"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


lunedì 8 giugno 2015

Scelta dolorosa, ma inevitabile! Lascio i VERDI DEL TRENTINO.



COMUNICATO STAMPA: MARCO IANES -  dimissioni da coportavoce dei Verdi del Trentino, da componente del consiglio federale e dell’esecutivo provinciale dei Verdi  del Trentino, dal consiglio federale nazionale dei Verdi  e dai Verdi stessi.

Si comunica che, con data odierna (08/06/2015), Marco Ianes non riveste più il ruolo di coportavoce dei VERDI DEL TRENTINO, avendo comunicato le dimissioni IRREVOCABILI E IMMEDIATE da tale incarico, ai VERDI DEL TRENTINO.
Inoltre, Marco Ianes lascia anche il ruolo di componente del consiglio federale nazionale dei VERDI, il ruolo di membro dell’esecutivo e del consiglio federale dei VERDI DEL TRENTINO.
Unitamente a ciò, Marco Ianes ha comunicato anche le dimissioni IMMEDIATE E IRREVOCABILI dai VERDI DEL TRENTINO, decretando così la sua uscita dal movimento.
La scelta è nata da divergenze di prospettive politiche per le strategie del futuro dei VERDI DEL TRENTINO.
Marco Ianes:”Rimarrò sempre ancorato alle idee di sviluppo sostenibile, ma seguirò altri percorsi per attuare le idee che ho cercato, inutilmente, di portare all’interno dei VERDI DEL TRENTINO, ai quali auguro tuttavia di trovare soddisfazioni nei percorsi che, personalmente, non ritengo più percorribili e condivisibili.”

Sopra il comunicato stampa che ho inviato stamane, 8 giugno, alla stampa cartacea e della televisione.
Una scelta difficile, ma inevitabile e qui sotto, nella lettera che ho inviato ai Verdi, spiego i motivi di tale scelta. Un grazie a coloro che mi hanno sostenuto, chiedo scusa a chi, come me, credeva di poter cambiare qualcosa, mi spiace se vi ho delusi, ma la delusione grande è anche mia. Non smetterò di fare politica attiva, ci sono mille altri modi per proporre idee alla cittadinanza.
Un caro saluto a tutti. 

LETTERA INVIATA ALLA SEGRETERIA DEI VERDI, CON RICHIESTA DI INVIO A TUTTI I VERDI.
 

Care e cari Verdi,
vi scrivo per comunicarvi le mie dimissioni da coportavoce dei Verdi del Trentino, da membro dell’esecutivo e del consiglio federale, nonché da membro del consiglio federale nazionale dei Verdi e dai Verdi stessi. Le mie dimissioni da qualsiasi incarico e dai Verdi stessi hanno effetto immediato.

Le ragioni che mi hanno spinto a prendere questa decisione, dopo ponderata e lunga analisi, sono diverse e qui ve ne elenco alcune.

1. Mi sembra che il mio ruolo sia quello di un "figurante", messo lì per far apparire una sorta di rinnovamento di una classe dirigente dei Verdi che, invece, è quasi mono rappresentata; la prova è evidente e lampante se prendiamo in analisi il consiglio federale dei Verdi del Trentino, tenutosi il 3 giugno scorso, dove il sottoscritto ha parlato solo 7 minuti, con frequenti interruzioni, consigli su cosa dire, su come intervenire, da parte del sempre prezioso e coordinatore e portavoce effettivo dei Verdi, Marco Boato. Sia chiara una cosa, personalmente stimo Marco B. in maniera profonda, non metto in dubbio il suo agire per il bene dei Verdi, ma credo che questo suo continuo interventismo oltre i ruoli ufficiali, sia deleterio per i Verdi e massacrante per chi dovrebbe, in linea teorica purtroppo, condurre le relazioni e, soprattutto, guidare la linea politica dei Verdi stessi. Uno stillicidio continuo al quale non riesco più a sottostare. Mi spiace, ma credo che Marco B. dovrebbe rendersi conto che la sua eterna e continua volontà di plasmare ogni cosa secondo il suo modo di vedere la gestione del movimento, porterà il movimento stesso ad una lenta ma inesorabile chiusura. Forse sbaglierò, me lo auguro per tutti voi, ma questo eccessivo presenzialismo, questo non saper lasciare spazio agli altri per dirigere veramente la segreteria del movimento, non lo condivido affatto. Lascio a voi il giudizio, io non riesco più a sostenere questa situazione.

