"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


mercoledì 30 dicembre 2009

via Bettino Craxi, politico,corrotto,latitante....

Quando passerete da Milano, magari nella futura strada intitolata a Bettino Craxi, ricordatevi chi è stato il "signore" in questione...; e se non vi rammentate dei fatti, ecco un interessante sunto, proposto dal giornalista Marco Travaglio, che riporto fedelmente.
Ogni ulteriore commento è veramente superfluo.
Buona lettura.
Marco Ianes

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Articolo di Marco Travaglio pubblicato su "il Fatto Quotidiano" di oggi a pagina 6.

"Al momento della morte, nel gennaio del 2000, Bettino Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese). Altri processi furono estinti “per morte del reo”: quelli in cui aveva collezionato tre condanne in appello a 3 anni per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in primo grado prescritta in appello per All Iberian; tre rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e della cooperazione col Terzo Mondo.
Nella caccia al tesoro, anzi ai tesori di Craxi sparsi per il mondo tra Svizzera, Liechtenstein, Caraibi ed Estremo Oriente, il pool Mani Pulite ha accertato introiti per almeno 150 miliardi di lire, movimentati e gestiti da vari prestanome: Giallombardo, Tradati, Raggio, Vallado, Larini e il duo Gianfranco Troielli & Agostino Ruju (protagonisti di un tourbillon di conti e operazioni fra HongKong e Bahamas, tuttora avvolti nel mistero per le mancate risposte alle rogatorie).

Finanziamenti per il Psi?
No, Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari. Principalmente su quattro conti personali: quello intestato alla società panamense Constellation Financière presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding 7105 presso la Claridien Bank di Ginevra; quello intestato a un’altra panamense, la International Gold Coast, presso l’American Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz. “Craxi – si legge nella sentenza All Iberian confermata in Cassazione - è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti… non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti”.
Su Constellation Financiere e Northern Holding - conti gestiti dal suo compagno di scuola Giorgio Tradati - riceve nel 1991-‘92 la maxitangente da 21 miliardi versata da Berlusconi dopo la legge Mammì. Sul Northern Holding incassa almeno 35 miliardi da aziende pubbliche, come Ansaldo e Italimpianti, e private, come Calcestruzzi e Techint.

Nel 1998 la Cassazione dispone il sequestro conservativo dei beni di Craxi per 54 miliardi. Ma nel frattempo sono spariti. Secondo i laudatores, Craxi fu condannato in base al teorema “non poteva non sapere”. Ma nessuna condanna definitiva cita mai quell’espressione. Anzi la Corte d’appello di Milano scrive nella sentenza All Iberian poi divenuta definitiva: “Non ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul presunto addebito a Craxi di responsabilità di ‘posizione’ per fatti da altri commessi, risultando dalle dichiarazioni di Tradati che egli si informava sempre dettagliatamente dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi compiuti”.

Tutto era cominciato “nei primi anni 80” quando – racconta Tradati a Di Pietro – “Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière, ndr). Funzionava cosí: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto”. Su cui cominciano ad arrivare “somme consistenti”: nel 1986 ammontano già a 15 miliardi.
Poi il deposito si sdoppia e nasce il conto International Gold Coast, affiancato dal conto di transito Northern Holding, messo a disposizione dal funzionario dell’American Express, Hugo Cimenti, per rendere meno identificabili i versamenti. Anche lí confluiscono ben presto 15 miliardi.
Come distinguere i versamenti per Cimenti da quelli per Tradati, cioè per Craxi?

“Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano”. Poi esplode Tangentopoli. “Il 10 febbraio ‘93 Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro (Raggio, ndr): so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro… I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi”.
Raggio va in Svizzera, spazzola il bottino di Bettino e fugge in Messico con 40 miliardi e la contessa Vacca Agusta. I soldi finiscono su depositi cifrati alle Bahamas, alle Cayman e a Panama.
Che uso faceva Craxi dei fondi esteri? “Craxi – riepilogano i giudici – dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo [l’Ivanohe] a Roma, intestati alla Pieroni”. Alla quale faceva pure pagare “la servitú, l’autista e la segretaria”.
Alla tv della Pieroni arrivarono poi 1 miliardo da Giallombardo e 3 da Raggio. Craxi lo diceva sempre, a Tradati: “Diversificare gli investimenti”.
Tradati eseguiva: “Due operazioni immobiliari a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile”. Bettino regalò una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba).

