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"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)
giovedì 27 febbraio 2014
mercoledì 26 febbraio 2014
Incontro pubblico sui rifiuti - VENERDI 28 FEBBRAIO
INCONTRO
PUBBLICO
GESTIONE
DEI RIFIUTI IN TRENTINO
Dibattito,
proposte, confronti
Organizzato dai VERDI DEL TRENTINO, ma aperto a tutti i
cittadini interessati.
Partecipano:
-
Lucia Coppola e Marco Ianes, portavoce dei
VERDI DEL TRENTINO
-
Franca Penasa, Nuovo Centro Destra Trentino
-
Manuel Sosi, Alessio Hueller e Mario
D’Alterio, Movimento 5 stelle
-
Flavia Fontana, segretaria UPT
-
Rodolfo Borga – Civica Trentina
TRENTO
– Venerdì 28 febbraio 2014 – ore 20:30
sala auditorium S.Giuseppe – S.Chiara , via Giusti,35
sala auditorium S.Giuseppe – S.Chiara , via Giusti,35
Gli ospiti presenteranno le loro
proposte in tema di gestione dei rifiuti; seguirà un dibattito aperto a tutti i
presenti, in cui ogni cittadino potrà esprimere pareri e proposte o fare
domande.
Il dibattito è organizzato dai VERDI DEL
TRENTINO, ma non saranno esposti loghi o bandiere di partito, poiché si vuole
creare un clima di massima apertura al dibattito, senza preclusioni e/o
pregiudizi. Tutti sono invitati a mantenere un rapporto di massimo rispetto
verso qualsiasi posizione sarà espressa nel corso del dibattito, al fine di
creare un clima di confronto serio e costruttivo.
venerdì 21 febbraio 2014
Gestione dei rifiuti in Trentino e solite politiche vecchie!!!
La commissione ambiente della provincia autonoma di Trento
ha ascoltato la proposta dell’assessore Gilmozzi, in merito all'aggiornamento
del piano provinciale dei rifiuti. L’assessore, accompagnato dall’ingegner
Nardelli, ha esposto il piano che già aveva spiegato in una riunione di
coalizione del centro sinistra autonomista. Prendiamo atto che si vuole
proseguire senza ascoltare alternative, senza creare un dibattito, senza aprire
alla ricerca della soluzione migliore, ma anzi imponendo un sistema produttivo
che non è nemmeno certo di trovare un mercato. Nella riunione di coalizione avevamo
presentato la nostra proposta alternativa, poi pubblicizzata anche con
conferenza stampa dedicata e divulgata sui giornali e in TV (la trovate sul
sito:www.verdideltrentino.net). Notiamo che la nostra proposta è stata bollata
dall’ingegner Nardelli, in un passaggio dichiarativo nel comunicato stampa
emanato dall’ufficio stampa provinciale, come troppo costosa, che chiede spazi
troppo grandi e che implica un livello occupazionale troppo elevato. Per prima
cosa mi piacerebbe leggere le analisi matematiche che supportano tali
dichiarazioni, poiché a me non risultano tali conclusioni; inoltre, mi
piacerebbe analizzare i costi, rapportandoli alla proposta della provincia, che
prevede: costruzione di un nuovo sito industriale dal nulla a Ischia Podetti,
messa in sicurezza della zona per il rischio cadute rocce dalla montagna,
costruzione di un ponte per garantire la viabilità, potenziamento della linea
elettrica di zona. Proseguo, considerando anche il fatto che, sempre a detta
dell’assessore e del suo staff, il prodotto finito CSS non troverebbe
collocazione sul mercato locale (niente cementifici trentini che lo bruciano) e
non si sa ancora dove sarebbe piazzato. Ma che razza di valutazione di mercato
sarebbe questa? Faccio un prodotto e non so nemmeno se riesco a piazzarlo? La
nostra proposta prevedeva, invece, uno stabilimento da realizzare in un sito
già esistente, dato che ci sono una miriade di capannoni dismessi; un’idea
poteva essere il sito Whirlpool, date le notevoli dimensioni e quindi la
capacità logistica di gestire il tutto (qui mi si deve spiegare perché Nardelli
dice che per la nostra proposta ci vuole
un sito grande e invece l’assessore Marchesi del comune di Trento, dice che
il sito Whirlpool è troppo grande!).