2. Non condivido affatto la  dichiarazione con la quale si dice che: "…abbiamo ottenuto un ottimo, anzi un buon successo alle recenti elezioni", frase detta proprio da Marco B. durante la sua analisi delle recenti consultazioni elettorali; non la condivido soprattutto per Trento, dove si è deciso di rimanere pacatamente in una coalizione che non ci vuole come forza di governo, ma che sceglie, invece, due donne esterne per comporre la giunta, escludendo la nostra eletta Lucia Coppola; se fossi in Lucia, mi sarei davvero incazzata con il sindaco per questa scelta che ritengo umiliante, sia per i Verdi che per la sua persona. La carica di Presidente del Consiglio comunale, gentilmente concessa a Lucia e non facilmente (parole del sindaco stesso), premia sicuramente la figura di Lucia, ma non permette ai Verdi di esprimere politica attiva, nell'ambito dell'attività comunale, per i prossimi cinque anni. Una forza politica mono rappresentata come la nostra aveva bisogno di un assessorato per poter emergere, per poter incidere “da dentro” sulla politica della città; così, invece, pur essendo il ruolo prestigioso, si è voluto mettere il bavaglio ai Verdi, che non hanno nemmeno più un consigliere che possa portare avanti il programma. Potete raccontarmi ciò che volete, potete "indorare la pillola", ma questi, secondo me, sono i fatti, che non riesco assolutamente a condividere. So che, sia Marco B. che Lucia, non condividono la mia visione della vicenda, rispetto la loro visione, quindi accetto la loro decisione di continuare a seguire questa strada ma, per dignità personale, non condividendola assolutamente, preferisco lasciare e tirarmi in disparte.

3. Ho provato, nei soli 7 minuti che ho parlato, interrotto frequentemente e continuamente, infastidito dal perversare di un atteggiamento che ritengo profondamente fastidioso, a lanciare qualche spunto relativo ad un modo diverso di operare per la promozione dei Verdi; ho rilevato una freddezza ed un distacco tali per cui mi sono reso conto di essere, quasi, un pesce fuor d'acqua, una persona che parla solo perché in quel momento non si può proprio farlo tacere del tutto! Nel mio intervento ho proposto l'ingresso nell'esecutivo di alcune persone che si sono candidate con noi alle recenti elezioni comunali; persone che abbiamo imparato a stimare per il loro impegno, tra l’altro di gran lunga superiore a candidati che sono nel movimento o addirittura nell'esecutivo o nel consiglio federale da diversi anni, ma che ho visto davvero poco in attività in questo periodo elettorale! Ebbene, lo statuto prevede che possano essere inserite persone dai portavoce nell'esecutivo, ma sembra che ciò non sia possibile perché deciso sempre e solo da una persona, il vero portavoce dei Verdi, Marco Boato! L'ingresso di queste persone avrebbe dato loro la giusta dignità e il giusto apprezzamento per il loro avvicinamento ai Verdi, permettendo loro di lavorare con dignità e riconoscenza, inoltre avrebbe permesso di cominciare a valorizzare nuove forze, nuove energie per i Verdi che, se mi permettete la franchezza, non stanno certo bene dal punto di vista anagrafico della classe dirigente! Dire:" le porte sono aperte a tutti", ma poi chiudere le porte d'ingresso degli organismi del movimento, a fronte di una decisione peraltro non presa collegialmente, ma determinata da un forte intervento dirigenziale di una persona carismatica e storica come Marco B., significa di fatto non voler avviare alcun processo di cambiamento, non voler avviare nessun processo di ricambio della classe dirigente e, soprattutto, non dare fiducia al coportavoce che avanza la proposta. E se non c’è fiducia, non ha senso continuare!

