"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


giovedì 11 settembre 2014

UCCISA IN TRENTINO L'ORSA-MAMMA DANIZA.

UCCISA IN TRENTINO L'ORSA-MAMMA DANIZA.
COMUNICATO STAMPA:

La morte dell’orsa Daniza per mano umana rappresenta una sconfitta bruciante per il Trentino che si professa ambientalista e rispettoso dell’ambiente.

Ma quale rispetto per gli animali? Quale rispetto per l’ambiente in cui viviamo?
Questo vero e proprio assassinio di un animale giudicato “pericoloso” dall’uomo si ritorcerà contro il Trentino in maniera spaventosa; la responsabilità politica di aver firmato un’ordinanza assurda, ora diventa davvero grave; uccidere un animale perché si comporta come madre natura gli ha insegnato, significa calpestare la natura stessa.
Questa situazione è stata gestita con grande incompetenza e superficialità, sia politica sia operativa, visto che chi ha iniettato il veleno a Daniza ha sbagliato dose, provocandone la morte.
Morte casuale o pilotata? A QUESTO PUNTO NOI ABBIAMO SERI DUBBI SULLA CASUALITA’ E CHIEDIAMO VENGA APERTA UN’INDAGINE PER VERIFICARE LE RESPONSABILITA’, SIA POLITICHE SIA TECNICHE.

Abbiamo depositato tempo fa un esposto sul provvedimento e ancora stiamo attendendo l’esito da parte della procura; stiamo valutando l’ipotesi di presentarne un altro per aprire un’inchiesta sulla gestione della procedura di cattura, che si è trasformata in una vera e propria esecuzione.

Da questo tipo di politica e di gestione superficiale e arrogante di ciò che riguarda la natura, la biodiversità e il rispetto per la vita, i VERDI DEL TRENTINO si dissociano inequivocabilmente e condannano duramente questi percorsi che, inevitabilmente, distruggono anche l’immagine di un Trentino naturalista solo sulla carta.


I portavoce Marco Ianes e Lucia Coppola.

giovedì 21 agosto 2014

#‎iostocondaniza‬ Ma cosa c'è dietro la vicenda dell'orsa Daniza?

#‎iostocondaniza‬ Ma cosa c'è dietro la vicenda dell'orsa Daniza? 



C'è dietro l'intera credibilità di un Trentino che si professa ambientalista, ma poi vuole catturare una mamma orsa colpevole di aver difeso i piccoli, un Trentino ambientalista che, fino a pochissimo tempo fa voleva gestire i rifiuti con un inceneritore, salvo poi quando non più sostenibile economicamente, si rivalutano opzioni che noi ambientalisti avevamo già proposto; un Trentino che si professa a salvaguardia della biodiversità e del territorio, ma che poi vuole rovinare la zona di Serodoli con nuovi impianti di risalita assurdi...è davvero questo il Trentino ambientalista? O forse anche qui prevale la logica di cavalcare l'ambiente e la sua tutela solo quando è fine a fare guadagni? Ecco cosa c'è dietro tutto questo movimento! Lo smascheramento della politica ambientalista "fasulla" e di facciata di molti esponenti politici che governano il Trentino.
In campagna elettorale sono tutti pronti a rimarcare l’aspetto di tutela ambientale, di salvaguardia della biodiversità, di tutela del territorio per una terra, la nostra, che è davvero un gioiello naturalistico e paesaggistico incredibile. Al momento, poi, di prendere in mano programmazioni reali a sostegno di queste grandi e peculiari tematiche, chi governa si scontra con interessi privati enormi, che mettono in campo richieste di investimenti che stridono fortemente con gli interessi della collettività. Penso, per esempio, a Serodoli, dove lo sfruttamento intensivo che si vorrebbe perseguire potrebbe portare ad una svalutazione ambientale della zona, tale per cui la stessa zona potrebbe diventare addirittura poco appetibile ai fini turistici. Sarebbe un assurdo, ma non è un’ipotesi scartabile facilmente.  È solo un esempio di come la gestione dell’ambiente in generale, in Trentino, sia spesso superficiale; si, va bene l’orso, va bene l’aria pulita, va bene il paesaggio incontaminato…però, si potrebbe costruire qui, si potrebbe sfruttare questo…e via così, sempre con un però a cui far fronte! Ecco perché la questione di mamma orsa non è banale; ecco perché Daniza sta diventando un simbolo di un Trentino realmente rispettoso della biodiversità e dell’ambiente. Ecco perché l’ordinanza di cattura andrebbe revocata; perché diversamente il Trentino perderebbe la sua credibilità come terra naturalistica e pura. Ecco perché, chi crede realmente nel rispetto dell’ambiente si è attivato in piazza; non è demagogia e nessun ambientalista privilegia l’animale all’uomo, come qualche politico  ha scritto superficialmente sui giornali; anzi è proprio il contrario; i veri ambientalisti desiderano l’integrazione naturale dell’uomo nell’ecosistema, il che prevede il pieno rispetto del territorio dove vivono gli animali, nonché il pieno rispetto dell’ambiente dove vivono gli uomini.
E questo rispetto andrebbe coltivato e cresciuto con reale convinzione e non solo cavalcato in campagna elettorale; e, purtroppo, troppo spesso anche qui da noi ciò accade.
Che dire della scarsa informazione e formazione sulla biodiversità che esiste in Trentino? Che dire del  Progetto Life Ursus lasciato incustodito, senza cultura dell’informazione nel tempo? È davvero un peccato che chi gestisce il governo trentino non abbia saputo cogliere appieno il senso di questa vicenda; e quel che è peggio, è che si continui ad ignorare quanto peseranno queste vicenda (orsa, Serodoli e molte altre…) sulla credibilità del Trentino come luogo di tutela ambientale. Non vi è nulla di peggio che far passare l’immagine di un Trentino che non riesce a tutelare la biodiversità che lo contraddistingue da molte altre zone del mondo. E in giro sta viaggiando questa immagine. Vogliamo continuare a dire che è colpa dei veri ambientalisti? Ma questi non stanno governando!