Inoltre, la nostra idea prevedeva un ciclo di recupero di materia, che ha già
un mercato individuato, ben consolidato e certo, a differenza del CSS che non
si sa ancora dove piazzare. Inoltre, se il sistema da noi proposto prevede un
livello occupazionale elevato, direi che la cosa potrebbe assumere un
livello di interesse notevole, visto che
abbiamo tanti giovani in cerca di lavoro. O forse, la cosa non desta interesse?
In un momento occupazionale molto grave, che l’ente pubblico non consideri
questo un valore aggiunto, mi pare veramente incredibile! Mi chiedo perché ci si
ostini a voler perseguire strade vecchie, che non hanno futuro e che faranno
spendere soldi inutilmente alla collettività. Sul tema gestione dei rifiuti non
si può certo dire che la provincia abbia dato il meglio di sé, in questi anni;
si continua a percorrere la strada dell’assoluto decisionismo senza senso. Mi
chiedo perché non si voglia coinvolgere la nostra stimata università in un
progetto di analisi e ricerca, mi chiedo perché non si voglia costruire un
dibattito pubblico e un tavolo tecnico con più interlocutori, per poi fare una
giusta sintesi. Troppe cose mi chiedo, me ne rendo conto; ma i trentini perché
queste cose non se le chiedono? Se a qualcuno interessa, ne parleremo in
dibattito pubblico, che organizziamo venerdì 28 febbraio inizio ore 20:30,
presso la sala circoscrizionale S.Giuseppe – S.Chiara, con ospiti vari. Per
capire, per discutere e ragionare, senza pregiudizi e senza attaccare alcuno,
ma per proporre reali alternative più sostenibili e all’avanguardia, ma anche
per ascoltare chiunque abbia volontà di dibattere. Avremmo voluto che il dibattito fosse avviato
dalla provincia, ma pare che le cose, in ambito politico, vengano sempre e solo
decise e calate dall’alto. Noi vogliamo
provare a dialogare e a ragionare su prospettive diverse. Aspettiamo
interlocutori disposti a discutere. Ce ne saranno?
Marco Ianes- coportavoce Verdi del Trentino
domenica 9 febbraio 2014
Siti interesse nazionale: come premiare gli inquinatori!
Siti interesse nazionale: come premiare gli inquinatori!
L'area SIN a Trento Nord.
Nel decreto “DESTINAZIONE ITALIA”, si annida un pericoloso sistema di riconoscimento e “amnistia pagata” verso i soggetti che hanno determinato la nascita dei cosiddetti “SIN”, Siti di interesse nazionale, vere e proprie bombe ecologiche in quanto ad inquinamento ambientale. In tale decreto si permette ai soggetti inquinatori , specificato al comma 5, di accedere a percorsi di riqualificazione del sito, con accesso a sgravi fiscali e contributi pubblici, purché il sito sia stato inquinato prima del 2007. Inoltre, in caso di programmazione di interventi di riqualificazione, oltre ai sopraccitati benefici, il soggetto inquinatore e ora “investitore”, vedrebbe cadere ogni altro onere di carattere sanzionatorio.
