"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


giovedì 16 novembre 2017

#Tari gonfiata, l’errore sulla Tassa rifiuti è macroscopico. E a pagarlo sarà come sempre Pantalone.

#Tari gonfiata, l’errore sulla Tassa rifiuti è macroscopico. E a pagarlo sarà come sempre Pantalone. Dal Fatto Quotidiano: 
https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/16/tari-gonfiata-lerrore-sulla-tassa-rifiuti-e-macroscopico-e-a-pagarlo-sara-come-sempre-pantalone/3979345/

domenica 22 ottobre 2017

Visita oculistica: chi la “vede”?

Si sa, con l’avanzare degli anni la vista cala, inevitabilmente.
Da qualche tempo mi accorgo che gli occhiali da vista che sto usando, non mi permettono di leggere bene, quindi chiamo il CUP e cerco di fissare una visita oculistica. La gentilissima operatrice mi dice che per tali visite si va verso la metà del prossimo anno e siamo al 20 ottobre! Sette-otto mesi per una visita oculistica, nel mio Trentino, luce e faro nazionale per la gestione virtuosa della sanità pubblica. Declino l’invito della signorina e vado on-line, sul sito del CUP per verificare personalmente. In prestazione privata trovo disponibilità già per il 7 novembre, stessi ambulatori, stessi medici, ma pagando dai 90 ai 110 Euro, a seconda del professionista scelto. Mi chiedo, ma che senso ha? Sono dipendenti pubblici che usano le strutture pubbliche per esercitare la professione privatamente. Pagheranno certamente il dovuto “affitto”, non dubito, ma che senso ha? Non si potrebbe ampliare l’offerta pubblica pagando loro straordinari? Pure io ho esercitato a lungo la libera professione, ma mi pagavo l’affitto di uno studio, mica chiedevo alla mia scuola di usufruire di PC e locali! Trovo assurda questa situazione, davvero senza senso. E anche vergognosa, viste le tasse che paghiamo. Rivedere queste situazioni sarebbe davvero importante. È un assurdo non trovare una visita in tempi accettabili, salvo poi scoprire che la stessa visita è possibile pagando in prestazione privata, ma in luoghi deputati all’esercizio della sanità pubblica. Davvero vergognoso e inqualificabile per la nostra sanità “autonoma”!

lunedì 24 luglio 2017

Orsi in Trentino, tra incapacità di gestione e incontri poco amichevoli.

#trentino #orso #daniza #biodiversità Orsi in Trentino, tra incapacità di gestione e incontri poco amichevoli. Dal Fatto Quotidiano: Orso in Trentino.
Marco Ianes - Trento

lunedì 10 luglio 2017

Vaccini, molte perplessità e scarsa chiarezza...

Vaccini, molte perplessità, mai fugate...
Sono molto perplesso sul programma di governo che prevede la vaccinazione estesa a 12, ora 10 parrebbe, vaccini. Premetto, non sono medico e ammetto la mia ignoranza in materia ma,  da cittadino, sono curioso di capire la questione. Alcuni anni fa mi sono occupato di inceneritore a Trento, prendendo parte attiva ad uno dei comitati promotori di soluzioni diverse all'incenerimento dei rifiuti. Che c'entra, direte voi, con la questione vaccini? Ebbene, in quel periodo ho avuto diversi contatti con medici di ISDE (www.isde.it)- International Society of Doctors for Environment, noti anche come "medici per l'ambiente" e, quindi mi sono rivolto a loro per avere un quadro della situazione. Ho chiesto loro di spiegarmi perché sarebbe così importante vaccinare in maniera diffusa come proposto dalla ministra Lorenzin. La situazione è molto controversa, poiché tra i medici stessi vi sono grandi perplessità su questa strada che il nostro governo sta intraprendendo. Mi hanno mandato alcune riflessioni e domande che non trovano risposte da parte del mondo politico, avendole loro rivolte alla ministra stessa, la quale però, attualmente, non sembra disponibile a dare dati e risposte oggettive, aldilà di quelle già note a mezzo stampa o nella versione ufficiale del decreto stesso (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/7/17G00095/sg).
Le domande, che faccio mie, come semplice cittadino, sono le seguenti:
  1. Quali sono le verità scientifiche che dimostrano la necessità dei 12 vaccini, ora pare diventati 10? Dove è possibile reperire tali dati, sempre se esistono?
  2. Abbiamo in corso 10/12 probabili epidemie in Italia, tali per cui è giustificabile un provvedimento così incisivo?
  3. Sono mai stati verificati gli effetti di un trattamento vaccinale (12 vaccini in un anno) come quello previsto nel decreto, su un campione significativo di popolazione? 
  4. Quali i possibili rischi per la generazione di neonati sottoposti a ben 10/12 vaccinazioni, non conoscendone gli effetti collaterali, dato proprio il tempo di somministrazione molto breve?
Mancano le risposte a questi quesiti, che anche un normale e semplice cittadino come il sottoscritto, dovrebbe essere in grado di comprendere e valutare. 
A puro titolo personale, mi viene un'altra domanda:" perché la necessità di istituire questa obbligatorietà così spinta? Non è che qualche azienda farmaceutica spinge fortemente su scelte politiche di questo genere, per ovvi motivi di interesse commerciale?" Se un ministro della Repubblica non dà informazioni sufficienti e non chiarisce bene tutti gli aspetti di una proposta sanitaria simile, è ovvio che nascano le proteste di piazza (http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/02/vaccini-lorenzin-decreto-martedi-trento-protesta-contro-lobbligo-ma-non-chiamateci-no-vax/3631241/) e si creino pensieri strani ( o forse no?) su collusioni tra politica e mondo farmaceutico che, ovviamente, non sono assolutamente provate. 
Ma allora, rimane ancora la domanda principale...perché tutto questo e in questo modo, non condiviso, non sufficientemente spiegato, propinato con poca base scientifica o, quantomeno, con dati non diffusi in maniera chiara?

