"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


lunedì 28 maggio 2012

"GESTIONE DEI RIFIUTI: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE"


COORDINAMENTO TRENTINO PULITO

VENERDI 1 GIUGNO - ORE 20:30

AUDITORIUM DI LAVIS

"GESTIONE DEI RIFIUTI: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE"

Ospiti:
Rodolfo Borga - consigliere provinciale Trento
Aldo Pompermaier presidente Verdi del Trentino per la costituente ecologista
Claudio Campedelli l'esperienza di Bolzano
Mauro Fiamozzi sindaco comune di Mezzocorona
Michelangelo Marchesi assessore ambiente comune di Trento
Graziano Pellegrini sindaco comune di Lavis
Gianluca Tait presidente comunita' di valle Rotaliana Konigsberg
Matteo Zandonai Assessore ambiente comune di Mezzocorona

Moderatori: Marco Ianes e Franco Piffer

La cittadinanza è invitata; divulgate la notizia!!!

Cordialità.

Marco Ianes

mercoledì 23 maggio 2012

Un progetto nuovo...

Sabato 19 maggio u.s. si è tenuta l’assemblea della Costituente Ecologista- Ecologisti e reti civiche- Verdi Europei. In Trentino, come nel resto del Paese, sta nascendo un nuovo soggetto politico che ha l’ambizione di portare in primo piano un nuovo modo di fare politica. Vorremmo proporre un modello politico e sociale diverso, basato su una visione generale che parta da una corretta interazione tra ambiente in cui viviamo e progresso sostenibile. Molte forze politiche, in questi anni, hanno riempito i loro programmi di “rispetto ambientale”, “sviluppo delle energie rinnovabili”, “salvaguardia dell’ambiente”; regolarmente, i partiti giunti al potere, da destra a manca, hanno parcheggiato o, peggio, disatteso, ogni proposta innovativa in merito di abbinamento ambiente-sviluppo. Attorno a questo binomio, la Costituente ecologista vuole costruire il proprio programma per il futuro; un programma innovativo, realistico e non utopistico; un programma che sarà scritto a più mani, dalle varie componenti che stanno dando vita a questo nuovo soggetto politico. Non si tratta di un remake del gruppo dei Verdi; i Verdi sono una componente del nascente soggetto politico; vi sono, inoltre, molte associazioni ambientaliste, molti movimenti civici che hanno già dato prova di buon governo in campo ambientale, come l’ “Associazione comuni virtuosi”; ci sono anche gli amici dell’associazione “Io cambio”( tra i vari firmatari cito a puro titolo di esempio Mario Tozzi ricercatore-comunicatore,Luca Mercalli Climatologo-Meteorologo,Giobbe Covatta – attore, Dacia Maraini – scrittrice), quelli di “Abbiamo un sogno” (cito alcuni firmatari: Michele Dotti - Educatore, formatore e scrittore, Andrea Segrè - Preside Facoltà di agraria di Bologna, ideatore del Last Minute Market,Riccardo Petrella - Economista, fondatore del Contratto Mondiale dell'Acqua,Jacopo Fo - Scrittore, attore, esperto di eco tecnologie, Dario Fo - Attore, scrittore nobel per la letteratura,Franca Rame - Attrice e scrittrice,Fabio Salviato - Fondatore di Banca Etica); naturalmente i nomi citati sono alcuni degli illustri personaggi che hanno sottoscritto la carta degli intenti; vi sono molte associazioni e reti civiche che stanno collaborando a questo progetto politico, che vuole gettare le fondamenta per un sistema diverso di fare politica. Alcuni passaggi essenziali del progetto in divenire: si prevede un limite di due mandati per gli eventuali eletti nelle istituzioni,prevediamo un piano operativo di piccole opere pubbliche, al servizio del benessere collettivo, evitando le grandi opere che servono solo alle speculazioni, predisposizione di un piano energetico nazionale, che sia in grado di valorizzare le risorse naturali del Paese, facendo beneficiare i cittadini dello sviluppo eco-sostenibile, con attenzione al rispetto ambientale, ma con lo sviluppo economico di un sistema ben organizzato. Questi sono solo alcuni cenni del programma che sta nascendo, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Le persone attente e interessate al progetto sono molte e molti cittadini si stanno avvicinando al movimento, chiedono informazioni e alcune persone stanno già collaborando alla stesura del programma politico del nascituro soggetto. Un’agorà dove tutti i soggetti che sono interessati ad uno sviluppo eco-sostenibile possono trovare spazio per il confronto, portare idee e condividerle con altre persone; contribuire attivamente a costruire un vero programma che ponga al centro una dimensione più umana della vita, con un occhio di riguardo al vero benessere della collettività, in armonia con il mondo che ci circonda e con una progettazione futura tesa a salvaguardare il mondo in cui viviamo, per tentare di consegnarlo ai nostri figli e nipoti, senza doverci vergognare troppo per quello che abbiamo scelleratamente fatto finora. Una visione ricca di speranza? Certamente si, ma sicuramente, visto il panorama politico generale, vale la pena di provarci; peggio di così non può andare ! Cambiamento radicale dell’approccio politico, per lo sviluppo di un nuovo modello politico eco-sostenibile; questo il motivo trainante, condito con volti nuovi che vogliono dedicarsi al bene comune. Noi vogliamo provarci e ci mettiamo in gioco, aprendo le porte a tutti gli uomini e donne di buona volontà.
Marco Ianes – portavoce Costituente Ecologista Trentino.