Marco Ianes- coportavoce VERDI DEL TRENTINO

ORSA DANIZA:PRESENTIAMO ESPOSTO PROCURA DI TRENTO PER VIOLAZIONE ART 544 TER CODICE PENALE. SI FERMI CATTURA !

#iostocondaniza ORSA DANIZA: BONELLI-VERDI- DECISIONE MINISTERO AMBIENTE VERGOGNOSA. SOPRAVVIVENZA CUCCIOLI NON CERTA !! PRESENTIAMO ESPOSTO PROCURA DI TRENTO PER VIOLAZIONE ART 544 TER CODICE PENALE. SI FERMI CATTURA !

"La posizione del ministero dell'Ambiente sulla vicenda dell'orsa Daniza è semplicemente indecente,vergognosa e incompatibile con l'ordinamento giuridico della Repubblica Italiana. Sono indignato nel leggere che il comunicato del ministero dell'Ambiente che  oltre a dare  l'assenso alla cattura della mamma orsa Daniza afferma che " i cuccioli di orso bruno ,che perdono la madre nella stagione estiva, presentano buone probabilità di sopravvivenza nel medio e lungo periodo ". Lo dichiara il coportavoce dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Quindi secondo il ministero dell' Ambiente per i cuccioli non è certa la possibilità di sopravvivenza ma solo probabile e affidiamo la possibilità di continuare a vivere per i  cuccioli orsi in base alle valutazioni di probabilità dei funzionari del ministero."

"Inoltre va precisato -spiega il leader ecologista-che le buone probabilità di sopravvivenza, sempre secondo il ministero dell'Ambiente, sono legate alla stagione estiva, ma la stagione estiva specialmente in Trentino sta volgendo al termine. Questa decisione del ministero la considero semplicemente e vergognasamente barbara ! In Tirolo alcuni giorni fa delle mucche hanno assaltato dei turisti non vi sono stati abbattimenti e cacce di nessun tipo, ma l'amministrazione ha ricordato che i turisti o chi passeggia devono prendere delle precauzioni e osservare comportamenti preisi che sono previsti nei regolamenti." continua Bonelli.
" I boschi non sono degli zoo e ripeto un bosco senza animali sarebbe come una città senza umani !
La cattura dell'orsa Daniza che ha reagito solo per difendere i suoi cuccioli sarebbe un fatto grave anche perchè verrebbe confinata in un'area recintata e non sarebbe più in grado di tornare nel mondo naturale.- conclude Bonelli-.
"Ritengo alla luce anche della nota del ministero dell'Ambiente che non garantisce la certezza della sopravvivenza dei cuccioli in assenza della mamma che ci troviamo di fronte alla violazione dell'art.544 ter del codice penale e per queste ragioni insieme ai coportavoce dei verdi del Trentino Marco Ianes e Lucia Coppola invieremo un esposto alla procura di Trento chiedendo l'apertura di un'indagine e il blocco della cattura dell' orsa Daniza."