E il Psi, finito in bolletta per esaurimento dei canali di finanziamento occulto? “Raggio ha manifestato stupore per il fatto che, dopo la sua cessazione dalla carica di segretario del Psi, Craxi si sia astenuto dal consegnare al suo successore i fondi contenuti nei conti esteri”.
Anche Raggio vuota il sacco e confessa di avere speso 15 miliardi del tesoro craxiano per le spese della sua sontuosa latitanza in Messico.

E il resto?
Lo restituì a Bettino, oltre ad acquistargli un aereo privato Sitation da 1,5 milioni di dollari e a disporre –scrivono i giudici– “bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti: 100.000 dollari al finanziere arabo Zuhair AlKatheeb” e 80 milioni di lire(«$ 40.000/s. Fr. 50.000 Bank of Kuwait Lnd») per “un’abitazione affittata dal figlio di Craxi (Bobo, ndr) in Costa Azzurra”, a Saint-Tropez, “per sottrarlo - spiega Raggio - al clima poco favorevole creatosi a Milano”.
Anche Bobo, a suo modo, esule.

Quando i difensori di Craxi ricorrono davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella speranza di ribaltare la condanna Mm, vengono respinti con perdite. “Non è possibile – scrivono i giudici di Strasburgo il 31 ottobre 2001 – pensare che i rappresentanti della Procura abbiano abusato dei loro poteri”. Anzi, l’iter dibattimentale “seguí i canoni del giusto processo” e le proteste dell’imputato sulla parzialità dei giudici “non si fondano su nessun elemento concreto… Va ricordato che il ricorrente è stato condannato per corruzione e non per le sue idee politiche”.

martedì 22 dicembre 2009

Natale in arrivo...



E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.
E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano,nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e le tue debolezze.
E’ Natale ogni volta che credi in un futuro migliore per tutti.
E’ Natale ogni volta che credi di poter migliorare il mondo in cui vivi, con la semplicità dei tuoi giorni, ma con la coerenza del tuo pensiero libero.
E’ Natale ogni volta che credi che ogni giorno possa essere Natale.


I più sinceri auguri a tutti, per un sereno e lieto Natale.

Un abbraccio sincero a tutti gli amici e conoscenti.

AUGURI A TUTTI:
in Inglese Merry Christmas
in Spagnolo Feliz Navidad
in Francese Joyeux Noel
in Tedesco Froehliche Weihnachten
in Svedese Glad Yul
in Polacco Weselych Swiat
in Giapponese Kurisumasu Omedeto
in Rumeno Sarbatori vesele
in Albanese Gezur Krislinjden

mercoledì 16 dicembre 2009

Finanziaria: le tristi realtà!

Ecco l'intervento di Antonio Borghesi alla camera, sulla finanziaria; ascoltatelo e capite cosa sta succedendo!


lunedì 14 dicembre 2009

Aggressione a Berlusconi: condanna totale per l'atto violento.