sabato 19 maggio 2012

Costituente ecologista:un nuovo percorso per nuovi scenari politici

Non v’è dubbio che tutti, qui, siamo nauseati dal sistema politico attuale e da molti rappresentanti eletti dalle segreterie dei vari partiti, con una legge elettorale nazionale che poco ha a che vedere con un paese democratico. Vediamo la politica distante ad noi, che giornalmente abbiamo la necessità di lavorare , chi ancora può farlo, oppure di cercare un lavoro, per chi sta subendo direttamente questa crisi fortissima. Siamo in crisi economica, siamo in crisi politica, proprio perché la politica non ha saputo prevedere la crisi stessa e non sa programmare percorsi nuovi per ristrutturare un sistema che è lento, vecchio e stanco. Siamo sempre più distanti da questa politica dei servilismi, del malaffare, delle connivenze strane tra persone che non dovrebbero nemmeno avvicinarsi alla gestione dei beni pubblici; le persone come noi, gente comune, operai , impiegati, insegnanti,liberi professionisti, quindi un po’ tutte le categorie lavorative,, sono stanche di vedere l’attuale classe politica tergiversare sulle riforme reali; cincischiare sui tagli reali ai costi della politica, come i finanziamenti a partiti che spendono irrazionalmente e a volte illegalmente, i soldi pubblici; stanchi di vedere soldi nostri sprecati in gestioni amministrative assurde, investiti in percorsi che non sono più sostenibili, né economicamente, né tecnicamente; un piccolo esempio, riguarda la questione gestione dei rifiuti, anche qui nel nostro, per ora ancora ricco Trentino! Si persevera nel voler costruire un inceneritore, quando nemmeno le banche sono disponibili a finanziare il progetto; e se non finanziano le banche, vuol proprio dire che il sistema non regge! Eppure questa classe politica persevera; si continua su percorsi che non hanno più senso! Abbiamo una classe politica autoreferenziale, che non vuole mollare assolutamente il potere, che vede al ricambio generazionale e all’alternanza di governo con ostilità estrema: “largo ai giovani”, dicono, ma poi cercano in ogni modo di restare in sella ad un cavallo che, però, non è più in grado di correre, perché è stanco e avrebbe bisogno di forze nuove, di essere guidato in maniera diversa, da fantini più giovani, più leggeri magari!

