"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


martedì 20 febbraio 2024

MADONNA DI CAMPIGLIO: ANCORA CONSUMO DI TERRITORIO IN NOME DEL DIO SOLDO!

CONSUMO DI TERRITORIO ZERO? 

Solo una farsa!

Dal Fatto Quotidiano: 




Marco Ianes - Trento

venerdì 11 agosto 2023

Gestione orsi e lupi, solo odio, terrore e violenza in Trentino!

#svilupposostenibile #buodiversità
POLITICA CIECA, BUGIARDA E ASSASSINA.

Solo politica urlata, solo abbattere, pare il verbo imperativo di un presidente che non sa proporre idee, non sa costruire futuro per il Trentino.
Si vuole a tutti i costi abbattere un’orsa, dando in pasto il sacrificio, al popolo urlante, che in una psicosi collettiva pare aver perso quel senso della ragione e della pratica che da sempre contraddistingueva l’essere trentini.
E si annuncia in maniera roboante, per l’ennesima volta, che un’orsa, che ha fatto un falso attacco per difendere il proprio cucciolo, dopo essere stata svegliata da due improvvidi cacciatori in esplorazione mattutina, deve essere abbattuta.
Ma non ci si rende conto che non è la soluzione al problema della gestione della fauna selvatica. Così come è assurda la decisione di abbattere due lupi, a caso, presso malga Boldera, dichiarata iperprotetta falsamente, come invece abbiamo evidenziato con la nostra visita, smentendo chiaramente le dichiarazioni di alta tecnologia applicata; anche qui, abbattere, a caso, solo per soddisfare il desiderio di vendetta. Ma è noto anche statisticamente che 81% delle predazioni è avvenuto dove non c’era alcuna protezione. E allora cosa vogliamo insistere su percorsi assurdi, che non danno soluzioni, ma pongono il Trentino in una visione globale di medioevo e incapacità di gestione?
Ma che senso ha tutto ciò? Perché la gente si ostina a credere che questi provvedimenti possano essere determinanti per risolvere la questione grandi carnivori? Perché allevatori, pastori, gente di montagna, cade nella trappola della violenza facile di un presidente che sa solo parlare di uccidere, uccidere e uccidere?
Servono soldi per imprese di montagna per adeguare le strutture? Mettiamoli in campo seriamente, per cani da guardiania, recinzioni adeguate, sgravi fiscali per assunzioni aggiuntive di personale per pastorizia e controlli, tecnologia di monitoraggio della fauna.
Queste sono tematiche da politica seria. Questo che abbiamo sempre detto, oltre ad aver alzato la voce per tutelare orsi e lupi.
Una marea di proposte fatte e che continuiamo a fare, ma si preferisce additarci come estremisti, per cavalcare meglio l’onda di un presidente che cerca solo consensi elettorali presso i creduloni che pensano che abbattere sia la soluzione. Ma la natura ha le sue regole e se impariamo a capirle e gestiamo con intelligenza e preparazione le dinamiche, risolviamo i problemi e magari li possiamo anche usare come veicoli di promozione sostenibile di quel Trentino che Fugatti e la sua giunta stanno distruggendo come fotografia internazionale.
Invece i creduloni si bevono ancora la storia dell’abbattimento, come unica soluzione propinata da un presidente che è in grado, e i fatti lo hanno dimostrato finora, di governare il Trentino.
E USA GLI ORSI E I LUPI, TUTTI I GIORNI, per nascondere la sua incapacità di governo nel gestire la sanità allo sbando, la scuola in affanno , tagli radicali alle strutture sociali di integrazione, che portano a casi estremi come quello di Rovereto.
Ma gli orsi e i lupi sono comodi per riempire le pagine dei giornali e nascondere l’inettitudine di questo governo provinciale, che sa solo usare parole come abbattere, uccidere, eliminare.
Cominciamo a parlare di convivere, sostenere gli sforzi dell’economia di montagna con i fatti, non con le chiacchiere come Fugatti, Zanotelli, Tonina, Failoni e compagnia cantante!
Ottobre si avvicina, svegliamoci trentini, non lasciamoci prendere dalla foga della violenza istituzionale; porta solo danni economici e ritorni di immagine devastanti per il nostro turismo, come chiaramente è stato fatto da questo presidente, andando nei talk show a urlare che il Trentino è un luogo pericoloso: Poverello lui e tutti coloro che lo hanno applaudito, ignorando che l’autolesionismo era stato avviato.
E avanti con la violenza di questo presidentissimo di “prima i trentini”… ad essere ingannati. 
A ottobre vedremo se sarà la pancia dei trentini a votare, oppure se tornerà un po’ di buon senso, unito alla voglia di salvare la propria economia, avviata sulla via del declino da una politica cieca e sorda.
Qui il link alla situazione reale di malga Boldera: 