Gravissimo l'atto di violenza subito da Berlusconi: ecco una riflessione dell'on. Massimo Donadi, capogruppo alla camera di Italia dei Valori, che propongo come sintesi e come linea guida del partito; come al solito sono state strumentalizzate le parole di Di Pietro e quindi ecco la verità sul pensiero di Italia dei Valori.
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Dal blog di MASSIMO DONADI:
Il volto insanguinato e ferito del premier colpisce come un pugno allo stomaco. E’ il viso di un uomo spaventato, fragile, tremante che, all’improvviso, mostra tutti gli anni che ha. Guardo quel volto e vedo l’uomo, non l’avversario politico, per questo il mio sentimento è di umana pietà. Non ci possono essere ambiguità al riguardo. Episodi di tale violenza devono essere condannati senza se e senza ma. Provo orrore e vergogna per i gruppi di facebook che stanno nascendo in queste ore e che inneggiano all’autore di questo atto violento, un uomo con gravi problemi mentali.Sono attimi convulsi quelli che hanno seguito il ferimento del premier, minuti concitati durante i quali si è temuto il peggio, un attentato dalle proporzioni ben più drammatiche. Poi, a tragedia evitata, inizia il balletto assurdo e ipocrita della politica.Non sono passati neanche venti minuti dall’aggressione al premier che il solito Capezzone detta alle agenzie le sue perle di saggezza: “I seminatori d’odio fanno scuola”. Sappiamo chi sono i seminatori d’odio per Capezzone: Repubblica, Di Pietro ed il Tg3. Sette minuti prima di Capezzone, Di Pietro, intervistato dall’Adnkronos, dice “Io non voglio che ci sia mai violenza ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza”. Tecnicamente, l’agenzia di Capezzone e l’intervista di Di Pietro sono coeve, avvengono in contemporanea, anche se quella di Di Pietro appare nelle agenzie qualche minuto prima. Ma è l’unica voce fuori dal coro dell’ipocrisia, quella di Di Pietro, che scatena il solito inferno. Non quelle di Capezzone che ha già individuato prima della polizia i colpevoli.Quando accadono fatti di tale gravità, si devono necessariamente contestualizzare politicamente e socialmente i fatti, perché solo così facendo si può forse arrivare a capire la verità che si nasconde dietro un gesto sconsiderato. E’ questo quello che, Di Pietro a caldo e Rosy Bindi a freddo, hanno fatto ieri. Hanno espresso umana solidarietà e vicinanza al premier, senza se e senza ma, poi, con l’onestà intellettuale e politica che li caratterizza entrambi, hanno cercato di capire e di comprendere il folle gesto, senza ipocrisia.E la realtà di questo Paese, se si è politici veri e non ipocriti di palazzo, abituati ad andare in piazza e nelle fabbrica, ad ascoltare i problemi delle famiglie e dei lavoratori, è di tensione, allarme e, in molti casi, di disperazione sociale. D’altronde, è da giorni che Di Pietro lo va ripetendo. E si doveva essere ciechi e sordi per non capire. E cosa ha fatto il governo sino ad oggi per contrastare la crisi economica? E’ rimasto a guardare. Chi mentre il Paese va alla deriva, travolto dalla più grave crisi economica di tutti i tempi, ha messo al centro dell’azione di governo, non il lavoro, la scuola, i precari, ma i guai giudiziari del premier?In questo clima difficile e teso la mente di una persona disturbata può trovare conforto ai suoi pensieri più esecrabili e folli. Su questo dovrebbero riflettere i tanti soloni del centrodestra, invece di fare a gara a chi pronuncia la fatwa più dura nei confronti di Di Pietro. E su questo dovrebbe riflette anche Casini che, fino a due giorni fa, invocava “uno schieramento repubblicano a presidio della democrazia”. E Franceschini che, solo due giorni fa, parlava di mettere in piedi una specie di nuovo Comitato di Liberazione nazionale, lasciando entrambi chiaramente intendere che in Italia la democrazia è in pericolo.Cosa è cambiato da due giorni a questa parte? Erano ipocriti allora o sono ipocriti oggi che, per partecipare alla grande gara della solidarietà, fingono di non ricordarsi più quello che hanno detto due giorni fa? Noi siamo coerenti e diciamo, senza mezzi termini, che fino a quando l’agenda del Governo sarà quella di smantellare la giustizia e delegittimare sistematicamente la Corte costituzionale e la presidenza della Repubblica, noi non volteremo la testa dall’altra parte e continueremo a contrastare l’azione di questo Governo con tutte le nostre forze. Ribadiamo, quindi, che la solidarietà verso l’uomo Berlusconi è piena e convinta ma i toni del confronto politico, per quanto ci riguarda, potranno cambiare soltanto quando dall’agenda del Governo spariranno le leggi ad personam e tutte le altre nefandezze che, da un anno, tengono il Paese inchiodato e ci si occuperà, finalmente, dei temi del lavoro, della solidarietà e del rilancio complessivo di un paese sfibrato da 15 anni di berlusconismo.

lunedì 30 novembre 2009

RIFORMA SCOLASTICA:PARLIAMONE!


