacino alle Viote non ha senso, per motivi ambientali, dato che a 1500 metri di altitudine, con i cambiamenti climatici in atto, le condizioni per la neve saranno sempre peggiori; ma non ha senso nemmeno economicamente, perché non si ripagherà mai. Se proprio vogliamo ragionare per trovare un compromesso intelligente, valutiamo la riqualificazione del bacino già esistente presso Mezavia; costi e benefici, anche qui da valutare seriamente.

L’ultima partita che andremo a giocare, sarà l’assestamento di bilancio, che vedrà risorse significative da destinare alla città.

Anche qui, ci sarà discussione molto forte, tra correnti di pensiero che vedono questa opportunità come l’occasione per iniziare una progettualità diversa per il futuro, contro logiche meramente elettoralistiche che, invece, pensano sia meglio distribuire a pioggia contributi a cittadini e imprese, significativamente colpiti dalla situazione economica attuale. 

Ovvio ed evidente che chi governa la città ha ANCHE il dovere di valutare questa seconda problematica; ma lo si deve fare, però, senza la finalità di accontentare tutti perché a settembre si vota e fa comodo farsi amici gli elettori.

Credo sia necessario prendere coscienza che a settembre, con la ripresa totale delle scuole, il servizio di trasporto pubblico sarà in ginocchio, se permarranno le restrizioni previste. 

Ecco perché è indispensabile stanziare fondi rilevanti per progettare una mobilità sostenibile, ecco perché, con il collega Brugnara e gli altri firmatari, abbiamo redatto una mozione apposita, tematica, che siamo riusciti a far approvare.

 Però, è necessario anche dare seguito economico a questa proposta, perché senza gli opportuni investimenti rimarrebbe solo su carta. Nell'assestamento di bilancio che come maggioranza di governo cittadino stiamo progettando, ci sono tutti i giusti elementi di equilibrio per rilanciare la città. Sostegni alle società sportive, che perderanno sponsor nei prossimi anni, sostegni alle famiglie, sostegni alle imprese del turismo e agli esercizi pubblici, ma soprattutto investimenti per la mobilità urbana, che se ben calibrati, oltre a mitigare l’enorme impatto di traffico veicolare che comunque avremo, fungeranno da leva economica anche per attrarre un turismo attento all'ambiente.

Se, invece, cederemo a logiche vecchie di dare il contentino a pioggia, come qualche forza politica mi pare sia orientata a fare, avremo perso un’altra occasione, forse l’ultima, per generare un nuovo corso politico per la nostra città.

mercoledì 29 aprile 2020

FASE 2: ascoltiamo anche Madre Natura?

#fase2 #coronavirus #svilupposostenibile Alcune idee per partire con nuova progettualità.
Propongo un articolo, pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano.

Dal Fatto Quotidiano:

FASE 2 : ascoltiamo anche madre Natura?


Marco Ianes

domenica 1 gennaio 2017

Rifiuti e inceneritore in Trentino. Anno nuovo, politiche vecchie!

Rifiuti e inceneritore in Trentino: anno nuovo, politiche vecchie.
Mentre arriva la notizia che ISPRA ha classificato il Trentino Alto Adige come seconda regione italiana a livello di raccolta differenziata dei rifiuti, la nostra provincia provvde ad incenerire il residuo indifferenziato, ricorrendo all'inceneritore di Bolzano. Davvero due notizie in antitesi tra loro. Ma andiamo per gradi, per capire come si sia arrivati  a decidere di incenerire i rifiuti, nonostante la virtuosa raccolta differenziata che raggiunge percentuali elevate.
Correva l’anno 2009, quando il primo bando di gara per l’aggiudicazione della costruzione di un inceneritore a Trento andava letteralmente deserto! Poche le garanzie di poter bruciare quantità rilevanti di rifiuti, data la notevole escalation della percentuale di raccolta differenziata che era stata raggiunta e che, ad oggi, sfiora l’80%. In quegli anni erano attive alcune associazioni (Nimby Trentino, Coordinamento Trentino pulito) che avevano promosso momenti formativi e informativi in merito ad un progetto alternativo all’inceneritore, noto in Trentino come “progetto Cerani”, a nome dell’ingegnere che lo aveva predisposto (qui il link alla pagina dove trovate spiegato il progetto: http://marcoianes.net/1/area_download_939562.html). 
 