Risposte si attendono, per creare cultura della prevenzione, non per dividere ulteriormente il Paese. 

mercoledì 17 maggio 2017

Somalia: emergenza siccità! Un momento di solidarietà.

Somalia: emergenza siccità!
Un momento di solidarietà per raccolta fondi.
Ci troviamo al PARCO DI MELTA VENERDì 19 MAGGIO ORE 16:30 PER UNA PASSEGGIATA SOLIDALE A SCOPO RACCOLTA FONDI.
Il motivo? Leggi qui: http://www.tpi.it/mondo/somalia/bambini-somalia-pericolo-siccita

sabato 15 aprile 2017

TAV, tunnel Brennero, Trentino e tanta, troppa confusione e poca trasparenza.




Foto: mentre al MUSE andava in scena lo spot pubblicitario della TAV e del tunnel del Brennero, fuori le forze dell'ordine tenevano a bada i "facinorosi" cittadini che protestavano contro la TAV. Trasparenza e condivisione dei percorsi? Dibattito aperto? A me sembra la solita musica!


Nello splendido Museo della Scienza, meglio noto come MUSE, a Trento, si è recentemente tenuto un dibattito pubblico, organizzato dal locale quotidiano l’ADIGE sul tema “TAV e tunnel del Brennero: cosa cambierà, una volta realizzato completamente, in Trentino e in Alto Adige, ma anche in tutta Italia e tutta Europa? Come si stanno preparando i territori, quali opportunità e quali rischi offre una struttura di quel tipo?”  Ospiti del convegno i relatori di parte favorevole alla costruzione dell’opera, ovvero il commissario governativo per il tunnel, ing. Ezio Facchin, l’assessore provinciale trentino alle infrastrutture Mauro Gilmozzi e il direttore dell’Osservatorio e del centro informazioni per il tunnel, dott. Martin Ausserdorfer. Assente, tra i relatori, qualsiasi rappresentante di posizioni contrarie a tale opera.
Fuori, sempre fuori dal dibattito, i manifestanti NO-TAV, a tenere compagnia ad uno schieramento di polizia esagerato.  Presenti in sala moltissimi esponenti della maggioranza di governo locale, consiglieri provinciali e la presidente del consiglio comunale di Trento, Lucia Coppola che rappresenta forse l’unica voce fuori dal coro della maggioranza di cui fa parte,  contro la costruzione dell’opera.  Se, da una parte, l’evento ha avuto il pregio di riportare l’attenzione su un argomento che, a mio avviso con maestria, la politica trentina sta tenendo sopito, dall’altra però, si evidenzia sempre una chiusura al dibattito completo, che possa prevedere al tavolo il confronto tra le varie opinioni, anche contrarie, a quest’opera imponente, costosissima e della quale non si conoscono bene i contorni. Sì, perché dal dibattito proposto, non si è fatta luce su progetti relativi alle tratte tra Bolzano, Trento, Rovereto e Verona, lasciando capire che esiste ancora il “progetto preliminare” originale, ora rivisto e sistemato, sempre in via provvisoria da RFI :  http://www.ladige.it/news/cronaca/2017/01/26/tav-ipotesi-rfi-galleria-pi-corta-trento-niente-raddoppio-rotaliana-ma). Praticamente, il dibattito non ha portato alcuna novità degna di nota, ma è sembrato più un mega spot promozionale, per far sapere che il tunnel del Brennero sta procedendo alacremente, come ha detto Martin Ausserdofer, molto abile come promoter, affermando che in Alto Adige si sono sanati tutti i contrasti iniziali con la cittadinanza contraria, grazie al dialogo e alla partecipazione. Un dubbio mi viene anche sugli strumenti utilizzati… forse magari anche grazie a qualche strategia politica di compensazione territoriale? Chi lo sa! In Trentino, invece, tutto tace; l’assessore competente, ha fatto il punto sulla situazione, dicendo “che ci stanno pensando” e che sarà attivato un percorso partecipativo per dialogare con i cittadini e per raccogliere suggerimenti. Intanto, però, da anni vengono rifiutati confronti pubblici con i cittadini che sono contrari all’opera. Bella coerenza di trasparenza e apertura al dialogo. Nell’intervento del commissario governativo, l’ing. Facchin ha evidenziato che è necessario superare gli attriti, ma non un cenno a numeri che possano giustificare un’opera simile. Ci si aspettava qualche riferimento tecnico su cui ragionare, come ad esempio quali impatti ambientali la struttura a progetto preliminare potrebbe generare e quali prospettive di mitigazione si potevano introdurre; oppure, quanti treni saranno previsti e che percorsi di conversione del traffico da ruota a rotaia, a livello economico-politico, si sarebbero attivati per rendere sostenibile un’opera che avrà effetti impattanti enormi su un territorio vocato all’agricoltura di montagna. Insomma, per l’ennesima volta, un altro spot a favore della TAV,  ma per assistere ad un dibattito serio su numeri, progetti e prospettive future, mettendo sul tavolo pro e contro, dovremo aspettare chissà quando. Sempre ammesso che questi signori si degnino di mettersi a serio confronto! In chiusura, la ciliegina sulla torta dell’ing. Facchin, che ha spudoratamente sollecitato la stampa, rivolgendosi ad un imbarazzato direttore del giornale l’Adige, dicendo:” …anche voi della stampa, dovreste guidare l’opinione pubblica sulla comprensione di queste opere”! Come dire, e interpreto soggettivamente…chiudete la bocca a quelli che non la pensano come noi! Sempre, però, con trasparenza e condivisione, ovviamente!