ITALIA DEI VALORI PER IL COMUNE DI TRENTO

CHE FORMA HA LA RIFORMA?

LA SCUOLA TRENTINA SI INTERROGA SUL SUO FUTURO, TRA PROPOSTE E PROTESTE.

AULA 7 – FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA DI TRENTO ENTRATA DA VIA ROSMINI,27 – PIANO -1

VENERDÌ 4 DICEMBRE 2009 – ORE 16:00



Interventi di:
· On. Pierfelice Zazzera – deputato di Italia dei Valori - Componente della commissione "VII Cultura scienza e istruzione".
· Matteo Dalla Torre – docente di discipline giuridiche nella scuola superiore.
· Giovanna Giugni – docente di discipline giuridiche nella scuola superiore – consigliere comunale di Trento.
· Marco Ianes – docente di discipline tecniche nella formazione professionale – referente del commissario straordinario di Trento.
È stata invitata a partecipare la dott.ssa Marta Dalmaso – assessore provinciale all’Istruzione e Sport.
Docenti,genitori, studenti e cittadini sono invitati a partecipare.

giovedì 26 novembre 2009

COMUNITA’ DI VALLE: ALTRI SOLDI PUBBLICI BUTTATI.


Da sempre, Italia dei Valori è contraria all'istituzione delle comunità di valle. Lo abbiamo sempre detto, lo abbiamo anche dichiarato più volte, pubblicamente e nei nostri programmi. Siamo una popolazione di circa mezzo milione di abitanti (nemmeno una metropoli!) e abbiamo 5 livelli di governo: regione, provincia, comuni, comunità di valle e circoscrizioni! Manca solo la riunione di condominio, dove eleggere il presidente di turno, a cui dare una bella indennità e siamo a posto!
Ora, sono state istituite queste comunità di valle e cominceranno a "succhiare" soldi pubblici, prima ancora che vengano attribuite competenze e, soprattutto, sedi, poiché non ancora definite; membri saranno i consiglieri comunali, già eletti per altre funzioni, ma non paghi, diventeranno anche membri delle comunità di valle! A ciò, si aggiunge la tristissima vicenda dei giorni scorsi, dove il consiglio provinciale ha approvato il fatto che, il giorno delle elezioni dei rappresentanti dei cittadini nelle comunità di valle, sarà diverso dal giorno previsto per i rinnovi dei consigli comunali, programmati nel maggio 2010. Invece che istituire un "election day", dove si sarebbero potuti eleggere tutti i rappresentanti, comunali e delle comunità di valle, è stato deciso di rimandare ad ottobre l'elezione dei secondi! Il tutto costerà, alla comunità trentina, la bellezza di circa DUE MILIONI di euro in più!
Intanto le aziende trentine sono in difficoltà, molte famiglie stentano ad arrivare a fine mese e la scuola subirà tagli incredibili, dettati da una riforma per nulla condivisa dagli operatori e dagli utenti e mai discussa all’interno della coalizione di maggioranza.
Lo spreco di denaro pubblico è enorme; già di per se spropositato con la costituzione delle comunità di valle stesse, ancora maggiore con la separazione delle date delle elezioni; la responsabilità delle minoranze, che hanno minacciato l’ostruzionismo in consiglio provinciale è enorme, ma la maggioranza non è esente da colpe, perché, invece di combattere politicamente i tentativi ostruzionistici, ha accettato supinamente il compromesso, cedendo ai pretesti messi in campo per favorire una corretta informazione agli elettori. Ma davvero si pensa che, da qui a maggio,gli elettori non sarebbero stati in grado di documentarsi in merito alle elezioni delle comunità di valle? Ma dove pensate vivano gli elettori? Credo che la politica dovrebbe rivedere molti atteggiamenti superficiali, che costano alla collettività, che pesano sull’economia delle famiglie. Cosa avremmo potuto fare con quei DUE MILIONI di euro, letteralmente buttati via? Qualche casa in più, qualche aiuto a famiglie in difficoltà, qualche finanziamento all’istruzione, sempre più penalizzata?
Una proposta provocatoria: ai consiglieri provinciali, chiediamo di restituire tale cifra; due milioni di euro diviso trentasei consiglieri, fanno “solo” 55.555 euro a testa! Attendiamo il rimborso e non vacue parole di rimpianto! Così avremmo evitato gli ostruzionismi delle minoranze e pure gli sprechi, dando un esempio di sobrietà e di vicinanza ai cittadini!