Il percorso indicato nel decreto suscita indignazione immediata, se si pensa al concetto che gli inquinatori sono stati quasi sempre società con scarsa attenzione all’ambiente e hanno sfruttato tali siti lasciandoli in pericolosissime condizioni ambientali e di forte rischio per la salute pubblica (questa non è un’opinione, ma è indicato nel documento che identifica i SIN sul territorio nazionale). Ma l’indignazione cresce ulteriormente se si aggiunge il fatto che, gli stessi soggetti, avranno ora la possibilità di godere di ulteriori margini di incremento economico, godendo di contributi pubblici e sgravi fiscali per bonificare il sito da loro stessi inquinato; in aggiunta a ciò, potranno godere ulteriormente di tali siti per edificare o convertire la zona in siti produttivi . Oltre alla spontanea indignazione, vi è però un aspetto importante da non sottovalutare; uno studio dell’ufficio legale della Camera dei Deputati, fatto sul decreto “Destinazione Italia”, in merito a tale provvedimento, evidenzia la forte possibilità di lesione del principio europeo “chi inquina, paga” , sancito nelle direttive europee; tale lesione porrebbe l’Italia, inevitabilmente, in infrazione e quindi farebbe generare un’ulteriore sanzione nei confronti del nostro Paese. Sarebbe una beffa ulteriore per tutti i cittadini, che hanno subìto la presenza di questi siti altamente inquinati e ora si vedrebbero pure vessati dall’attribuzione di contributi pubblici agli inquinatori, sgravi fiscali per gli stessi che godrebbero di ulteriori profitti e, dulcis in fundo, pagherebbero una sanzione salata; il tutto con i soldi dei contribuenti!
Anche a Trento esiste un SIN! L’area SLOI-CARBOCHIMICA, a Trento Nord, è presente nell’elenco dei siti di interesse nazionale (SIN) e quindi pure noi abbiamo questo tipo di problema. Su questo sito si è parlato e discusso molti anni, ma giace ancora lì, nel pieno abbandono e nel totale disinteresse di comune e provincia, che non sanno cosa fare. La situazione di stallo che si è creata in questi decenni è stata tenuta addormentata per evitare di alzare il coperchio della pentola ma ora, con questo decreto che molto probabilmente sarà ,purtroppo, convertito in legge a breve dal Parlamento, è probabile che si risveglino interessi economici molto forti. La preoccupazione che dovrebbe interessare tutti noi trentini è proprio quella di stare attenti a chi prenderà in mano la situazione, di vegliare se i soldi pubblici, i nostri soldi pubblici, saranno usati correttamente per restituire alla cittadinanza un luogo altamente inquinato, in maniera sicura e vivibile, con trasparenza e con senso del “bene comune”. Il pericolo forte e reale è che si inneschino anche qui percorsi poco virtuosi, premianti solo per coloro che hanno inquinato, che vedrebbero vincere, ancora una volta, i loro interessi speculativi dopo aver infranto le leggi. Alla politica spetta la responsabilità di correggere il decreto in Parlamento, anche se sembra molto difficile, poiché sembrano prevalere ignoranza sul tema (pochi deputati sanno leggere nel decreto tali atrocità) e interessi di parte che sostengono anche certi politici romani, quelli che invece hanno letto molto bene il decreto stesso. Ma in Trentino, se è vero che siamo autonomi e se è vero che possiamo e vogliamo fare meglio, saremo capaci di dare un percorso politico coerente con il concetto di “chi inquina, paga”? Speriamo che, almeno qui, contributi e benefits agli inquinatori siano radicalmente banditi. L’immobilismo dimostrato finora non è certamente di buon auspicio, ma gli interessi in gioco diverranno tali da costringere la politica ad analizzare anche qui questi problemi; e qui, vedremo il vero volto ambientalista del Trentino green che dipingono a livello nazionale; cioè vedremo davvero se ci sarà tutela dell’ambiente e, soprattutto , vero senso del bene collettivo. Infine, un appello ai nostri parlamentari trentini: a Roma, portate in evidenza tale devastante percorso che si vuole convertire in legge. Ne va del buon nome dell’Italia, ne va della credibilità di un Paese che sembra sempre più tutelare interessi economici di pochi, a scapito del bene collettivo. Siate portavoce di una visione davvero nuova, portate il pensiero del Trentino realmente virtuoso e che crede davvero in politiche diverse. Se volgiamo credere davvero in un futuro migliore, non possiamo far passare tali provvedimenti fuori da ogni senso logico, ma soprattutto anche fuori contesto europeo.
Marco Ianes – Portavoce VERDI DEL TRENTINOL'area SIN a Trento Nord.