Per questi motivi i cittadini che sentono e vivono questa sofferenza, devono trovare il coraggio e la volontà di impegnarsi attivamente nella politica al servizio del bene comune. Chi urla nelle piazze non fa anti-politica, fa politica in maniera diversa, certamente mettendo in risalto i lati negativi della politica stessa; certamente parla alla pancia della gente! Noi dobbiamo riuscire a parlare al cuore della gente, entrare nella mente con riflessioni e programmi, non certo con urla e proclami, che possono servire a scuotere le coscienze, certamente, ma non possono sostituirsi al dialogo tra le varie componenti della società, non possono sostituirsi alla politica fatta di ragionamenti, di proposte, di analisi attenta dei percorsi nuovi da intraprendere.

Programmare il nostro futuro, con basi diverse da quelle che ci hanno portato a questo momento di forte congiuntura e di grandi tensioni sociali; programmare il futuro mettendo in primo piano le persone, il lavoro, la salute legata all’ambiente in cui viviamo; il tutto passando per uno sviluppo economico sostenibile e innovativo. Non più legato solamente al PIL, bensì che tenga conto degli equilibri da salvaguardare in tema ambientale sicuramente, ma soprattutto tenendo al centro la dignità del soggetto”uomo”.

Da qui dobbiamo partire anche nel nostro Trentino, autonomo, sia per ricchezza economica, sia per gestione delle risorse stesse; spesso amministrate con clientelismi vari; ecco perché dobbiamo credere in un nuovo modo di fare politica; ecco perché dobbiamo coinvolgere tutte le persone di buona volontà attorno a questo progetto di aggregazione delle forze civiche e ambientaliste; superando le divergenze che ci sono tra le varie componenti e lavorare invece valorizzando i temi che uniscono queste espressioni essenziali della vita sociale. A questo vorrei lavorare per il futuro del Trentino e magari anche del nostro Paese. Per questo mi candido al ruolo di portavoce della costituente ecologista in Trentino. Per cercare di dialogare con tutte le componenti ambientaliste e con tutte le persone di buona volontà che vorranno collaborare con noi, per tentare di costruire veramente un percorso nuovo e di innovazione politica.

Marco Ianes - Trento

mercoledì 16 maggio 2012

La verità sui costi energetici: il fotovoltaico fa abbassare i costi dell’energia elettrica!

Domenica 13 maggio l'elettricità nelle ore di sole fra le 8 e le 18 costava circa 3 centesimi di euro per kWh mentre raggiungeva 9 centesimi di euro per kWh la sera in assenza dell'effetto fotovoltaico.
Esaminiamo un giorno lavorativo: lunedì 14 maggio la domanda è maggiore e le rinnovabili non sono sufficienti a tenere bassi i prezzi. Dalle 8 alle 18 il prezzo è intorno a 7 centesimi di euro per kWh. Da notare che la sera alle 21 senza l'effetto fotovoltaico il prezzo sale fino a 10 centesimi di euro per kWh !!
Prezzo dell'elettricità in borsa per il 15 maggio: circa 4 centesimi di euro per KWh tra le 12 e le 17 (fotovoltaico attivo) mentre fra le 18 e le 24 i consumi calano ma i prezzi salgono a 10 centesimi di euro al kWh !!. In quelle ore ( fra le 18 e le 24) non c'è l'effetto fotovoltaico.

Per gli scettici... andate a consultare sul sito ufficiale del GME. I dati sono a disposizione di tutti. Basta leggerli!