4.Un altro motivo che mi porta a presentare le dimissioni da co portavoce dei Verdi, è proprio la funzione in sé; non riesco più a condividere questo ruolo con la persona di Lucia, alla quale rinnovo i miei complimenti per la recente conferma elettorale, alla quale auguro un buon lavoro come Presidente del Consiglio comunale; ruolo che, secondo me, risulta incompatibile con la segreteria di un movimento come quello dei Verdi che, nei prossimi anni a Trento, dovrà lavorare non poco, anche criticando duramente l'amministrazione comunale su scelte ambientali e urbanistiche che non saranno condivisibili. E questo porterà inevitabilmente imbarazzo, sia ai Verdi, sia alla Presidente stessa, che pare non condivida questa mia opinione, volendo rimanere anche coportavoce.  E' già successo nei giorni scorsi, quando sui giornali ho richiamato il vice sindaco sul rispetto dei programmi, con un comunicato firmato come coportavoce; rammento che il vicesindaco già sta preparando idee di cementificazioni nell’area ex Italcementi e, quindi, in un  comunicato ho ribadito che tali percorsi non erano contemplati nel programma  di coalizione; comunicato che è stato criticato dalla stessa Lucia, perché non l'ho coinvolta prima di inviarlo; se ogni volta che si fa un comunicato, su temi consolidati dei Verdi, presenti nel nostro programma e quindi non soggetti a ulteriore concertazione, devo sentirmi obbligato ad avere il permesso della coportavoce, non si fa più politica, ma solo si allungano i tempi e si perde di efficacia!

5. Infine, ho anche motivi personali che mi impediscono di continuare; nei prossimi giorni avvierò una collaborazione con un giornale nazionale, che mi ha chiesto alcuni interventi programmati e ripetitivi, su ambiente ed energia; credo che sarò più utile nello scrivere e sollecitare le coscienze via stampa, dato che come coportavoce fittizio dei Verdi non ci sono riuscito.

Chiudo qui, pregando TUTTI di non contattarmi per chiedermi spiegazioni ulteriori, che credo di aver esaurientemente fornito sopra. Ritengo che, per il sottoscritto, non ci sia più spazio in questo movimento, quindi desidero chiudere qui la mia avventura verde, augurando a tutti, sinceramente e di cuore, ogni bene, sia in politica, ma soprattutto nella vita e in salute.

Nessun rancore da parte mia, nessuna acredine, ma solo la presa di coscienza di non essere la persona giusta per guidare i Verdi, che sono sempre stati guidati da una persona rispettabilissima e ricca di sapere come Marco Boato che, sono certo, saprà guidarvi ancora per tanto tempo ai successi che ambite e meritate.

Un abbraccio a tutti, con cordialità.


Marco Ianes

mercoledì 3 giugno 2015

Le centrali a biomasse emettono solo vapore acqueo? Certi amministratori lo pensano davvero?

Leggo alcune dichiarazioni della sindaca di Cembra, dottoressa Nardin, in merito alla centrale a biomassa nel paese che dirige.
Vorrei segnalare che dire "... dal camino esce solo vapore acqueo"(sue dichiarazioni nell'intervista), è una falsità inaudita e si prende in giro la cittadinanza.
Al pari di ogni processo di combustione, quello che avviene nelle centrali a biomasse introduce fattori di inquinamento nell'aria: monossido di carbonio, ossidi di azoto, composti organici volatili (COV) e particolati vari, derivati da metalli pesanti contenuti fisiologicamente nel legno. Che la centrale di Cembra possa essere rispettosa delle normative vigenti, personalmente non ho motivo di dubitarne, poiché non ho elementi per valutare, ma dire che non escono inquinanti è tecnicamente errato e nessun tecnico, nemmeno quelli a favore delle centrali a biomasse, mai sosterrà tale dichiarazione.
Un accenno sulla CO2 emessa. Vero che il bilancio della CO2 emessa va a pareggio con quella accumulata dalla legna che si brucia, ma altrettanto vera è la valutazione limitata che si da a questo tema, occultando il fattore tempo. Infatti gli alberi accumulano CO2 in decenni di vita, mentre noi emettiamo, durante la loro combustione, la stessa quantità, ma in un tempo brevissimo. Quindi il saldo totale è si pari a zero, ma non lo è se riferito al momento dell'emissione, in cui troviamo notevole presenza di CO2 da smaltire. Questo è un disequilibrio sottovalutato e non contemplato in molte analisi di impatto ambientale.
Per quanto riguarda, poi, le altre emissioni, segnalo che le polveri fini, le cosiddette nanopolveri, sono le peggiori che si possano controllare in emissione e molto difficili da misurare e fermare; sono proprio queste le peggiori per la salute di uomini e animali, quelle che si legano alle molecole e alle cellule, generando forme tumorali in tempi anche molto lunghi. Se fossi sindaco di un paese, detentore dell'obbligo di tutela della salute pubblica, mi preoccuperei moltissimo di questo, invece che dichiarare cose assolutamente non sostenibili scientificamente.
Aspetteremo le prime analisi di emissione e vedremo se ci sarà solo vapore acqueo; se così sarà, la sindaca di Cembra avrà trovato la fonte migliore di produzione di energia, risolvendo i problemi del mondo inquinato, indicando la via per eliminare l'effetto serra e i pericoli determinati dalle combustioni in genere. Strano, però, che non ci sia arrivato nessuno finora!