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domenica 2 febbraio 2014
Elezioni di Pergine e ricorso al TAR: a favore della democrazia.
Un caro amico mi ha criticato, perché i VERDI DEL TRENTINO, che rappresento, hanno fatto ricorso al TAR per chiedere l'annullamento delle elezioni di Pergine Valsugana.
Ora, desidero esprimere alcuni chiarimenti:
- per prima cosa, il ricorso non ha nulla a che vedere con chi ha vinto le elezioni, persone degnissime e rispettabilissime, quindi non è rivolto a loro il nostro ricorso.
- Per seconda cosa, segnalo che il ricorso è stato fatto già qualche mese fa e criticarlo ora che il TAR ha sentenziato, mi pare proprio fuori luogo.
- Terzo punto: abbiamo presentato ricorso contro l'attuale legge elettorale, poiché riteniamo che sia incostituzionale il fatto che una qualsiasi forza politica abbia un premio di maggioranza così spropositato, rispetto al reale risultato elettorale.
Ma vi sembra democratico prendere 5 seggi dal popolo elettivo e addirittura altri 9 (cioè ancora di più di quelli realmente guadagnati), per decreto? Vi sembra normale che una forza politica che rappresenta circa il 25% dei votanti, non certo degli elettori, possa avere la maggioranza assoluta, sempre e solo per decreto?
Quindi, da qui deriva il nostro ricorso; riteniamo che la legge elettorale abbia dei presupposti di incostituzionalità e sbagliamo talmente tanto che il TAR ci ha dato ragione! Ed ha ritenuto più che plausibili le nostre motivazioni. Ora, cosa volete che cambi in pratica? Nulla! Solo che abbiamo aperto un dibattito sulla legge elettorale per i comuni e, quindi, la politica potrà dirimere il tutto predisponendo una legge più equa, stabilendo un minimo di quota di maggioranza reale, per ottenere il cosiddetto "premio" aggiuntivo. Assurdo che il premio sia più cospicuo di ciò che si è guadagnato sul campo.
Peraltro, molto probabilmente, la corte costituzionale non arriverà a deliberare prima delle prossime elezioni, quindi l'attuale governo perginese può dormire sonni tranquilli. Ma non vi è dubbio che ci sia la necessità di rivedere le regole del gioco. Noi abbiamo aperto il dibattito, alla politica trovare il giusto ed equo rimedio.
A nulla servono le critiche nei nostri confronti, "colpevoli" solamente di voler garantire un sistema equo e rispettoso dell'elettorato; e questo vale per chiunque vinca le elezioni.
Marco Ianes- portavoce dei VERDI DEL TRENTINO.
La sentenza del Tar (estratto):
Il Tribunale amministrativo di
Trento, ritenendo “rilevante per la decisione del ricorso e non manifestamente infondata la
questione di legittimità costituzionale dell’art. 87, primo comma, lett. h, del
D.P.Reg. 1-2-2005, n. 1/L “Approvazione
del testo unico delle leggi regionali sulla composizione ed elezione degli
organi delle amministrazioni comunali”, in relazione agli artt. 1,
secondo comma, 3 e 67 della Costituzione.” ha sospeso il giudizio sul ricorso per
l’annullamento delle elezioni comunali di Pergine Valsugana e ordinato la
trasmissione degli atti alla Corte costituzionale.
lunedì 20 gennaio 2014
L’AMAZZONIA E IL TRENTINO. Ne parliamo...
Scuola di formazione
politica e culturale
“ALEXANDER LANGER”
sabato 25 gennaio 2014
ore 15 – 18.30
TRENTO
Palazzo della Regione – Piazza Dante – Sala Rosa – 2°piano
L’AMAZZONIA E IL TRENTINO
La più grande foresta pluviale del mondo
e la cooperazione col Trentino
relatrice
Chiara TOSI
Naturalista. Laureata presso l'Università Statale di Pavia, Facoltà di Scienze Naturali, Fisiche e Matematiche, con una specializzazione in conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali.