Smettiamola di dire che il fotovoltaico è un costo per la collettività! Esso contribuisce a far calare il costo dell’energia; solo che così, calano anche i profitti di ENEL e vari distributori, che chiedono di ridurre gli incentivi per limitare lo sviluppo del fotovoltaico; senza tale sviluppo i prezzi torneranno a salire ed i loro profitti pure! E noi, pagheremo di più l’energia elettrica. Come al solito, valgono di più i profitti delle multinazionali e di pochi eletti, rispetto a quelli della collettività. Ecco perché ogni 3-4 mesi circa, si sente parlare di revisione degli incentivi, con campagne mediatiche fuorvianti che criminalizzano gli incentivi. Invece, i dati parlano chiaro: il fotovoltaico contribuisce non poco all’abbassamento dei costi energetici; solo che fa calare i profitti delle multinazionali, perché risparmiano le imprese ed i piccoli privati, con il contenimento della spesa energetica nazionale. Bisogna capire però, cosa si vuole fare a livello politico: il bene di tutti o gli interessi delle multinazionali?

Marco Ianes - Trento

mercoledì 9 maggio 2012

Risparmiati 400 milioni di euro grazie al fotovoltaico! Altro che costi per la collettività.

Montanino (GSE): grazie al fotovoltaico scompare il picco di prezzo delle ore 11!!!
Il direttore della divisione operativa del Gestore Servizi Energetici (GSE), Gerardo Montanino, in occasione della quarta edizione dell’«Italian PV Summit, roadmap to grid parity», in corso di svolgimento nell’ambito della fiera Solarexpo di Verona, ha dichiarato che lo sviluppo del fotovoltaico in Italia ha permesso di eliminare il picco di prezzo delle ore 11 sul mercato elettrico. Secondo Montanino, «prima dell'esplosione del fotovoltaico dell'ultimo anno alla Borsa elettrica c'erano due picchi di prezzo, uno di giorno, verso le 11 di mattina, e uno di sera, verso le 18-20. Ora il picco delle 11 di mattina è praticamente scomparso, mentre quello serale è aumentato. La spiegazione è che il fotovoltaico, assieme alle altre rinnovabili, producendo a costi marginali nulli (non serve più combustibile per dare un chilowattora in più), di giorno fa concorrenza alle centrali tradizionali e riesce a contenere il prezzo dell'energia.
Si tratta dell’effetto peak shaving che nel 2011 ha fatto risparmiare 400 milioni di euro». …
Fonte: Expoenergie Srl; sintesi: PHOTON
www.solarexpo.com


Marco Ianes - Trento

domenica 29 aprile 2012

Greenpeace Italia anticipa al Fatto Quotidiano il suo rapporto su Enel, basato sulle ricerche della fondazione olandese SOMO e della European Environmental Agency (EEA). Investimenti minimi nelle nuove rinnovabili, sostegno anacronistico al carbone e nucleare all’estero