Angelo BONELLI
Coportavoce nazionale dei Verdi

Marco Ianes e Lucia Coppola - portavoce Verdi del Trentino.

martedì 12 agosto 2014

Serve un cambio radicale, direi epocale e culturale.

Serve un cambio radicale, direi epocale e culturale.

Leggo e condivido lo scritto di domenica 10 luglio,del direttore de l'Adige e vorrei inserirmi per ampliare il dibattito e fornire alcuni ulteriori spunti di riflessione.

Nella mia attività professionale riscontro quotidianamente una radicata ricerca "dell'aiutino" pubblico; la prima cosa che mi viene chiesta, quando propongo di investire nel settore energetico, sia per risparmiare, sia per auto produrre il proprio fabbisogno funzionale all'attività produttiva,riguarda la presenza di possibili finanziamenti pubblici. 

Nella maggior parte dei casi ormai i contributi pubblici sono finiti e qui, la stragrande maggioranza degli imprenditori si ferma e tende ad aspettare "tempi migliori". Tempi superati, non solo per la crisi, ma anche perché è necessario ridare piena autonomia alle imprese, senza interagire troppo con interventi economici diretti, che non possono più essere sostenuti dalla collettività.

Nel settore energetico, con particolare riferimento alla produzione di elettricità, molti errori sono stati fatti nel passato. A partire dall'incentivazione smisurata, letteralmente regalata alle lobbies energetiche, con il famoso "secondo conto energia" del settore fotovoltaico; basti pensare che le grandi multinazionali hanno investito miliardi di euro per fare centrali fotovoltaiche, traendo profitti incredibili ripartiti tra gli azionisti, guarda caso magari proprio alcuni di quei politici che avevano preparato il terreno; 0,42 euro per kwh prodotto, cioè una centrale di 2,5 Megawatt può dare circa 3 ML di euro di introiti all'anno, con una spesa iniziale  di circa 4/5 ML; in meno di due anni si è ripagata, dove trovare possibilità migliori di investimento, visto che l'incentivo sarà percepito per 20 anni?

Qui abbiamo attratto investitori per forza! Ma investimenti del tipo mordi e fuggi, senza prospettive per lo sviluppo collettivo. Guadagni e margini assurdi, sostenuti da una politica incredibilmente asservita a queste lobbies che la sostengono a sua volta. Finiti gli investimenti per le grandi multinazionali, sono stati tolti tutti gli incentivi, compresi quelli per i piccoli utenti, che avrebbero invece creato una filiera organica al sistema, garantendo posti di lavoro (le stime a fine 2011 parlavano di 150.000 posti di lavoro nel settore installazioni, letteralmente "bruciati" chiudendo totalmente il sistema di incentivazione e ponendo la parola fine ad una filiera che stava nascendo) unitamente alla possibilità di risparmiare sui costi energetici, diventando autoproduttori.  

Una politica al servizio del bene pubblico avrebbe potuto, invece, creare un sistema incentivante progressivo, mirato agli investimenti piccoli-medi, preservando tali percorsi dalla mera speculazione delle grandi multinazionali, come invece è avvenuto. Ma, la politica di cui vorremmo parlare appartiene al nostro "belpaese"? 

Oggi, come ieri, si ripetono gli errori; in tutto il mondo si comincia seriamente a fare i conti con i costi delle fonti fossili; pensiamo ai paesi arabi, dove vige il monopolio del petrolio; ebbene lì stanno investendo su impianti fotovoltaici per la loro produzione, per risparmiare il petrolio che, invece, vendono a caro prezzo agli occidentali come noi. E gli Stati Uniti, che fanno? Altro paese ad elevata produzione petrolifera che investe miliardi di dollari su eolico e fotovoltaico, preservando il petrolio per gli anni a venire: Obama ha avviato una politica molto spinta sulle energie rinnovabili.