Ricercatrice di campo nel settore faunistico e ambientale (grandi mammiferi terrestri e acquatici) in Italia, Africa e Brasile.
Attualmente collabora con l'associazione “Trentino Insieme” al coordinamento dei progetti di conservazione forestale, ricerca scientifica e sviluppo sostenibile nella regione Xixuaú, Amazzonia, Brasile.
L’Amazzonia e il Trentino
La più grande foresta pluviale del mondo
e la cooperazione col Trentino
La distruzione delle foreste del pianeta è la seconda causa di emissioni globali di gas serra. La loro distruzione minaccia l’equilibrio climatico del pianeta e la sopravvivenza della nostra specie. L’Amazzonia copre una superficie di 6 milioni di km quadrati e ospita il 40% delle foreste pluviali tropicali rimanenti sulla terra. É la regione ecologica in cui si registra la più alta concentrazione di biodiversità e gioca dunque un ruolo cruciale nella lotta contro il caos climatico e per il nostro futuro.
Eppure la superficie della foresta Amazzonica continua a scomparire a ritmi allarmanti. La distruzione in atto minaccia le popolazioni indigene e numerosi servizi eco-sistemici di vitale importanza per l’umanità. Il processo di deforestazione diviene sempre più complesso in quanto la domanda del mercato globale si somma alle forze di distruzione locali.
Quali minacce affronta oggi l’Amazzonia e quali conseguenze comporta, a livello locale e globale, la sua distruzione indiscriminata? Quali le ricadute sociali sulle popolazioni tradizionali che abitano la foresta? Il modello di sviluppo economico adottato dai paesi industrializzati sembra indissolubilmente legato al degrado ambientale e all’uso irresponsabile delle risorse naturali. Eppure, un dialogo è possibile e le alternative sono concrete.
Ne è un esempio l’esperienza del Progetto Xixuaú, un modello di conservazione reso possibile grazie alla Cooperazione con il Trentino, basato sull’uso responsabile delle risorse naturali e volto ad assicurare all’uomo una dignitosa condizione di vita in un ambiente equilibrato.
Il ruolo della comunità internazionale e la sua volontà di agire, rimangono elementi fondamentali per la sopravvivenza dell’Amazzonia e delle preziose e minacciate foreste tropicali di tutto il mondo.
politica e culturale
“ALEXANDER LANGER”
sabato 25 gennaio 2014
ore 15 – 18.30
TRENTO
Palazzo della Regione – Piazza Dante – Sala Rosa – 2°piano
L’AMAZZONIA E IL TRENTINO
La più grande foresta pluviale del mondo
e la cooperazione col Trentino
relatrice
Chiara TOSI
Naturalista. Laureata presso l'Università Statale di Pavia, Facoltà di Scienze Naturali, Fisiche e Matematiche, con una specializzazione in conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali.
Ricercatrice di campo nel settore faunistico e ambientale (grandi mammiferi terrestri e acquatici) in Italia, Africa e Brasile.
Attualmente collabora con l'associazione “Trentino Insieme” al coordinamento dei progetti di conservazione forestale, ricerca scientifica e sviluppo sostenibile nella regione Xixuaú, Amazzonia, Brasile.
L’Amazzonia e il Trentino
La più grande foresta pluviale del mondo
e la cooperazione col Trentino
La distruzione delle foreste del pianeta è la seconda causa di emissioni globali di gas serra. La loro distruzione minaccia l’equilibrio climatico del pianeta e la sopravvivenza della nostra specie. L’Amazzonia copre una superficie di 6 milioni di km quadrati e ospita il 40% delle foreste pluviali tropicali rimanenti sulla terra. É la regione ecologica in cui si registra la più alta concentrazione di biodiversità e gioca dunque un ruolo cruciale nella lotta contro il caos climatico e per il nostro futuro.
Eppure la superficie della foresta Amazzonica continua a scomparire a ritmi allarmanti. La distruzione in atto minaccia le popolazioni indigene e numerosi servizi eco-sistemici di vitale importanza per l’umanità. Il processo di deforestazione diviene sempre più complesso in quanto la domanda del mercato globale si somma alle forze di distruzione locali.