Su "Il Fatto Quotidiano" si trova un interessante documento relativo alla gestione di ENEL delle centrali a carbone. Mi chiedo come sia possibile che una società privata (ENEL è una S.P.A.) possa dettare legge a ministri e rappresentanti pubblici in tema di gestione del settore energia, in Italia. Infatti, manca un vero e proprio piano energetico nazionale, redatto senza interesse delle varie lobbies, ma che tenga conto di sviluppo eco-sostenibile e, soprattutto, di vera valorizzazione delle risorse naturali italiane: sole e vento! Carbone, petrolio e gas lo dobbiamo importare a costi altissimi, per elevati rendimenti economici di pochi attori, che poi riescono ad insinuare nella coscienza popolare, il fatto che le energie rinnovabili siano determinanti per gli incrementi recenti delle tariffe in bolletta. Con la complicità di un certo tipo di stampa, che vive grazie alla pubblicità sui propri giornali, proprio di questi attori che influenzano negativamente l'opinione pubblica. Però la verità è un'altra: le energie da fonti rinnovabili rappresentano il futuro ambientale, economico e di reale sviluppo del nostro Paese; se chi ci governa capisce questo ( e lo sanno già!), ma soprattutto se si capisse che le strade della ricerca e dello sviluppo in questo settore porteranno benefici per tutti, si riuscirà a trovare una delle strade che porteranno all'uscita della crisi attuale; non certo l'unica via, ma sicuramente uno dei percorsi da intraprendere per poter far ripartire la macchina industriale e produttiva italiana. Non è solo una questione di incentivi o meno; sicuramente c'è stata speculazione su un sistema incentivante nato male (guarda caso, però, ne hanno largamente approfittato proprio multinazionali come ENEL o similari); però, ora che ENEL stessa si è accorta che i propri profitti calano perché anche i piccoli produttori (perfino i piccoli privati su propria abitazione)possono accedere ad energia a costo quasi zero,vi è una forte spinta al taglio delle incentivazioni, per limitare i collegamenti in rete di tali impianti di auto-produzione. Non a caso, inoltre, ora l'energia costa di più la sera, proprio perché durante il giorno le energie rinnovabili contribuiscono a generare il fabbisogno nazionale, riducendo i consumi di altre materie prime. Come al solito, prevalgono gli interessi di pochi attori economici, rispetto al bene collettivo. Il tutto mascherato da oneri in bolletta cammuffati e attribuiti alle fonti rinnovabili; però aumentano petrolio, gas e carbone. Perchè di questo non si parla nell'incidenza dei costi in bolletta? Nuove strategie e pianificazioni energetiche devono essere attuate; ma chi deciderà su ciò, dovrebbe avere a cuore l'interesse generale, con una visione in prospettiva di crescita del sistema energetico italiano, valorizzando le risorse naturali a costo zero che abbiamo; ora non è così, poiché chi dirige il tutto, a vari livelli, ha interessi diretti o indiretti con i principali gestori privati e, quindi, se vuole conservare il posto che occupa, deve soggiacere ai diktat di questi attori del settore energetico. A scapito del bene collettivo e per il bene di pochi. Nulla di nuovo sotto il sole italiano!

Dal Fatto Quotidiano: 