https://youtu.be/TwMDicJ0a8o



domenica 21 agosto 2022

Flat Tax, vera fregatura per ceto medio - basso, eppure li votano ugualmente!

#elezionipolitiche #FlatTax

Una piccola considerazione, prima che parta la bagarre della campagna elettorale.

Dunque uno dei cavalli di battaglia del centro destra MELONI-SALVINI-BERLUSCONI è quello di proporre una flat tax; che significa? Un’aliquota fissa per tutti; chi dice il 15%, chi il 23%, cambia poco.

Allora facciamo un esempio; un ricco signore pagherà il 23% del proprio reddito, anzichè il 43% attuale; avrà più soldi, molti di più; l’operaio medio continuerà a pagare il 23% come prima, quindi non avrà benefici. E già qui, mi chiedo perché un operaio dovrebbe votare per chi lo vuole fregare.

Ma il peggio deriva dai mancati introiti per lo stato; dove si troveranno i miliardi di euro mancanti dalle riduzioni di imposta enormi sui già ricchi? Ovviamente tagliando i servizi comuni, come sanità, aumenti di stipendi e pensioni, aumenti sulle tasse dei beni di consumo generale. Altra batosta su chi? Ma sempre sui ceti meno abbienti, poiché il ricco non ha certo problemi, anzi avrà addirittura più soldi.

Ora, che gli operai, insegnanti, insomma chi ha un reddito da dipendente voti il centro destra mi pare davvero una scelta molto autolesionista. Non ci si lamenti poi, mi raccomando.

Questa è matematica, signori, non opinione politica.

Per la parte politica ricordo che la Costituzione, art. 53, dice che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita' contributiva. Il sistema tributario e' informato a criteri di progressivita'.”

Giusto per dire, sempre valga ancora la Costituzione.

Avanti così italiani, votando chi promette cose assurde, pure contro i propri interessi!




venerdì 29 luglio 2022

Viote, 1500 metri, un biotopo da salvaguardare dagli interessi che vogliono devastare l'ambiente!

#svilupposostenibile #MonteBondone Trento Funivie prosegue imperterrita nel voler costruire un bacino artificiale per innevamento sulla piana delle Viote, monte Bondone. A 1500 metri, con lo zero termico sempre più in alto, ci si ostina a seguire progetti obsoleti che, per giunta, devasterebbero un biotopo ricchissimo di biodiversità. In questo video potrete capire cosa significa devastare la piana delle Viote e, inoltre, lancio una controproposta, da valutare seriamente, per tutelare sia l'ambiente delle Viote, sia gli interessi degli operatori del Bondone. Chissà se qualcuno è interessato ad ascoltare un SI costruttivo, ma alternativo alla distruzione dell'ecosistema fragile del biotopo delle Viote. Vedremo gli ambientalisti che si professano tali anche in campagna elettorale, se sapranno cogliere qualche idea meno impattante... 

Qui il link al video: 





martedì 21 giugno 2022

Trentino e politiche ambientali insostenibili.

Inceneritori per il trattamento dei rifiuti, bacini di innevamento artificiale a bassa quota, consumo del territorio in progressione. Tutte politiche che hanno contribuito a generare i cambiamenti climatici in corso e che sono sotto gli occhi di tutti. Ma tutti i governanti si riempiono la bocca di attività mirate alla salvaguardia ambientale, salvo poi perseguire gli stessi metodi che hanno causato la situazione attuale. Chiacchiere da dibattiti, ma fatti reali di cambiamento programmatico ZERO! 
ù


Marco Ianes - Trento

sabato 18 giugno 2022

Acqua, una guerra mondiale.