Marco Ianes – referente del commissario straordinario di Italia dei Valori del Trentino

lunedì 9 novembre 2009

IL CORAGGIO DI ESSERE LIBERI

Un nuovo modo di fare politica; ecco, in questa frase viene rappresentata la volontà di Italia dei Valori nel proporre una nuova via, un nuovo percorso da intraprendere per tentare di far rinascere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella politica. A Vasto, al raduno nazionale di Italia dei Valori, si è parlato di "alternativa di governo"; si è parlato di idee per un futuro migliore del nostro Paese, di proposte vere e reali per governare il Paese, per il bene di tutti i cittadini. Ma non solo! Si è parlato di cosa sta evolvendo nel partito stesso. Si è definito chiaramente che Italia dei Valori è un partito post-ideologico, un partito non di destra, non di sinistra, non di centro, ma un partito di idee, di soluzioni, di proposte reali. In quest'ottica, anche a Trento, con coerenza al programma nazionale e locale, si è deciso di dire NO all'inceneritore; di dire NO ad un punto del programma di coalizione; si è scelto di "essere opposizione seria e propositiva, all'interno della maggioranza"! Si è scelto un NO, coerente con quanto dichiarato sin dall'inizio del sostegno al candidato sindaco Andreatta, il quale sapeva bene la nostra posizione e l'ha accettata, fin dall'inizio; sapeva che avremmo agito con spirito critico su questo tema, con coerenza ai programmi nazionali, con coerenza alla salvaguardia dell'ambiente, da sempre cara ad Italia dei Valori. Non esiste voto a destra o a sinistra quando si parla di ambiente, quando si parla di benessere dei cittadini; l'insalubrità di un inceneritore non è di destra né di sinistra; esiste e basta! Non è comprensibile arroccarsi su posizioni vecchie ed obsolete, stereotipate, di "voto con la destra", quando si parla di ambiente e salute; la mozione proposta dalle minoranze era una mozione fatta di contenuti logici e sensati e perciò è stata avvallata da Italia dei Valori, con un voto tutt'altro che inutile; un voto libero da schemi precostituiti, un voto chiaro e coerente con il programma di partito, un voto che rispecchia "il coraggio di essere liberi", la volontà di fare politica in maniera diversa e fuori dai soliti schemi preconfezionati. Può non piacere a chi vive ancora di vecchi modi di far politica, a chi crede che non esprimersi sia meglio che dire NO in maniera chiara ed inequivocabile! Ma non è più tempo di questo modo di fare politica, almeno non con Italia dei Valori.
Marco Ianes - Italia dei Valori Trentino

domenica 1 novembre 2009

Inceneritore: altri motivi per dire no! e continuiamo a dire NO!