Marco Ianes - Trento

domenica 31 maggio 2015

No a nuove cementificazioni a Trento. Partiamo con una progettazione condivisa.

 
Nella foto:  l'ex area Italcementi; perché non un parco della città? Parliamone!
 
Nelle recenti dichiarazioni alla stampa dei neo assessori, ne colgo una in particolare, rilasciata dal vice sindaco e assessore all'urbanistica Paolo Biasioli, il quale dichiara che ci sarà la necessità di progettare un vero e proprio nuovo PRG per la città di Trento. Di questo se ne era parlato in maniera molto approfondita nei gruppi di lavoro che avevano contribuito a preparare il programma di governo della città, che era poi stato sottoposto al sindaco che ne aveva ricavato spunti rilevanti per il programma ufficiale. Ma ciò che mi lascia fortemente perplesso è che già si prospetta l'idea di agire con ulteriori cementificazioni nell'area ex Italcementi e, questo agire, mi pare proprio in netto contrasto con ciò che ci eravamo programmati di fare prima delle elezioni. Mi spiego meglio. Nella fase di predisposizione del programma di governo della città, si era convenuto di avviare un percorso di dialogo con tutte le realtà cittadine, per raccogliere idee e progettualità su ciò che si dovrebbe predisporre nel nuovo PRG. Inoltre, uno dei temi sui quali tutte, ripeto, tutte le forze politiche del centro sinistra autonomista erano d'accordo, era un chiaro e netto STOP alla cementificazione. Ora, apprendere in un discorso di insediamento, dall'assessore stesso, che si ha in mente di progettare un'area  "…con una parte dedicata alla realizzazione di nuovi insediamenti abitativi", quando proprio di fronte, attraversando il fiume Adige, c'è una vera e propria cattedrale nel deserto fatta di appartamenti vuoti, mi pare proprio una visione futura della città priva di lungimiranza e, soprattutto, irrispettosa di ciò che si era concordato in fase programmatica. Partiamo proprio male se le idee sono già introdotte facilmente sulla strada della realizzazione di nuovi insediamenti  di cemento, proseguiamo peggio se ci si dimentica già che è necessario avviare un percorso di ascolto della cittadinanza, prima di mettere mano fisicamente al PRG. I Verdi, lo rammento, hanno proposto un'idea di utilizzo dell'area, per riqualificare una zona, quella di Piedicastello, che veda la realizzazione di un parco della città, lo definimmo una sorta di "Central Park" di Trento, che faccia da collegamento con la città, con il vicino Muse e permetta di aprire spazi per concerti, eventi ed ecofiere. Alla presentazione che tenemmo proprio a Piedicastello era presente il sindaco, che pure si era preso l'impegno di condividere i passaggi con i cittadini, prima di proporre qualsiasi soluzione. Partire già così, con idee che sembrano già tracciate inequivocabilmente, ci pare proprio una falsa partenza, un negare quel nuovo spirito di condivisione che ci si era dati come comune denominatore con la città stessa. Dato che siamo stati definiti, proprio dal sindaco, come le sentinelle della coalizione, eccoci qui, a mettere in guardia tutti sul fatto che  sulla partita PRG e sulle aree da riqualificare o  convertire,  ci dovrà essere la massima trasparenza e la massima condivisione con i cittadini. Altrimenti si tradisce il programma, si deludono le aspettative degli elettori che hanno scelto questa coalizione anche per ciò che è stato proposto in tema di sviluppo del nuovo PRG. Le sentinelle Verdi stanno già lavorando, come si può notare, richiamando tutti agli impegni presi. E, se servirà, su questi temi scenderemo anche in piazza a ribadire un chiaro e netto NO a nuove  cementificazioni.

venerdì 22 maggio 2015

ECOREATI, una legge salvainquinatori!