Quali minacce affronta oggi l’Amazzonia e quali conseguenze comporta, a livello locale e globale, la sua distruzione indiscriminata? Quali le ricadute sociali sulle popolazioni tradizionali che abitano la foresta? Il modello di sviluppo economico adottato dai paesi industrializzati sembra indissolubilmente legato al degrado ambientale e all’uso irresponsabile delle risorse naturali. Eppure, un dialogo è possibile e le alternative sono concrete.
Ne è un esempio l’esperienza del Progetto Xixuaú, un modello di conservazione reso possibile grazie alla Cooperazione con il Trentino, basato sull’uso responsabile delle risorse naturali e volto ad assicurare all’uomo una dignitosa condizione di vita in un ambiente equilibrato.
Il ruolo della comunità internazionale e la sua volontà di agire, rimangono elementi fondamentali per la sopravvivenza dell’Amazzonia e delle preziose e minacciate foreste tropicali di tutto il mondo.
sabato 18 gennaio 2014
Marco Ianes - portavoce dei VERDI DEL TRENTINO.
ECCO IL MIO DOCUMENTO CONGRESSUALE presentato all'assemblea elettiva dei VERDI DEL TRENTINO.
Carissime e
carissimi,
prima di
tutto: ”GRAZIE!”
Grazie al nostro presidente uscente, Aldo Pompermaier, che ha
saputo sempre trasmettere entusiasmo,
coinvolgimento e passione; grazie a Marco Boato, grande uomo di cultura e vero
appassionato di politica, sempre attivo come un eterno giovane! Grazie alla
cara amica Lucia Coppola, con la quale ho condiviso, fin dall’inizio, il
percorso della costituente ecologista; permettetemi anche di ringraziare
Michele Trainotti, che ha fatto da coordinatore del programma della costituente
ecologista, base fondante sulla quale lavoreremo ancora per rilanciare il
nostro movimento. Grazie a tutti, per il coinvolgimento spontaneo e davvero
amichevole che ho sempre trovato fin dall’inizio del mio percorso con voi.
Come sapete,
mi sono avvicinato alla costituente ecologista, spinto da un interesse profondo
per questo percorso aggregante che stava prendendo forma, coinvolgendo
associazioni e persone che credevano di creare qualcosa di nuovo, di inedito,
di travolgente sotto il profilo dell’innovazione politica.
Sappiamo
bene quanto difficile sia stato cercare di avvicinare persone e associazioni,
per tentare di dare un volto politico coeso alle tante anime che compongono il
mondo ambientalista ed ecologista. Ma sappiamo altrettanto bene che, la
coesione, è un concetto assai difficile da mettere in pratica, quando si parla
di rappresentanza politica.
Abbiamo
fatto un percorso molto impegnativo, che non ha certamente portato i risultati
che avevamo in progetto, quando è partita l’avventura della costituente
ecologista. Eppure, siamo qui, con persone nuove che partecipano attivamente a
questo percorso politico, altrettanto difficile e in perenne salita. E con
altrettante persone che testimoniano un impegno sempre presente, con i Verdi
del Trentino.
Ma chi siamo
noi, ora? Cosa vogliamo fare, quali obiettivi dobbiamo porci per poter dare un
senso al nostro impegno? Ecco, sono queste le domande essenziali alle quali
dovremo rispondere nel percorso che avviamo oggi.
Le recenti
elezioni provinciali non hanno certo premiato il nostro impegno, basato su un
programma vero, costruito con passione, da un folto gruppo di persone che
credevano e, spero credano ancora, nella possibilità che una conversione
ecologica sia davvero possibile. Siamo stati penalizzati perché, ne sono
pienamente convinto, non siamo riusciti a farci capire, non siamo riusciti a
trasmettere i concetti del nostro essere politici in maniera diversa dai soliti
canoni proposti da altre forze politiche. Forse, anche in questo campo, siamo
troppo avanti per essere capiti facilmente; e su questo dovremo certamente
lavorare; rendere le nostre proposte più facilmente comprensibili, più alla
portata di tutti.