#svilupposostenibile #acqua
La risorsa più importante del pianeta, l’acqua, comincia a scarseggiare davvero. E si continua a progettare sistemi di spreco, come bacini di innevamento artificiale che deviano percorsi naturali alterando ulteriormente l’eco sistema e la biodiversità dei luoghi, inoltre deturpando il paesaggio. Mi riferisco alla folle idea di un bacino artificiale alle Viote. 
E continuiamo anche a perseguire politiche agricole che determinano grandi consumi di acqua, come gli allevamenti intensivi; anche questo grande tema. Si consuma troppa carne. E non è più solo un tema da “animalista”, bensì lo si deve analizzare anche sotto il profilo ambientale e per mitigare i cambiamenti climatici. Ma continuiamo a sostenere economie che hanno generato la situazione attuale, che è fonte di quei cambiamenti climatici che stanno dando i risultati riportati negli articoli come questi, ormai quasi all’ordine del giorno. 
E la politica tace, chi governa non è in grado o non vuole capire che è indispensabile cercare progetti radicalmente diversi.
Qualche proposta esisterebbe. E qualche approfondimento su questi temi ambientali lo proporrò a breve.
Intanto, piano piano, inizia una nuova guerra mondiale, che ci devasterà. La guerra per il controllo delle risorse, acqua in particolare, ma anche idrocarburi, è iniziata. E se non cambiamo, porterà l’uomo alla sua estinzione. Sono pessimista, molti dicono. E quelli che me lo dicono, guardate un po’, sono proprio coloro che hanno in mano il potere. 



venerdì 1 aprile 2022

giovedì 5 agosto 2021

Il sentiero degli gnomi e altre storie. Nuovo libro appena uscito per parlare di ambiente in maniera diversa.


Una raccolte di fiabe magiche, leggende, ma anche storie in parte vere! Per tutti, dai più piccoli agli adulti per imparare il rispetto del bosco, delle sue creature e della biodiversità che vive in questi posti incantati. Un modo leggere per imparare a rispettare la Natura, per entrare in punta di piedi nel regno degli animali selvatici. 
Se siete interessati qui il link per ordinare il libro: ORDINA QUI IL LIBRO


Marco Ianes - Trento

giovedì 22 aprile 2021

Dal FATTO QUOTIDIANO una mia riflessione, dopo lo sconcertante articolo del vicepresidente della giunta provinciale di Trento, nonché assessore all'ambiente (sic) Mario Tonina. 






lunedì 28 dicembre 2020

Neve che cade, anche al Casteller, dove tre orsi sono segregati in condizioni pietose!

#orsiliberi
Penso alla neve che cade. Penso ai boschi, luoghi di vita degli orsi, dei cervi, dei lupi, scoiattoli e molti altri animali del bosco; poi, penso, tristemente, alla neve che cade al Casteller, che i tre orsi vedono cadere dietro le sbarre di una prigione in cemento.

E penso che sono stati messi lì per la cattiveria, la perfidia di un uomo, che ha un nome: PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TRENTO, MAURIZIO FUGATTI.

Un uomo che ne ha fatto, a questo punto, una questione del tutto personale ed esclusivamente politica.
Gli orsi del Casteller potrebbero essere liberati, con radio collare, anche subito.

Lo chiede il MONDO intero e il Trentino è su tutta la stampa nazionale e internazionale per i maltrattamenti che questi orsi stanno ANCORA SUBENDO!

E la Procura di Trento, dove giacciono numerose denunce, DORME in SILENZIO ASSORDANTE!

Ma, prima o poi, tutti i nodi verranno al pettine.
Intanto, però, continua la prigionia degli orsi! E...sono in arrivo altre denunce, con elementi nuovi!

Mai fermi, sempre e continuamente sul pezzo, per liberare gli orsi! Si continua a combattere per la loro libertà!



domenica 1 novembre 2020

Liberiamo gli orsi, ministro Costa. Basta chiacchiere.