La classe politica trentina che era al governo ci classificò come “ciarlatani”, venditori di idee irrealizzabili, sostenendo che l’inceneritore sarebbe stata l’unica via per chiudere il ciclo dei rifiuti in Trentino. Dopo il primo bando di gara sopraccitato, andato deserto perché nessuna azienda di settore intravedeva guadagni interessanti, dato lo scarso residuo indifferenziato da bruciare, arrivò anche la chiusura dei finanziamenti pubblici all’energia elettrica prodotta da incenerimento dei rifiuti; così, il percorso prima definito come “l’unica via percorribile”, venne abbandonato definitivamente dalla politica trentina, che dichiarò che la costruzione di un inceneritore in Trentino non serviva più. 

Non fu certo una scelta dettata da convinzioni ecologiche e ambientaliste, bensì una pura e mera constatazione che tale via non avrebbe dato guadagni sufficienti a sostenerne l’ammortamento economico nel tempo. Comunque, le associazioni ambientaliste avevano vinto una battaglia importante, perché oltre all’impatto ambientale devastante che avrebbe avuto sull’economia agro-turistica trentina, avevano pure evidenziato le gravi lacune economiche che poi, di fatto, si sono rivelate fondate.

 I “ciarlatani”, improvvisamente avevano avuto le prove del loro buon operato. Da allora, però, il problema della “chiusura del cerchio” dei rifiuti è rimasto irrisolto; da una parte una raccolta differenziata che aumentava notevolmente, attestandosi ai livelli attuali che sfiorano circa 80%, dall’altra parte il tema del residuo indifferenziato che rimaneva non gestito e, quindi, portato in discarica.

 In questi ultimi due anni molto si è parlato qui in Trentino di costruire impianti di recupero del materiale residuo; impianti che prevedessero il trattamento del rifiuto con la produzione di CSS (combustibile solido secondario) che certamente ha un mercato, ma sempre si tratta di combustibile ad alto inquinamento (plastiche che bruciano: diossine e nanoparticelle nell’aria che respiriamo) e, ultima novità nel piano rifiuti n°4 del 2014, anche la possibilità di valutare impianti di riciclaggio ulteriore, come proposto dalle associazioni. 

Sembrava che ci fosse davvero un’apertura alle innovazioni tecnologiche “amiche” dell’ambiente; sembrava che, finalmente, l’Autonomia Trentina avesse agito davvero con spirito autonomo e nella direzione giusta di salvaguardia e tutela dell’eco-sistema agro turistico che la provincia di Trento vanta come fiore all’occhiello. Sembrava…perché in questi giorni la provincia autonoma di Trento ha chiuso un accordo con la provincia autonoma di Bolzano; in questo accordo il residuo indifferenziato del Trentino finirà nell’inceneritore già esistente a Bolzano che è in deficit di prodotto e, quindi, abbisogna di materia prima (http://www.ildolomiti.it/ambiente/smaltimento-rifiuti-accordo-raggiunto-fra-trento-e-bolzano).

Si torna all’idea originaria, si torna all’inceneritore. Non a Trento, ma a Bolzano, cioè a soli 50 Km di distanza da dove prima si voleva costruire quello trentino. Praticamente, non cambia proprio nulla! Le quantità di raccolta indifferenziata di rifiuti trentini saranno bruciate e passeranno per il camino che butterà in aria nanoparticelle e diossine che si riverseranno nelle stesse campagne dove si coltivano viti pregiate che danno vita ad altrettanti vini famosi quali, ad esempio, il Teroldego, vero fiore all’occhiello delle aziende vitivinicole trentine.
In aggiunta a ciò, aumenterà il traffico veicolare, dato che i camion trentini viaggeranno verso Bolzano per portare i rifiuti da bruciare; altro aggravio ambientale! 

E tutti tacciono…le associazioni ormai sono disgregate, avendo precedentemente chiuso gli obiettivi; la politica ambientalista trentina praticamente non esiste più, dato che le forze politiche  che pure si erano impegnate nel passato, sono praticamente inesistenti e nulla più organizzano in tema di proposte e dibattiti e manifestazioni. Le associazioni di categoria (contadini, esercenti del turismo) sono in ossequioso silenzio, non rendendosi conto che ciò per cui si erano battute nel passato, ora è stato realizzato; non nel loro giardino, certamente, ma in quello adiacente! Credono davvero che le influenze di tali emissioni stiano alla larga dai propri confini? 