E l'Italia? Nel piano strategico energetico (SEN), lasciatoci in eredità dall'indagato Clini, allora ministro dell'ambiente, si incentivano le trivellazioni off-shore, per ricercare quel poco petrolio presente nei nostri mari; il tutto a servizio, nuovamente,delle multinazionali che vedono così soddisfatte le loro richieste di mantenere il controllo energetico del sistema italiano, a spese della collettività e frenando lo sviluppo industriale, che è costretto a sobbarcarsi spese energetiche superiori agli altri paesi. 

Ma, le nostre coste, ricche di venti costanti, con investimenti relativamente bassi, potrebbero invece vedere lo sviluppo di un eolico off-shore, senza invasioni di trivellazioni eterne che danneggiano i nostri mari; eolico off shore, lontano e non visibile dalla riva, come per esempio avviene in Danimarca, la quale ogni anno in molti periodi raggiunge la piena e totale indipendenza energetica, proprio grazie a tale nuova fonte di energia. Solamente nel settore energia si potrebbero creare posti di lavoro nuovi, nuove prospettive di sviluppo sostenibile, sia ambientalmente che economicamente. 

Ma questi percorsi non trovano sponsor nella politica lobbista, soprattutto quella italiana; forse perché non garantiscono margini di guadagno immediati per pochi "eletti", o meglio, "nominati"? Fatto sta che la nostra Italietta rimane ancora al palo, convinta che le tanto declamate riforme, delle quali ancora si vede poco, possano permetterle di crescere e ripartire.

Siamo illusi se pensiamo di poter sostenere ancora un sistema politico di "piazeróti"; siamo illusi se pensiamo di "gabbare lo santo"; la festa è finita da un pezzo, ma noi dobbiamo ancora rendercene pienamente conto. E, per cambiare il sistema Italia, ci vuole molto più coraggio, a partire dalla base. L'Italia ha in mano il proprio destino e lo può determinare con scelte coraggiose, che privilegino gli interessi comuni, anche togliendo qualche "diritto acquisito" a qualcuno

Ma cominciamo a toglierli dove i soldi ci sono davvero e non dove già si sta raschiando il barile.

La politica per prima deve dare segnali nuovi: nuovo piano energetico nazionale, con priorità a sistemi efficienti e a scarso impatto ambientale, investimenti nell'efficientamento delle strutture, con sgravi fiscali fissi e sistematici per chi investe; e chi fa impresa, si armi di coraggio e provi a percorrere strade più virtuose e metta in conto di avere meno margini ora, per garantirsi un futuro domani. Cambiare mentalità è un passo indispensabile, per pensare di far cambiare la politica, che da sola certo non cambierà.
Marco Ianes
Co-portavoce Verdi del Trentino.

domenica 20 luglio 2014

Aria fresca, nuovi percorsi,nuovi obiettivi reali nuovi elettori per una nuova politica.

Aria fresca, nuovi percorsi,nuovi obiettivi reali nuovi elettori per una nuova politica.

Mentre la vita reale scorre inesorabile, con la crisi economica che attanaglia le famiglie e le imprese e con
la crisi etica che, invece, avvolge molti partiti, la politica trentina ha deciso di operare con i soliti metodi tradizionali, per le molteplici decisioni prese anche negli ultimi tempi. 

Perché innovare e cambiare se, tanto, si va avanti lo stesso? 

Perché cambiare metodi e introdurre percorsi diversi, più trasparenti, se tanto alla  fine la cittadinanza vota nuovamente le stesse persone e gli stessi partiti?

In effetti, questi ragionamenti hanno una logica "matematica" ineccepibile; i segnali che i cittadini danno agli eletti sono di conferma totale e condivisa sul loro operato, anche se, ormai da decenni, si nominano dirigenti e consigli di amministrazione quasi unicamente guardando alla tessera di partito, anche se si perdono tempo e soldi per discutere di toponomastica (a Trento)su come intitolare un parco, piuttosto che parlare di come risolvere la questione della sicurezza dei cittadini che transitano nel parco stesso, anche se abbiamo uno dei maggiori siti inquinati in Europa (area SLOI) e, da oltre vent'anni non se ne parla più e le rogge che transitano sotto tali siti potrebbero portare l'inquinamento in tutta la città; ma poco importa per la politica locale, basta non sollevare la questione, soprattutto in questo periodo; perché? 