Lasciamo perdere le considerazioni sulla salute dei cittadini, in merito all’inceneritore! Non perché non siano importanti, tutt’altro, perché è ormai noto a tutti in maniera inequivocabile, che l’inceneritore aumenta in maniera esponenziale l’inquinamento e aggrava la situazione ambientale trentina, con logico e conseguente aumento del pericolo di malattie polmonari e sviluppo di neoplasie. Vorrei spostare la riflessione su altri punti, che potrebbero determinare altre motivazioni a sfavore della realizzazione di un inceneritore a Trento. L’inquinamento delle colture, dei vigneti e dei meleti della zona potrebbero danneggiare seriamente l’immagine del Trentino produttore di ottimi vini e ottime mele! Ma ci avete pensato se, dopo qualche anno di attività dell’inceneritore si scoprisse che le colture sono inquinate, che tremendo colpo sarebbe per l’economia trentina? E poi ancora: il turismo. Aria di montagna, fresca e frizzante dei monti del Trentino; ci pensate se, sempre tra qualche anno, si scoprisse, come probabilmente sarà, l’aria del Trentino non sarà più così appetibile per venire a sciare, o per andare al lago? Che altro tremendo colpo per l’economia del Trentino. Da qualsiasi parte si voglia guardare, in qualsiasi campo si voglia analizzare la questione, si trovano validi motivi per contrastare quest’opera faraonica voluta a tutti costi. Già, i costi; ma siamo sicuri di aver fatto bene i conti o abbiamo solo valutato i costi “spiccioli” per la costruzione? E tutto il resto? Tutti i costi accessori, derivati dai danni che nel tempo si avranno, come sono stati considerati? Mi sembra che le valutazioni siano state molto superficiali e per nulla tese a cercare soluzioni alternative che non mettano a rischio l’incolumità della popolazione in primis e dell’economia trentina poi. Altre alternative ci sono, anche se continuano a dirci di no; la differenziata spinta potrebbe portare all’inutilità dell’opera; la realizzazione dell’opera, invece, sicuramente porterà ad uno stop o addirittura ad una recessione della raccolta differenziata: a Brescia si attesta sul 40%: ovvia conseguenza della scelta di incenerire. Per ultimo, concludo dicendo che, finché l’inceneritore non è costruito possiamo ancora cambiare idea; non condivido l’idea di accettare questa decisione come definitiva e irrevocabile; la città ed il Trentino sono di tutti i trentini e non smetteremo di provare a far sentire la nostra voce di dissenso, in maniera civile e propositiva, come abbiamo sempre fatto. La nostra posizione contro l’inceneritore è sempre stata nota a tutti, dichiarata anche in fase di elezioni e condivisa da tutti. E coerentemente con questa linea, continueremo a darci da fare per portare avanti questa idea, anche se qualcuno di noi si sta perdendo per strada, come appare da un quotidiano locale di oggi, dove un iscritto critica il no all'inceneritore della nostra consigliera comunale, accusandola di aver appoggiato una mozione della minoranza; la mozione, però, non era politica, ma tecnica e se, come ribadito a Vasto, ci definiamo un partito post-ideologico, dobbiamo avere la coerenza di dare forza alle proposte di merito e intelligenti, anche se formulate dall'opposizione! Facendo diversamente avremmo dato luogo ad un comportamento non in linea con il partito, che ci chiede di fare politica con metodi diversi dai soliti schemi! Qualcun altro ha preferito lasciare l'aula, in consessi più importanti del consiglio comunale; si sappia che tale comportamento non è molto gradito al nostro elettorato, il quale ha eletto i propri rappresentanti per prendere decisioni e posizioni inequivocabili, soprattutto su temi delicati come quello dell'inceneritore! Troppo comodo dire di NO quando si è all'opposizione; bisogna continuare nelle proprie idee anche con i fatti, anche quando si è forza di maggioranza, facendo "opposizione all'interno della maggioranza", come ci disse Leoluca Orlando, nella sua ultima visita in campagna elettorale per le comunali. Troppo comodo alzarsi e non esprimere il voto! Troppo comodo "non disturbare", con il dissenso chiaro ed inequivocabile, i potenti della maggioranza! Questa non è la politica di Italia dei Valori!