ECOREATI, una legge salvainquinatori!
Una nuova legge sui reati ambientali è stata varata l’altro giorno dal nostro parlamento. Verrebbe da dire finalmente, poiché l’ambiente in cui viviamo ha bisogno di essere tutelato da speculatori senza scrupoli, che mettono a repentaglio la salute delle persone, degli animali e l’integrità dell’ecosistema in cui viviamo.
Senonché, c’è un avverbio che rende la legge molto poco attuabile, anzi apre le porte a condoni paurosi su situazioni devastanti che viviamo nel nostro Paese. L’avverbio è “abusivamente”. Come un avverbio può inficiare l’efficienza di una legge? Presto spiegato. La legge sui cosiddetti “ecoreati”, prevede all’articolo 452 quater la definizione di disastro ambientale, rilevato come tale solo se cagionato, appunto, “abusivamente”. Ma che significa? Facciamo un esempio pratico. L’azienda “X” produce acciai e, per definizione emette inquinanti in atmosfera, che sono regolamentati da soglie; per svolgere l’attività, l’azienda ha bisogno di un’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA); se, però, l’azienda emette inquinanti fuori soglia, causando danni ambientali, avendo l’autorizzazione a produrre, non rientra più nella perseguibilità di disastro ambientale, poiché non era abusiva, ma autorizzata! Rimane il provvedimento amministrativo, rimane l’obbligo di sistemare gli impianti, ma le responsabilità non sono più penali, non vi sarà più certezza della pena per chi ha causato danni, magari irreversibili o magari molto gravi per la salute di tutti. Il tutto per un avverbio inserito, appunto “abusivamente”.
Le prime notizie che ci giungono sono, per esempio, proprio sul caso ILVA a Taranto; sembra che l’azienda, nota per  l’elevato inquinamento causato a Taranto, che ha determinato incrementi paurosi del tasso tumorale dei cittadini, appena appresa l’approvazione della nuova legge, stia cambiando strategia. Non più patteggiamento della pena, con conseguenti indennizzi a chi ha subito tali comportamenti, bensì scelga di andare in giudizio, poiché con questo nuovo impianto normativo, non essendoci abusività nell’attività, le responsabilità penali verrebbero meno.  Oltre al danno, per la popolazione tarantina, anche le beffe!
Lo stesso magistrato Guariniello, in questi giorni, ha dichiarato che questa legge rischia davvero di creare dei veri e propri salvacondotti per chi ha impunemente inquinato l’ambiente, per scopi di profitto e con il totale disinteresse della salute pubblica. E cita come esempio proprio il processo Eternit, altro disastro ambientale che coinvolge praticamente tutto il Paese, perché il problema amianto è diffuso ovunque. La legge emanata è stata votata da quei parlamentari che nel corso di questi anni hanno determinato scelte assurde per la tutela ambientale del nostro Paese, ma la cosa che più stupisce è stata votata e acclamata come una vittoria anche dal Movimento 5 stelle, che solitamente si contraddistingue per essere a tutela dell’ambiente. Possibile che sia sfuggita loro una così eclatante truffa? Perché proprio di questa si tratta. Una truffa perpetrata ai danni di tutti i cittadini, che vedranno impuniti personaggi troppo spesso ricorrenti nel panorama industriale italiano, affaristi che antepongono gli interessi economici al bene collettivo e non sto parlando di bene economico, ma della salute di tutti. Svendere così la salute pubblica e l’integrità dell’ambiente in cui viviamo è un altro passo indietro del nostro Paese, sempre più in balìa di interessi lobbistici fortissimi, che continuano ad influenzare scelte politiche insostenibili. Siamo accusati, noi Verdi, di essere i soliti disfattisti, ma forse abbiamo la capacità di guardare oltre gli interessi di pochi, forse abbiamo ancora un po’ di coraggio per denunciare queste oscenità italiane. Pur restando fuori dalle logiche spartitorie del potere, continuiamo a combattere per un mondo migliore, per un ambiente migliore. Non a caso stiamo studiando un ricorso alla corte europea, perché non è possibile pensare di lasciare impuniti coloro che causano morti e devastazioni ambientali, provate e consolidate come nell’esempio di Taranto. Non può essere che un Paese tuteli sempre gli interessi di pochi a scapito di tutti. Dobbiamo alzare la voce, come cittadini e protestare; ne va della nostra incolumità, della nostra salute e di quella dei nostri figli. Se lasciamo credere che l’impunità diventa parte del sistema, il sistema stesso collassa e perdiamo ogni credibilità. Se non l’abbiamo già persa!