Ma ovvio, non si può mica mettere sottosopra una città per sistemare le rogge pericolose nella fase pre-elettorale! I cittadini  sarebbero infastiditi dal disagio e non voterebbero certo dei politici che si attivano per bonificare la città, generando confusione per scavi vari! E allora avanti così, a parlare inutilmente di vitalizi per mesi e mesi, senza ottenere assolutamente nulla, se non l'ennesima conferma di privilegi dati ad una casta intoccabile, che comunque è legittimata dai cittadini votanti; gli stessi che si lamentano, ma poi non sentono il bisogno di aria fresca, di volti nuovi e diversi e, quindi, confermano la fiducia in coloro che continuano ad adottare i soliti metodi.

Ogni popolo ha la classe politica che si merita; noi rimaniamo con la nostra attuale; per quanto tempo ancora legittimeremo questi percorsi?Per quanto tempo ancora non presteremo attenzione ai programmi proposti, ma daremo il nostro voto al candidato che ci garantisce "il piazeròt"privato? 

Per quanto tempo saremo in grado di continuare a sostenere consigli comunali e provinciali che privilegiano discussioni infinite su temi assurdi, invece che prendere decisioni importanti per il bene collettivo? Un'altra tappa importante è in avvicinamento: i rinnovi dei consigli comunali. Anche qui, ne vedremo delle belle; saremo in grado, come cittadini, di valutare proposte serie di rilancio delle nostre città, con una vivibilità urbana seria che non è stata nemmeno sfiorata nella presente consigliatura comunale (PUM), con un piano della sicurezza reale e applicato, con un piano di sviluppo economico, energetico,culturale e ambientale, davvero sostenibile? 
Se, come cittadini , staremo attenti veramente ai programmi, superando le logiche attuali di sostegno ad una politica avulsa dal bene comune, ma asservita agli interessi di pochi, allora qualcosa potrebbe davvero cambiare; se guarderemo ai programmi, prima ancora che ai partiti e ai personaggi, allora potremmo cambiare; diversamente, legittimeremo, per l'ennesima volta, una politica vecchia, fuori da ogni possibilità di sviluppo futuro. A noi cittadini il compito di cambiare le cose; con estrema semplicità: leggiamo i programmi  politici veramente, con spirito critico, con interesse collettivo. Molto semplice, molto realistico, nessuna utopia, ma solo politica reale, dal basso veramente questa volta. E questa davvero potrebbe essere una nuova forma di democrazia diretta, realmente applicata; una ventata di aria fresca reale, che porti novità anche da parte dei cittadini, che potrebbero dimostrare di meritare una classe politica diversa. Perché è vero che meritiamo una classe politica diversa, ma dobbiamo meritarcela!

Marco Ianes – coportavoce VERDI DEL TRENTINO.

martedì 1 luglio 2014

Piano provinciale dei rifiuti: si ragiona su ampie prospettive aperte a tecnologie sostenibili.



Piano provinciale dei rifiuti: si ragiona su ampie prospettive aperte a tecnologie sostenibili.

Il Trentino deve chiudere il ciclo dei rifiuti e lo può fare in maniera sostenibile. Nel prossimo quarto piano provinciale dei rifiuti, abbiamo proposto alcune rettifiche, che qui riassumo:
-         inserimento, nelle tecnologie ammesse alla chiusura del ciclo dei rifiuti, anche del trattamento di produzioni di materie plastiche da rifiuto, sulla base indicativa del famoso "progetto Cerani", senza alcuna preclusione e in alternativa al percorso di produzione di CSS, che rimane pure una strada possibile da percorrere, ma non l'unica; in sostanza, se arriva un'azienda che si propone di sviluppare tale percorso, a parità di costi o a costi inferiori della produzione di CSS, la provincia sarebbe disponibile ad optare per tale soluzione;

-          sviluppo di un sistema informativo aggiornato, dopo l'approvazione del piano, che coinvolga maggiormente comunità straniere e, soprattutto, il mondo della scuola.

-     spostamento al primo posto, in ordine di valenza, nel piano, del concetto di "riduzione alla fonte", incentivando politiche di riduzione dei rifiuti in fase di emissione.

La discussione tecnica avuta con i funzionari preposti ha determinato una notevole apertura nei confronti della nostra proposta,  che, sostanzialmente, è stata accolta in quasi tutte le sue istanze.