Un morto al giorno, 366 l’anno per la precisione. Sono quelli riconducibili all’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone dell’Enel secondo la proiezione della Fondazione Somo per Greenpeace Italia. Applicando i parametri dell’Agenzia Europea per l’Ambiente alle emissioni in atmosfera delle centrali della compagnia ex pubblica emerge che “le morti premature associabili alla produzione di energia da fonti fossili di Enel per l’anno 2009 in Italia sono 460. I danni associati a queste stesse emissioni sono stimabili come prossimi ai 2,4 miliardi di euro. La produzione termoelettrica da carbone costituisce una percentuale preponderante di questi totali: a essa sono ascrivibili 366 morti premature (75%), per quell’anno, e danni per oltre 1,7 miliardi di euro (80%)”. Un responso implacabile che la Fondazione ha trasmesso all’Enel ricevendo, purtroppo, risposte molto elusive.
“Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili unito alla perdurante stagnazione della domanda di energia elettrica sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendo a rischio la possibilità di tali impianti di rimanere in esercizio”. L’ha dichiarato un mese fa Paolo Colombo, presidente dell’Enel, seguito a ruota dall’amministratore delegato Fulvio Conti, che ha chiesto di “correggere le forme di incentivi per le fonti rinnovabili” calibrando meglio i sussidi nel prossimo decreto allo studio del governo nazionale, per “dare impulso ad altre filiere”.
Il mondo sta cambiando, la produzione di energia è sempre più diffusa e decentrata, ma l’Enel non vuole mollare: il suo vecchio mondo, quello delle grandi centrali a gas, carbone, uranio, olio combustibile deve essere preservato. “Enel è entrata a gamba tesa sul tema dell’incentivazione alle rinnovabili – ha dichiarato a Repubblica.it il senatore del PD Francesco Ferrante – . Le cose sono due: o si tratta di disinformazione o di una sorta di confessione di chi guarda al passato e ha paura del futuro”.
Per Greenpeace Italia non ci sono dubbi: Enel ha paura delle rinnovabili perché è ancorata al passato o si affida a tecnologie di dubbia efficacia. “Se si eccettua l’idroelettrico, che in Italia è semplicemente un’eredità di investimenti passati e in altre regioni, come in America Latina, è collegato a progetti potenzialmente ad alto impatto ambientale, gli investimenti di Enel nelle rinnovabili sono minimi, specialmente in Italia ed Europa, dove la riduzione delle emissioni di Co2 è affidata al nucleare o a improbabili tecnologie come la cattura e sequestro del carbonio (Carbon Capture Storage o CCS)”, ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.
Nel suo rapporto, che ilfattoquotidiano.it ha ottenuto in anteprima, Greenpeace non si limita a puntare il dito, come ha già fatto più volte in passato, sul mix energetico “anacronistico” di Enel, ma analizza per la prima volta i costi esterni delle centrali Enel a carbone e petrolio. “Si tratta dei costi per l’ambiente, l’agricoltura e la salute dei cittadini. Sono voci di costo che non compaiono nei bilanci, perché la società non li paga. A pagare è però l’ecosistema nel suo complesso”.
Greenpeace fa riferimento a un rapporto della fondazione olandese SOMO, che uscirà nei prossimi mesi, e allo studio della EEA (European Environmental Agency), l’agenzia per l’ambiente dell’Unione Europea, uscito nel novembre del 2011. Lo studio dell’EEA individua i 20 impianti di produzione di energia più inquinanti in Europa. In Italia il primato spetta alla centrale a carbone Federico II di Brindisi, gestita dall’Enel, i cui costi esterni (calcolati dall’EEA) ammontavano a 707 milioni di euro nel 2009: una cifra che supera i profitti che Enel ottiene dalla centrale. “E’ un gioco pericoloso, che non vale la candela”, continua Onufrio. “I profitti sono ottenuti con un prezzo altissimo per l’ambiente e la salute”. Greenpeace Italia ha esteso la metodologia utilizzata dallo studio dell’EEA a tutte le centrali a carbone gestite da Enel in Italia ed è arrivata a conclusioni preoccupanti: “I costi esterni delle centrali a carbone sono di 1,7 miliardi di euro – oltre il 40% dell’utile che Enel ha ottenuto a livello consolidato, in tutto il mondo, nel 2011”, si legge nel rapporto. “Se alle attuali centrali si dovessero aggiungere quelle di Porto Tolle e Rossano Calabro – che potrebbero presto essere convertite da olio a carbone – i costi esterni potrebbero toccare la quota di 2,5 miliardi di euro all’anno, suddivisi in costi per la salute, danni alle colture agricole, costi da inquinamento dell’aria e da emissioni di Co2”.
Al termine del rapporto, Greenpeace chiede ad Enel di effettuare al più presto una valutazione dei costi esterni delle centrali a combustibili fossili, riportando i risultati all’interno del bilancio di sostenibilità. Tra i quesiti rivolti ad Enel non mancano i riferimenti al progetto per la centrale a carbone di Galati, in Romania, “in un’area già colpita da decenni di inquinamento dell’industria pesante rumena” e alla centrale Reftinskaya GRES, nella regione di Ekaterinburg, in Russia, che sarebbe stata accusata di “violazioni di norme ambientali” da parte delle autorità locali. Altre domande riguardano i reattori nucleari Cernavoda 3 e 4, che Enel gestisce in Slovacchia e il progetto Baltic NPP a Kaliningrad, in Russia, per la costruzione di un nuovo reattore nucleare.
Alcune delle domande di Greenpeace sono state inoltrate alla società dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Banca Etica) azionista “critico” di Enel dal 2007. Enel sarà tenuta a rispondere entro il giorno dell’assemblea, prevista per lunedì 30 aprile. Tra gli azionisti saranno presenti, oltre alla Fondazione di Banca Etica, anche il vescovo guatemalteco Alvaro Ramazzini – delegato dai Missionari Oblati – e l’attivista colombiano Miller Armin Dussan Calderon, professore dell’Università Surcolombiana e presidente di Assoquimbo, associazione dei comitati locali colombiani che presidiano il territorio contro la costruzione della diga Enel di Quimbo in Colombia. Ramazzini e Calderon porteranno in assemblea la voce delle popolazioni del sud del mondo impattate dai progetti idroelettrici della compagnia italiana. L’assemblea potrà essere seguita online sul sito del Fatto Quotidiano e su Twitter (#nonconimieisoldi e #azionisticritici). 
 di Marco Atella e Andrea Di Stefano