Mentre stiamo soffrendo per le limitazioni imposte dal Covid, restrizioni delle libertà personali, non riusciamo ad essere “civili” nemmeno con gli orsi, che nascono liberi e fanno ciò che natura insegna loro. E li teniamo imprigionati in gabbie in cemento, maltrattandoli, come si evince dal rapporto del Cites (carabinieri forestali) inviati al Casteller dal ministro “evanescente”Costa.  Un ministro che si scandalizza per la situazione, appare interessato sui blog e sulla stampa, ma dopo aver avuto conferma dei maltrattamenti non fa più nulla. E il presidente Fugatti, che ha incassato più ricorsi accolti lui che tutti i suoi predecessori in merito all’operato sugli orsi, continua  la sua barbara opera di maltrattamenti, non liberando gli orsi al Casteller. E il resto della politica che fa? Letargo silente! Qui una petizione lanciata per sollecitare il ministro ad intervenire. Venerdì 6 novembre verrà chiusa ed inviata al ministro. Firmate e condividete numerosi. 


Marco Ianes - Trento

mercoledì 21 ottobre 2020

Orsi e uomini, convivenza possibile.


#orsi #m49 #m57 #dj3 #jj4 
Qui il meeting on line tenuto CON ESPERTI VERI il 19/10/2020. 

Su youtube potete vedere e ascoltare Antonio Liberatore, Giancarlo Ferron, Corradino Guacci, Gabriele Bertacchini, Davide Celli, Ornella Dorigatti e il sottoscritto.  

Per parlare di convivenza possibile è necessario fare formazione e informazione

E si cerca di farla coinvolgendo chi lavora con gli orsi da oltre 30 anni, come veterinari, guardiacaccia, formatori e dirigenti forestali esperti. 

Non sparando a zero sui giornali aggressioni farlocche o provocate da comportamenti errati degli uomini. 



lunedì 5 ottobre 2020

Qui un bellissimo articolo del THE GUARDIAN; orsi, Trentino che ne sfrutta il marchio per pubblicità, ma li tiene in galera! 


Per chi vuole, qui la traduzione in italiano :

L’orso Papillon: come il 'genio della fuga' ha acceso un dibattito nazionale in Italia. 

 Un tempo era uno degli animali selvatici "più ricercati" d'Europa, l'orso ora incarcerato è diventato il simbolo del conflitto per la reintroduzione dei grandi predatori. 

Il prigioniero si trova in una gabbia di due metri per sei, circondata da tre recinzioni elettriche da 7.000 volt, una barriera alta quattro metri, telecamere a circuito chiuso e un certo numero di guardie forestali. Da lontano, la struttura ricorda una prigione di massima sicurezza o anche il recinto del  T-rex in Jurassic Park. Il detenuto non è, tuttavia, un rettile di grandi dimensioni o un boss mafioso siciliano, ma un orso. Il suo nome in codice è M49, soprannominato Papillon, e fino alla sua cattura il mese scorso, era l'animale selvatico più ricercato d'Europa, accusato di aver massacrato dozzine di mucche e pecore sulle montagne del nord Italia. 

Papillon, che pesa 149 kg, è considerato dalle autorità un "genio della fuga". È stato ripreso dai dalla guardia forestale il 7 settembre dopo essere fuggito sei settimane prima dal suo recinto presso il centro faunistico di Casteller, a sud della città di Trento. Il recinto era stato precedentemente rinforzato dopo che Papillon era fuggito tre volte. Un'altra fuga sarebbe un imbarazzo pubblico per le autorità, il che significa che dal 7 settembre Papillon è rinchiuso, ha detto una fonte ufficiale al Guardian. 

La storia di Papillon, che alla fine è stato catturato due settimane dopo che un altro giovane orso maschio ha aggredito un agente di polizia nella provincia di Trento, ha riacceso il dibattito sulla reintroduzione degli orsi bruni nella regione. 

 'E le mucche e le pecore?' 