È  stata evidenziata  la questione del sito dello stabilimento, che noi suggerivamo di locare nell’area Whirlpool, ma i tecnici provinciali rimangono perplessi, poiché lì potrebbero esserci problemi di altra natura, quali una certa incompatibilità con la zona di Spini, che presenta un incremento  abitativo considerevole e, quindi, eventuali odori fastidiosi potrebbero generare gravi disagi. Da qui,  la provincia preferirebbe costruire un sito nuovo a Ischia Podetti, vicino alla discarica, la quale rimane come sito strategico per assorbire sbilanciamenti del sistema di gestione dei rifiuti.
Ma, anche su questo punto, assessore e tecnico si sono detti disponibili a riparlarne in un altro momento, quando determinata la via da seguire ed i conseguenti spazi necessari.

Quindi, che succede? Che finalmente la provincia di Trento ha preso atto che è necessario aprire le possibilità di offrire soluzioni tecniche e ambientali al passo con i tempi, senza preclusione alcuna. In buona sostanza, chiunque si proporrà per gestire il residuo indifferenziato, presentando un piano sostenibile ambientalmente  e, ovviamente, anche economicamente, potrà seriamente ambire ad acquisire la gestione del ciclo di chiusura dei rifiuti.

Questa nuova fase mette in risalto un approccio diverso da parte delle politica, che non determina più “a porte chiuse” cosa fare con i residui dei rifiuti e a chi attribuire tale incarico, bensì lascia campo aperto ad ogni tecnologia possibile, purché sostenibile dal sistema.

Direi che è un grande risultato di apertura al confronto, auspicato dalle associazioni ambientaliste  e da alcune forze politiche che, per anni, hanno sostenuto vie diverse dall’incenerimento dei rifiuti e che hanno portato la politica a rivedere le proprie decisioni.
Ora, la palla passa ad imprenditori  del settore, nella speranza che ci sia qualcuno interessato a proporre, a tariffe sostenibili dalla collettività, sistemi all’avanguardia e che diano le sufficienti garanzie di continuità nel tempo. Sapranno, queste imprese, cogliere la sfida per la quale molte associazioni, affiancate da alcune forze politiche,  si sono battute negli anni scorsi? La politica ha fatto i passi che doveva, seppure in ritardo, ma li ha fatti! 

Ora, tocca a loro dimostrare seriamente che si può fare economia in maniera sostenibile e agli stessi costi, o magari anche inferiori, delle tradizionali vie precedentemente proposte e “imposte” , ma tenacemente contrastate. Si apre una nuova possibilità, speriamo possa essere colta, dopo anni di discussioni sul tema. Questa sarà la prova della verità e, noi stessi sostenitori di percorsi diversi, ci attendiamo risposte coerenti dalle imprese che propongono i sistemi che abbiamo sempre sostenuto.

Marco Ianes 

mercoledì 18 giugno 2014

Ancora errori nella gestione dei rifiuti in Trentino! E NOI PAGHIAMO!!!

FARESTI UN INVESTIMENTO DI MILIONI DI EURO IN UNO STABILIMENTO INDUSTRIALE CHE PRODURRA’ UN OGGETTO CHE NON SAI NEMMENO SE HA UN MERCATO E DANNEGGIA AMBIENTE E AGRICOLTURA LOCALE?

Una persona normale, coscienziosa e previdente come te, certamente no!

Ma la PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, invece, sì!

I VERDI DEL TRENTINO INCONTRANO I CITTADINI CHE VOGLIONO DOCUMENTARSI PER SPIEGARE COSA SI VUOLE FARE CON I RIFIUTI IN TRENTINO SPENDENDO SOLDI NOSTRI INUTILMENTE E IN PERCORSI OBSOLETI.

NOI PROPONIAMO UN’INVESTIMENTO DIVERSO, PIU’ SOSTENIBILE E PIU’ REDDITIZIO! MA, NON CI ASCOLTANO!

E TU, CITTADINO TRENTINO, VUOI PAGARE SENZA CAPIRE, O VUOI ASCOLTARE UNA VALIDA ALTERNATIVA?

Passa al gazebo e sarai informato! Potrai parlare direttamente con noi e capire la nostra proposta.

Sabato, a Trento, in via Manci dalle 9:30 alle 12:30
Marco Ianes - Trento

domenica 8 giugno 2014

Territorio e ambiente da tutelare: ma se la politica è sempre uguale...