Da qui,
oggi, dobbiamo ripartire; abbiamo un percorso programmatico che è molto
interessante, non certo completo, anzi aperto a suggerimenti, integrazioni e
miglioramenti continui, che dobbiamo cogliere dai territori in cui viviamo ed
operiamo.
E proprio
dai territori dobbiamo riaccendere la vitalità del nostro movimento; è necessario
che tutti ci sentiamo coinvolti nel percorso
politico che vogliamo proporre, come linea innovativa e di speranza; se
ognuno di noi si sente promotore forte dei propositi che abbiamo, allora
riuscirà anche a coinvolgere amici, conoscenti , simpatizzanti e, magari, altre
forze politiche che potrebbero convergere sui nostri programmi e non solamente
scopiazzarli. Perché non penso sia possibile rimanere insensibili ad un
programma politico come il nostro; un programma politico che mette al centro
dell’attenzione la salute, la tutela dell’ambiente in cui viviamo, l’essere
persone in cammino verso un futuro migliore; un programma politico che vuole
essere promotore di una visione radicalmente diversa delle prospettive future.
Un programma
che non si limiti a ridurre gli investimenti sulla scuola, sulla sanità, sul
recupero ambientale e la salvaguardia del patrimonio, come spesso si vede fare
dalla politica attuale, al solo fine di tentare di mettere a pareggio i
bilanci, in maniera dissennata e senza logica; un programma, invece, che vuole guardare al futuro con ottimismo,
orientando le sempre più scarse risorse disponibili verso investimenti che abbiano un senso e una logica davvero
sostenibile.
Un programma
in continua evoluzione, fatto da noi tutti, per tutti i cittadini. E per questa
grande ambizione, che dobbiamo avere e coltivare, c’è la necessità del massimo
impegno da parte di tutti. Non possiamo pensare di adagiarci su coalizioni o
alleanze per cercare di trasmettere il nostro progetto; questo è impensabile e
improponibile; se così facessimo potremmo essere destinati ad una reale
“estinzione” politica; potrebbe sempre prevalere il triste dogma del “voto
utile”, dato ai grandi partiti mangia piccoli, con le solite scuse di evitare
dispersioni di voto! Con le solite scuse accampate anche, a volte, da chi si
professa nostro partner per accattivarsi voti di sostenitori di una politica
sociale ed ambientale a noi vicina, salvo poi, una volta raggiunto l’obiettivo,
mascherare il tutto con interventi che vanno in senso opposto. Noi ,portatori
di politiche innovative, ecosostenibili, utili per il momento elettorale, utili
magari per darsi una credibilità nuova, appannata da un passato non certo
ecosostenibile, ma subito prontamente scaricati quando il “voto utile” ha
prodotto l’effetto desiderato.
Dobbiamo
risultare più incisivi nelle proposte programmatiche, più appetibili anche per
i partners politici, che ci devono apprezzare per l’intraprendenza politica e
per la capacità di essere sempre portatori di idee sostenibili e coinvolgenti.
Anche mettendo in conto qualche sconfitta, anche mettendo in conto scelte
difficili, anche criticando con lucidità e senza sudditanza percorsi che non
sono compatibili con il nostro programma e con il nostro essere “VERDI DEL TRENTINO”!
Siamo i
“VERDI DEL TRENTINO” e di questo dobbiamo essere orgogliosi e dobbiamo portare
avanti le nostre idee, le nostro proposte, ben consci del nostro momento
difficile, ma altrettanto determinati nel portare avanti la proposta politica
che ci caratterizza.
Per
coltivare queste ambizioni di sviluppo politico, come ho già accennato, è
necessario ed indispensabile ripartire con la promozione territoriale del
nostro movimento e del nostro pensiero politico. Solo così potremo recuperare
credibilità e sostegno da parte dei
cittadini e, di conseguenza, anche da parte delle altre forze politiche, sia
alleate che avversarie.
