"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


giovedì 15 gennaio 2015

Europa che cambia, e il Trentino? Qualche proposta noi la avanziamo....



Europa  che cambia, e il Trentino?
Mi fa un certo effetto sentire il nostro presidente del consiglio che, molto saggiamente, dice che l’Europa deve cambiare, altrimenti sarà il fanalino di coda del mondo; ha ragione da vendere!
Peccato, però, che il monito parta da chi dirige un paese che è già fanalino d’Europa, o quasi, per quanto riguarda sviluppo, occupazione e innovazione. Un paese, il nostro, che fa leva ancora su tradizionali metodi di economia, che ormai appartengono a quello stesso sistema che ha generato la devastante crisi in cui siamo immersi. E, nel nostro paese, la politica degli annunci sembra avere prevalenza su una politica del rinnovamento reale. E questi percorsi, purtroppo, hanno spesso caratterizzato anche la gestione della politica provinciale, nell’autonomia che abbiamo.
E, proprio per partire dalle possibilità che la nostra autonomia  ci permette, in questi giorni abbiamo presentato una proposta alla giunta provinciale, per riattivare l’economia delle piccole-medie imprese e per dare la possibilità a famiglie e imprese stesse, di innovare e ristrutturare abitazioni e sedi.
Ma dove sta la novità? Non abbiamo certo scoperto grandi cose, ma abbiamo solamente cercato di indicare alcuni percorsi facilmente realizzabili, quasi a costo zero per le casse provinciali. La nostra proposta prevede lo stanziamento di 30 Ml di Euro divisi in tre anni (10 ML all’anno), da mettere a disposizione di chi decide di investire in energie rinnovabili e in ristrutturazioni/recuperi edilizi  e in messa a  norma di impianti tecnologici. Il percorso che proponiamo non vuole creare il solito giro di contributi a pioggia, ma sarebbe sostenibile dal gettito fiscale che verrebbe generato dalle fatturazioni che le imprese effettuerebbero. L’intervento provinciale servirebbe solamente per far partire il meccanismo, avviando la macchina  con un incentivo mirato e calcolato sul reale fabbisogno energetico di chi realizza l’intervento di installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili, oppure di chi ristruttura gli stabili  con rimozioni di amianto o di barriere architettoniche,  oppure di chi  riammoderna il proprio impianto elettrico o termico, per garantire la sicurezza e l’efficienza del proprio stabile, sia per privati che per imprese. Legando tali erogazioni di contributi al conferimento degli incarichi alle aziende artigiane locali, che così lascerebbero alle casse provinciali gli 8/10 delle tasse che pagano. E di interventi ce ne sarebbero in numero elevato da eseguire! Come si vede non c’è nulla di eccezionale da proporre, ma l’eccezionale sarebbe che venisse attuato veramente, per dare fiato all’economia agonizzante delle nostre imprese, per ridare la possibilità ai giovani di trovare occupazione , per permettere a famiglie e imprese stesse di sperare ancora in un futuro. In questo la nostra autonomia potrebbe davvero essere promotrice di vie nuove per uno sviluppo sostenibile, lo stesso che il nostro premier continua a decantare, ma che con i fatti stenta a proporre alla nostra Italia, che naviga ancora a vista, senza un preciso programma industriale, senza un piano energetico credibile. Perché a parole va benissimo dire che si deve cambiare, ma ora è tempo di passare ai fatti. Il Trentino, con la semplice proposta che abbiamo avanzato alla giunta provinciale in questi giorni, potrebbe dare l’esempio. Sempre se crediamo davvero di meritarci l’autonomia e non ci limitiamo, invece, ad amministrare il patrimonio senza investire nel futuro. Nuovi percorsi, molto sobri e facilmente sostenibili senza dilapidare risorse pubbliche, bensì utilizzando le stesse per rimettere in moto un’economia addormentata, sono improcrastinabili; se restiamo ancora a parlarci addosso rischiamo di lasciar sfuggire ogni possibilità di rinascita, mentre gli altri paesi cominciano a correre di nuovo.
Noi la proposta l’abbiamo avanzata, sperando che non cada nel vuoto ma possa avviare un iter positivo; chissà se verrà colta ed analizzata per strutturarla come percorso realizzabile o se si continuerà  solamente nella politica degli annunci. Gli strumenti li abbiamo, usiamoli in piena “autonomia”!

La proposta è scaricabile al seguente link: 

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