mercoledì 11 aprile 2012

Rinnovabili elettriche e conto energia FV, ecco cosa cambierà

Rinnovabili elettriche e conto energia FV, ecco cosa cambierà.

Fonte: www.qualenergia.it

Presentati oggi nel tardo pomeriggio, il quinto conto energia fotovoltaico e il decreto sull'incentivazione delle altre rinnovabili elettriche che avranno un notevole impatto sull'Italia delle energie pulite. Ci sono tagli per tutti e l'obbligo di registro anche per impianti relativamente piccoli. Una sintesi a caldo delle principali novità.

Presentati oggi nel tardo pomeriggio, il quinto conto energia fotovoltaico e il decreto sull'incentivazione delle altre rinnovabili elettriche. Due documenti che avranno un grosso impatto sull'Italia delle energie pulite. Ora, a caldo – appena usciti dalla conferenza stampa di presentazione – sintetizziamo gli elementi salienti dei due provvedimenti, che prima di finire in Gazzetta dovranno passare per l'Autorità per l'energia e la Conferenza Unificata Stato-Regioni.

La volontà politica dietro alla riforma è già stata ben spiegata nel comunicato diffuso poco fa dal ministero e dalle parole di Passera in conferenza stampa: si rivede al rialzo, portandolo dal 26 al 32-35%, l'obiettivo per le rinnovabili elettriche previsto dal Piano di azione nazionale (PAN), che peraltro si sta già per superare, ma si vuole tenere sotto controllo la crescita delle rinnovabili gestire il peso degli incentivi: dagli attuali circa 9 miliardi/anno (8,1 mld senza contare le assimilate da CIP6) non si vuole andare oltre ai 12 miliardi anno al 2020, “mentre con il sistema attuale saremmo avviati verso i 15 miliardi annui” è stato detto nel corso della conferenza stampa.

Altra direttrice politica è spostare il mix verso le fonti con i migliori rapporti costi-benefici (per l'occasione è stata rispolverata la famosa curva di McKinsey del 2009) e verso le tecnologie con maggiori ricadute sulla filiera economica del Paese: stando alle stime ministeriali (vedi grafico) questo vuol dire togliere di più al FV, il cui volume d'affari resterebbe ancora solo per il 50% entro i confini nazionali, e meno ad altre fonti come geotermia e biomasse, la cui filiera è per l'80-90% italiana.

Infine, attraverso meccanismi di competizione (aste) e governo dei volumi (registri), si tenta di tenere sotto controllo il settore, che ha visto riduzioni dei costi delle tecnologie che spesso non sono stati valutati con attenzione e per tempo da chi ha deciso l'entità.

Ma vediamo le novità principali, cioè quelle del decreto sulle rinnovabili elettriche diverse dal FV e poi quelle del quinto conto energia fotovoltaico.

I nuovi incentivi per le rinnovabili elettriche entreranno in vigore dal primo gennaio 2013 e, secondo gli schemi ministeriali, dovrebbero contenere la spesa entro un limite di 5-5,5 miliardi di E/anno, partendo dai circa 3,5 mld attuali. Nel grafico le riduzioni di incentivo indicative previste per le varie fonti:



A questi tagli si aggiungono le nuove procedure di accesso agli incentivi: gli impianti sopra i 5 MW di potenza (20 MW per geotermia e idroelettrico) dovranno farlo tramite un sistema di aste. Per quelli tra i 50 kW e 5 MW l'accesso sarà subordinato all'iscrizione al registro nel quale verrà data precedenza secondo determinati criteri (data di iscrizione, minor potenza, ecc.). Solo gli impianti sotto i 50 kW di potenza saranno esonerati dall'iscrizione al registro, ma la potenza installata da questi andrà comunque ad erodere il tetto di risorse economiche destinate ad ogni tecnologia per il registro dell'anno successivo. Nel grafico sotto i tetti indicativi previsti.