Davvero una tristezza che, alla fine, si sia arrivati ugualmente al risultato che  la politica trentina progettava più di dieci anni fa, cioè l’incenerimento dei rifiuti. Nulla è cambiato, sempre le solite politiche ambientali. Poi ci lamentiamo se il clima cambia, se l’inquinamento aumenta, se i tumori dettati da inquinamento atmosferico aumentano (http://www.airc.it/cancro/disinformazione/inquinamento-atmosferico/).

giovedì 17 marzo 2016

SMART CITY : COSA SIGNIFICA? SEMINARIO TECNICO IL 14 MAGGIO ENAIP TRENTINO - VILLAZZANO

SMART CITY : COSA SIGNIFICA?






SEMINARIO TECNICO INFORMATIVO APERTO A TUTTI!
INGRESSO LIBERO.
GRADITA LA PRENOTAZIONE POSTO.
E' POSSIBILE PRENOTARE AL SEGUENTE LINK:


CLICCARE QUI PER ACCEDERE ALLA PRENOTAZIONE ON LINE



Introduzione e moderazione dell’incontro Prof. Marco Ianes – ENAIP TRENTINO


Smart city e territorio urbano. Errori del passato e prospettive per il futuro.
Relatore : dott. Arch. Michele Condini, progettista e urbanista.


Tecnologie per le Smart Cities
Relatore: prof.ing. Maurizio Fauri , Professore associato di Sistemi Elettrici per l’Energia presso il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento.


Trento Smart City: a che punto siamo? Cosa è stato fatto e proposte per il futuro.
Relatrice: Chiara Maule, Assessora con delega per le materie della partecipazione, innovazione, semplificazione e formazione del comune di Trento.


SABATO 14 MAGGIO ORE 9:30 - 12:30 
CENTRO FORMAZIONE PROFESSIONALE DI VILLAZZANO - ENAIP TRENTINO

 

giovedì 11 febbraio 2016

Marcialonga, in risposta a Alfredo Weiss: ma quanto è davvero sostenibile?





Poche righe per rispondere all’intervento di Alfredo Weiss, che mi risponde dal quotidiano L'Adige (11/02/2016).


Che la Marcialonga sia un successo, meritatissimo peraltro, è un dato innegabile, lo dimostrano i numeri e la passione di organizzatori e partecipanti al quale riconosco il massimo rispetto.
Però , rispondendo al signor Weiss, nel mio intervento ho posto l’accento su un altro problema, che esiste e sarà sempre più presente: la scarsità di neve. Dopo la narrazione storica molto elegante sulla Marcialonga, Weiss non risponde chiaramente  sulla sostenibilità ambientale, unico punto che ci divide sulla manifestazione, dato che su tutto il resto mi trova pienamente d’accordo!
In un’ epoca di cambiamenti climatici evidenti e, finalmente, riconosciuti dalla comunità scientifica che si è espressa con un documento forte su indirizzi di conservazione delle risorse idrico-energetiche (COP21), mettere in campo la tradizione di una manifestazione, seppure fantastica e redditizia, appare davvero in antitesi con tali principi e pure fuori luogo, con una visione limitata del bene collettivo e molto egoistica. Nessuno mette in discussione la necessità di dare respiro all’industria turistica, ma ribadisco un concetto importante: è necessario riprogettare la proposta invernale per i decenni futuri. Non guardare oltre e limitarsi a dare una descrizione storica, pregevolissima peraltro, della Marcialonga è solo avere una visione limitata di ciò che sarà il turismo del futuro. Le stesse visioni limitate che contraddistinguono le scelte politiche locali, nazionali ed internazionali in tema di conversione ecologica e di recupero e risparmio energetico. Logiche asservite all’urgenza di coprire una necessità immediata, senza prospettiva, che nascono da una sottovalutazione grave, già nei decenni scorsi, di segnali che Madre Natura ci ha mandato; scelte che trovano linfa nella necessità impellente di coprire necessità immediate, ma che pregiudicano seriamente l’integrità di un ecosistema per il futuro. Continuiamo con la tradizione, va bene così. Chissà se i nostri nipoti o pronipoti ne saranno felici. Ah, già, chissenefrega, tanto noi non ci saremo! 
 
Qui i dettagli sui dati portati dagli organizzatori. Ditemi se sono sostenibili o se è una pura follia: 


Le piste "innevate" della Marcialonga 2016! Sviluppo sostenibile?