Gli orsi sono al centro della cultura e della storia del Trentino-Alto Adige. Uno dei santi della zona è San Romedio, un eremita del IV secolo che viene spesso raffigurato con un orso al suo fianco. La leggenda vuole che il cavallo che Romedio stava cavalcando mentre si recava a Trento per incontrare il vescovo sia stato sbranato da un orso. L'eremita domò l'orso e  lo cavalcò fino alla sua destinazione. 

 La caccia intensiva iniziata nel XVII secolo ridusse notevolmente il numero di orsi bruni in Italia, poiché i governatori della città pagavano ai cacciatori somme ingenti per uccidere gli animali. Nel 1998 in Trentino erano rimasti solo quattro orsi selvatici. 

Con gli orsi prossimi all'estinzione, è stato lanciato il progetto Life Ursus, finanziato dall'Unione Europea, per reintrodurre gli orsi nella regione. 

 "Hanno portato in Trentino nove orsi dalla Slovenia, tre maschi e sei femmine", dice Osvaldo Negra, zoologo e rappresentante del World Wide Fund for Nature a Trento. “All'inizio degli anni 2000 sono nati i primi cuccioli. Da allora, la popolazione è aumentata lentamente ma inesorabilmente fino a raggiungere i 60 orsi. Nel 2010 il progetto Life Ursus è stato dichiarato concluso con successo ". 

Sembrava tutto sulla buona strada, ma la reintroduzione degli animali nel parco naturale Adamello Brenta riaccese presto la tradizionale battaglia tra uomo e orsi. 

 "Gli orsi hanno iniziato a spostarsi da una zona all'altra", dice Ornella Dorigatti, rappresentante di Trento per l'Organizzazione internazionale per la protezione degli animali (OIPA). "Raggiunsero i limiti di alcuni villaggi e, data la mancanza di cibo in montagna, iniziarono a depredare il bestiame, che vaga libero in queste valli". Oggi, i pastori che perdono il bestiame vengono rimborsati fino a € 1.200  per animale. Ma il conflitto sugli orsi continua. 

 "Gli orsi stanno compromettendo il nostro sostentamento in queste valli", dice Giacomo Broch, 43 anni, presidente dell'Associazione Pastori della provincia di Trento. “Le ricompense vanno bene, ma fino a un certo punto. Le nostre mucche e pecore non sono solo numeri. Ognuno ha un nome e una storia. Tutti vogliono difendere gli orsi, ma perché nessuno considera le mucche e le pecore indifese che vengono sbranate da questi carnivori? " 

Broch aggiunge: “Dobbiamo contenere i loro numeri. E quando dico contenere, intendo dire abbattere ". 

 Quando gli attacchi hanno iniziato a diventare più frequenti, con l'aumento del numero di orsi, sono state formate speciali squadre armate "anti-orso" per catturare e, se necessario, sparare agli orsi considerati "potenzialmente pericolosi". 

 Nel 2012, un orso di sei anni con nome in codice JJ5, accusato di aver attaccato numerosi animali da fattoria, è morto dopo essere stato sedato. I suoi resti imbalsamati sono esposti al terzo piano del Museo delle Scienze della città di Trento. Nel 2014, Daniza, madre di due cuccioli, è morta per essere stata tranquillizzata dopo essere stata catturata per aver presumibilmente tentato di aggredire un uomo. Nel 2017, le guardie forestali hanno ucciso KJ2, un’ orsa accusata di aver aggredito un uomo nel bosco. Altri orsi sono finiti dietro recinti recintati, mentre circa 10 sono semplicemente scomparsi. 

"Le soluzioni per proteggere i pastori esistono", dice Negra. “Ci sono recinzioni elettrificate e cani da guardia. Le autorità hanno invece adottato un approccio che io chiamo "occidentale", in cui gli orsi sono considerati criminali incalliti che meritano di essere rinchiusi ". 

 'I nostri antenati hanno capito bene' 

Nel 2018 Maurizio Fugatti, esponente della Lega, partito di estrema destra, è stato eletto presidente della provincia autonoma di Trento, grazie in gran parte al sostegno dei pastori. Ha dato l'ordine ai forestali se necessario, di sparare a vista agli orsi ritenuti pericolosi. 