Stessi principi troviamo anche nel quinto conto energia per il fotovoltaico, che entrerà in vigore dopo il primo luglio al superamento della soglia dei 6 miliardi di spesa per gli incentivi: cosa che ci si aspetta accada tra luglio e ottobre, visto che attualmente abbiamo passato i 5,6.

Anche qui vediamo l'introduzione dei registri, con l'obiettivo di contenere il mercato entro i 2-3 GW l'anno e di non far superare la soglia di spesa di 6,5 miliardi (questo nuovo conto energia dunque potrà incentivare per soli 500 milioni l'anno). Dovranno iscriversi al registro tutti gli impianti sopra ai 12 kW. La priorità verrà data secondo criteri particolari: taglia, intgrazione, etc (qui la lista). Anche qui le installazioni la potenza installata in impianti non soggetti a registro (dunque sotto ai 12 kW) andrà comunque ad erodere il tetto di potenza incentivabile per ogni tecnologia per il registro per l'anno successivo.

Infine qui sotto trovate le riduzioni indicative che il quinto conto energia porterà agli incentivi per il fotovoltaico. Dovrebbero restare alcuni premi come quelli per gli impianti a concentrazione o con caratteristiche innovative.

Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori dettagli.

Marco Ianes

venerdì 6 aprile 2012

Salviamo il futuro delle rinnovabili: manifestazione a Roma il 18 aprile

Il 18 Aprile in piazza per le energie pulite

Ore 11:00

Piazza Montecitorio, Roma

Le fonti pulite stanno cambiando il sistema energetico italiano con vantaggi che diventano sempre più evidenti in termini di produzione (che ha raggiunto il 26,6% rispetto ai consumi elettrici nel 2011), di riduzione delle spese legate al protocollo di Kyoto, di creazione di oltre 100mila nuovi posti di lavoro, ma anche economici complessivi per il Paese e oggi anche di riduzione del costo dell’elettricità nel mercato elettrico all’ora di picco grazie al solare e all’eolico.

Questa prospettiva è in pericolo, proprio perché sta mettendo in crisi i grandi gruppi energetici e gli impianti di produzione di energia elettrica da carbone, petrolio e gas. E’ in corso una campagna mediatica che sta mettendo in luce solo i rischi e gli impatti in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese, i cittadini e le aziende da una prospettiva di investimento in un modello energetico pulito, efficiente, distribuito. Purtroppo, invece di approvare i decreti attuativi per le rinnovabili termiche e quelle elettriche (fotovoltaico escluso) che si attendono da settembre, ora si parla di tagli radicali degli incentivi per il fotovoltaico con un, nuovo, quinto conto energia e di limiti e tagli per tutte le altre fonti. Soprattutto, si vuole mettere tetti annui di spesa, aste difficilmente efficaci e registri per ogni tipologia di impianto che non sia domestico, togliendo ogni certezza agli investimenti.

Il mondo delle rinnovabili, le imprese nate in questi anni, gli oltre 100mila nuovi occupati, le associazioni di settore e ambientaliste scendono in piazza per contrastare questa prospettiva. Non è accettabile che decisioni di questo genere vengano prese senza un confronto trasparente e una seria analisi costi/benefici. Soprattutto, noi pensiamo che le rinnovabili debbano essere al centro del futuro energetico dell’Italia.

SOS Rinnovabili invita tutti a mobilitarsi, manifestando il 18 aprile a Roma e diffondendo l’iniziativa quanto più possibile.