Bell'articolo del direttore de L'Adige su tutela del territorio e dell'ambiente.
Sotto l'immagine la mia riflessione che ho inviato al direttore stesso ( non so se la pubblicherà...).


Caro Direttore, mi permetta  di esternarle la mia piena e totale condivisione nel suo editoriale di domenica, in merito al recupero e alla riqualificazione del territorio.
La sua analisi mi apre la mente ad una riflessione sul mondo ambientalista, spesso tacciato di essere troppo estremista, rispetto a “ visioni programmatiche di sviluppo del territorio e del benessere collettivo” propinate da chi, invece, del  benessere collettivo ha ben poco interesse, avendo in questi anni incentivato, sostenuto e anche sfruttato questo nostro magnifico contesto naturale.

Assisto ormai quotidianamente alle giuste, direi sacrosante, denunce di lesioni territoriali; alcuni esempi: Serodoli per l’innevamento delle piste, volontà di abbattimenti di alberi secolari e maestosi in quel di Madonna di Campiglio in un parco urbano di immensa bellezza, lo smembramento del parco delle Stelvio, passato quasi in sordina, la presenza di troppi insetticidi nelle aree coltivate in val di Non; potrei continuare, ma il filo conduttore è sempre uguale; si calpesta il territorio, giornalmente, non si tutelano gli interessi comuni a scapito di quelli di parte; e il tutto denunciato da associazioni di cittadini che credono di riuscire a cambiare le cose, portando il loro messaggio di dissenso e di denuncia. Interessante notare come i cittadini sappiano aggregarsi in un’associazione, quando vengono lesi i loro diritti in merito di tutela ambientale e della salute, salvo poi confermare il loro appoggio politico agli stessi personaggi che hanno determinato le decisioni di questa o quella situazione.

In tutti questi anni il Trentino ha governato il sistema di tutela ambientale e territoriale con enorme superficialità; partiamo dalla gestione dei rifiuti, eternamente incompiuta e gestita con grande disinvoltura e ignoranza tecnica, snobbando associazioni nate per proporre vie innovative; queste associazioni, tuttavia, negli anni sono riuscite a veicolare un messaggio diverso, che alla fine ha portato, ad esempio, a far cambiare idea sulla costruzione di un inceneritore. Ma poi? Gli stessi componenti delle associazioni non hanno certo sostenuto le forze politiche che avevano loro stesse speso idee e intenzioni a loro vicine. La stessa cosa avviene anche per il parco dello Stelvio, il cui smembramento è stato appoggiato, nel quasi totale silenzio, dalle stesse forze politiche che ora governano; proseguendo, il consumo di territorio enorme, che lei giustamente ha messo in bella evidenza, è stato determinato dalle stesse persone e dalle stesse forze politiche che attualmente ci governano. Quindi, come possa essere possibile il cambio di rotta che lei auspica, davvero non saprei individuarlo. Chi si occupa di ambiente e territorio, di recupero edilizio reale e lo fa per lavoro e anche per scelta politica, sa benissimo che non è possibile riconvertire il territorio affidando la programmazione a chi ha determinato la situazione attuale; e non è possibile nemmeno affidare il tutto alle associazioni che hanno il grande limite di vedere solamente l’obiettivo per le quali sono nate, escludendo la visione globale e di insieme, che dovrebbe essere alla base di uno sviluppo armonico e sostenibile del nostro magnifico Trentino.

Chi, invece, come noi, tenta ancora di proporre idee “utopistiche” di conversione ecologica, dove al centro si trova proprio la salvaguardia del territorio, la sua riconversione verso la natura, con lo sviluppo di un’agricoltura realmente biologica e sana, unendo anche un recupero edilizio dell’esistente, per riqualificare ciò che già esiste, forse ora verrà visto come meno sgradito; ma, forse, potrebbe anche essere troppo tardi, non crede? Come mai quando diciamo queste cose proponendoci come sostenitori nelle sedi politiche di questi temi, non ci viene dato spazio? Come mai, ora, ci si lamenta della situazione generata? Forse, lasciare fuori una forza ambientalista dalle stanze del potere, non è stato poi così conveniente, non crede?


Sperando nella pubblicazione di questa mia, la saluto cordialmente.