 In cima alla sua lista c'era M49, di quattro anni, il 49esimo orso maschio nato in Trentino, che aveva acquisito uno status leggendario nella regione. Affermando che tale orso fosse responsabile dell'attacco a dozzine di animali da fattoria, Fugatti ha ordinato che fosse catturato e la sera del 14 luglio 2019 l'orso è stato preso in custodia. 

Il giorno dopo la sua cattura, la gabbia dell'M49 era vuota. L'orso era riuscito a scavalcare tre recinzioni elettriche e una barriera alta quattro metri prima di scomparire nel bosco. Fugatti ha concesso ai forestali il permesso di sparare all'orso se si avvicinava ad aree abitate. "Il fatto che l'orso sia riuscito a scavalcare un recinto elettrico con sette fili a 7.000 volt dimostra che questo esemplare è pericoloso e pure un problema di sicurezza pubblica", ha detto Fugatti all'epoca. 

La grande fuga valse a M49 il nome di Papillon, dal nome dell'omonimo personaggio del libro di memorie di Henri Charrière sulla fuga da una colonia penale francese, distribuito come film nel 1973 con Steve McQueen. L'animale è stato ripreso il 29 aprile di quest'anno, ma è rimasto in cattività solo per due mesi prima di fuggire di nuovo. Dopo essere stato nuovamente catturato, il suo recinto è stato rinforzato e l'orso è stato dotato di un radio collare per monitorare i suoi movimenti. Fu tutto inutile, poiché Papillon, che era già diventato un simbolo di libertà e un paladino della forza della natura sull'uomo, è riuscito a scappare ancora una volta il 27 luglio e si è tolto il collare. 

In fuga, l'orso più ricercato d'Europa ha attraversato la Val di Fiemme, dove pascolavano le mucche dei fratelli Varesco. La famiglia Varesco è fatta da pastori da tre generazioni. La notte del 14 agosto di quest'anno, l'orso fuggitivo avrebbe ucciso quattro delle loro mucche. "Li ha uccisi tutti, ma ha mangiato solo il vitello non ancora nato di una delle giovenche", dice Mauro Varesco. “Da queste parti, fino a pochi decenni fa, la gente riceveva premi per la caccia agli orsi. I nostri antenati agivano bene ". 

Il periodo di fuga di Papillon si è concluso il mese scorso. Una fonte ufficiale del centro di Casteller, dove l'animale è attualmente detenuto con altri due orsi, ha detto che Papillon ora trascorre le sue giornate in una gabbia e che nelle prime settimane di detenzione i veterinari gli hanno somministrato dei tranquillanti per calmarlo. Fugatti e le autorità di Trento non hanno risposto alle richieste di commento del Guardian. 

Il ministro dell'ambiente italiano, Sergio Costa, da allora ha dichiarato che l'animale deve essere restituito allo stato selvatico. Ma su Facebook, Costa ha detto che il governo nazionale aveva poca autorità sul futuro di Papillon, poiché lo status di autonomia della provincia di Trento le dava il diritto di decidere il futuro dell'orso. 

 "Tra un M49 rinchiuso per tutta la vita e un M49 morto, come zoologo preferisco l'eutanasia", dice Negra. "Lo considero una soluzione più adatta per un animale selvatico." 

 Anche se Papillon verrà rilasciato nei prossimi giorni, gli attivisti per i diritti degli animali sono pronti per una battaglia legale in corso contro le autorità per gli orsi della regione. "Gli orsi devono essere tenuti liberi", dice Dorigatti. Negli ultimi 10 giorni dichiara di aver fatto uno sciopero della fame per protestare contro l'incarcerazione di Papillon. 

“Il Trentino ha ottenuto fondi dall'Unione Europea per reintrodurre gli orsi. E proprio mentre il numero di orsi in questa regione ha iniziato a stabilizzarsi, vogliono eliminarli perché credono che ce ne siano troppi ", dice Dorigatti. "Questi boschi appartengono ai lupi, agli orsi e ai cervi", aggiunge. "Noi umani siamo solo ospiti." 