Sul FATTO QUOTIDIANO: ILVA PENSA DI NON PATTEGGIARE E ANDARE IN GIUDIZIO PERCHE' PIU' VANTAGGIOSO:
ecoreati-ilva-adesso-pensa-di-non-patteggiare-incontro-tra-guidi-e-severino/1705872/ 

martedì 12 maggio 2015

Il verdetto è implacabile: sono fuori!

E' arrivato il verdetto: fuori dal consiglio comunale!
Per una manciata di voti, certamente, ma sono fuori dal consiglio comunale.
Sono amareggiato? Certamente e per molteplici motivi.
 
1. Sono stato il vero motore della campagna dei Verdi; come capolista mi sono assunto la responsabilità di organizzare sei eventi su sette proposti, curando in prima persona l'aspetto logistico, tecnico e contenutistico;  ho organizzato, assieme agli amici dell'OIPA, ai quali va il mio ringraziamento, la passeggiata con i cani. 
2. Durante le fasi preparatorie della campagna elettorale ho curato personalmente i rapporti con le altre forze politiche, organizzando riunioni  programmatiche per la stesura del programma di coalizione, che poi il sindaco ha fatto proprio.
3. Ho redatto il programma dei Verdi, certamente con il contributo di molti candidati ed iscritti, ma tessendo la tela generale e facendo sintesi.
4. Durante la campagna elettorale  ero sempre in prima fila, sempre il primo ad arrivare a montare i gazebo  e l'ultimo ad andarsene per smontare.
5. Durante tutti gli  eventi pubblici, sempre il primo ad arrivare, quello che "monta" l'attrezzatura", quello che conduce, quello che cede anche la parola ai partner, quello che va via per ultimo perché la sala era da sistemare, mente gli altri relatori erano già in viaggio verso casa...
6. Ho inviato email, lettere, messaggi a tutti: amici, conoscenti, clienti; scusatemi tutti per il fastidio che vi ho dato! Non è servito a nulla!
 
I cittadini e il mondo ambientalista e dei Verdi hanno scelto un'altra persona! Va bene così, lo accetto, questo è il verdetto  e mi adeguo. Ma non solo; i cittadini non hanno letto il programma dei Verdi, non lo hanno sostenuto, dato che abbiamo solo confermato le posizioni precedenti di un consigliere. Progetto per una città intelligente? Macché, nel cestino! Progetto non considerato e non capito. O forse siamo noi Verdi che non riusciamo a farci capire,certo, non aiutati da una stampa chiusa verso di noi, basti vedere il clamoroso errore de l'ADIGE sul simbolo di lista nella giornata elettorale ( tra parentesi, nemmeno le scuse ci hanno fatto pervenire)!
 
Ma mi sento tanto come "l'utile idiota"; utile perché preparato su molti argomenti tecnici e ambientali, me lo hanno riconosciuto in molti, sindaco incluso  e apprezzo davvero; utile perché uso i sistemi di comunicazione multimediale con assoluta padronanza e,quindi, ne godono anche gli altri relatori; utile perché sempre presente e metto in campo, a detta di molti, un'energia positiva. Ma sono anche un'idiota, o almeno mi sento tale, in questo momento; sì, idiota, perché non riesco mai a catalizzare il totale consenso su di me! Devo avere qualcosa che non funziona, probabilmente, per non riuscire a tradurre il mio impegno in consenso elettorale.
 
Quindi, ora "l''utile idiota" staccherà la spina per un pochino; agli eletti il compito di lavorare e dimostrare che si sono meritati la fiducia degli elettori. Io mi tiro in disparte, l'utile idiota, almeno per il momento, ha altro da fare.
 
Desidero, però, qui ringraziare tutti i cittadini che hanno creduto in me, tutti coloro che mi hanno scritto per manifestarmi solidarietà e per darmi conforto. Scusate, ma non riesco a digerire questo boccone amaro, mi sento davvero come un "utile idiota". Ora devo recuperare tempo per me stesso, per la mia vita privata, per capire il senso di tutto ciò. Che non ha molto senso, ma così è stato.
 
Tante buone cose a tutti.