"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


lunedì 27 agosto 2018

Il Nuovo Mondo è il libro della settimana!

#ilnuovomondo è il libro della settimana per il sito: 


In libreria e ordinabile on line sui bookstores di Albatros, Feltrinelli, Ibs e molti altri. 

Con grande soddisfazione apprendo che il mio romanzo, uscito da poche settimane, è il libro della settimana per LIBRIERECENSIONI.COM.

Augurando a tutti coloro che vorranno acquistarlo e leggerlo una buona lettura, vi segnalo che è reperibile nelle migliori librerie; a Trento UBIK e ANCORA, altre su ordinazione.

Oppure ordinabile sui vari bookstores!


lunedì 16 luglio 2018

Il Nuovo Mondo libro di Marco Ianes...

#ilnuovomondo libro di Marco Ianes, edito da Albatros il Filo, in uscita tra qualche settimana nelle librerie. Qui vi lascio un piccolo estratto dal capitolo “L’Apocalisse”. 

Africa centro meridionale, fine maggio 2020.
Il falco pellegrino stava sorvolando la zona di quello che, fino a poco tempo fa, era il magnifico Ruaha National Park, in Tanzania. Prima dei tragici eventi che avevano sconvolto l’Africa e il mondo intero, il parco era una delle zone più incontaminate della Terra, poiché accedervi era difficile. Le sue gole naturali e spettacolari accoglievano molti elefanti, bufali, zebre, gnu, antilopi e naturalmente anche moltissimi predatori come leoni, leopardi e iene. Le eruzioni vulcaniche di due mesi prima avevano radicalmente mutato il paesaggio, ma soprattutto avevano decimato anche la fauna di quei territori, riducendo la presenza di vita sul terreno a pochissimi esemplari di ogni specie. L’unico reale vantaggio per il falco pellegrino era che, molto probabilmente, in questo momento era divenuto uno dei maggiori predatori presenti sulla faccia della Terra, dato che i concorrenti di terra, quali leoni, ghepardi, leopardi e iene avevano subito le stesse esorbitanti perdite delle altre specie. Molti uccelli erano riusciti, invece, a salvarsi, spostandosi verso le coste, volando istintivamente verso zone più sicure, dove l’aria risultava più respirabile e il calore emesso dalle eruzioni non era così elevato. Poi, cessate le eruzioni, avevano fatto ritorno ai luoghi di origine che presentavano cibo in quantità, con le carogne degli animali che si trovavano ovunque sparse sui territori. Dopo giorni di digiuno, avevano trovato di che nutrirsi in abbondanza. Sorvolando quelle terre, una volta immensamente belle, il falco pellegrino non aveva che l’imbarazzo della scelta per nutrirsi e mantenere il dominio dei cieli. Perfino quell’essere a due zampe, che solitamente lo cacciava con quelle strane cose che emettevano rumori secchi e lanciavano pezzi di metallo che, molto spesso erano più veloci di lui e lo colpivano anche mortalmente, non si vedeva più in circolazione. Anzi, pure la loro carne era buona da mangiare, dato che se ne trovava in quantità enorme, sorvolando addirittura i villaggi, dai quali una volta si teneva ben lontano, poiché aveva imparato bene quanto fossero pericolose quelle zone. Ma ora il pericolo non esisteva più. Non si vedeva più traccia di alcuno di quegli esseri minacciosi e pericolosi; no, ora era lui in cima alla catena alimentare e aveva possibilità di scegliere le proprie prede, senza che queste opponessero alcuna resistenza, perché erano lì proprio per lui e per gli altri rapaci minori, ai quali lasciava tranquillamente spazio, tanto da mangiare ce n’era per tutti. L’ordine precedente della scala alimentare era cambiato radicalmente e pareva che quell’essere a due zampe non ne facesse addirittura più parte.

lunedì 19 marzo 2018

Jobs Act, le prime conseguenze...

#jobsact #lavoro Ecco i primi dati REALI del Jobs Act. Precarietà, povertà, sfruttamento. Degni di na nazione all’avanguardia,vero? Poi ci si chiede, con sommo stupore, perché gli italiani hanno mandato a casa i parlamentari dell’area di governo. Certamente, con questa legge elettorale non abbiamo eletto certamente un Parlamento stabile e, di conseguenza, un Governo stabile. Ma almeno si spera che la lezione si stata compresa. Altre vie di sviluppo devono essere cercate, altre vie di apertura al lavoro devono essere progettate. A cominciare dalla scuola, laboratorio di formazione dei lavoratori del futuro e formatrice dei lavoratori odierni in ricerca di conversione quando disoccupati. Certo che, se la scuola non viene supportata da investimenti adeguati in termini di aggiornamento docenti e di infrastrutture  moderne, non possiamo pensare che da sola sia in grado di dare spinta significativa al progresso del Paese. E la classe politica eletta, purtroppo, temo non sia in grado di recepire tali bisogni. Nemmeno la precedente, sia ben inteso, che si vuole fregiare di aver coniato provvedimenti, appunto, proprio come il famoso Jobs Act! Progresso? No, il progresso è ben altro. Il progresso è da rilevare quando i cittadini lavorano senza ansia, quando riescono a progettare la propria vita con una scala temporale che vada ben oltre i tre mesi di “lavoro” precario. Forse, rivedere le strategie industriali, abbinandole ad una programmazione scolastica moderna potrebbe dare impulso ad una muova via per creare posti di lavoro stabili. Si chiama Green Economy, ma non quella di cui si riempiono la bocca tutti i politici di carriera senza nemmeno sapere di cosa stanno parlando. Green economy significa acquisire una nuova mentalità globale, che sia di base a qualsiasi progetto industriale. Ma di questo, scriverò in maniera più dettagliata nei prossimi giorni, al mio rientro da Londra, dove ho approfondito proprio questi temi visitando alcune realtà professionali che lavorano in questo campo.