Dall'altra parte della discussione ci sono i pastori che vivono in queste valli da generazioni e non desiderano condividerli con i grandi predatori. Al centro c'è  Papillon, racchiuso in una gabbia di due metri per sei, e la domanda se la reintroduzione di specie in Europa possa funzionare. 

"Il ritorno dei grandi predatori nelle foreste italiane, ma anche nell'Europa centrale, è una sfida enorme", afferma Marco Galaverni, direttore scientifico del WWF Italia. “Non dobbiamo dimenticare che queste specie sono molto carismatiche, e ci vuole una conoscenza specifica per convivere con loro affinché i benefici della loro reintroduzione siano condivisi da tutti, ma soprattutto per evitare spiacevoli incontri con loro. 

“Da anni stiamo lavorando a un progetto con partner europei nel Mediterraneo chiamato Life Arcprom, il cui obiettivo è migliorare la convivenza tra uomo e orsi per prevenire il rischio di incontri ravvicinati ed evitare danni ai pastori. 

 "In sostanza, uno sparo non può risolvere la nostra convivenza con gli orsi." 


Marco Ianes - Trento

venerdì 25 settembre 2020

Storie di montagna.

Storie di montagna.

"Buon giorno - disse lei, incrociando lo sguardo della bella fanciulla che stava vagando per i boschi- ti sei persa? Che fai qui, nel bosco, da sola?"
Lei la guardò sorpresa, non si aspettava di incontrarla e cominciò ad avere un po' di timore.
"Mi farai del male?", chiese titubante la ragazza.
"Perché mai dovrei? - rispose lei, calma e tranquilla - sto solo passeggiando, come te; tu vai per la tua strada e io per la mia. Ti ho osservata mentre girovagavi per il bosco; sai, casa mia è qui vicina, proprio qui dietro, e i miei figli stanno giocando; sentendo un rumore, mi sono preoccupata e sono uscita a vedere."
La ragazza sorrise di fronte a tale calma e tranquillità.
"Non hai paura a vivere nel bosco? - disse - ci sono molti animali pericolosi ed è pieno di insidie; non temi per i tuoi piccoli?"
"Certo che ho paura, con tutti gli uomini cattivi che ci sono in giro, che cercano di fare del male ai piccoli, sono terrorizzata; sembra quasi che questi uomini entrino nei boschi come fosse loro esclusiva proprietà; sparano, uccidono selvaggina, cercano orsi e lupi per dire di averli visti e fare i gradassi, anziché lasciarli tranquilli; rubano la selvaggina agli orsi e ai lupi, cacciandola e poi si lamentano se questi cercano cibo vicino alle abitazioni. Lasciano i bidoni delle immondizie, con del cibo dentro, accessibili e si lamentano se gli orsi entrano nei paesi a cercare cibo; creano mangiatoie per attirare la selvaggina, ma ovviamente anche gli orsi mangiano le stesse cose, quindi attirano anche loro. Certo che ho paura di questi uomini"
La ragazza la guardò pensierosa. "Ma tu come sai tutte queste cose? Sai che non ci avevo pensato prima."
La sua interlocutrice la guardò, sembrava quasi stesse sorridendo; poi disse:" Lo so, perché il bosco è casa mia e ci vivo tutti i giorni ; lo so perché li vedo questi uomini, armati di fucili, che uccidono cervi, caprioli e tutto ciò che possono e che vive nel bosco. Lo so perché cercano anche me e i miei bambini e poi mi arrabbio cono loro e faccio un po' di rumore per tentare di mandarli via e invece che andarsene, mi sfidano. Lo so perché il bosco è casa mia e io, mamma orsa, li vedo tutti i giorni questi idioti."
La ragazza si mise a piangere, commossa. L'orsa si girò e tornò sui suoi passi, rientrando nel bosco. Sapeva che la giovane non era un pericolo per i suoi cuccioli, quindi se ne andò tranquilla.
La ragazza aveva capito, l'orsa lo sapeva. Peccato che molti altri uomini non fossero come quella fanciulla. Sarebbe stato così bello convivere con tutti.