Da subito,
se vorrete darmi la fiducia per il ruolo di vostro portavoce e rappresentante,
assieme alla cara amica Lucia, chiederemo
a ciascuno di noi di mettere impegno, cuore e cervello, per poter
sviluppare eventi, manifestazioni, interventi pubblici, che devono mettere al
centro la nostra proposta, le nostre idee e le nostre persone.
Da subito è
necessario ricalibrare la nostra presenza mediatica, sfruttando sapientemente i
grandissimi potenziali che la rete mette a disposizione.
Su questi
due percorsi di divulgazione e promozione dobbiamo investire tempo e idee; e su
questi due percorsi, ognuno di noi dovrà necessariamente collaborare per dare
il proprio contributo, partecipando, sollecitando, anche criticando, se in
maniera costruttiva.
Abbiamo di
fronte alcune sfide importanti; a livello internazionale ci saranno le elezioni
europee, a livello nazionale è presumibile che si avvicinino pure le elezioni
politiche, a livello locale abbiamo in arrivo le elezioni comunali; non
dobbiamo solamente focalizzarci su impegni costruiti qualche settimana prima di
questi eventi; commetteremmo un grave errore!
Dobbiamo essere capaci di infondere la sicurezza della nostra presenza,
la certezza del nostro essere presenti SEMPRE per portare avanti un modello
politico diverso e innovativo.
Certo,
questo percorso costa molto, in impegno, in energia e anche in termini
economici.
Non avrei
mai accettato di candidarmi al ruolo di vostro portavoce, di vostro
rappresentante, se non fossi davvero convinto che, tutti assieme, ognuno con le
proprie competenze e con le proprie disponibilità, possiamo davvero proporci
come forza determinante per un cambiamento, per una reale conversione
ecologica. E proporci anche ad eventuali
futuri alleati, come punto di riferimento per dare ispirazione per
progetti innovativi e credibili, senza
preclusione per alcuno, ma prestando attenzione a non spostarci dai nostri capisaldi
programmatici.
Se,
davvero, crediamo che il nostro
movimento possa ancora esistere, per proporre idee e persone credibili, insieme
dobbiamo lavorare, presenziando su ogni tema che riguardi scuola,
lavoro,sanità, ambiente, territorio, industria e commercio e tutto ciò che
riguarda la vita comune ; avvicinandoci alla gente, con umiltà e con
predisposizione all’ascolto e pronti a dare risposte e proposte. Con continuità, con perseveranza, non certo
solamente a ridosso degli eventi elettorali. Questo è il tempo di rimboccarci
le maniche tutti quanti, assieme, per recuperare il nostro senso di
appartenenza ad una politica vicina alla gente, vicina ai reali problemi che
essa vive giornalmente. Se saremo capaci di mettere in campo iniziative di
informazione e di proposte con metodi
popolari, potremo certamente ambire a riconoscimenti politici che premino le
nostre visioni di percorsi sostenibili, per una vera e reale conversione
ecologica fatta dal basso, ma per questo più forte, più radicata e molto coinvolgente.
Marco Ianes
– portavoce Verdi del Trentino.
Marco Ianes e Lucia Coppola assumono la guida dei VERDI DEL TRENTINO
Si è conclusa l'assemblea congressuale dei VERDI DEL TRENTINO.
Assieme alla cara amica lucia Coppola, sono stato eletto portavoce.
La figura del portavoce, da ora, sostituisce la figura del presidente, che è stata abolita; pertanto, assieme alla cara amica Lucia, assumiamo la guida politica dei VERDI DEL TRENTINO. Si riparte, con slancio, per una politica ecosostenibile.
Buona serata a tutti e buona domenica.
Assieme alla cara amica lucia Coppola, sono stato eletto portavoce.
La figura del portavoce, da ora, sostituisce la figura del presidente, che è stata abolita; pertanto, assieme alla cara amica Lucia, assumiamo la guida politica dei VERDI DEL TRENTINO. Si riparte, con slancio, per una politica ecosostenibile.
Buona serata a tutti e buona domenica.
Marco Ianes
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